Lavorare Online

L’idea di lavorare online ha per molto tempo occupato una piccola parte del panorama del mondo del lavoro. Grazie ad Internet, queste opportunità sono ora molto più concrete e stanno spronando molte nuove aziende a far partecipare con successo i cosiddetti solopreneurs ai loro progetti di business.

Quali sono i vantaggi che derivano dal lavorare online? Che ci si creda o no, esistono per entrambe le parti.

Se una persona che lavora in remoto non si trova fisicamente in un ufficio…non significa che se ne stia a spasso da qualche parte :)
Secondo Maren Donovan, CEO di Zirtual, “Un business prospera ed ha successo in base alle scadenze e ai bisogni delle altre persone”. Quindi è altamente improbabile che un/a professionista che opera da remoto possa impiegare tre ore nel bel mezzo della giornata lavorativa a fare altro senza che questo abbia delle ripercussioni.

Lavoro da Casa Online: un’Ottima Soluzione per la Produttività

Le nuove tecnologie permettono ambienti di lavoro molto più flessibili e personalizzabili. E professionisti e lavoratori di oggi chiedono proprio maggiore flessibilità. È una vera e propria soluzione win-win. Le aziende ottengono i migliori talenti e risparmiano sui costi delle strutture.

In un sondaggio condotto da TINYpulse sulla soddisfazione e la produttività di chi svolge il proprio lavoro da casa online, un non trascurabile 52% ha riferito di avere contatti con il proprio manager almeno una volta al giorno. Mentre un ulteriore 34% interagisce con i manager una volta a settimana.

Lavoro Online da Casa

Sfatiamo subito altri falsi miti sul lavoro online da casa:

“Lavorare online da casa significa minore efficienza”. FALSO.

È facile presumere che qualcuno che lavori in remoto sia più distratto e che, quindi, la produttività ne risenta. Tuttavia, uno studio condotto dall’Harvard Business Review già nel 2014 dimostra esattamente il contrario, riportando che alcune aziende hanno visto un aumento della produttività dei lavoratori del 13,5% dopo aver loro concesso di lavorare a distanza.

Qualcuno che lavora fuori dall’ufficio ha meno distrazioni con cui fare i conti, come il comune “effetto della sala” , cioè l’idea che i lavoratori vengano portati via dalle loro scrivanie per chiacchierare alla macchinetta del caffè o condividere un pezzo di torta per il compleanno di un collega. I lavoratori online non soggetti a questo tipo di interruzioni e non hanno di conseguenza bisogno di altro tempo per recuperare la concentrazione dopo l’interruzione.

Molti temono che il trasferimento di informazioni e dati aziendali sensibili su computer e su server esterni comporti un abbassamento dei livelli di sicurezza. Anche questo è falso. La tecnologia si è sviluppata a tal punto da ridurre al minimo questo tipo di problemi.

Ci sono un sacco di soluzioni sulla sicurezza che vengono sfruttate da chi lavora online in tutto il mondo. Avvalersi di buone pratiche di sicurezza, come l’impostazione dell’autenticazione a due fattori e delle reti private virtuali (VPN) garantisce che le informazioni siano bloccate e non possano essere violate da persone terze non autorizzate.

Tra l’altro, come molti giustamente sostengono, se qualcuno è intenzionato a rubare informazioni e dati sensibili lo farà anche trovandosi sul luogo di lavoro.

Web writer. Le caratteristiche essenziali che lo contraddistinguono

Dopo aver illustrato le regole inviolabili da seguire (e quelle da non seguire) quando si creano contenuti per il web, vorrei soffermarmi su chi questi contenuti li crea di professione. Ovvero su coloro che in Italia vengono definiti web writer.

Sebbene sia un termine inglese, infatti, nel mondo del lavoro anglosassone o americano non l’ho mai sentito utilizzare. Piuttosto si parla, a seconda del caso, di content writer o copywriter.

Un web writer è invece (o almeno così mi sembra) qualcuno che possiede le caratteristiche di entrambi e che, a seconda delle esigenze del caso, si cala di volta in volta nell’uno o nell’altro ruolo professionale.

Non conosco esattamente le ragioni per cui sul mercato italiano si sia affermato questo termine, ma dal mio punto di vista è una cosa positiva.

Come già ribadito nell’ultimo post è essenziale per i lavoratori freelance essere creativi nella scelta del titolo professionale e, soprattutto, idearne uno che si adatti al proprio pubblico target di riferimento.

Vediamo allora cosa contraddistingue un web writer professionista.

1.Un bravo web writer utilizza diversi stili di scrittura

scrivere per il web Niente panico: non è necessario inventarsi nulla.
Molti stili di scrittura sono già stati “codificati” e raccolti nelle cosiddette
Guide di Stile

Come ci spiega Luisa Carrada di Mestiere di Scrivere:

“Una Guida di Stile è il documento che raccoglie regole, indicazioni e suggerimenti per chi scrive all’interno di un’organizzazione. Pubblica o privata, di qualsiasi settore.” 

Anche Buffer sviscera l’argomento in profondità nel suo blog (in inglese), indicando a fine articolo alcune Guide di Stile (Style Guides) molto autorevoli: National Geographic, WPMU (un super team di sviluppatori di WordPress secondo cui anche il design di un sito web ha bisogno della sua guida), MailChimp e addirittura The Economist.

E a casa nostra? Se non l’hai notata prima, scorri di nuovo il post di Luisa Carrada e dai un’occhiata alla sua interessantissima raccolta di Guide di Stile: ce ne sono davvero per tutti i tipi di settori e categorie professionali.

Ovviamente non è sufficiente leggere una guida per potersi dire web writer professionisti.
Però è senz’altro un ottimo punto di partenza per scrivere contenuti professionali e ben strutturati.

2. Un bravo web writer non sceglie argomenti a caso

web writerQualunque contenuto da creare comincia con l’analisi dei dati statistici.

Neil Patel ha spiegato in maniera dettagliatissima (sempre in inglese) come trovare idee per creare contenuti interessanti e di qualità. Quel post è stato poi condiviso ben 16.000 volte: mai visto un passaggio dalla teoria alla pratica più rapido di questo!

Riepilogando i dati principali da raccogliere ed analizzare:

 

Altrettanto essenziale è aggiornare le proprie conoscenze SEO con regolarità. Soprattutto nel caso di contenuti orientati alla vendita di prodotti o servizi.

3. Un bravo web writer è originale

Può sembrare un aspetto complicato perché magari, nello stesso momento, ci sono migliaia di altri content creator che scrivono dello stesso argomento.
In realtà è più semplice di quanto sembri.

Un professionista possiede sempre un proprio punto di vista, un tono di voce personale e una luce tutta sua anche su argomenti molto inflazionati.

4. Un bravo web writer è un esperto social media manager

scrivere per il webPerché?

Perché i social media offrono tutto ciò di cui si alimenta la sua professione:

  • Una vetrina dove condividere il proprio lavoro in maniera immediata e gratuita.
  • Una community di follower da coltivare.
  • Colleghi e publisher con cui interagire.
  • La possibilità di incontrare esperti del settore.

Conclusioni

Ormai ti sarà chiaro che scrivere per il web è molto diverso dallo scrivere sulla carta.
Un bravo creatore di contenuti non deve “solo” saper scrivere, ma possedere anche tutta una serie
di competenze aggiuntive sulla content creation, la ricerca di fonti autorevoli, la SEO e il social media management.

Se ritieni che queste competenze possano esserti d’aiuto per la comunicazione e il marketing della tua azienda, perché non ne parliamo a tu per tu?

A presto!

Consulente o freelance?

Sei una consulente o una freelance?

consulenteAnche a te è capitato di sentire spesso questa domanda? Se anche tu lavori nel mondo di internet, sicuramente sì.

In effetti con la crescita costante dei professionisti digitali e del lavoro online (meno male!), aumentano e si diversificano di pari passo anche i ruoli professionali.
Non sempre, a mio avviso, è possible distinguerli in maniera netta.
Spesso le competenze e i servizi si compenetrano gli uni negli altri.

Consulente e freelance: cosa li differenzia?

Molte persone confondono i liberi professionisti con i consulenti e viceversa.
Eppure una distinzione esiste e risiede tutta nel modo in cui vengono percepite le due professioni.

C’è un passaggio di quest’articolo su FastCompany che trovo illuminante. Tradotto recita più o meno così:

Le parole che usiamo influenzano la percezione che gli altri hanno di noi. Dicendo di essere dei liberi professionisti (freelance, ndt) spesso non comunichiamo in maniera efficace che siamo degli esperti nel nostro campo e che non siamo disposti ad accettare lavori (e compensi) di bassa qualità.
Potrebbe sembrare un pregiudizio ingiusto, ma è così.
Troppo spesso i clienti considerano i freelance dei lavoratori a basso costo piuttosto che dei partner strategici.

E ho paura che questo accada proprio fin troppo spesso.

Consulente

Vediamo la definizione che un dizionario di italiano dà di consulente:

Professionista a cui si ricorre per avere consigli e chiarimenti su questioni di sua specifica competenza

Freelance

Come viene definito un freelance dallo stesso dizionario?

Chi nell’ambito delle libere professioni, soprattutto in campo giornalistico, pubblicitario e commerciale, viene retribuito per singola prestazione d’opera, senza essere legato da un contratto

 

segretaria onlineCogli anche tu la (enorme) differenza?
Sembra quasi che un/a freelance sia un/a dipendente con la Partita Iva che lavora su singoli progetti o task a termine.
Una volta terminato il progetto che gli è stato assegnato, il suo rapporto con il cliente termina fino al prossimo incarico.

Invece un consulente viene percepito come un professionista molto più autorevole, slegato da scadenze o singole assegnazioni.
Perché le soluzioni che offre sono preziose indipendentemente dal tempo necessario per crearle.
Il cliente, insomma, lo percepisce come un esperto degno di un investimento per il suo business.
Soprattutto, lo coinvolge quasi come un partner in grado di fornire esperienza e valore in una specifica area.
Senza che, da parte sua, il consulente debba spendere tempo ed energie per cercare di convincerlo.

Parafrasando

Un freelance vende il propio tempo, un consulente vende il proprio valore.

Ma è davvero necessario scegliere?

segretaria onlineMeglio ancora: è davvero necessario che la scelta si riduca soltanto a due titoli professionali?

Ovviamente no. Anzi.

La strategia di personal branding che si deciderà di utilizzare farà tutta la differenza.

Secondo me la scelta del titolo professionale dev’essere quanto più creativa possibile (c’è un articolo di Alexandra Franzen che ho trovato molto utile a questo riguardo). Soprattutto: dev’essere tutta forgiata attorno al tuo pubblico target di riferimento.

A chi ti rivolgi? Chi è il tuo cliente ideale? Questo interessante post di Gioia Gottini spiega molto bene la questione.

Per definire il tuo target puoi anche ricorrere alla tecnica del cosiddetto journaling (creata dalla fantastica Marie Forleocalandoti completamente nei suoi panni del tuo cliente ideale.
Anche in questo caso Gioia Gottini corre in nostro aiuto.

Conclusioni

Quando si è professionisti indipendenti il personal branding è tutto. Investire il giusto tempo nella definizione del tipo di professioniste/i che vogliamo essere e, prima ancora, nel tipo di cliente a cui ci vogliamo rivolgere è fondamentale per la sopravvivenza stessa del nostro business.

Ti lascio con questa mia riflessione:

Se un freelance vende il proprio tempo e una consulente vende il proprio valore, allora tutti/e dovremmo aspirare ad essere degli imprenditori. E vendere il nostro business.

In ogni caso, se vuoi sapere se per te posso essere più freelance o più consulente 🙂 clicca qui oppure contattami.

Come usare Instagram in maniera professionale: creare un calendario editoriale di un mese

Ho già parlato diverse volte di come usare Instagram in maniera professionale e di quali siano gli step da seguire per impostare e gestire un profilo aziendale o utilizzare gli hashtag in maniera ottimale.

Quando si parla di social, però, si sa che sono i contenuti a fare la vera differenza. È quindi fondamentale pubblicarli in maniera regolare. Il problema è che (molto) spesso non si ha abbastanza tempo da dedicare a quest’attività. Ne so qualcosa: è capitato spesso anche a me.

Le buone pratiche di Instagram

strategia instagramHo quindi provato a trovare una strategia, un processo che
mi aiutasse a pubblicare post in maniera più sistematica.

Dopo un po’ di ricerca ho capito che la presenza di una programmazione strategica da attuare prima di iniziare a pubblicare, è fondamentale.
Ho quindi iniziato a creare un calendario editoriale mensile partendo dalle buone pratiche di Instagram.

Vediamole una per una.

1. Scopri quali sono le “Giornate Internazionali” del mese

O anche se, nel corso del mese, ci sono eventi importanti (ad esempio gli Oscar).
Questi avvenimenti raccolgono un forte interesse sui social, creando un vivace “buzz”.
Se ogni tanto si dedica un post ad uno o più di questi temi “popolari” si creano buone opportunità di acquisire nuovi follower.

