Digital Marketing. Come può aiutare il tuo business

Con il cambiamento e l’evoluzione delle moderne tecnologie, le piccole e medie imprese possono sfruttare un nuovo, potente strumento per potersi promuovere.

I modelli di business stanno convergendo tutti verso il mondo online sia integrandolo con le strategie marketing già esistenti (quelle “offline”) sia dedicandosi esclusivamente al digital marketing, nel tentativo di catturare -anche- un mercato online in continua crescita e potenzialmente molto redditizio.

Gli strumenti e le tecniche del digital marketing offrono le migliori opportunità di concorrenza, sopravvivenza e persino crescita del proprio business.

Ciò che farà la differenza tra un’attività di successo ed una fallimentare (sia essa offline o online) è la creazione di un efficace processo di attrazione (online) di un pubblico di riferimento.

Ovvero ciò su cui si basano le strategie di inbound marketing.

Ma in cosa consiste, in concreto, il marketing online?

Si possono distinguere 5 macrocategorie:

  1. SEO (Search Engine Optimization)
  2. Content Marketing
  3. Email Marketing
  4. Strategie di conversione (ad esempio l’ottimizzazione del sito web per massimizzare le vendite o il funneling)
  5. Social Media Marketing

Social Media Marketing. Troppo importante per essere trascurato

Vorrei soffermarmi sull’ultimo punto dell’elenco perché il Social Media Marketing è fondamentale praticamente per qualunque tipo di attività. Ne ho già parlato qui, ma vale la pena ribadirne i punti principali:

1. I social media sono più convenienti dei canali di marketing tradizionale.

Aprire un profilo o una pagina aziendale sui social network è un’operazione completamente gratuita.

E’ vero: man mano che gli algoritmi si aggiornano anche il feed di notizie si modifica. I tuoi contenuti organici potrebbero essere sempre meno visibili e la portata di utenti raggiunti (reach) potrebbe diminuire drasticamente.

Ma anche qualora fosse necessario ricorrere alla pubblicità per promuoversi, sui social media è possibile lanciare campagne pubblicitarie a bassissimo costo.

2. Accresci la riconoscibilità del tuo marchio (brand awareness)

Proprio perché i social media sono uno dei metodi di marketing digitale più convenienti in termini di costi, l’implementazione di una strategia per i social media aumenterà notevolmente il riconoscimento del tuo brand dal momento che avrai la possibilità di rivolgerti ad un pubblico più specifico di (potenziali) consumatori/clienti.

Una volta creati uno o più profili per la tua attività e pubblicati i primi contenuti,  il semplice fatto che le persone interagiscano con essi aumenterà la riconoscibilità del tuo marchio e rinforzerà la reputazione della tua attività. Ogni post condiviso viene introdotto in una nuova rete di individui, che a loro volta potranno diventare potenziali clienti o condividere i tuoi contenuti ad altri potenziali clienti. E più persone conoscono il tuo business, meglio è.

Non c’è dubbio che un uso corretto, costante e interattivo di una o più pagine social per il tuo business contribuirà a generare un pubblico più vasto per la tua attività.

3. Migliore posizionamento sui motori di ricerca

Sebbene la pubblicazione di contenuti sui social media possa portare un certo traffico al tuo sito, è necessario uno sforzo maggiore per ottenere un successo significativo. L’ottimizzazione dei motori di ricerca (la SEO) è molto importante per ottenere un posizionamento più elevato delle pagine web e aumentare il traffico al sito aziendale.
Mentre i social media non aumentano direttamente il posizionamento nei motori di ricerca, secondo Social Media Examiner oltre il 58% dei marketer che utilizzano i social media da un anno o più hanno rilevato un migliore posizionamento sui motori di ricerca.

Essere in grado raggiungere le prime posizioni (anche attraverso l’uso delle parole chiave) rivoluzionerà il tuo traffico e continuerà a generare risultati positivi per la tua attività.

Ammettiamolo: tutti usano Google per trovare informazioni e probabilmente non andranno oltre la prima pagina perché è lì che solitamente trovano la loro risposta a ciò che cercano. Se il tuo sito web aziendale non è posizionato in cima ai risultati dei motori di ricerca, dovresti probabilmente modificare la strategia di ottimizzazione dei motori di ricerca.

Per aumentare le possibilità di posizionarti al meglio attraverso i social media, crea contenuti di alta qualità che, ove possibile, contengano anche le  parole chiave principali. Contenuti come blog post, infografiche, case studies, informazioni commerciali o foto dei dipendenti renderanno i profili social della tua azienda interessanti e aumenteranno il senso di fiducia dei tuoi followers.

