Lavorare Online

L’idea di lavorare online ha per molto tempo occupato una piccola parte del panorama del mondo del lavoro. Grazie ad Internet, queste opportunità sono ora molto più concrete e stanno spronando molte nuove aziende a far partecipare con successo i cosiddetti solopreneurs ai loro progetti di business.

Quali sono i vantaggi che derivano dal lavorare online? Che ci si creda o no, esistono per entrambe le parti.

Se una persona che lavora in remoto non si trova fisicamente in un ufficio…non significa che se ne stia a spasso da qualche parte :)
Secondo Maren Donovan, CEO di Zirtual, “Un business prospera ed ha successo in base alle scadenze e ai bisogni delle altre persone”. Quindi è altamente improbabile che un/a professionista che opera da remoto possa impiegare tre ore nel bel mezzo della giornata lavorativa a fare altro senza che questo abbia delle ripercussioni.

Lavoro da Casa Online: un’Ottima Soluzione per la Produttività

Le nuove tecnologie permettono ambienti di lavoro molto più flessibili e personalizzabili. E professionisti e lavoratori di oggi chiedono proprio maggiore flessibilità. È una vera e propria soluzione win-win. Le aziende ottengono i migliori talenti e risparmiano sui costi delle strutture.

In un sondaggio condotto da TINYpulse sulla soddisfazione e la produttività di chi svolge il proprio lavoro da casa online, un non trascurabile 52% ha riferito di avere contatti con il proprio manager almeno una volta al giorno. Mentre un ulteriore 34% interagisce con i manager una volta a settimana.

Lavoro Online da Casa

Sfatiamo subito altri falsi miti sul lavoro online da casa:

“Lavorare online da casa significa minore efficienza”. FALSO.

È facile presumere che qualcuno che lavori in remoto sia più distratto e che, quindi, la produttività ne risenta. Tuttavia, uno studio condotto dall’Harvard Business Review già nel 2014 dimostra esattamente il contrario, riportando che alcune aziende hanno visto un aumento della produttività dei lavoratori del 13,5% dopo aver loro concesso di lavorare a distanza.

Qualcuno che lavora fuori dall’ufficio ha meno distrazioni con cui fare i conti, come il comune “effetto della sala” , cioè l’idea che i lavoratori vengano portati via dalle loro scrivanie per chiacchierare alla macchinetta del caffè o condividere un pezzo di torta per il compleanno di un collega. I lavoratori online non soggetti a questo tipo di interruzioni e non hanno di conseguenza bisogno di altro tempo per recuperare la concentrazione dopo l’interruzione.

Molti temono che il trasferimento di informazioni e dati aziendali sensibili su computer e su server esterni comporti un abbassamento dei livelli di sicurezza. Anche questo è falso. La tecnologia si è sviluppata a tal punto da ridurre al minimo questo tipo di problemi.

Ci sono un sacco di soluzioni sulla sicurezza che vengono sfruttate da chi lavora online in tutto il mondo. Avvalersi di buone pratiche di sicurezza, come l’impostazione dell’autenticazione a due fattori e delle reti private virtuali (VPN) garantisce che le informazioni siano bloccate e non possano essere violate da persone terze non autorizzate.

Tra l’altro, come molti giustamente sostengono, se qualcuno è intenzionato a rubare informazioni e dati sensibili lo farà anche trovandosi sul luogo di lavoro.

Come utilizzare Facebook per la tua attività. Bonus a fine articolo.

Dopo aver illustrato alcuni fondamenti del social media marketing, vorrei volgere uno sguardo più approfondito ai principali social networks per capirne le singole caratteristiche e l’importanza che potrebbero rivestire per un’azienda. Cominciamo da Facebook.

Facebook è il social network più utilizzato al mondo. Con quasi due miliardi di utenti attivi, è un’ottima piattaforma per fare branding, interagire con i propri clienti o trovarne di nuovi.

Come impostare la propria strategia su Facebook

Ma quali sono le leve che possiamo utilizzare per promuovere i nostri prodotti o servizi?
Tra gli strumenti più utili che Facebook ci mette a disposizione dobbiamo sicuramente considerare le Pagine e i Gruppi.

Le prime possono essere utilizzate interamente per la comunicazione della propria azienda, mentre grazie ai secondi è possibile seguire delle communities attorno ad argomenti specifici del proprio settore di riferimento.

Vediamo in concreto come usufruirne.