Ecco l’elenco ufficiale delle Giornate Internazionali. Devo dire che sono sempre di più e sempre più curiose. Ce n’è qualcuna che potresti sfruttare per il tuo business?

Ad esempio, trovo molto smart che questo ristorante “sfrutti” la Festa della Donna (vedi gli hashtag) per promuoversi:

2. Trova gli hashtag correlati e di tendenza

E a proposito di hashtag, per capire come usare Instagram in maniera efficace è fondamentale capire come utilizzarli: è grazie a loro se le persone trovano te e i tuoi contenuti.

Oltre a quelli che sono sempre di tendenza, ce ne sono sono alcuni che diventano (molto) popolari durante alcuni mesi specifici perché relativi all’evento o alla Giornata particolare che si celebra quel mese (vedi immagine sopra).

Il consiglio è di non scegliere quelli che vengono utilizzati milioni di volte (il tuo post comparirebbe nel feed mezzo secondo per poi scomparire nel mare di tutti gli altri che stanno utilizzando lo stesso hashtag nello stesso momento), ma quelli molto simili che, però, hanno un utilizzo più basso.

Ad esempio, per il mese di marzo l’hashtag #primavera è molto utilizzato: più di 7 milioni di volte.

strategia instagram

L’hashtag ideale da utilizzare in questo caso potrebbe essere #primavera2018: usato oltre 27.000 volte.
Un ottimo numero.

strategia instagram

3. Trova gli influencer del tuo settore

Citare gli influencer del tuo settore nelle didascalie è una buona mossa per rendere il tuo business visibile a moltissimi nuovi potenziali follower.

strategia instagram

4. Definisci e diversifica il tipo di contenuti

Questa domanda è il vero cuore del tuo calendario editoriale:

Che tipo di contenuti ed immagini vuoi pubblicare?

Non è necessario che siano sempre dello stesso tipo.
Ad un’immagine di una località o della tua vita personale puoi alternare un consiglio professionale (business tip), una frase motivazionale o il tuo nuovo blog post.

Una volta definiti i contenuti che vuoi pubblicare, associa ogni post ad un giorno del mese e prova a rappresentare il tutto in un’unica immagine.

Et voilà: ecco pronto il tuo calendario editoriale per i prossimi 30 giorni.

strategia instagram

PRO TIP 1. Per creare o modificare le singole immagini o post (o il calendario editoriale stesso) puoi aiutarti con dei programmi di grafica come Canva: semplice e gratuito.

PRO TIP 2. Ovviamente, se nel corso del mese ci sono una Giornata Internazionale o un evento “pop” che ritieni possano aiutarti col tuo business, ricorda di inserirli nel calendario editoriale.

PRO TIP 3. La qualità delle immagini è un aspetto importantissimo su Instagram. Per sapere dove trovare immagini senza copyright, professionali, gratuite e di altissima risoluzione dai un’occhiata qui.

PRO TIP 4. Se utilizzare sempre lo stesso tipo d’immagini non è necessario, uno stile grafico uniforme e riconoscibile è, al contrario, uno dei pilastri di una buona strategia di branding.
Scegli o crea una tua personale paletta di colori (possibilmente con gli stessi colori del tuo logo) ed applica quei colori ad ogni immagine (con Canva è facilissimo).
Se non hai ancora la tua palette, trova il codice del colore prevalente del tuo logo con Colorpick Eydropper (un’estensione di Chrome), inseriscilo nel tool Coolors…et voilà: la tua paletta di colori è pronta!

5. Programma i post con i tool giusti (e gratuiti)

Questa strategia, però, non funziona se non si automatizza tutto il processo.

Una volta che avrai preparato tutti i post del mese, quindi, utilizza uno dei tool disponibili gratuitamente sul Web per programmare la data e l’ora di pubblicazione.

Te ne elenco alcuni:

Le versioni gratuite di questi tool hanno alcune limitazioni: il piano gratuito di Buffer permette di programmare fino ad un massimo di 10 post e Later Planoly non consentono la pubblicazione di video (ma puoi utilizzarli gratuitamente se non hai incluso video nella tua strategia editoriale).
È sempre possibile fare un piccolo upgrade a costi piuttosto contenuti: col piano “Awesome” di Buffer si possono programmare fino a 100 post per 10 dollari al mese.

Se invece ti è possibile investire in tool a pagamento, ecco le mie raccomandazioni:

Cosa ne pensi?

Hai bisogno di maggiori informazioni o di ulteriore supporto nella gestione di Instagram? Fammelo sapere.

Se invece ti piace la mia pagina Instagram, ti va di lasciarmi un Like?

Scrivere per il web: le 5 cose da fare e le 5 cose da non fare

Sono da sempre convinta che scrivere per il web preveda una serie di regole da rispettare e un’altra serie di passi falsi da evitare a tutti i costi.

Che si sia copywriter professionisti, web editor o web writer, la creazione di articoli- o contenuti di testo in genere- ha un suo decalogo (immutabile ed intramontabile) da seguire fedelmente, quasi come fosse una specie di Bibbia dei professionisti della comunicazione scritta.

Iniziamo con le 5 cose da fare se si vuole scrivere per il web:

1. Conosci il tuo pubblico

web editor

Probabilmente te lo sarai sentito ripetere fino alla nausea. Lo capisco, ma è proprio così. Non parlo solo di conoscere gli aspetti anagrafici. Chiediti piuttosto:

  • Cosa piace a chi ti legge?
  • Cosa lo interessa?
  • Cosa attira la sua attenzione?
  • Quali problemi e sfide deve affrontare?
  • Come puoi aiutarlo?

Questo passaggio è fondamentale per creare sin da subito contenuti che parlino direttamente ai loro bisogni o desideri.

Prendili per mano e portali dove vuoi tu.

2. Fai una ricerca delle parole chiave

Confesso che  neanch’io ho sempre seguito questa regola. A volte ho solo voglia di condividere dei consigli o delle riflessioni personali. Ma tutte le volte che ho ricercato le parole chiave, l’articolo si è posizionato benissimo sui motori di ricerca. Perché? Perché andando incontro a ciò che la gente cerca o desidera sul web, dimostri empatia nei loro confronti.
Se non sai da dove cominciare con la ricerca delle parole chiave, dai un’occhiata qui.

3. Descrivi i benefici piuttosto che le caratterstiche

scrivere per il webHai un prodotto fantastico? Ottimo.
Hai tentato di promuoverlo passando gran parte del tuo tempo
a descriverne tutti i singoli aspetti tecnici
che lo rendono così unico?
Tempo abbastanza sprecato.

Invece di focalizzarti su cosa i tuoi clienti dovrebbero compare concentrati sul perché dovrebbero farlo.

Oltre a fare leva sulle emozioni di un lettore, questo approccio ti aiuta anche a creare una storia del prodotto. Un racconto molto più avvincente che rimarrà impresso nella mente di chiunque molto più a lungo di una promozione basata su numeri e descrizioni.

4. Scrivi headlines magnetiche e coinvolgenti

Se non lo fai hai già perso una buona quantità di traffico, conversioni e condivisioni.

Perché?

Secondo Copyblogger, l’80% delle persone leggerà i tuoi titoli, solo il 20% leggerà, poi, i tuoi contenuti .
Suona molto ingiusto lo so, ma è per questo che creare titoli accattivanti è una regola molto importante dello scrivere per il web.

5. Rendi felici i tuoi lettori

scrivere per il webScrivere contenuti che diventino virali è forse il sogno di ogni web writer.
Ma anche se non fosse così, sapevi che gli utenti hanno maggiori probabilità di condividere contenuti che li rendono felici?
Il concetto è spiegato molto chiaramente in questo post sulla Scienza delle Emozioni del blog di Buffer.
In particolare quando vengono citate le parole di Abigail Posner, responsabile delle strategie creative di Google:

Quando vediamo o creiamo un’immagine che ci rallegra, la inviamo agli altri per dargli un po’ di quell’energia ed effervescenza. Ogni dono contiene lo spirito del donatore. Inoltre, ogni immagine ricorda a noi e agli altri che siamo vivi, felici e pieni di energia (anche se potremmo non sentirci sempre così in quel momento). E quando mettiamo un “Mi Piace” o commentiamo una foto o un video che ci viene inviato, inviamo di nuovo un regalo al mittente. […] Questo regalo condiviso contribuisce ad uno scambio di energia che amplifica il nostro piacere. Ed è qualcosa che ci sentiamo obbligati a fare.

Ed ecco le 5 cose da non fare se si vuole scrivere per il web:

1. Non rendere i contenuti troppo lunghi e complicati

web editorSul web ci sono mille distrazioni ogni singolo momento e l’attenzione degli utenti è MOLTO più bassa della vita reale (secondo il TIME è addirittura più bassa di quella di un pesce rosso…!).

È fondamentale, allora, che la lettura sia quanto più semplice
e scorrevole possibile:

  • Rimuovi le parole non necessarie
  • Mantieni il tuo linguaggio semplice
  • Rileggi più volte
  • Suddividi il testo in (pochi) paragrafi
  • Usa il grassetto per i concetti più importanti
  • Suddividi il testo in elenchi puntati e numerati (come questo)
  • Alterna i contenuti visivi (immagini e video) ai contenuti di testo

2. Non dimenticare link e Call-To-Action

Includere link interni ed esterni nei propri contenuti è sempre un’ottima pratica SEO: i primi manterranno gli utenti più a lungo sul tuo sito, i secondi (se puntati verso fonti autorevoli) ti aiuteranno a creare una buona strategia di backlink.

E a proposito di “indirizzare i lettori”…qual è il modo migliore per far compiere un’azione ai tuoi lettori? Semplice: chiedergliela.

Mentre molti ritengono che gli inviti all’azione (le cosiddette Call-To-Action o CTA) siano troppo semplicistici ed esplicativi, diversi case study dimostrano quanto in realtà siano una parte essenziale di un buon copywriting.
Ricorda, quindi, che tutto ciò che scrivi dovrebbe includere inviti all’azione (convincenti).

Le Call-To-Action hanno un enorme valore perché incoraggiano le persone a cliccare, acquistare, scaricare o condividere, aiutandoti a raggiungere gli obiettivi del tuo brand…e a far crescere la tua azienda!

3. Non esagerare e non mentire

web editorSe non hai ancora fatturato un milione di dollari online, per favore non dire che lo hai fatto. Se nessuno ha la minima idea di chi tu sia, non affermare il contrario. Sii onesto/a.

Contrariamente a quello che ogni marketer sulla terra vorrebbe far credere, dicendo di essere “il/la migliore del mondo” in qualcosa rischi di perdere credibilità.

Le persone capiscono da sole che cosa sia un “grosso affare” e cosa no, e questo vale anche per la tua azienda.

Se si è veramente bravi in qualcosa si dovrebbe semplicemente provare a spiegare perché lo si è.
Magari rafforzando la propria tesi attraverso case study, statistiche, testimonial, report ecc ecc. Insomma attraverso dati o parole altrui, più che le proprie.

4. Non fare un uso eccessivo delle parole chiave

Anche se al punto 2 delle 5 regole da seguire ho consigliato di utilizzare le parole chiave, attenzione alle mille insidie della SEO.
Se le keyword vengono ripetute troppo spesso all’interno di un testo si rischia di incappare nel cosiddetto keyword stuffing: un effetto “robotico” che inciderà negativamente sulla leggibilità del tuo contenuto, sul suo tasso di conversione e sulla sua posizione nella SERP.
Insomma, i lettori scapperanno dalla tua pagina e i motori di ricerca ti penalizzeranno.
Per evitare la cosa, puoi avvalerti di appositi plugin come SEO Yoast (per WordPress) che segnalano la giusta frequenza della parola chiave.

scrivere per il web

5. Non fare errori ortografici

Potrà sembrare banale e scontato da dire, ma io resto sempre stupita di quanto certi errori siano ancora diffussissimi (avete notato quante volte si scriva “apposto” invece di “a posto”? Io soffro tantissimo!).

Il dizionario italiano è nostro amico. Consultiamolo spesso 🙂

Cosa ne pensi?

Hai bisogno di supporto nella creazione di contenuti? Ti serve aiuto nella creazione o la gestione di un blog aziendale?
Parliamone insieme!

Come aprire un blog: 11 step per un sito sicuro, performante, SEO-friendly e in linea col GDPR

Sull’importanza che riveste un blog professionale per la propria attività ho già parlato nel mio guest sul post  TagliaBlog.

Perché aprire un blog?

Per mille ragioni.
Aprire un blog è il modo più semplice di far conoscere il tuo business al mondo, condividere le tue idee e le tue competenze e ottenere maggiore visibilità.
Puoi utilizzarlo per promuovere la tua attività come centro della tua strategia di web marketing o persino per creare un sistema automatizzato di entrate online.