Perché quando cominci a pubblicare regolarmente contenuti di qualità, inizi a creare una community in cui i tuoi seguaci seguono, apprezzano e condividono i tuoi contenuti.

4. Migliore soddisfazione del cliente

I social media sono una piattaforma di networking e comunicazione. Dare voce alla tua azienda attraverso queste piattaforme è importante per renderla più “umana”. I clienti apprezzerebbero di più ricevere una risposta personalizzata ai loro commenti piuttosto che un messaggio automatico. Essere in grado di gestire le interazioni dei propri follower dimostra che si è attenti alle loro esigenze e si vuole fornire loro la migliore esperienza possibile.

Se qualcuno ha una domanda o un reclamo, i social media ti permettono di affrontare la questione usando un dialogo diretto. Un brand che impiega del tempo ad inviare messaggi personalizzati sarà visto in una luce più positiva, anche in caso di reclami.

5. Last, ma decisamente not least: ottimizza le conversioni 

Se il tuo business ottiene una maggiore visibilità, aumenta anche le possibilità di generare conversioni.

Ogni articolo, immagine, video o commento pubblicato può portare gli utenti al sito web della tua azienda e aumentarne il traffico.

Come già accennato: quando i brand condividono contenuti, commentano e pubblicano aggiornamenti, personificano un marchio.

Le persone preferiscono fare affari con altre persone, piuttosto che con freddi marchi di aziende.

Immergere la tua attività in un contesto in cui le persone condividono, interagiscono e parlano non può che migliorare i tassi di conversione.

Articoli

Come usare Instagram in maniera professionale: creare un calendario editoriale di un mese

Ho già parlato diverse volte di come usare Instagram in maniera professionale e di quali siano gli step da seguire per impostare e gestire un profilo aziendale o utilizzare gli hashtag in maniera ottimale.

Quando si parla di social, però, si sa che sono i contenuti a fare la vera differenza. È quindi fondamentale pubblicarli in maniera regolare. Il problema è che (molto) spesso non si ha abbastanza tempo da dedicare a quest’attività. Ne so qualcosa: è capitato spesso anche a me.

Le buone pratiche di Instagram

strategia instagramHo quindi provato a trovare una strategia, un processo che
mi aiutasse a pubblicare post in maniera più sistematica.

Dopo un po’ di ricerca ho capito che la presenza di una programmazione strategica da attuare prima di iniziare a pubblicare, è fondamentale.
Ho quindi iniziato a creare un calendario editoriale mensile partendo dalle buone pratiche di Instagram.

Vediamole una per una.

1. Scopri quali sono le “Giornate Internazionali” del mese

O anche se, nel corso del mese, ci sono eventi importanti (ad esempio gli Oscar).
Questi avvenimenti raccolgono un forte interesse sui social, creando un vivace “buzz”.
Se ogni tanto si dedica un post ad uno o più di questi temi “popolari” si creano buone opportunità di acquisire nuovi follower.

Ecco l’elenco ufficiale delle Giornate Internazionali. Devo dire che sono sempre di più e sempre più curiose. Ce n’è qualcuna che potresti sfruttare per il tuo business?

Ad esempio, trovo molto smart che questo ristorante “sfrutti” la Festa della Donna (vedi gli hashtag) per promuoversi:

2. Trova gli hashtag correlati e di tendenza

E a proposito di hashtag, per capire come usare Instagram in maniera efficace è fondamentale capire come utilizzarli: è grazie a loro se le persone trovano te e i tuoi contenuti.

Oltre a quelli che sono sempre di tendenza, ce ne sono sono alcuni che diventano (molto) popolari durante alcuni mesi specifici perché relativi all’evento o alla Giornata particolare che si celebra quel mese (vedi immagine sopra).

Il consiglio è di non scegliere quelli che vengono utilizzati milioni di volte (il tuo post comparirebbe nel feed mezzo secondo per poi scomparire nel mare di tutti gli altri che stanno utilizzando lo stesso hashtag nello stesso momento), ma quelli molto simili che, però, hanno un utilizzo più basso.