Crea la tua pagina Facebook aziendalepagina facebook aziendale

Se ancora non ne hai una, eccoti sintetizzati i passaggi principali:

Scegli la Categoria

  1. Impresa locale o luogo
  2. Azienda, organizzazione o istituzione
  3. Marca o Prodotto
  4. Artista, gruppo musicale o personaggio pubblico
  5. Intrattenimento
  6. Causa o comunità

E la Sottocategoria.

Completa Tutta la Sezione “Informazioni”

Prestando particolare attenzione ai campi Descrizione Breve,  Descrizione Lunga Mission.
Per la Descrizione Breve è consigliabile inserire una descrizione della tua azienda di 2-3 frasi. Questo campo sarà sempre visibile sulla pagina, quindi è bene riuscire a renderla chiara, ma sintetica allo stesso tempo.
Assicurati di inserire anche un link al tuo sito internet (sebbene esista anche il campo apposito) e, più in generale, di fare in modo che queste informazioni rendano unico e originale il tuo brand così da risultare ancora più accattivanti agli occhi dei tuoi visitatori.

facebook per aziende

Carica la foto del profilo…

Servirà come icona visiva principale della pagina e apparirà nei risultati di ricerca, nei post e nei commenti che pubblicherai. Ogni immagine perfettamente quadrata va bene, ma la dimensione consigliata è di 180 x 180 pixel.

…e l’immagine di copertina

In genere, si tratta di un’immagine del brand finalizzata ad attrarre le persone sulla pagina aziendale. Le dimensioni consigliate sono 851 x 315 pixel.

Pubblica contenuti rilevanti con regolarità

Almeno un post al giorno. E invita sempre gli utenti a diventare parte della tua crescente comunità inserendo una Call-To-Action ovunque possibile.

Che si tratti di semplice testo, di foto o di video, il consiglio che mi sento di darti in questo caso è di creare alcuni post retrodatati (sì, su Facebook esiste anche questa funzione) così ogni nuovo visitatore troverà una timeline già attiva -piuttosto che uno spazio semivuoto- ogni volta che atterrerà sulla pagina.

Metti un Like ad almeno 5 pagine nel tuo settore

Possibilmente falla diventare un’abitudine quotidiana: è importante acquisire informazioni e mostrarsi attivi nel proprio ambiente di riferimento, così come apparire interessati a connettersi con le altre aziende che ne fanno parte.facebook mi piace

I Gruppi di Facebook: pochi ma buoni

Scegline pochi ma sii molto, molto attivo/a nelle conversazioni.
I Gruppi di Facebook sono un’ottima opportunità per:

  • Fare networking tra professionisti 
  • Offrire la propria expertise
  • Ottenere feedback
  • Trovare opportunità di lavoro e nuovi clienti

Unica raccomandazione: assicurati di osservare sempre il regolamento di ogni gruppo.
Nel caso in cui volessi promuovere un tuo prodotto o servizio, chiedi sempre prima (in privato) l’autorizzazione all’amministratore del gruppo e, come primo post, pubblica sempre una breve presentazione di te e della tua attività senza pubblicizzare niente di specifico.

Bonus Finale. L’ora migliore per pubblicare sui Social Networks

pagina facebook aziendaleÈ fin troppo scontato dire che quando postiamo i nostri contenuti sui social vorremmo raggiungere il maggior numero di utenti possibile.
Ma come facciamo a sapere qual è l’orario migliore per pubblicare su ciascuna piattaforma?

Il team di CoSchedule si è posto la stessa domanda ed ha analizzato 10 studi pubblicati da grandi aziende internazionali (di quelle che vantano milioni di visualizzazioni giornaliere sui loro canali social, per intenderci):

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbes
  3. Ricerca dell’Huffington Post
  4. Studio di Sure Payroll
  5. Studio di Fast Company
  6. Post di Neil Patel su Quicksprout
  7. Articolo di Elle & Co.
  8. Studio di TrackMaven
  9. Analisi di Kissmetrics
  10. Studio di CoSchedule stesso

Quindi qual è l’ora migliore per pubblicare su Facebook?

ora migliore per pubblicare su facebook

Photo credit: CoSchedule

Secondo il team di CoSchedule, il momento migliore per pubblicare su Facebook va dalle 13 alle 16, sia durante la settimana sia nei weekend.

Ricorda, però, che si tratta di analisi effettuate su una mole di dati molto estesa e variegata.
Possono essere delle ottime linee guida iniziali se sei su Facebook da poco e non hai molti dati di analisi a disposizione.