La buona notizia è che, nel 2018, aprire un blog è più facile che mai.

Per nostra fortuna sono passati i tempi in cui lanciare un blog richiedeva molte abilità di programmazione (HTML, CSS, PHP ecc. ecc.).

Ho creato questo post in base alla mia esperienza diretta. Cioè di qualcuno che ha fatto affidamento sulle sole risorse reperite in rete (sulla cui qualità garantisco di persona) e svolto innumerevoli test per capire cosa funzionasse e cosa no.
Nella speranza di far risparmiare tempo a tutti coloro che stiano pensando che un blog sia indispensabile per la loro attività, ho riassunto i passaggi fondamentali per aprire un blog professionale che sia anche legale, sicuro, performante e ottimizzato in chiave SEO.

Premessa importante

Qualunque strategia di comunicazione online tu intenda applicare, non può funzionare se prima non ti dai degli obiettivi su cosa, come e quando intendi raggiungere, attraverso gli strumenti di marketing che il Web ti mette a disposizione.

Perché questi obiettivi siano efficaci, segui lo schema SMART:

  • Specific (Specifici. Cioè devono fare riferimento ad un’area di miglioramento ben definita)
  • Measurable (Misurabili)
  • Achievable (Raggiungibili)
  • Realistic (Realistici. Possono essere effettivamente raggiunti con le risorse di cui disponi?)
  • Time-based (Definiti nel tempo)

Una volta definiti gli obiettivi, puoi passare alla creazione del blog. Ecco quali sono i passaggi essenziali per costruirne uno che sia allo stesso tempo performante e professionale.

1. Abbonati ad un servizio di Web Hosting

come usare wordpress

Il primo passo da compiere è scegliere un servizio di Web Hosting.

Di cosa si tratta?

Di quello spazio virtuale all’interno del quale verranno salvati tutti i file e i database del blog e che “ospiterà” il sito stesso, rendendolo visibile online.

Premetto che ai fini della creazione di un blog aziendale sconsiglio vivamente di utilizzare un web hosting gratuito:

  • La maggior parte di essi NON ti permette di avere un tuo dominio, ma solo un dominio di secondo livello.
    Per intenderci: l’indirizzo web del tuo sito non potrà essere del tipo www.tuosito.comma solo www.tuosito.wordpress.com
  • Possiedono grosse limitazioni alla performance del sito stesso.
    Se il traffico verso il tuo sito inizia ad aumentare (come ci auguriamo) potrebbero presentarsi dei problemi tecnici, come un caricamento del blog molto lento.
    Risultato: l’esperienza dell’utente e il posizionamento del sito stesso sarebbero compromessi.

Se hai intenzione di utilizzare il tuo sito o blog per generare guadagni o per promuovere la tua attività, vorresti un web hosting così performante e sofisticato da non presentare MAI questo tipo di problemi.

Per questo motivo, consiglio sempre di avvalersi di un servizio hosting a pagamento.

Niente paura: esistono diversi provider che offrono la possibilità di sottoscrivere un abbonamento a costi piuttosto accessibili.

Nella scelta di un web hosting per un sito professionale raccomando di prendere sempre in considerazione questi parametri:

  • Velocità di caricamento del sito
  • Sicurezza
  • Prezzo
  • Esistenza (e professionalità) del servizio di supporto
  • Facilità di utilizzo

In base a queste caratteristiche la mia selezione personale si riduce a due provider: SiteGround e Bluehost.

SiteGround

come usare wordpressSiteGround è in assoluto uno dei migliori servizi di web hosting che io conosca.
Ottimizzato per WordPress (ma non solo), garantisce una prestazione eccellente per qualunque sito, sia in termini di velocità di caricamento sia in termini di sicurezza.

Oltre all’incredibile facilità di utilizzo (puoi installare WordPress con 1 clic. Letteralmente), ha un ottimo rapporto qualità/prezzo: l’abbonamento base di 3,95 euro al mese è valido fino a 10.000 visitatori mensili.

Offre anche una serie di servizi aggiuntivi gratuiti quali:

  • Creazione di un account email personalizzato con il tuo dominio (del tipo info@tuosito.it)
  • Servizio di Backup
  • Trasferimento di un sito o un dominio già esistenti verso SiteGround in poche ore
  • Tutorials e guide scaricabili per la creazione e gestione del tuo sito
  • cPanel flessibile e ricco di funzionalità
  • Aggiornamenti automatici di WordPress
  • Passaggio da HTTP a HTTPS

Il tutto condito da un servizio di supporto tecnico attivo 24 ore su 24 (disponibile anche in italiano) contattabile via telefono, mail o chat.

Essendo SiteGround il servizio di hosting che utilizzo per questo sito, garantisco personalmente sulla sua qualità. E posso dire lo stesso sul servizio di assistenza: sempre disponibile e tempestivo nel risolvere i problemi.

Ultimo, ma non meno importante: il team di SiteGround ha ideato un incredibile sistema di protezione da eventuali attacchi hacker che può contare su ben 7 livelli di sicurezza.

Bluehost

come usare wordpressBluehost è il secondo provider che mi sento di raccomandare.

Anch’esso ottimizzato per WordPress, i piani d’abbonamento
partono da 3,95 dollari al mese ed includono:

 

  • Dominio gratis il primo anno
  • Installazione WordPress con 1 clic
  • Backup
  • Account email personalizzati
  • Offerte e sconti per campagne pubblicitarie online
  • Webinars gratuiti per la creazione e gestione del proprio sito

Anche Bluehost offre un servizio di supporto attivo 24 ore per 365 giorni all’anno, raggiungibile via chat o email, ma disponibile solo in inglese. Se l’inglese non è un problema si può contattare l’assistenza anche via telefono, ma bisogna chiamare negli Stati Uniti.

2. Scegli con cura dominio ed estensione

come usare wordpress

Il dominio è l’indirizzo URL del tuo sito.

L’estensione è la parte che si trova dopo il punto.
Quando acquisti un piano hosting, puoi scegliere anche il dominio e l’estensione che vorresti per il tuo futuro blog.

Se non hai ancora le idee chiare su quale nome scegliere, ecco alcuni consigli “evergreen”:

  1. Utilizza le keywords relative al tuo settore o argomento del blog.
  2. Rendilo unico: il tuo dominio è parte del tuo brand. Cerca delle keywords o una combinazione di esse che si differenzi e rispecchi la personalità del tuo business.
  3. Rendilo semplice da digitare. Domini troppo lunghi o difficili da scrivere possono risultare “fastidiosi” per gli utenti. Ricorda che puoi inserire i trattini per separare le parole.

In merito all’estensione del sito, è sempre consigliato scegliere una di quelle più comuni ed utilizzate.
La scelta si riduce, gran parte delle volte, a .com o .it.
L’estensione .com è l’estensione di dominio di primo livello più utilizzata e più popolare di internet.
Se vuoi aprire un blog che sia indirizzato (anche) ad un pubblico internazionale devi senz’altro scegliere quest’estensione.
Il dominio che termina con .it è un country code top-level domain cioè un dominio di primo livello nazionale.
Se il tuo blog sarà rivolto ad un pubblico di lingua italiana, questo tipo di estensione è la scelta migliore.

3. Crea il tuo blog con WordPress

come usare wordpress

Il secondo ingrediente di cui hai bisogno per poter aprire un blog è un CMS (Content Management System), ovvero un programma per la creazione e la gestione dei contenuti e dei file del sito stesso.

Esistono diversi CMS sul mercato, ma uno tra i più popolari ed utilizzati sul pianeta è WordPress.

Perché?

  • È estremamente user-friendly.
  • Puoi utilizzarlo anche se non sei un programmatore o un web master.
  • È gratuito.
  • È 100% SEO-friendly: oltre che piacere a noi, piace anche a Google. 🙂
  • Ha una vastissima community di riferimento con cui puoi interagire in qualunque momento all’interno del forum per ottenere aiuto, consigli e suggerimenti.
  • Puoi avvalerti di moltissimi tutorial sul suo utilizzo.

A scanso di equivoci, è importante fare una piccola grande precisazione.

Esistono due versioni di WordPress: WordPress.com e WordPress.org

  • Utilizzando WordPress.com gestirai il tuo sito direttamente dalla piattaforma online di WordPress. In questo modo non dovrai acquistare né dominio né spazio hosting.
    Perché NON la consiglio?
    Perché presenta delle fortissime limitazioni: non è possibile installare né tema né plugin.
    Il risultato sarà quindi un sito penalizzato dal punto di vista dell’aspetto e della funzionalità.
    Decisamente poco professionale.
  • WordPress.org è la versione di WordPress a cui mi sono implicitamente riferita finora.
    Si tratta di un software open-source che puoi scaricare e installare all’interno dello spazio hosting che hai acquistato (infatti è anche detto self-hosted).
    Wordpress.org offre infinite possibilità di personalizzazione del proprio blog perché supporta migliaia di temi e plugin.
    In pratica, con la versione self-hosted di WordPress, si può creare qualunque tipo di sito.

4. Come installare WordPress

Ecco un utilissimo video tutorial su come acquistare dominio e spazio hosting e installare WordPress (.org) su SiteGround, del sempre valido Andrea Di Rocco:

Iniziamo a creare il nostro nuovo sito web allora 🙂

5. Scelta del tema WordPress: le 10 regole d’oro

come usare wordpress

Ebbene sì. Per funzionare, WordPress ha bisogno di un tema.

Cos’è un tema?

È un programma che genera il layout e l’aspetto grafico del sito e permette di aggiungere funzionalità a WordPress. 

Una volta installato, WordPress avrà un suo tema di default.
Si tratta di un template piuttosto basico che difficilmente soddisferà le esigenze legate alla creazione di un sito professionale. La buona notizia è che si può cambiare.

Per WordPress sono disponibili sia temi gratuiti che a pagamento (anche detti Premium).
I primi li puoi trovare direttamente sul sito di WordPress, mentre alcuni tra i siti di temi Premium più popolari sono Theme ForestMy Theme Shop  ed Elegant Themes.
La scelta è davvero sconfinata ed è facile sentirsi sopraffatti dalle migliaia di opzioni disponibili.
Per aiutarti a prendere una decisione eccoti quelle che io chiamo le 10 regole d’oro per la scelta di un tema WordPress.

#1 Opta per la semplicità

Focalizzati su un tema il cui design sia esteticamente accattivante, ma non eccessivamente complicato (un milione di colori, fonts stravaganti, grafica labirintica, ecc). Il fine ultimo di un sito è aiutare i visitatori a trovare le informazioni che cercano e i proprietari a raggiungere i loro obiettivi.
Quindi l’usabilità e la facilità di navigazione non devono mai essere compromesse.
Opta anche per un tema che abbia un website builder al suo interno: potrai creare le pagine del blog spostando i singoli elementi al loro interno con un semplicissimo Drag and Drop. 

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#2 Cerca un tema responsivo

I temi responsivi adattano il loro layout a seconda del dispositivo da cui si visita il sito. Dato che la maggior parte del traffico web ormai proviene da mobile, un tema mobile-friendly è diventato una scelta obbligata.

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#3 È compatibile con i principali browser?

I futuri visitatori del tuo blog utilizzeranno browsers differenti, oltre che dispositivi differenti.
Alcuni temi potrebbero apparire perfetti su alcuni browser, ma presentare problemi su altri.
Assicurati quindi che il tema sia compatibile con tutti i maggiori browser: Google Chrome, Firefox, Internet Explorer, Safari, ecc.

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#4 E con WordPress?

O meglio: è compatibile con l’ultima versione di WordPress?
Per un corretto funzionamento del sito è importante che il tema sia aggiornato tempestivamente dagli sviluppatori quando vengono rilasciate nuove versioni di WP.

#5 Controlla le valutazioni degli utenti e il numero di download

È probabile che ad un punteggio elevato e ad un alto numero di download da parte degli utenti corrisponda un’altrettanto alta qualità del tema.

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#6 È ottimizzato in chiave SEO?

WordPress è già un’ottima piattaforma dal punto di vista SEO, ma anche il tema gioca un ruolo cruciale.
Un template può essere esteticamente molto piacevole, ma presentare lo stesso un codice HTML piuttosto scarso.
Verifica dalla descrizione del template se sia stato pensato anche per la SEO.

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#7 Controlla i widget e i plugin supportati

I widget e i plugin sono il vero punto di forza di WordPress perché ti permettono di espandere al massimo le funzionalità e il potenziale del tuo sito.
Ma molte funzioni del sito varieranno a seconda del template per cui opterai.
Assicurati, allora, che il tema che utilizzerai supporti tutti quei plugin essenziali per il corretto funzionamento del tuo blog e per il raggiungimento degli obiettivi di comunicazione prefissati.