Ad esempio, per il mese di marzo l’hashtag #primavera è molto utilizzato: più di 7 milioni di volte.

strategia instagram

L’hashtag ideale da utilizzare in questo caso potrebbe essere #primavera2018: usato oltre 27.000 volte.
Un ottimo numero.

strategia instagram

3. Trova gli influencer del tuo settore

Citare gli influencer del tuo settore nelle didascalie è una buona mossa per rendere il tuo business visibile a moltissimi nuovi potenziali follower.

strategia instagram

4. Definisci e diversifica il tipo di contenuti

Questa domanda è il vero cuore del tuo calendario editoriale:

Che tipo di contenuti ed immagini vuoi pubblicare?

Non è necessario che siano sempre dello stesso tipo.
Ad un’immagine di una località o della tua vita personale puoi alternare un consiglio professionale (business tip), una frase motivazionale o il tuo nuovo blog post.

Una volta definiti i contenuti che vuoi pubblicare, associa ogni post ad un giorno del mese e prova a rappresentare il tutto in un’unica immagine.

Et voilà: ecco pronto il tuo calendario editoriale per i prossimi 30 giorni.

strategia instagram

PRO TIP 1. Per creare o modificare le singole immagini o post (o il calendario editoriale stesso) puoi aiutarti con dei programmi di grafica come Canva: semplice e gratuito.

PRO TIP 2. Ovviamente, se nel corso del mese ci sono una Giornata Internazionale o un evento “pop” che ritieni possano aiutarti col tuo business, ricorda di inserirli nel calendario editoriale.

PRO TIP 3. La qualità delle immagini è un aspetto importantissimo su Instagram. Per sapere dove trovare immagini senza copyright, professionali, gratuite e di altissima risoluzione dai un’occhiata qui.

PRO TIP 4. Se utilizzare sempre lo stesso tipo d’immagini non è necessario, uno stile grafico uniforme e riconoscibile è, al contrario, uno dei pilastri di una buona strategia di branding.
Scegli o crea una tua personale paletta di colori (possibilmente con gli stessi colori del tuo logo) ed applica quei colori ad ogni immagine (con Canva è facilissimo).
Se non hai ancora la tua palette, trova il codice del colore prevalente del tuo logo con Colorpick Eydropper (un’estensione di Chrome), inseriscilo nel tool Coolors…et voilà: la tua paletta di colori è pronta!

5. Programma i post con i tool giusti (e gratuiti)

Questa strategia, però, non funziona se non si automatizza tutto il processo.

Una volta che avrai preparato tutti i post del mese, quindi, utilizza uno dei tool disponibili gratuitamente sul Web per programmare la data e l’ora di pubblicazione.

Te ne elenco alcuni:

Le versioni gratuite di questi tool hanno alcune limitazioni: il piano gratuito di Buffer permette di programmare fino ad un massimo di 10 post e Later Planoly non consentono la pubblicazione di video (ma puoi utilizzarli gratuitamente se non hai incluso video nella tua strategia editoriale).
È sempre possibile fare un piccolo upgrade a costi piuttosto contenuti: col piano “Awesome” di Buffer si possono programmare fino a 100 post per 10 dollari al mese.

Se invece ti è possibile investire in tool a pagamento, ecco le mie raccomandazioni:

Cosa ne pensi?

Hai bisogno di maggiori informazioni o di ulteriore supporto nella gestione di Instagram? Fammelo sapere.

Se invece ti piace la mia pagina Instagram, ti va di lasciarmi un Like?

Marketing online: perché i funnel lo hanno rivoluzionato

Cos’è un funnel?

È un insieme di elementi e sequenze automatizzate per convertire il proprio traffico in clienti

Considerati da molti l’evoluzione tecnologica del sito internet (inteso come mero sito vetrina), i funnel sono dei sistemi “attivi” e dinamici pensati per far vivere all’utente un’esperienza che lo porti a compiere un’azione voluta (conversione), solitamente di acquisto dei propri prodotti o servizi.
In altre parole, i funnel sono pensati per trasformare gli utenti in clienti tramite la costruzione di una relazione educativa ed informativa finalizzata alla vendita.

Perché impiegarlo in una digital strategy?

La parola funnel viene dall’inglese e significa imbuto. Questa è effettivamente la forma che hanno i funnel classici, come quello che ho utilizzato per parlare di inbound marketing.

inbound marketing funnel

Uno dei massimi esperti di marketing online a livello mondiale, Jay Abraham, sostiene che in qualunque business, per crescere, ci siano solo 3 modi:

  1. Aumentare il numero dei clienti
  2. Aumentare il valore medio delle transazioni
  3. Aumentare la frequenza degli acquisti per ogni cliente (aumentando così il valore medio di ogni transazione)

Esistono infinite strategie e tattiche che si possono utilizzare per raggiungere questi tre obiettivi, ma un funnel è la risposta più efficace, concreta e mirata al raggiungimento di tutti e 3 i punti chiave.