Una volta che avrai familiarizzato con la piattaforma, creata la pagina aziendale e, magari, consulta regolarmente i dati statistici dei Facebook Insights e adegua la tua strategia di conseguenza.
Le metriche di Facebook, infatti, sono uno strumento utilissimo perché ci danno costantemente informazioni preziose sulla nostra audience di riferimento.

Se vuoi saperne di più su come utilizzare gli altri social media per la tua azienda puoi dare un’occhiata ai miei post su Twitter, LinkedIn e Instagram e su quali siano le strategie di business più adatte a ciascuno di essi.

Nel frattempo fammi sapere cosa ne pensi dell’uso di Facebook per la propria attività. Ci sono degli aspetti che vorresti approfondire? Dimmelo nei commenti o contattami.

 

Social Media Marketing. Cos’è e perché il tuo business ne ha bisogno.

Come ho già illustrato nel post sull’Inbound Marketing, l’altro elemento fondamentale per accrescere la visibilità della tua azienda e rafforzarne la presenza online, sono i social media.

Perché utilizzare i Social Media per il business?

Le risposte sono molteplici:
  • Sono un ottimo mezzo per “mettere in vetrina” il proprio brand.
  • Offrono un canale di marketing in più per la Brand Awareness, cioè per la capacità della domanda di riconoscere un brand.
  • Sono perfetti per costruire relazioni col proprio bacino di clientela.
  • Ormai rappresentano a tutti gli effetti un canale di vendita.
  • In ultimo, ma non meno importante: ti permettono di avere tutto questo gratis.
Volendo sintetizzare in una risposta sola: le aziende devono essere presenti sui social media perché è lì che si trovano i loro potenziali clienti.

Secondo queste statistiche, nel 2017 gli utenti attivi ogni giorno sulle piattaforme social saranno più di 2 miliardi e mezzo. E il trend è destinato a crescere negli anni successivi.

Anche HubSpot  afferma che un terzo del mondo usa i social network regolarmente e che il solo Facebook viene utilizzato dal 73% delle persone per scopi professionali.

Altri numeri da non sottovalutare:

social media

La mappa di Vincos sul numero di utenti attivi sui social network nel mondo – Febbraio 2017

Seguendo il funnel della strategia inbound, i social sono tra i principali canali che consentono di attrarre visitatori, convertirli in iscritti, chiudere vendite e mantenerli come clienti fidelizzati. 
Se il blog funziona come un hub per veicolare i propri contenuti, i canali social si integrano perfettamente con esso, diventando un vero e proprio megafono capace di raggiungere un’audience vastissima.
inbound marketing funnel

Quali i vantaggi concreti?

assistente virtuale

1. Traffico

Proprio per la loro capacità di raggiungere un pubblico ampissimo,
pubblicare con regolarità contenuti di valore e di qualità per il
proprio pubblico target di riferimento, porterà un flusso costante di traffico qualificato verso il tuo blog o sito aziendale/professionale.

2. Posizionamento

Una maggiore quantità di traffico verso le proprie pagine (già ottimizzate per la SEO), porterà ad un più alto tasso di visite e di interazione degli utenti, facendole salire molto più velocemente nei risultati di ricerca.

3. Interazione diretta con i (potenziali) clienti

Se utilizzati nella maniera corretta, i social media sono un’ottima occasione per la costruzione di relazioni dirette con il proprio pubblico target. E non solo attraverso la propria pagina aziendale.
Leggendo i loro aggiornamenti di stato, ad esempio, si possono cogliere aspetti interessanti della loro vita quotidiana (e magari regolare la propria strategia di marketing di conseguenza).

Quali prodotti stanno comprando e perché? Cosa fanno nel fine settimana? Che tipo di messaggi amano condividere? E da quali siti web?

4. Assistenza e gestione complaints

Se ci dovesse essere un problema con i tuoi servizi (o prodotti) immagino che vorresti saperlo quanto prima e offrire al più presto una soluzione ai tuoi clienti insoddisfatti.
Ecco: i social sono un canale perfetto per avere un feedback diretto ed immediato dai tuoi clienti e fornire loro l’eventuale assistenza di cui necessitano.