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#8 Scegli un tema translation-ready

Se dovessi aver bisogno di costruire un sito in più lingue (come nel mio caso) o volessi tradurre in italiano un template (sono quasi tutti in inglese) scegli un tema che supporti i plugin per sviluppare un sito multilingue e che ti permetta di tradurre anche i singoli elementi al suo interno. Come WPML.

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#9 Il tema supporta un e-commerce?

Se stai usando WordPress per creare un sito e-commerce o un sito vetrina con una pagina shop, il template deve (ovviamente) supportare questa funzione.

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#10 Last but not least: accertati che il tema offra un servizio di supporto valido

Come per il servizio di hosting, se dovessi avere un problema tecnico vorresti avere la possibilità di rivolgerti a degli sviluppatori che lo risolvano in fretta.
Quindi assicurati che il template offra delle guide e dei tutorial sull’installazione e l’utilizzo e un servizio di assistenza da contattare in caso di necessità.guadagnare online

[Se vuoi sapere a quale tema appartengono le immagini qui sopra, si tratta di Enfold].

Una volta individuato il tuo tema, per installarlo vai su Aspetto -> Temi -> Aggiungi Nuovo ed inizia a personalizzarlo aggiungendo il tuo logo, i colori del tuo brand e tutto ciò che ti serve.

6. SEO: non è finita qui

come usare wordpressSEO on-site e on-page

Con WordPress come CMS e il tema giusto siamo già a buon punto.

Mancano gli ultimi accorgimenti da utilizzare per ottimizzare al massimo il tuo sito per Google.

E fare in modo che si innamori di te 🙂

  • Scarica il plugin SEO by Yoast.
  • È il miglior plugin WordPress per aiutarti di volta in volta ad ottimizzare i tuoi contenuti, siano essi pagine (Pagine -> Aggiungi Nuovo) o articoli del blog (Articoli -> Aggiungi Nuovo). Così da posizionarti sempre meglio sui motori di ricerca.
  • Collega il sito a Google Analytics. Solitamente è possibile farlo attraverso il tema, inserendo il codice di monitoraggio direttamente nelle impostazioni.
    In alternativa si può utilizzare un plugin come Google Analytics by Yoast.
  • Inizia ad usare le parole chiave e ad inserirle nel titolo, nello URL, nel testo dell’articolo, nel testo alternativo delle immagini ecc.
    Se hai dei dubbi su come trovare le keywords, leggi il mio post sui tool gratuiti per individuare le parole chiave più adatte al tuo progetto.
  • Registra il sito su Google Search Console: un servizio gratuito di Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati di ricerca.

SEO off-page

come aprire blog di successo

Ovviamente si tratta di tecniche da utilizzare in un secondo momento, quando avrai già aperto il tuo blog e il sito sarà pronto, finito ed ottimizzato.

Ma non sottovalutare la SEO off-page: è importante almeno quanto la SEO on-site perché fornisce a Google un’indicazione su quanto sia popolare e come viene percepito il tuo blog. 

I principali fattori di SEO off-page sono:

  • Link building. Ovvero la creazione di link di qualità su siti autorevoli  del tuo stesso settore che puntino verso il tuo.
  • Guest post. Un’ottima tecnica di link building e di crescita del traffico verso il tuo blog.
  • Condivisione sui social media. 
  • Incluso Google +. Perché qualunque contenuto postato su Google + viene indicizzato da Google (stai rivalutando Google+ vero? 🙂 )
  • Aggregatori di blog. Piattaforme che raccolgono tutti i blog ordinandoli per categoria.
    Puoi chiedere di iscrivere il tuo in qualunque momento.

Una volta che avrai messo in pratica una o più di queste tecniche puoi utilizzare i SEO tool di cui ti parlo qui per controllare il posizionamento del tuo sito e “aggiustare il tiro” nel tempo.

7. Evita il “blocco dello scrittore” con un calendario editoriale

Torniamo all’interno del nostro blog.
Finalmente è pronto e ottimizzato: puoi passare alla stesura e alla pubblicazione dei post.

Il calendario editoriale è uno strumento importantissimo per assicurarsi una pubblicazione regolare degli articoli e facilitare il posizionamento sui motori di ricerca.

WordPress ha già una propria funzione nativa per programmare i singoli post, ma i plugin per il calendario editoriale ti permettono di avere una visione complessiva di tutti i post da pubblicare, giorno per giorno.
Tra tutti, il più popolare è senz’altro Editorial Calendar.

8. Pubblica immagini e video di qualità

come usare wordpress

Utilizzare dei contenuti visivi di alta qualità è un altro aspetto cruciale quando si tratta di creare contenuti piacevoli, leggibili ed accattivanti.

Fortunatamente il Web ci mette a disposizione moltissimi siti da cui è possibile scaricare, in maniera gratuita e legale, immagini e video professionali ad alta risoluzione (qui te ne elenco più di 20).

PRO TIP. Le immagini ad alta definizione sono spesso tanto belle quanto pesanti.
Se pubblicate sul sito nelle loro dimensioni originali, potrebbero comprometterne la velocità di caricamento.
Prima di caricarle sul blog utilizza dei tool come JPeg Mini, ImageOptim Image Optimizer: alleggeriscono il peso delle foto senza intaccarne la qualità.

9. Abbraccia le “buone pratiche” del blogging

Per rendere i tuoi contenuti quanto più fruibili possibile e per mantenere vivo il tuo blog, il mio consiglio è di seguire sempre questi passaggi. Sia nella fase di stesura sia dopo aver pubblicato gli articoli.

  • Inserisci dei link sia interni che esterni che reindirizzino ad altri contenuti d’interesse per i tuoi lettori.
  • Suddividi il testo in brevi paragrafi per renderlo quanto più leggibile possibile.
  • Crea elenchi puntati (come questo) e numerati (come quest’articolo).
  • Evidenzia in grassetto i concetti più importanti.
  • Alterna sempre testo e contenuti visivi per non appesantire la lettura.
  • Rispondi ai commenti dei lettori.

Soprattutto, prediligi chiarezza e semplicità.
Scrivi per le persone, non per i motori di ricerca.
Se il lavoro di SEO è stato buono e la redazione di contenuti costante, i risultati arriveranno.

Se vuoi saperne di più su come scrivere sul web in maniera professionale, dai un’ occhiata al mio post sulle 5 cose da fare e le 5 da non fare con i contenuti online.

10. Rendi il tuo blog super sicuro

come usare wordpress

Avere servizi di web hosting come SiteGround o Bluehost è già un ottimo punto di partenza.

Ci sono poi alcune buone abitudini da seguire e plugin da utilizzare per poter gestire il tuo sito in totale tranquillità, consapevoli che per qualunque imprevisto ci sarà sempre un rimedio (e non andare nel panico):

  1. Scarica sempre gli aggiornamenti di WordPress: sono fondamentali per la sicurezza e la stabilità del sito.
  2. Installa un plugin specifico per la sicurezza.
    Personalmente utilizzo iThemes Security (considerato uno dei più potenti): ha più di 30 funzionalità.
    Ad esempio: permette di fare un backup del sito in qualunque momento, invia una email di notifica all’amministratore in caso di tentativi di accesso indesiderati e individua e banna gli indirizzi IP sospetti inserendoli in una “black list” ad hoc.
  3. Installa Akismet: il miglior plugin contro i commenti spam.

11. Fa’ in modo che il tuo sito sia in linea con la normativa italiana ed europea

come usare wordpress

Privacy Policy, Cookie Policy e GDPR

In base al codice della privacy – D. Lgs 196/2003, su ogni sito web si deve poter accedere alla privacy policy.
Significa che è necessario pubblicare due link (uno per un’informativa breve e uno per un’informativa estesa) che illustrino come vengono trattati i dati sensibili dell’utente.
Nel caso in cui l’informativa sulla privacy non compaia sul proprio sito, le sanzioni previste vanno dai 6.000 euro in su.

Il 2 giugno 2015, inoltre, è entrato in vigore il Provvedimento numero 229/2014 del Garante della Privacy che prevede che l’utente venga informato e debba dare il suo consenso all’utilizzo dei cookie.

Le sanzioni per la mancata applicazione del provvedimento sono piuttosto pesanti anche in questo caso:  da un minimo di 6.000 euro ad un massimo di 36.000 per omessa informativa e da 10.000 a 120.000 euro nel caso in cui venga dimostrata l’installazione di cookie di profilazione senza l’autorizzazione degli utenti.

Insomma, meglio attrezzarsi.

La più classica delle soluzioni per l’adeguamento del proprio sito alla normativa vigente è offerta da Iubenda. Sottoscrivendo un abbonamento annuale a Iubenda, infatti, è possibile acquistare un vero e proprio pacchetto completo di cookie policy e privacy policy creato ad hoc per il proprio sito.
Si potrà poi installare il tutto grazie ad un apposito plugin.

Aggiornamento: il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento Europeo 679/2016 in materia di protezione dei dati personali, conosciuto anche con l’acronimo GDPR “General Data Protection Regulation”. Con l’entrata in vigore del Reg. EU 679/2016, numerose aziende sono state tenute a rivedere la gestione del trattamento dei dati personali.

Se ti trovi nell’Unione Europea dovrai rispettare il Regolamento, a prescindere dalla nazionalità o dalla residenza del cliente a cui i dati personali si riferiscono.

In altre parole, se vendi i tuoi prodotti o servizi ad una clientela che si trova negli Stati Uniti, in Australia o in Sudafrica, dovrai comunque applicare il regolamento.

L ’autorità Garante per il trattamento dei dati personali ha predisposto numerose schede informative per facilitare la comprensione e l’adeguamento della nuova normativa.

A livello più prettamente “tecnico” riguardante le modifiche da apportare al sito, ho testato varie alternative e posso confermare che Iubenda è risultata essere, per me, la soluzione migliore.
Purtroppo non mi è stato possibile trovare soluzioni gratuite adeguate.
Con Iubenda, per lo meno, è possibile ottenere un prezzo leggermente agevolato acquistando da qui una o più licenze con il 10% di sconto.

Indicazione della Partita Iva nella Home Page

Per i siti professionali c’è poi un ulteriore regolamento a cui attenersi: l’art. 34 del D.P.R. 633/72 ribadito dalla Risoluzione n. 60 del 2006 dell’Agenzia delle Entrate.
Se possiedi un sito web con evidenti fini “economici” (in cui, cioè, vendi prodotti o servizi) è obbligatorio indicare la Partita Iva nella home page del sito.
Le sanzioni per la mancata aggiunta della Partita Iva vanno dai 258 ai 2.065 euro.

Pronti ad andare online?

Spero che questa mini guida su come aprire un blog professionale sicuro, legale e seo-friendly ti sia stata utile.
Se hai delle domande o vuoi aggiungere dei suggerimenti, lasciami pure un commento.

Vorresti saperne di più su come aprire un blog o vuoi discutere con me su come creare un sito professionale? Contattami. Mi farebbe piacere poterci confrontare sulle tue necessità.

Dove trovare immagini gratis: 20+ siti da cui scaricarle ad alta qualità

foto gratisCome ho già accennato nel mio guest post sul TagliaBlog e in quello su come utilizzare Instagram per il proprio business, i contenuti visuali sono fondamentali nella comunicazione aziendale.
A patto che siano di altissima qualità.

Avere la possibilità di aggiungere immagini professionali ai propri contenuti -di un blog, un sito web o sui social media- può fare quindi una netta differenza in termini di successo (o di insuccesso) di un brand.

È possibile scaricare GRATIS immagini di qualità in maniera legale?

CERTO.
L’essenziale è che si tratti di immagini messe a disposizione dai loro stessi creatori o autori per poter essere riutilizzate dai navigatori del web senza alcun tipo di vincolo. Nemmeno quello di attribuzione del fotografo.

Per facilitarti il lavoro ho preparato una lista dei cosiddetti siti di stock-photo.
Piattaforme, cioè, da cui è possibile scaricare immagini professionali e ad alta risoluzione in maniera gratuita e senza alcun vincolo di copyright. 

In questa pagina puoi trovare ulteriori informazioni sui vari tipi di licenze attribuite alle immagini. In Italia e a livello internazionale.

11 siti da cui scaricare foto gratis

Clicca sul nome dei siti per esservi reindirizzato direttamente:

1. Pixabay – Free Images
Puoi cercare tra oltre 330.000 fotografie gratuite, illustrazioni e immagini vettoriali e scaricarle liberamente.

2. Unsplash
Foto ad alta definizione offerte gratuitamente da una delle comunità di fotografi (evidentemente) più generosa del mondo.

3. Picography

foto gratis
Anche in questo caso si tratta di immagini gratis per qualunque tipo di utilizzo. Iscrivendosi all’account Premium (a pagamento) è possibile, inoltre, ricevere nuove foto di altissima qualità ogni mese.

4.Creative Market
immagini gratis

Un enorme marketplace del design dove trovare foto, grafici, fonts, templates e molto altro. Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana 6 contenuti gratuiti.