 

Fare marketing online utilizzando la Scala dei Valori

Grazie a ClickFunnels  (la sua startup, oggi multimilionaria), Russell Brunson ha rivoluzionato il mondo dell’online marketing.

Volendo riassumere il suo pensiero, Brunson afferma che è necessario pensare al proprio business non tanto come ad un cono, bensì come ad una scala del valore (value ladder) per cui, più sale la tipologia di valore che offri al cliente, più aumenta il prezzo.


La scala del valore facilita molto la progettazione del proprio business o il lancio di prodotti o servizi perché aiuta a mettere in pratica i 3 punti chiave illustrati da Abraham, immaginando che ogni punto corrisponda ad un gradino della scala e applicandovi il funnel più adatto.

Questo è possibile perché non esiste un solo tipo di funnel (soprattutto: non solo quello a cono), ma molteplici.
In questo modo si può utilizzare, di volta in volta, quello più specifico per la fase in cui si trova l’utente (informativa, educativa, o di acquisto vero e proprio) ottimizzando così gli obiettivi di conversione e vendita prefissati.

Conclusioni

Il funnel marketing è considerata l’ultima frontiera del marketing online perché è un vero e proprio sistema automatizzato pensato per ottimizzare sin da subito i costi e il tempo impiegati nell’acquisizione di clienti.

Se hai bisogno di supporto per rafforzare la presenza online del tuo business, parliamone insieme.

Come aprire un blog: 11 step per un sito sicuro, performante, SEO-friendly e in linea col GDPR

Sull’importanza che riveste un blog professionale per la propria attività ho già parlato nel mio guest sul post  TagliaBlog.

Perché aprire un blog?

Per mille ragioni.
Aprire un blog è il modo più semplice di far conoscere il tuo business al mondo, condividere le tue idee e le tue competenze e ottenere maggiore visibilità.
Puoi utilizzarlo per promuovere la tua attività come centro della tua strategia di web marketing o persino per creare un sistema automatizzato di entrate online.

La buona notizia è che, nel 2018, aprire un blog è più facile che mai.

Per nostra fortuna sono passati i tempi in cui lanciare un blog richiedeva molte abilità di programmazione (HTML, CSS, PHP ecc. ecc.).

Ho creato questo post in base alla mia esperienza diretta. Cioè di qualcuno che ha fatto affidamento sulle sole risorse reperite in rete (sulla cui qualità garantisco di persona) e svolto innumerevoli test per capire cosa funzionasse e cosa no.
Nella speranza di far risparmiare tempo a tutti coloro che stiano pensando che un blog sia indispensabile per la loro attività, ho riassunto i passaggi fondamentali per aprire un blog professionale che sia anche legale, sicuro, performante e ottimizzato in chiave SEO.

Premessa importante

Qualunque strategia di comunicazione online tu intenda applicare, non può funzionare se prima non ti dai degli obiettivi su cosa, come e quando intendi raggiungere, attraverso gli strumenti di marketing che il Web ti mette a disposizione.

Perché questi obiettivi siano efficaci, segui lo schema SMART:

  • Specific (Specifici. Cioè devono fare riferimento ad un’area di miglioramento ben definita)
  • Measurable (Misurabili)
  • Achievable (Raggiungibili)
  • Realistic (Realistici. Possono essere effettivamente raggiunti con le risorse di cui disponi?)
  • Time-based (Definiti nel tempo)

Una volta definiti gli obiettivi, puoi passare alla creazione del blog. Ecco quali sono i passaggi essenziali per costruirne uno che sia allo stesso tempo performante e professionale.

1. Abbonati ad un servizio di Web Hosting

come usare wordpress

Il primo passo da compiere è scegliere un servizio di Web Hosting.

Di cosa si tratta?

Di quello spazio virtuale all’interno del quale verranno salvati tutti i file e i database del blog e che “ospiterà” il sito stesso, rendendolo visibile online.