5. Clienti più fidelizzati

Il motivo è chiaro: interagendo regolarmente con i tuoi followers, smetteranno di vedere la tua impresa come un soggetto distante e orientato solo ai profitti, ma piuttosto come ciò che veramente è: una persona (o un gruppo di persone) che lavorano con l’obiettivo comune di soddisfare i propri clienti portando sul mercato il miglior prodotto -o servizio- possibile.

Insomma, le potenzialità che offrono i social media sono enormi.

Chiarita la loro importanza, è bene tenere a mente alcuni aspetti basilari del marketing applicato ai social media:

  1. I social media non sono tutti uguali: ogni piattaforma è diversa dall’altra ed è necessario conoscere a fondo le caratteristiche e le singolarità di ciascuna per poterle sfruttare al meglio e ottimizzare i risultati.assistente virtuale
  2. È altrettanto fondamentale organizzare una strategia editoriale che consenta di sfruttare i social nel lungo periodo.
  3. Essere presenti su più piattaforme è praticamente impossibile (e inutile) se non ci si avvale di strumenti online che consentano di automatizzare il processo di pubblicazione e di misurare tutto il lavoro che si fa al loro interno.
assistente virtualePer nostra fortuna il Web ci mette a disposizione tutti questi strumenti, molti dei quali gratuitamente:
  • Buffer e Hootsuiteper pianificare post su Twitter, Facebook, Linkedin, Google+, Instagram ecc ecc. e pubblicarli ad una data ed ora specifiche.
    Entrambi generano dei report di analisi con dati statistici preziosissimi che consentono di ottimizzare la propria strategia di volta in volta.
  • Feedly , Scoop e BuzzSumoservizi molto utili per creare contenuti di qualità e capire quali sono gli argomenti più “popolari” del momento.
  • Social Mentionricerca e analisi dei social media in tempo reale per una determinata parola chiave.
  • Diggita: il servizio di Social Bookmarking più famoso d’Italia per farsi conoscere da una comunità virtuale ancora più ampia.

Cosa pubblicare?

  •  Quanti più contenuti creati da te possibile. Sopratutto gli articoli del blog, se ne hai uno (se non ce l’hai scopri qui come aprirne uno).
  • Il tuo pubblico target è la tua bussola: anche se non sono tue, pubblica sempre informazioni di interesse per lui.
  • Immagini, infografiche e video (di qualità): il contenuto visuale è molto potente sui social e crea un engagement (coinvolgimento) altissimo.

Conclusioni

Nei prossimi post ti parlerò delle caratteristiche di ciascun social network e di come impostare una strategia ottimizzata per ognuno di essi.

Aggiungerò anche un bonus: i link a diverse ricerche pubblicate da alcune grandi aziende (e con “grandi” intendo aziende che registrano migliaia di visualizzazioni sui loro social ogni giorno) su quale sia l’ora migliore in cui pubblicare contenuti.

Cosa ne pensi del social media marketing per promuovere il proprio business? Dimmi la tua nei commenti.

 

Posizionamento del sito web: 7 SEO tool GRATIS per un rapido check-up. Più un bonus finale.

Dopo averti parlato di come l’Inbound Marketing possa aiutarti ad acquisire nuovi clienti, vorrei concentrarmi sulla SEO e sul perché sia tanto importante includerla in una strategia di comunicazione.

Ma voglio farlo in maniera pratica, indicandoti degli interessanti strumenti disponibili gratuitamente sul Web per migliorare il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca.

Che cos’è la SEO?

Partiamo dai fondamentali. Cos’è la SEO?

La SEO è quel processo di miglioramento di un sito internet affinché attragga visitatori dai motori di ricerca, posizionandosi tra i primi risultati delle SERP.

seoL’ottimizzazione dei siti Web per i motori di ricerca è una delle materie più importanti e performanti del marketing mix digitale.

Se si pensa a come le persone cercano informazioni oggi, raggiungere un certo livello di visibilità nei risultati organici di ricerca (cioè quelli non a pagamento) di Google è un fattore cruciale per determinare il successo o meno di un sito internet.
Cito Google perché con i suoi 3.3 miliardi di ricerche giornaliere occupa ormai più del 70% del mercato delle ricerche online.
E per questo motivo mi concentrerò su di esso nei prossimi paragrafi.

Lo so: pur capendone l’importanza, a molti la SEO può sembrare una materia ostica o un’attività che esula dalle proprie competenze.

La buona notizia è che il web ci facilita molto il lavoro, offrendoci dei servizi che permettono di valutare in pochi minuti lo “stato di salute” del nostro sito internet.
A seconda del responso, quindi, saremo in grado si decidere se sia il caso o meno di affidarsi ad un professionista.