5. Flickr
La famosa piattaforma di proprietà del gruppo Yahoo! con oltre 13 miliardi di foto condivise dalla sua community.

6.Free Range Photos
Foto-stock totalmente gratuito. Per qualunque tipo di utilizzo.

7. Pexels
Fotografie gratuite di alta qualità da utilizzare per tutti i tuoi progetti.

8. KaboomPics

immagini gratis
Stock di immagini letteralmente mozzafiato da utilizzare gratuitamente per progetti professionali e personali. Per quanto mi riguarda, uno dei miei preferiti.

9. StokPic
Iscrivendosi alla newsletter si possono ricevere 10 nuove foto ogni due settimane.

10. Foodies Feed
Il database per gli appassionati di foto di cibo e i food blogger.

11. The Stocks
Un utilissimo aggregatore di siti che raccoglie foto, video, fonts e icone. Un altro database di cui non potrei assolutamente fare a meno.

7 Siti Bonus

Sono personalmente molto affezionata ai contenuti di queste 7 piattaforme.
In questo caso non si tratta di “semplici” database di immagini, bensì di blog e siti di professioniste che supportano altre donne nella creazione del loro brand o nell’avvio del loro business online.
Offrono la possibilità di ottenere immagini create da loro, permettendo di scaricarle senza nessun tipo di vincolo.
Come dicevo, si tratta di foto destinate ad un pubblico femminile. Per i lettori uomini la lista continua nel prossimo paragrafo (portate pazienza 🙂 ).

1. Ivory Mix

foto gratis
Ivory Mix è una vera e propria piattaforma di supporto per bloggers e marketers. Tra le risorse gratuite che offre c’è una collezione molto ricca di immagini professionali da scaricare il cui soggetto ruota sempre attorno ai concetti di business online, smart working e il lavoro da casa.
In più, ogni mese offre un set di immagini con uno stile completamente nuovo. Puoi accedere qui alle immagini gratis.

2. Wonderfelle

foto gratis
Altra piattaforma di supporto a professioniste ed imprenditrici. A mio (modesto) parere, ogni foto pubblicata da Wonderfelle è sempre impeccabile in termini di qualità, definizione e composizione. Offre 10 immagini in regalo se ci iscrive alla newsletter.

3. A Prettier Web

foto gratis
Mel Karlik gestisce questo interessante blog in cui insegna a creare bellissimi siti di design in WordPress. Mentre creavo questa lista mi sono resa conto che, oltre ai preziosi consigli che elargisce, offre in regalo 7 nuove foto a tutte coloro che si iscrivono alla sua newsletter.

4. Boss Latina

foto gratis
Quella di Boss Latina è una libreria sempre, costantemente aggiornata. Personalmente ho iniziato scaricando le sue 10 immagini gratis  per poi sottoscrivere un abbonamento mensile. Perché? Per soli 12 dollari ricevo 25 nuove foto ogni mese. Uno di quei rari casi in cui i benefits ottenuti superano di gran lunga la spesa (almeno nel mio caso).

5. Just Arpi

immagini gratis
Arpi supporta tutte quelle donne che hanno deciso di avviare un loro business sul Web. Se non è il tuo caso, puoi comunque ricevere le sue 12 immagini gratis da qui.

6. Creative Convex

immagini gatis
Chaitra è una fotografa che offre le sue creazioni a tema floreale su Creative Convex . Alle sue foto non manca niente in termini di qualità e definizione ed è per questo che sono rimasta basita quando ho scoperto che vengono tutte scattate con un iPhone (incredibile ma vero!). Scaricale da qui e dimmi cosa ne pensi.

7. Haute Stock

foto gratis

Rachel si definisce una photo stylist che supporta bloggers, imprenditrici e coach nella creazione di una brand image sofisticata e professionale. Entrando a far parte della sua newsletter si ricevono subito due freebies. Più due nuove foto gratis ogni mese.

Altre piattaforme dove trovare immagini gratis

Di nuovo per tutti 🙂

1. My Social Web
30 foto inedite e gratuite per bloggers e marketers.

2. The Leading Free Stock Photography Site
Ignora pure il messaggio che appare in home page: la ricerca di immagini funziona benissimo.

3. StockSnap- Beautiful Free Stock Photos
Immagini di alta qualità e ad alta risoluzione non protette da alcun copyright (CC0). Nessuna attribuzione del fotografo richiesta.

 4. Public Domain Archive
Archivio pubblico da cui scaricare gratis immagini vintage e moderne.

5. PicJumbo
Più di 1500 foto gratuite in alta risoluzione per designers, bloggers ed imprenditori.

6. Life Of Pix
Scarica e condividi foto liberamente. Puoi ricercare immagini per colore o formato.

7. Gratisography 
Lo stock personale di Ryan McGuire della Bells Design.

8. Jay Mantry
Il suo motto è “Immagini gratis. Facci ciò che vuoi. Crea la magia.” (Free pics. Do anything (CC0). Make magic) Cos’altro c’è da aggiungere?

9. New Old Stock
Foto Vintage provenienti da archivi pubblici, non protette da alcun copyright.

10. Split Shire 
Foto meravigliose, autentiche e gratis. Scaricale in alta qualità, senza restrizioni sul copyright e sul loro aspetto originale.

11. Più di 550 foto da scaricare gratuitamente dal blog di HubSpot
Un mega post del blog di HubSpot da cui scaricare più di 500 foto da poter riutilizzare liberamente.

12. Death To The Stock Photo
Ogni mese nuove foto gratis direttamente nella tua inbox.

13. Designer Pics
Foto gratuite per scopi personali o commerciali

14. Negative Space
Tutte le immagini con licenza CC0 sono riutilizzabili gratitamente

Immagini Royalty-Free

  1. 123RF
  2. Dreamstime
  3. Shutterstock

Cosa sono le immagini Royalty-Free? Ce lo spiega Shutterstock:

“Royalty-free è un tipo di licenza per la proprietà intellettuale protetta da copyright come immagini e video. Essa consente di utilizzare le immagini e i video per molteplici applicazioni in più supporti, senza dover pagare alcuna royalty per ogni uso. Si paga solo per l’uso di un particolare video o di una particolare immagine. E puoi utilizzare l’immagine globalmente e senza limiti di tempo. […]
“Royalty-free” è l’opposto dei “rights-managed”. L’immagine rights managed ha bisogno della licenza specifica che dichiara al pubblico il materiale che circonda l’immagine. […]
Perché pagare per immagini e video? Pagando (una sola volta, ndr) per le immagini, hai un’autorizzazione documentata per utilizzarle e i creatori dell’immagine vengono pagati per il loro lavoro.”

That’s all folks!

Questa era la mia personale lista di immagini gratis e professionali scaricabili liberamente dal Web. Spero possa esserti stata utile. Se hai altri siti da suggerire lasciami pure un commento.

Come utilizzare Instagram per la tua attività

Ed eccoci al secondo social network più popolare al mondo dopo Facebook: Instagram con più di 600 milioni di iscritti a dicembre 2016.

Cosa rende unico Instagram?

Il social network visivo

Cosa lo caratterizza? Principalmente due aspetti:
Instagram è un social network su cui si possono pubblicare solo contenuti visivi: immagini e video.
Le poche parti di testo che è possibile inserire “accompagnano” solo le foto, sotto forma di didascalie (captions) o di hashtags (di cui ho già parlato nel mio post su Twitter e che riprenderò più avanti).

come funziona instagramInstagram è un’applicazione mobile

Pertanto è possibile caricare nuovi contenuti solo da dispositivi mobili (da PC lo si può solo consultare).
Gli sviluppatori volevano una piattaforma che riflettesse l’atto di registrare qualcosa all’istante (right here, right now). Ed è da questa stessa “filosofia” che prende il nome:

Instant Camera + Telegram = Instagram

La potenza dei contenuti visual

Per spiegare il potenziale di Instagram, sarebbe utile analizzare l’importanza che hanno i contenuti visivi.
All’inizio di quest’anno HubSpot ha aggiornato alcune statistiche sul visual content marketing molto interessanti (le puoi vedere qui e qui).
Solo per citare alcuni dati:
  • Nel 2017 i contenuti video formeranno il 74% di tutto il traffico internet (punto 6 del primo link).
  • Al punto 2 HubSpot ci dice che il 74% dei professionisti del marketing sfrutta i social media come canale principale di comunicazione e vi pubblica soprattutto contenuti visuali (immagini e infografiche, ndr).
  • Nel 2016 su Instagram sono stati pubblicati più di 95 milioni di foto e video ogni giorno. 
  • Negli ultimi anni il consumo di contenuti video da mobile ha avuto un’impennata. Letteralmente:
instagram

Global index video 2016 di Ooyala

La spiegazione dell’enorme popolarità che hanno questi contenuti risiede nella modalità di funzionamento del cervello umano e di come elabora le informazioni: non si limita a leggerle, le scansiona. Un contenuto visuale, quindi, risulta molto più immediato e coinvolgente.

Le Buone pratiche di Instagram

Ciò detto, come si può utilizzare Instagram per il proprio business?
Cominciamo dai fondamentali.

1.Passa ad un account professionale

Questo ti permetterà di accedere in ogni momento agli Insights: i dati statistici del tuo pubblico.
Si tratta di informazioni preziosissime per sapere chi sono i tuoi follower. Dalla fascia di età, al genere, alla localizzazione geografica, al tasso di interazione con i tuoi post: da un profilo Instagram aziendale puoi accedere a tutte queste metriche per conoscere e profilare al meglio il tuo pubblico di riferimento.

Per convertire un profilo personale in un profilo aziendale:

  1. Accedi al tuo profilo e tocca .
  2. Seleziona Passa a un profilo aziendale”.
  3. Nella schermataConnettiti alla tua Pagina Facebook”, vedrai tutte le Pagine Facebook di cui sei amministratore. Seleziona la Pagina che desideri associare al tuo profilo aziendale su Instagram.
  4. Vai nella pagina Imposta il tuo profilo aziendale”, controlla le informazioni di contatto dell’azienda, fai le eventuali modifiche e tocca Fine”. 

Per conoscere tutte le altre funzionalità disponibili con un account professionale dai un’occhiata a questo video sul blog ufficiale di Instagram for Business.

2.Bio

La sezione “Bio” è la prima sezione che compare ai visitatori del tuo profilo.
La prima riga in grassetto all’interno della Bio si chiama headline ed è, assieme al nostro username, l’unica sezione di tutto il profilo visibile nei risultati di ricerca di Instagram.
Questa parte viene riempita in automatico col nostro nome e cognome quando creiamo il nostro account. Ma può essere modificata.
I primi passi che ti consiglio di fare sono:
  • inserisci nella tua headline parole chiave rilevanti e che facciano capire immediatamente quali siano il tuo business e i servizi (o prodotti) che offri.
  • Nella Bio vera e propria (la sezione di testo dopo l’headline) hai solo 150 caratteri per spiegare cosa fai, quali siano le tue competenze o le soluzioni che offri. Rendila chiara, concisa e descrittiva.
  • Essendo l’unica sezione di Instagram dove è possibile aggiungere link, inserisci una Call-To-Action (cioè un invito a compiere un’azione) che reindirizzi verso il tuo sito, blog, landing page o altro profilo social.
Ti mostro come ho fatto col mio profilo Instagram:
come funziona instagram
L’headline è la mia posizione lavorativa (in inglese perché su Instagram mi rivolgo anche ad un pubblico anglofono).
Nella Bio ho inserito una descrizione dei miei servizi, della nicchia di riferimento e una Call-To-Action (CTA) verso il mio sito internet. Il link è abbreviato per poter ottimizzare il numero di caratteri e misurare il numero di click ricevuti.

Per quanto curioso possa sembrare

Avere un profilo Instagram senza una headline, una Bio e una CTA ottimizzate, potrebbe portare i tuoi visitatori ad andarsene prima ancora di aver visto i tuoi contenuti.

3.Contenuti

Come già accennato, sono solo di tipo visivo: foto e video.
Partiamo dalle foto.
Che siano create da te, scaricate da un sito apposito o fatte da un professionista, è quasi scontato sottolineare che debbano essere sempre immagini di alta qualità. 

E cosa dovrebbero mostrare?
Questo dipende dal tipo di business che vuoi promuovere.
Se ciò che vendi sono prodotti fisici (come nel caso del settore dell’abbigliamento o del food & beverage, ad esempio) la cosa  è più semplice: puoi mostrare le tue ultime creazioni di moda o i piatti delle ultime ricette da te ideate.

come funziona Instagram

Ma se invece di prodotti tangibili vendi dei servizi come li puoi comunicare a livello visivo?
In questo caso lascia che sia la tua stessa brand identity a farti da guida.
Da quali valori è ispirata la tua azienda o attività? Qual è la mission che intendi portare avanti?
Questo è il messaggio (o la storia) che le immagini che pubblicherai dovranno raccontare.