Vediamoli nel dettaglio.

Gli indici di qualità di Google

Ma come funziona Google?

seo

Il suo obiettivo è di valutare la search intent.
Cioè capire perché in quel momento stiamo effettuando quella determinata ricerca.


Quando digitiamo qualcosa nella sua barra di ricerca, i robot di Google (detti botcrawler o spider) scansionano il web per restituirci una lista dei contenuti da loro ritenuti in quel momento i più precisi e pertinenti per noi.

Proprio perché il suo “lavoro” è soddisfare al meglio i bisogni dell’utente, Google cercherà sempre di mostrare tra i primi i risultati quelli qualitativamente migliori.

E come fa Google a valutare la qualità dei contenuti di un sito?
Si avvale dei cosiddetti indici di qualità, ovvero di alcuni parametri che analizzano l’interazione che i visitatori hanno con una determinata pagina web.
In pratica, quanto più alta sarà l’interazione degli utenti con quei contenuti, tanto più Google li considererà utili e rilevanti, portandoli in alto nei risultati di ricerca.

Questi indici sono:

  • il bounce rate o frequenza di rimbalzo: la percentuale con cui un visitatore abbandona il sito dalla pagina da cui è entrato senza interagirvi ulteriormente (cioè senza compiere nessun’altra azione)
  • il tempo medio di permanenza 
  • il tasso di interazione degli utenti con la pagina

Queste metriche, così come le parole chiave, sono parte della cosiddetta on-page (o on-site) SEO e possono essere facilmente ottenute collegando Google Analytics (su cui ritornerò più avanti) al nostro sito.

On-page SEO con i tool di casa Google

seo

Sapevi che, oltre ad Analytics, Big G offre molti altri strumenti per valutare l’esperienza che i visitatori hanno sul tuo sito?

Esistono degli aspetti tecnici che possono determinare
o meno il successo di una piattaforma web.

Ma la mia impressione è che siano ancora troppo sottovalutati:

  • un sito responsive (cioè visualizzabile anche da dispositivi mobili come smartphone e tablet)
  • la velocità di caricamento delle pagine

Responsiveness

Secondo i dati Audiweb del Marzo 2018:

“La mobile audience mensile ha raggiunto il 68,7% della popolazione maggiorenne, con 30,1 milioni di utenti collegati per 49 ore in media per persona.

virtual office

Con questi numeri avere un sito accessibile da tutti i dispositivi mobili (smartphone e tablet) è praticamente obbligatorio.

Grazie al Google Mobile Friendly Test puoi verificare in pochi secondi se il tuo è un sito mobile-friendly oppure no.
Ed, eventualmente, correre ai ripari 🙂

Se il test avrà esito positivo, comparirà una schermata come quella comparsa a me quando ho testato questo sito:

virtual office

Velocità

Per controllare la velocità di caricamento del tuo sito puoi utilizzare il Google Page Speed Test.

Un aspetto molto utile di questo strumento è proprio che, oltre ai problemi, suggerisce anche le soluzioni.

Prova a fare un check-up del tuo sito e testa la compatibilità per mobile e la velocità.

PRO TIP. Esiste un altro strumento di SEO on-site molto utile che Google ci mette a disposizione: Google Search Console.

Una volta configurato Google Search Console per il tuo sito è necessario anche collegarlo a Google Analytics. In questo modo la visibilità organica sarà stata ottimizzata.

SEO off-page: link-building ed autorevolezza

posizionamento sito

Oltre a questi parametri on-page, i motori di ricerca prendono in considerazione anche una serie di indici off-page che riguardano l’autorevolezza e l’affidabilità delle fonti ovvero:

  • la qualità dei link in entrata sul tuo sito
  • le citazioni (cioè quanti siti hanno almeno un link che punta verso il tuo)

Partiamo dal presupposto che le pagine del nostro sito siano già state tutte ottimizzate: bounce rate basso, tempo medio di permanenza e tasso d’interazione alti.
Adesso possiamo occuparci di una delle “buone pratiche” di SEO off-page: la link-building.
Ovvero ottenere link in entrata (backlink) da siti autorevoli.

In ambito SEO, l’autorevolezza è un concetto relativo al settore di appartenenza del sito stesso.

Ad esempio, se ho un sito di finanza e ricevo un link dal sito de Il Sole 24 Ore, agli occhi di Google
risulterò altamente autorevole ed avrò più possibilità di posizionarmi sulla prima pagina dei risultati di ricerca.

Con il tool di Majestic possiamo individuare qualità e quantità dei link verso il nostro sito, grazie ai valori di trust flow e citation flow.

virtual office

Nell’immagine qui sopra ho inserito il sito internet de Il Sole 24 Ore e i risultati danno (ovviamente) un’elevata autorità: 75 su 100 di trust flow e 65 su 100 di citation flow.

Qui in basso, puoi visualizzare il numero totale di link e il range di valore dei domini che reindirizzano al sito (per poter accedere ai dati completi è necessario abbonarsi).

virtual office

L’Open Site Explorer di Moz, invece, valuta i backlink sia per l’intero dominio (domain authority) sia per le singole pagine (page authority).

virtual office

Prova a fare gli stessi test con il tuo sito. Quali sono i risultati?

Risorse SEO per “spiare” la concorrenza

Non si tratta di spionaggio industriale o altre cose illegali 🙂
Semplicemente di capire chi siano i nostri maggiori concorrenti e analizzare come siamo posizionati rispetto a loro.

Ritengo che questo sia un passaggio necessario per valutare come possiamo differenziarci all’interno di uno stesso settore di riferimento.

A questo scopo si può ricorrere a SEMrush: una tra le piattaforme di servizi SEO più utilizzate e complete.

Inserendo il dominio del tuo sito internet nella home page potrai ottenere:

  • una panoramica del posizionamento del tuo sito
  • un elenco dei tuoi principali competitor 
  • un grafico che ne mostra il posizionamento

Ecco un altro esempio con il sito de
Il Sole 24 Ore

sem, seo, posizionamento

Studiare i nostri concorrenti più “forti” è un’ottima maniera per individuare i nostri punti di forza, capire in cosa possiamo migliorarci e in cosa, invece, ci rendiamo unici rispetto alla concorrenza.

Prova anche tu ad utilizzare SEM Rush. Qual è la tua “unicità” e quali sono gli eventuali punti di forza e debolezza?

Bonus Finale

Se per te l’inglese non è un problema e vorresti approfondire l’argomento, ecco due guide create da ottimi “maestri”:

La guida SEO di MOZ per principianti

E la guida SEO avanzata di QuickSprout  di Neil Patel

Conclusioni

Quelli che ti ho indicato sono solo alcuni tool che possono guidarti verso l’ottimizzazione del tuo sito.

Quest’elenco non ha la pretesa di essere definitivo e la SEO non può considerarsi una materia che si esaurisce con dei test.

È piuttosto una ricetta ricca di tanti ingredienti tra cui quello principale resta sempre la pubblicazione regolare di contenuti di qualità per il proprio pubblico target di riferimento.

Anche dopo essersi posizionati.

Se vuoi saperne di più, dai un’occhiata al mio post sulle parole chiave, a quello sulle 10 regole d’oro da seguire quando si scrive per il web e alla mini guida per creare un blog o sito ottimizzato dal punto di vista SEO.

Grazie per aver letto fino a qui…e aver abbassato il mio bounce rate 🙂 

Hai bisogno di supporto nella creazione di contenuti SEO-friendly per il tuo sito? Parliamone insieme.

 

 

 

Smart Working. La quarta Rivoluzione Industriale è arrivata.

Il dibattito sullo Smart Working si è fatto molto vivace nel 2016 dimostrandosi come un nuovo paradigma lavorativo che offre enormi potenzialità.

La cosa coinvolge molto anche me dal momento che, come Assistente Virtuale, sono una smart worker anch’io.
Ma di cosa parliamo esattamente quando parliamo di lavoro agile?

 Cos’è lo Smart Working?

Delle molte definizioni di Smart Working che ho letto, trovo che la più esaustiva sia quella riportata in un interessante ebook di Seedble:

“Lo smart working è l’applicazione delle discipline digitali, sociali e comportamentali per attivare un ‘nuovo modo di lavorare’, basato sulla condivisione della conoscenza, collaborazione e trasparenza e caratterizzato da un abbattimento delle strutture organizzative e un alto livello di fiducia (trust)”.

Considerare lo smart working solo come un sinonimo di telelavoro sarebbe  riduttivo. È senz’altro vero il contrario, però: qualunque professionista che abbia creato il suo business online fa senz’altro parte dell’ universo del lavoro agile.