Le qualità uniche del tuo brand sono ancora un valore su Instagram.

4.Didascalie

Anche se su una piattaforma come Instagram i contenuti di testo tendono a passare in secondo piano rispetto alle immagini, le captions (cioè le didascalie) sono comunque un fattore da tenere in considerazione.

Gli aggiornamenti più recenti dell’algoritmo di Instagram fanno sì che vengano mostrati per primi i post verso cui è più probabile che ti mostrerai interessato/a (“the order of photos and videos in your feed will be based on the likelihood you’ll be interested in the content”. Qui il post completo sul blog di Instagram).

In altre parole, un’immagine o un video con un numero alto di Likes e commenti ha molte più probabilità di apparire all’inizio dell’home stream dei tuoi (potenziali) followers.

In altre parole, bisogna massimizzare l’interazione degli utenti verso i post e in questo anche le didascalie giocano un ruolo chiave. Che riportino citazioni, descrizioni o altro, delle captions efficaci devono invitare all’interazione. Possibilmente attraverso almeno uno di questi punti:

  • Fornire un contesto
  • Mostrare la personalità del tuo brand
  • Intrattenere i tuoi followers
  • Invogliarli a compiere un’azione

Ad esempio, l’account di Buffer ha scelto il lavoro da remoto, i viaggi e la libertà come caratteristiche/valori fondanti del brand e li racconta costantemente anche attraverso le didascalie.

come funziona instagram

Come per le immagini, una buona caption deve fare leva sull’aspetto emozionale ed essere coinvolgente ed evocativa.

5.Hashtags

Gli hashtags sono una parte vitale di qualunque strategia di comunicazione su Instagram e saperli (o non saperli) usare può fare la differenza tra ottenere o meno dei risultati.

La regola d’oro da ricordare è che devono essere sempre specifici e descrittivi del tuo business.

come funziona instagram
Per trovare quelli più specifici per la tua azienda, clicca sul simbolo della lente d’ingrandimento in fondo all’app e comincia a digitare alcune parole chiave o aggettivi relativi al tuo business: ti verranno suggeriti una serie di hashtags correlati.

Puoi inserire fino a 30 hashtags: un numero veramente alto. Come sceglierli in maniera efficace?
Controllando il numero di volte che sono stati utilizzati.

come funziona instagram

 

Associare alle nostre foto hashtags utilizzati milioni di volte (come #love, #happy, #coffee) porterà le immagini ad essere fagocitate da decine di migliaia di altre foto che vengono condivise nello stesso momento col medesimo hashtag.
Risultato: scompariranno dal feed pochi secondi dopo la loro pubblicazione.

Utilizzare hashtags “sovraesposti”, abbassa moltissimo le probabilità di essere notati.

Allo stesso modo, è sconsigliato utilizzare hashtags che siano stati inseriti troppe poche volte perché in quel caso non attirano traffico sufficiente a darti la giusta visibilità.

Scegli sempre hashtags che siano stati utilizzati dalle 1.000 alle 300.000 volte.

CONSIGLIO DA PROFESSIONISTI: a livello estetico gli hashtags non sono bellissimi da vedere.
Prova a separarli dalla didascalia inserendo una serie di punti

 

come funziona instagram

o ad aggiungerli direttamente nei commenti

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6.Frequenza di Pubblicazione

Perché qualunque piattaforma social funzioni e dia risultati, è necessario pubblicare contenuti in maniera costante e regolare.
A differenza, però, di altri social media (come Twitter, dove si può cinguettare anche 20 volte al giorno) è consigliabile limitare il numero di immagini da condividere quotidianamente.
Per evitare di “intasare” il feed dei tuoi followers, scegli la costanza rispetto alla frequenza:

pubblica minimo una, massimo tre foto al giorno. Distanziandole di diverse ore una dall’altra.

Bonus Finale. L’ora migliore per pubblicare su Instagram

Come per Facebook, Twitter, e Linkedin, Coschedule ha utilizzato i 15 studi sugli orari migliori per postare sui social media anche per Instagram:

 
 Pubblica le tue foto su Instagram dal lunedì al giovedì ad ogni ora tranne che dalle 3 alle 4 del pomeriggio
Nello specifico:
  • Dalle 8 alle 9 di mattina
  • Le 2 del pomeriggio
  • Le 5 del pomeriggio
  • I video ogni giorno dalle 9 di sera alle 8 di mattina

Come per gli altri social media, queste sono indicazioni di massima per ottimizzare i risultati di Instagram quando si inizia ad utilizzarlo.
Una volta che l’app avrà raccolto abbastanza dati sul tuo account,

Studia gli Insights con attenzione e aggiusta la tua strategia di pubblicazione di conseguenza

Conclusioni

Spero che questa mini introduzione ad Instagram ti sia stata utile. Se vuoi dirmi la tua su come Instagram possa essere utilizzato per promuovere la tua azienda, lasciami un commento o contattami.

 

Parole chiave. 6 tool gratis per utilizzarle al meglio e vivere felici

seoHai creato un sito internet super veloce, con testi da premio letterario, ma il traffico è ancora molto scarso?

Ti sei assicurato che le parole che utilizzi coincidano con quelle utilizzate dalle persone quando effettuano ricerche online (incluse tutte le persone potenzialmente interessate ai tuoi contenuti, sevizi o prodotti)?

Come già accennato nel mio post sulla SEO, più del 70% degli utenti si affida a Google per trovare risposte alle proprie domande o soluzioni ai propri problemi.

Prima ancora di iniziare a creare contenuti, perciò, è essenziale fare una ricerca su quali siano le più importanti query di ricerca riguardo all’argomento di cui vogliamo trattare.
In altre parole, dobbiamo trovare una serie di parole chiave.

Le parole chiave senza più segreti

Ma come si cercano le parole chiave?
Il Web ci mette a disposizione diverse risorse e tool, molti dei quali gratuiti e, a mio parere, non meno validi di quelli a pagamento.
Ecco i più popolari:

Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords

Necessita di un account Google per essere utilizzato (quindi se hai Gmail sei già un passo avanti).
Può essere uno strumento utilissimo perché permette di impostare la ricerca in base alla lingua e al paese d’interesse.

virtual office
Cliccando su Trova idee, il tool restituisce un elenco di parole chiave e il numero di ricerche mensili per ciascuna di esse (su un intervallo temporale preimpostato di 12 mesi, ma anche questo modificabile).

Piccolo Bonus. 
Per poter visualizzare il volume di ricerca delle parole chiave direttamente dalla pagina iniziale di Google, ti consiglio di installare l’estensione KeyWords Everywhere nel tuo browser.
In questo modo compariranno i dati direttamente sotto ciascuna query di ricerca e potrai procedere con la tua analisi in maniera molto più rapida.segretaria part time

Moz KeyWord Explorer

Anche se nella versione gratuita permette un massimo di due ricerche al giorno, Moz può essere una valida alternativa al tool di Google.
Oltre all’elenco di parole chiave, offre una serie di dati aggiuntivi: i volumi di ricerca, la Difficoltà di ciascuna parola chiave (di comparire nei risultati di ricerca) e l’Opportunity Score, cioè quanto quella parola posizionerebbe il contenuto una volta online.

Übersuggest

Übersuggest elenca tutte le keyword correlate a quella principale e, analogamente a Moz, mostra alcuni dati statistici come il volume di ricerca, la difficoltà (sia per i risultati organici, sia per quelli a pagamento) e il costo per clic.

segretaria part time

Le buone parole chiave hanno…la coda lunga!

Quello delle keywords articolate è un aspetto importante: “parola chiave” NON significa necessariamente una sola parola.
Al contrario: quando sono composte da un singolo termine, di solito si tratta di query molto generiche e dalla competitività elevata.
Ciò che, per l’appunto, si dovrebbe ricercare sono le cosiddette Long Tail Keywords, cioè parole chiave con la coda lunga. 
Ovvero parole chiave composte da più termini.
Essendo molto più specifiche, infatti, rendono più semplice la “scalata” verso i primi risultati di Google.

I tool migliori per trovarle? Oltre allo stesso Übersuggest, un altro strumento estremamente valido è Answer The Public.

Analizzare la competitività delle parole chiave

Perché è importante?
Perché ciò che fa la differenza tra contenuti strategici e contenuti inefficaci è uno studio sulle loro potenzialità di sviluppo nel lungo periodo.

Ecco di quali tool ci possiamo avvalere:

Google Trends

Una volta impostata l’area geografica e l’intervallo temporale che ci interessa, Google Trends mostra l’interesse nel tempo (anche diversi anni) di una determinata keyword. Ecco cosa compare inserendo la query “come aprire un blog” per l’intervallo di tempo dal 2004 ad oggi.

google

Anche se con un’evidente presenza di picchi e ricadute, è chiaro come nel corso degli anni l’interesse verso questo tipo di ricerca sia andato notevolmente aumentando.

Quindi perché è utile Google Trends?
Perché permette di fare previsioni sul potenziale successo o meno delle parole chiave.

Investire in keyword che mostrano un interesse in crescita è un ottimo punto di partenza.
Puntare su keyword in calo, al contrario, non risulterà una strategia vincente.

Sem Rush

Anche questo è un tool di cui ho già parlato nel post sulla SEO.
Una volta inserita la query di ricerca e selezionato il paese d’interesse (Italia, nel nostro caso), Sem Rush ci dà una panoramica del trend della parola chiave inserita (oltre al suo volume nella ricerca organica e al costo-per-clic).

virtual office

Anche in questo caso ci sono delle piccole limitazioni: per poter visualizzare i dati è obbligatoria la registrazione e, nella sua versione gratuita, è possibile utilizzare il tool fino ad un massimo di 10 ricerche. Ma, a mio avviso, SEM Rush rimane comunque uno strumento di analisi molto interessante.

Conclusioni

Spero di esserti stata d’aiuto nel capire l’importanza che hanno le parole chiave e quali strumenti è possibile utilizzare per cercarle ed analizzarle al meglio.

Spero anche che tu abbia trovato utile sapere quante informazioni valide si possano ancora reperire in modo gratuito: un aspetto sempre utile per qualunque business, soprattutto quando si torva ancora in fase di start-up 🙂

Se hai domande o suggerimenti per me, lasciali pure nei commenti oppure contattami.

Come utilizzare LinkedIn per la tua attività

 

Dopo Facebook e Twitter, eccoci a LinkedIn.
Il social network professionale più famoso al mondo ha all’attivo più di 467 milioni di utenti iscritti, di cui 8 milioni solo in Italia.

Prima di illustrare cos’è LinkedIn e quali strumenti mette a disposizione, precisiamo cosa NON è.

LinkedIn non è un curriculum online.

Cos’è davvero LinkedIn?

linkedin for businessA differenza di quanto molti siano portati a pensare, LinkedIn non è solo un marketplace dove si incontrano selezionatori e persone in cerca di lavoro, ma può essere utilizzato anche dai professionisti per raggiungere diversi obiettivi di business.

Questo perché –come riportato da LinkedIn stesso– la sua missione non è (solo) quella di fungere da “ufficio per l’impiego”, bensì

Mettere in collegamento i professionisti di tutto il mondo per aumentare la loro produttività e il loro successo.

Intanto un piccolo aggiornamento

All’inizio di quest’anno LinkedIn ha rinnovato la sua interfaccia per uniformare la versione desktop a quella mobile e, in generale, per rendere la piattaforma ancora più intuitiva e facile da utilizzare.

Puoi dare uno sguardo alle principali novità in questo video:

Quindi come può essere utile alla tua attività?

LinkedIn è senza dubbio un ottimo strumento per presentarsi e promuovere la propria azienda in maniera altamente professionale.

Una volta creata una presenza ottimale di noi stessi (come professionisti) e del nostro lavoro, possiamo utilizzare la piattaforma per attrarre e costruire relazioni non solo con dei potenziali clienti, ma anche con dei partner in affari, dei fornitori o dei collaboratori.

Le buone pratiche per un utilizzo efficace di LinkedIn

Ottimizzate il vostro profilo. Non dimenticate le parole chiave relative alla vostra professione, un’immagine professionale di voi e un’altra immagine personalizzata nell’ header (potete visitare il mio profilo per farvi un’idea). Siate meticolosi nella creazione del vostro account e tentate di riempire tutti i campi: più il profilo avrà un’efficacia elevata, più sarà favorito da LinkedIn nei risultati di ricerca.

linkedin come funziona

Una volta raggiunta una buona efficacia, cercate di connettervi con almeno 3-5 persone o società del vostro settore di riferimento ogni settimana.
Un piccolo accorgimento che può fare la differenza è personalizzare sempre il messaggio che il destinatario riceve quando si invia la richiesta di contatto.