I benefici che non ti aspetti

“L’adozione di modelli di lavoro Smart può aumentare la produttività delle aziende per un valore di 27 miliardi di euro e ridurre i costi fissi di 9 miliardi di euro”.

Sono le conclusioni a cui giunge l’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano dopo aver analizzato circa 600 aziende operanti in Italia e 1.000 professionisti.

Oltre a migliori risultati in termini di produttività e ad un abbattimento dei costi, il modello del lavoro agile può portare ad un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata e, in maniera più ampia, anche alla salvaguardia del nostro ambiente.

Ebbene sì: mettere le persone, i lavoratori al centro paga. Enormemente.

Quali sono i pilastri dello Smart Working?

segretariaPerché si possa definire smart working è necessario che siano presenti le cosiddette 3B:
1.Behaviours
2.Bytes
3.Bricks
cioè comportamenti, tecnologia e mattoni (intesi come spazio di lavoro fisico).

1. Behaviours. È necessario dire addio al cartellino da timbrare e  ai classici orari d’ufficio e spostare il focus sugli obiettivi da raggiungere. In questo modo l lavoratore (worker) è più responsabilizzato nella gestione del suo tempo e, soprattutto, è più coinvolto in un progetto: se ne è appassionato lo terminerà in molto meno tempo e i risultati avranno una qualità di gran lunga superiore.
Di nuovo: la parola chiave non è più controllo, ma fiducia.

2.Bytes. La tecnologia è nostra amica e oggi offre degli strumenti utilissimi (spesso anche gratuiti) per facilitare l’interazione tra le persone e per offrire supporto a coloro che lavorano in condizioni di mobilità. Si tratta delle cosiddette le tecnologie di Unified Communication & Collaboration.

3.Bricks. Accanto allo spazio di lavoro virtuale bisogna ridisegnare anche lo spazio fisico. Perché lo smart worker possa essere performante e produttivo è fondamentale riprogettare gli ambienti di lavoro con l’obiettivo di ricrearli aperti, flessibili e orientati alla collaborazione e al benessere tra le persone.

Quali sono i valori chiave?

Collaborazione, condivisione e trasparenza sono i presupposti su cui costruire la fiducia (trust) e con essa tutto il lavoro del futuro.
In effetti i nuovi modelli di business già si basano sulla fiducia: non prenoteremmo una camera online e non acquisteremmo un articolo su Amazon se non avessimo piena fiducia in queste piattaforme.
Come riportato nello Smart Working Book: il trust è il nuovo prodotto/servizio nell’era della social collaboration.

assistenza virtuale

Le 4 caratteristiche della collaborazione digitale secondo Seedble

Prima buona notizia: la proposta di legge sullo Smart Working

E’ stata approvata nel maggio 2017. Trovo che prometta bene già dall’incipit:

 “Lo smart working è una modalità di lavoro innovativa basata su un forte elemento di flessibilità, in modo particolare di orari e di sede. Il futuro dell’organizzazione del lavoro passa necessariamente da qui: lì dove il lavoro incontra le nuove tecnologie, infatti, nascono occasioni che non possiamo permetterci di ignorare e che ci portano a un importante cambiamento di mentalità”.

Leggi qui per vedere nel dettaglio cosa prevede la legge.

Seconda buona notizia: la promozione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione

Lo scorso febbraio il Comune di Milano ha indetto la Giornata del Lavoro Agile per il terzo anno consecutivo.

Rivolta a numerose aziende private che hanno sperimentato forme di Smart Working gestendo con flessibilità il proprio orario di lavoro (svolgendolo soprattutto da casa), ha apportato molteplici benefici: risparmio di tempo per i lavoratori, minore congestione stradale, minori emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Conclusioni: il lavoro agile segna l’arrivo della Quarta Rivoluzione Industriale

Per lo meno queste sono le conclusioni a cui giunge il Sole 24 Ore . Che si sia d’accordo o meno, è indubbio che il mondo (e il mercato) del lavoro tendono sempre più alla semplificazione e alla smaterializzazione dei modelli di business e di collaborazione. Per non rimanere ancorati ad un’idea tradizionale e superata di “fare impresa” è necessario avere piena consapevolezza dei cambiamenti in atto.

 E tu cosa ne pensi? Sei già uno smart worker o stai pensando di adottare un modello lavorativo di lavoro agile?  Se vuoi puoi lasciarmi nei commenti la tua testimonianza.