Oltre al fatto che ci permette di presentarci al meglio, bisogna tenere presente che più l’invito è pensato e mirato alla persona a cui volete collegarvi, più aumentano le probabilità che lo accetti: tutti abbiamo l’interesse ad allargare la nostra cerchia professionale, in fondo.

linkedin come funziona

Create il vostro profilo LinkedIn anche in un’altra lingua

Potrebbe rendersi necessario se una parte importante del vostro network o del vostro mercato di riferimento si trova al di fuori dell’Italia.

La buona notizia è che non serve creare un novo profilo da zero perché LinkedIn offre già la funzione per la traduzione in un’altra lingua:

Entrate nel vostro profilo e cliccate sulla freccetta nera a destra della scritta Italiano:

linkedin come funziona

Quindi cliccate su Aggiungi un’altra lingua nel menu a tendina che si aprirà

linkedin come funziona

Scegliete la lingua desiderata e riempite i campi col vostro nome, cognome e titolo lavorativo aggiungendo anche le nuove parole chiave relative nella lingua in cui state traducendo (potrebbero essere diverse dall’italiano).

Ultimato questo passaggio non rimane che cliccare su Crea profilo e inserire i testi tradotti nelle sezioni del profilo

linkedin come funziona

Per concludere il tutto in pochi minuti consiglio di tradurre in anticipo i testi nella lingua scelta: potranno essere inseriti con un semplice copia-incolla.

La ricerca avanzata di LinkedIn

È uno strumento molto utile per la ricerca di nuove connessioni ma, ahimè-, sconosciuto ai più.

Con l’aggiornamento di LinkedIn di inizio anno, questa funzionalità non è più disponibile nella versione gratuita (inclusa la possibilità di salvare le ricerche), mentre continua ad essere presente nella versione premium.

Fortunatamente si può ancora utilizzare gratuitamente  la maschera che permette di filtrare i risultati di ricerca. E con una buona varietà di parametri: grado di connessione, parole chiave come nome, cognome, titolo, azienda, scuola o università frequentata, località e altro ancora:

come funziona linkedin

Un piccolo grande consiglio

Chi vuole continuare ad usare LinkedIn in maniera gratuita può “superare l’ostacolo” utilizzando le ricerche booleane.

Si tratta, come per Google, della possibilità di utilizzare alcuni comandi per rendere i risultati di ricerca ancora più pertinenti, precisi e mirati. Come ci spiega LinkedIn stesso possiamo utilizzare

  1. Virgolette – Per trovare una frase esatta. Per esempio “product manager”.
  2. NOT – Per escludere un termine specifico. Per esempio, “programmatore NOT manager”.
  3. OR – Per vedere i risultati che includono solo uno di due o più termini in un elenco. Per esempio, “vendita OR marketing”.
  4. AND – Per ottenere i risultati che includono due o più termini in un elenco. Per esempio, “amministratore AND delegato”.
  5. Parentesi – Per eseguire ricerche più complesse, potete combinare i comandi booleani tra loro utilizzando le parentesi. Per esempio, se ho bisogno di cercare persone che siano vicepresidenti oppure direttori di divisione, dovrò filtrare solo chi corrisponde esattamente a queste qualifiche quindi digiterò “VP OR (direttore AND divisione)”.
    Ricordate che questi operatori funzionano solo se digitati in maiuscolo e in inglese.

Pubblicate e rispostate contenuti ed articoli interessanti. Con regolarità.

Innanzitutto per rispettare quella regola fondamentale della comunicazione e del marketing per cui è essenziale creare valore per la vostra audience o la rete di contatti già esistente.

E poi perché su LinkedIn ogni volta che un vostro collegamento mette un like ad un vostro contenuto (cioè clicca su ‘consiglia’), quell’azione ha l’effetto di aumentare esponenzialmente la vostra visibilità.

In ultimo, non dimenticate di aggiungere una Call-To-Action, cioè un invito a compiere un’azione (di conversione), ogni volta che pubblicate un nuovo post.

Interagite all’interno dei gruppi di discussione

linkedin for businessCercate, possibilmente, quei gruppi in cui si dialoga proprio della soluzione che offrono i vostri prodotti o servizi e partecipate attivamente alla discussione.

I gruppi di LinkedIn offrono anche la possibilità di inviare messaggi privati ai loro membri anche se questi non sono vostri collegamenti.

Attenzione però: sto parlando di dare un contributo di valore ad una discussione, non di utilizzare i gruppi come un canale per farsi pubblicità o fare spam.

Se si vuole passare ad una vera e propria promozione di un prodotto o servizio, è sempre meglio chiedere prima l’autorizzazione all’amministratore del gruppo. Come per i gruppi di Facebook.

Qual è l’orario migliore per pubblicare su LinkedIn?

Riallacciandoci ancora una volta agli studi pubblicati da grandi corporation internazionali e raccolti da CoSchedule:

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbes
  3. Ricerca dell’Huffington Post
  4. Studio di Fast Company
  5. Post di Neil Patel su Quicksprout
  6. Articolo di Elle & Co.
  7. Studio di TrackMaven
  8. Ricerca di Chron
  9. Analisi di Kissmetrics
  10. Studio di CoSchedule

possiamo concludere che, sebbene si tratti di un network professionale, gli utenti consultano LinkedIn all’inizio o alla fine della loro giornata lavorativa, utilizzandolo come una sorta di quotidiano.

migliore orario per pubblicare su linkedin

Photo credit: CoSchedule

I giorni feriali sono i migliori, soprattutto quelli centrali: martedì, mercoledì e giovedì.

Nello specifico:

  • Mercoledì dalle 10 alle 11
  • Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 7,30 alle 8,30
  • Giorni feriali alle 12 e dalle 17 alle 18

Anche in questo caso si tratta di analisi estrapolate da basi di dati piuttosto ampie e variegate. Se su LinkedIn avete creato anche una pagina aziendale, potete consultare i LinkedIn Analytics e adeguare la vostra strategia di conseguenza.

Spero di aver fornito qualche spunto interessante per poter sfruttare al meglio LinkedIn per il tuo business.

Se c’è qualche aspetto poco chiaro che vorreste approfondire lascia pure un commento.

 

Come trovare nuovi clienti con il web marketing.

Quali sono oggi le risorse e le nuove forme di comunicazione che la tecnologia ci mette a disposizione per promuovere la nostra attività, i nostri prodotti o  i nostri servizi?

In altre parole, attraverso quali canali si possono trovare nuovi clienti e ingrandire il proprio business?

Proverò ad illustrarti i potenti strumenti che la Rete ci offre e che, con le dovute competenze, possono essere utilizzati a nostro vantaggio permettendo a qualunque attività di crescere ed ampliarsi.

Cosa vuol dire fare Marketing?

 

“Raggiungere le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto”

 

È questa la definizione di HubSpot su cosa voglia dire fare attività di marketing (in inglese: “reach the right people, in the right place and at the right time”).

Arrivare al proprio pubblico, quindi, e comunicare con i propri potenziali clienti facendosi trovare, in maniera tempestiva, nei luoghi che le persone già frequentano abitualmente.

La rivoluzione del Web

Con la diffusione di Internet, il comportamento degli utenti/consumatori ha subito un cambiamento così rapido e radicale che si può parlare di una vera e propria rivoluzione.
Oggi, solo in Italia, sono più di 30 milioni le persone che trascorrono il loro tempo sul Web (dati Audiweb, novembre 2016).

Fare Marketing oggi, quindi, vuol dire cercare di incontrare le persone nel posto che più di tutti frequentano abitualmente: il Web.

Il Marketing è diventato Digital

Ed è da questa nuova dimensione virtuale che originano i termini Web Marketing e Digital Marketingindicando qualunque attività di marketing che si possa svolgere online.

Si tratta di un argomento vastissimo, ma possiamo tentare di semplificarlo con una suddivsione in alcune (macro) sotto-categorie:

  • La SEO
    Cioè raggiungere il proprio pubblico target sfruttando le potenzialità dei motori di ricerca. Attraverso, quindi, il posizionamento del proprio sito internet tra i primi risultati delle ricerche online.
  • L’ Email Marketing
    Strumento ancora largamente utilizzato dalle aziende perché permette di comunicare direttamente col proprio pubblico a prezzi contenuti e con risultati facilmente misurabili.
  • Il Social Media Marketing 
    L’utilizzo dei canali offerti dai social media per promuovere il proprio brand e business.
  • L’ Affiliate Marketing
     Ovvero la promozione di prodotti o servizi di qualcun’altro sul proprio sito o blog in cambio della quale si riceve una commissione per ogni vendita andata a buon fine.
  • La Pubblicità Online
    attraverso la quale attrarre traffico targettizzato tramite la pubblicazione di annunci che puntano verso il proprio sito, blog (o landing page). Ogni volta che un annuncio viene cliccato si corrisponde un pagamento al proprio publisher. Si tratta della cosiddetta pubblicità pay-per-click (o PPC) il cui esempio più conosciuto è Google AdWords.
  • Il Content Marketing
    Che si focalizza sulla creazione, pubblicazione e distribuzione di contenuti di qaulità indirizzati al proprio pubblico target.
  • L’ Inbound Marketing
    Si tratta di un approccio di marketing che nasce nel 2006 da 2 studenti del MIT di Boston e si riferisce all’intero processo di attirare, convertire, chiudere e deliziare i clienti utilizzando contenuti online.

Questo processo si chiama funnel e può essere riassunto come segue:

inbound marketing funnel

L’ Inbound Marketing: il web marketing, da spintaneo a spontaneo.

L’idea di fondo del modello di inbound marketing è di attrarre il navigatore del web attraverso contenuti rilevanti e di qualità scegliendo i più adatti tra tutti gli strumenti, i canali e i media che la Rete ci mette a disposizione. Un marketing mix di prim’ordine, quindi, che permette non solo di trovare nuovi clienti ma anche di fidelizzare quelli già esistenti, facendoli diventare dei veri e propri fan.
Il metodo per trovare clienti online, detto inbound methodology, può essere riassunto così

web marketing

In altre parole, il cardine su cui ruota tutta la filosofia inbound è che siano i clienti a trovare te e non viceversa.
Facendoti trovare dove il tuo pubblico target è già presente e offrendo dei contenuti con un alto valore aggiunto, sarà quest’ultimo ad avvicinarsi al blog o al sito della tua azienda perché spinto a cercare altri contenuti che considera per lui significativi.


I nuovi visitatori attratti verso il tuo sito si convertiranno poi in contatti e in clienti attraverso ciasucno step della metodologia inbound.

Rovesciare il modello tradizionale: fare del (web) marketing che la gente ami.

Questa nuova attività di comunicazione stravolge completamente la logica del marketing e di fare business che sono state concepite finora.


Anziché una forma di promozione intrusiva, che “disturba” di continuo le vite dei consumatori (anche di chi non è un potenziale cliente), che non è richiesta e che è a senso unico (perché solo in uscita, solo outbound), si

Questo grafico di Moz riassume benissimo le differenze tra la “vecchia” comunicazione, l’ interruption marketing, e il nuovo modello inbound:

digital marketing

 

Quali sono gli immediati benefici?

Per chi decida di adottare il metodo inbound, i vantaggi iniziali sono tangibili:

  1. I costi sono contenuti. Guy Kawasaki stesso ha spiegato perfettamente il concetto:
    come trovare clienti
  2. Si attrae un pubblico di qualità in misura maggiore rispetto ai media tradizionali.
  3. L’interazione che i nuovi media consentono con il cliente rappresenta un alto valore aggiunto.
  4. Questo valore crea una relazione positiva e di fiducia col (potenziale) cliente rafforzando la credibilità del brand.

Conclusioni

L’inbound marketing si presenta come un nuovo modello di comunicazione (e di business) che mette le persone al centro. 

Il processo di conversione si sviluppa tutto attorno al cliente. Il marketing diventa parte della conversazione, si mette in ascolto dei problemi e delle necessità del consumatore e gli offre delle soluzioni condividendo dei contenuti di qualità.

Nei prossimi post ti illustrerò quali sono i singoli elementi  e i passaggi che compongono una strategia inbound e come sfruttarli al meglio per massimizzare i risultati e raggiungere gli obiettivi prefissati.

Cosa ne pensi dell’ Inbound Marketing come attività per acquisire nuovi clienti?
Pensi che la tua attività potrebbe beneficiarne?
Lasciami la tua risposta nei commenti o contattami se vuoi approfondire il discorso di persona.

7 cose meravigliose sull’uso professionale di Gmail…e tutte le novità dell’ultima versione.

googleÈ inutile girarci intorno: l’account email più popolare del pianeta si chiama Gmail.
I motivi sono tanti:

  • Facilità e velocità d’uso quasi imbarazzanti.
  • Lo puoi usare da pc e su qualunque dispositivo mobile.
  • È totalmente gratuito.
  • Difficile trovare un concorrente che sia più competitivo (spazio d’archiviazione enorme, niente spam, smistamento intelligente dei messaggi in caselle dedicate).
  • C’è dentro tutto il mondo Google: drive, chat, calendario, barra di ricerca Google integrata, ecc.
    In altre parole, aprendo un account Gmail puoi avere accesso a tutti i servizi di “big G”.

Utilizzare un account Gmail per il proprio lavoro può aiutare già parecchio ad ottenere una casella di posta funzionale e professionale.
In più esistono mille altre funzioni, estensioni e “trucchi” per renderla ancora più efficiente e adatta al proprio business.

Aggiungere la propria firma

Aggiungere una firma alla fine delle email è prassi normale e consolidata.
In Gmail è possibile crearne una dalle Impostazioni e poi cliccando sul menu Generali.
Ma le opzioni disponibili sono piuttosto limitate se si vuole crearne una completamente personalizzata.
Trovo che Wisestamp risolva bene il problema perché permette di aggiungere moltissime informazioni: il logo, il sito internet, gli account social e addirittura dei contenuti dinamici e una propria foto.
Inserire una fotografia nella firma in calce alle email è solitamente qualcosa di poco considerato, ma è il sito stesso di Wisestamp a dirci che

Gli utenti che aggiungono una loro foto alla firma ottengono il 32% di risposte in più alle loro email

Programmare l’invio di una mail

Ebbene sì: si può fare!
Per questa funzione esiste un’estensione comoda e gratuita: Right-In-Box.
Oltre a programmare l’invio di un’email per una data ed un orario specifici, funziona anche come reminder per aiutarci a rispettare scadenze, inoltrare follow-up e svolgere qualunque attività lavorativa che richieda un minimo di organizzazione della propria casella di posta aziendale.
Insomma un’estensione piccola piccola, ma che rende la gestione del proprio lavoro molto più fluida e semplice.

Inviare email da un indirizzo diverso da Gmail

Ormai è inevitabile: tutti noi possediamo almeno due account di posta elettronica.
Grazie ad una funzione già integrata, a cui si accede dalle Impostazioni, è possibile centralizzare le nostre email esistenti deviandole tutte nella nostra casella Gmail in modo che possano essere gestite unicamente da lì.
In questo modo, non solo riceveremo tutta la nostra posta elettronica in unico posto, ma potremo scegliere di volta in volta da quale indirizzo di posta elettronica far partire i nostri messaggi.

Risposte predefinite e autoresponder

Ecco altre due funzionalità che non richiedono l’installazione di nessuna estensione perché già presenti in Gmail:

1. Le risposte predefinite. Si possono configurare dalle Impostazioni e cliccando poi su Avanzate.
Possono far guadagnare molto tempo se si ricevono spesso email dal contenuto simile (ad esempio la richiesta di primo contatto o di informazioni da parte di potenziali clienti).

2. Il risponditore automatico. È molto comodo quando si è in vacanza o quando è importante inviare una risposta tempestiva al proprio mittente, ma non è possibile farlo in tempi brevi.
È completamente personalizzabile e si attiva anch’esso dalle Impostazioni.

Annullare l’invio di una mail

Si attiva dal menu Generali e consente l’annullamento dell’invio del messaggio fino a 30 secondi dopo la sua spedizione.
Inutile spiegare quanto possa essere provvidenziale avere questa funzione configurata!

Usare gli alias (e gestire le newsletter)

Ho già parlato in questo post di Gmail Unsubscriber: un’estensione da installare per evitare che le decine di newsletter a cui siamo iscritti ci intasino la casella di posta.
Con Gmail si può anche sfruttare la funzione degli alias: uno dei trucchi meno conosciuti e più utili.
In pratica è possibile aggiungere il segno + seguito da un’altra parola al proprio indirizzo email.
Ad esempio, nicoletirabassi@gmail.com si può cambiare in nicoletirabassi+office@gmail.com o nicoletirabassi+support@gmail.com.
Il messaggio si riceverà lo stesso, ma grazie a questa funzione, ci si può iscrivere alle newsletter senza lasciare il proprio indirizzo reale e filtrarle al momento della loro ricezione.

La nuova interfaccia di Gmail e tutte le novità

Lo scorso aprile Google ha letteralmente “rifatto il look a Gmail ideando una nuova interfaccia e aggiungendo moltissime nuove funzionalità. Risultato: il suo utilizzo è ancora più veloce, smart e sicuro. Sia da desktop che da mobile.
Ecco le novità più interessanti.

#1. La grafica

In perfetto stile Google, il nuovo design di Gmail è “fresco, ordinato e pulito”.
Sono state introdotte tre modalità di visualizzazione tra cui scegliere (Default, Comfortable, Compact) con una diversa densità e quantità di elementi grafici.
Inoltre l’accesso alle altre app di Google (Calendar, Hangouts, Drive ecc.) è diventato più rapido e intuitivo.

#2. La lettura posticipata delle email o “email snoozing”

Con questa funzione, puoi mettere un’email in modalità “snooze” (cioè posticipata) per una data e/o un orario futuri.
Supponiamo che tu riceva un’email a cui non puoi rispondere immediatamente. Cliccando sull’icona dell’orologio puoi impostare la data e l’ora in cui sai che avrai modo di gestirla.
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#3. L’attivazione della modalità “riservata”

Questa nuova funzione è un’incredibile miglioramento della sicurezza delle nostre email.
Si attiva cliccando sull’icona del lucchetto in fondo alle email e permette di inviare messaggi di posta che non possono essere inoltrati, copiati, scaricati o stampati.
È perfetta per assicurarci che eventuali informazioni sensibili contenute nei messaggi di posta rimangano solo tra noi e il destinatario.

google

#4. L’email che “si autodistrugge”

È tutto vero: l’immagine qui sopra mostra che è anche possibile selezionare un periodo di tempo trascorso il quale il messaggio email…si autodistruggerà!

#5. Proteggere le email con una password

Cliccando sempre sull’icona a lucchetto e selezionando “Passcode SMS”, i destinatari riceveranno una password tramite SMS (assicurati di inserire il numero di telefono del destinatario, non il tuo) con cui potranno aprire il messaggio di posta.

virtual office

#6. Utilizzare Gmail offline

Attivando questa modalità dall’apposito menù, ti sarà possibile comporre email anche senza una connessione Internet. I messaggi verranno salvati e sincronizzati per l’invio non appena tornerai online.

Esistono diverse altre funzioni da scoprire nella nuova versione di Gmail (risposte intelligenti, follow-up ecc).
Per conoscerle tutte puoi dare un’occhiata alla guida online appositamente predisposta da Google.

Ormai ti sarà chiaro che le funzionalità offerte da Gmail possono semplificare moltissimo il tuo lavoro.

Hai altre domande o consigli su come sfruttare Gmail per il tuo business?
Vorresti delegarmi la gestione della casella di posta aziendale?
Parliamone di persona.

 

 

Come utilizzare Twitter per la tua attività.

Secondo gli ultimi dati rilasciati dal social network stesso, a fine 2016 Twitter vantava 319 milioni di iscritti.
Ciò che caratterizza questa piattaforma sono essenzialmente due aspetti: gli hashtags e il limite dei 140 caratteri per i post (sebbene di recente questo limite sia stato rimosso).

Gli hashtags di Twitter…

Un hashtag è una sorta di etichetta o di categoria che si ottiene anteponendo il simbolo cancelletto (#) ad una parola (o ad un frase senza spazi) e che consente la ricerca di contenuti su un determinato argomento. Funziona, quindi, come un aggregatore di notizie.

…e i 140 caratteri

come usare twitterIl nome Twitter deriva dal verbo inglese to tweet, cioè cinguettare, e tweet è anche il nome che si dà ai post che vi si pubblicano, proprio per indicare un servizio di microblogging con numero massimo di 140 caratteri da poter utilizzare.

Questo aspetto lo rende una piattaforma molto funzionale per condividere link al proprio sito,  ad articoli o a promozioni che si è  deciso di lanciare.

Su Twitter tutti i profili sono pubblici, quindi si può -potenzialmente- comunicare con chiunque e, raggiungere un numero molto elevato di utenti se si utilizzano gli hashtag giusti.

Aggiornamento. Da Novembre 2017 Twitter ha ufficialmente raddoppiato il numero di caratteri a disposizione passando da 140 a 280.

Le buone pratiche per un’efficace strategia di promozione aziendale

come usare twitterIntanto una piccola premessa.
A differenza di Facebook, su Twitter i profili sono tutti uguali: non c’è differenza tra profili personali e pagine aziendali.

Dopo aver personalizzato il background e l’header, passa alla programmazione di contenuti di qualità per il tuo pubblico di riferimento.

Pubblica almeno 3 tweet al giorno

Includendo almeno un hashtag relativo all’argomento del tuo post.
Cerca di capire quali siano gli hashtag di tendenza (sono sempre elencati nella colonna di sinistra della home page) e se sia possibile includerli nei tuoi contenuti, così da ottimizzare la portata potenziale dei tuoi post.
In altre parole, usa i trend topic, ma solo se si adattano al tuo brand: anche se è un modo facile di ampliare il proprio bacino di followers, la coerenza è molto più importante per la brand reputation.
Ricorda poi che i contenuti visivi convertono moltissimo e non vengono conteggiati nei 140 caratteri, quindi aggiungi sempre un’immagine (di qualità) ai tuoi post o, ove possibile, un video o un’infografica.

Condividi i contenuti dei followers o di persone che segui a tua volta

O, come si dice nell’ecosistema-Twitter, fa’ almeno 2 re-tweet al giorno di post di altri utenti che ritieni interessanti per la tua audience. Ricorda di aggiungere sempre dei commenti e menzionare l’autore: questo ti permetterà di farti notare, crearti una reputazione e aumentare il numero di followers.

come usare twitter

Segui almeno 10 persone al giorno del tuo settore

In altre parole, fai un costante networking, ma cerca solo marchi o aziende che siano in linea con la tua brand identity: studia attentamente i profili e leggi qualche tweet prima di dare il follow. Di nuovo, la coerenza viene prima di tutto.

Linking

Quando utilizzi i link, inseriscili all’inizio del tweet (se ti è possibile), ma soprattutto utilizza un accorciatore di link (come Bit.ly  o Google URL Shortner) visto il numero limitato di caratteri a disposizione.

Ringrazia chi ti segue

È indubbiamente un’ottima pratica per aumentare l’engagement. Ma mi rendo conto che è impossibile rimanere costantemente su Twitter per mandare un ringraziamento ogni volta che qualcuno decide di seguirci.

Io, che sono una grande fan del binomio social-automazione, consiglio di impostare l’invio di un messaggio automatico di ringraziamento per ogni persona che clicca “Segui” sul nostro profilo (se vuoi vedere in diretta come funziona, puoi visitare il mio profilo Twitter). Online esistono dei tools che offrono questo servizio gratuitamente, come  ad esempio StatusBrew.

Bonus Finale. L’ora migliore per pubblicare contenuti.

strategie di marketingÈ fin troppo scontato dire che quando postiamo i nostri contenuti sui Social vorremmo raggiungere quanti più followers possibile.
Ma come facciamo a sapere qual è l’orario in cui il maggior numero di utenti è presente su una specifica piattaforma?

Bene, il team di CoSchedule ha analizzato 15 studi pubblicati da grandi aziende internazionali (che ogni giorno fanno migliaia di visualizzazioni sui loro account social):

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbe’s
  3. Ricerca di Buffer
  4. Aggiornamento della ricerca di Buffer
  5. Ricerca dell’Huffington Post
  6. Studio di Sure Payroll’s
  7. Studio di Fast Company
  8. Post di Neil Patel su Quicksprout
  9. Ricerca di Marketing Profs
  10. Articolo di Elle & Co.
  11. Studio di TrackMaven
  12. Ricerca di Chron
  13. Analisi di Kissmetrics
  14. Analisi di Fannit
  15. Studio di CoSchedule

E ha tratto le dovute conclusioni per ciascuno dei principali social media.

Quindi qual è l’orario migliore per cinguettare?

orario migliore per pubblicare s twitter

Photo credit: CoSchedule

Il momento migliore per pubblicare su Twitter va dalle 12 alle 15 nei giorni feriali, in particolare per attività B2B. I contenuti di tipo B2C, invece, funzionano bene anche tra le 17 e le 18 del fine settimana.

Ricorda, però, che si tratta di analisi effettuate su una mole di dati molto estesa e variegata. Possono fungere da ottime linee guida se si è su Twitter da poco e non si hanno molti dati a disposizione.
Una volta presa dimestichezza con la piattaforma, è bene iniziare ad utilizzare sempre Twitter Analytics per monitorare il proprio account e ottenere informazioni più dettagliate e specifiche sulla propria audience di riferimento.

Nei prossimi articoli ti parlerò di altri social media molto popolari come LinkedIn ed Instagram. E di quali siano le strategie di business più adatte per ciascuno di essi.

Nel frattempo fammi sapere cosa ne pensi dell’uso di Twitter per la tua attività.
Ci sono degli aspetti che vorresti approfondire? Dimmelo pure nei commenti o contattami.