Premetto che ai fini della creazione di un blog aziendale sconsiglio vivamente di utilizzare un web hosting gratuito:

  • La maggior parte di essi NON ti permette di avere un tuo dominio, ma solo un dominio di secondo livello.
    Per intenderci: l’indirizzo web del tuo sito non potrà essere del tipo www.tuosito.comma solo www.tuosito.wordpress.com
  • Possiedono grosse limitazioni alla performance del sito stesso.
    Se il traffico verso il tuo sito inizia ad aumentare (come ci auguriamo) potrebbero presentarsi dei problemi tecnici, come un caricamento del blog molto lento.
    Risultato: l’esperienza dell’utente e il posizionamento del sito stesso sarebbero compromessi.

Se hai intenzione di utilizzare il tuo sito o blog per generare guadagni o per promuovere la tua attività, vorresti un web hosting così performante e sofisticato da non presentare MAI questo tipo di problemi.

Per questo motivo, consiglio sempre di avvalersi di un servizio hosting a pagamento.

Niente paura: esistono diversi provider che offrono la possibilità di sottoscrivere un abbonamento a costi piuttosto accessibili.

Nella scelta di un web hosting per un sito professionale raccomando di prendere sempre in considerazione questi parametri:

  • Velocità di caricamento del sito
  • Sicurezza
  • Prezzo
  • Esistenza (e professionalità) del servizio di supporto
  • Facilità di utilizzo

In base a queste caratteristiche la mia selezione personale si riduce a due provider: SiteGround e Bluehost.

SiteGround

come usare wordpressSiteGround è in assoluto uno dei migliori servizi di web hosting che io conosca.
Ottimizzato per WordPress (ma non solo), garantisce una prestazione eccellente per qualunque sito, sia in termini di velocità di caricamento sia in termini di sicurezza.

Oltre all’incredibile facilità di utilizzo (puoi installare WordPress con 1 clic. Letteralmente), ha un ottimo rapporto qualità/prezzo: l’abbonamento base di 3,95 euro al mese è valido fino a 10.000 visitatori mensili.

Offre anche una serie di servizi aggiuntivi gratuiti quali:

  • Creazione di un account email personalizzato con il tuo dominio (del tipo info@tuosito.it)
  • Servizio di Backup
  • Trasferimento di un sito o un dominio già esistenti verso SiteGround in poche ore
  • Tutorials e guide scaricabili per la creazione e gestione del tuo sito
  • cPanel flessibile e ricco di funzionalità
  • Aggiornamenti automatici di WordPress
  • Passaggio da HTTP a HTTPS

Il tutto condito da un servizio di supporto tecnico attivo 24 ore su 24 (disponibile anche in italiano) contattabile via telefono, mail o chat.

Essendo SiteGround il servizio di hosting che utilizzo per questo sito, garantisco personalmente sulla sua qualità. E posso dire lo stesso sul servizio di assistenza: sempre disponibile e tempestivo nel risolvere i problemi.

Ultimo, ma non meno importante: il team di SiteGround ha ideato un incredibile sistema di protezione da eventuali attacchi hacker che può contare su ben 7 livelli di sicurezza.

Bluehost

come usare wordpressBluehost è il secondo provider che mi sento di raccomandare.

Anch’esso ottimizzato per WordPress, i piani d’abbonamento
partono da 3,95 dollari al mese ed includono:

 

  • Dominio gratis il primo anno
  • Installazione WordPress con 1 clic
  • Backup
  • Account email personalizzati
  • Offerte e sconti per campagne pubblicitarie online
  • Webinars gratuiti per la creazione e gestione del proprio sito

Anche Bluehost offre un servizio di supporto attivo 24 ore per 365 giorni all’anno, raggiungibile via chat o email, ma disponibile solo in inglese. Se l’inglese non è un problema si può contattare l’assistenza anche via telefono, ma bisogna chiamare negli Stati Uniti.

2. Scegli con cura dominio ed estensione

come usare wordpress

Il dominio è l’indirizzo URL del tuo sito.

L’estensione è la parte che si trova dopo il punto.
Quando acquisti un piano hosting, puoi scegliere anche il dominio e l’estensione che vorresti per il tuo futuro blog.

Se non hai ancora le idee chiare su quale nome scegliere, ecco alcuni consigli “evergreen”:

  1. Utilizza le keywords relative al tuo settore o argomento del blog.
  2. Rendilo unico: il tuo dominio è parte del tuo brand. Cerca delle keywords o una combinazione di esse che si differenzi e rispecchi la personalità del tuo business.
  3. Rendilo semplice da digitare. Domini troppo lunghi o difficili da scrivere possono risultare “fastidiosi” per gli utenti. Ricorda che puoi inserire i trattini per separare le parole.

In merito all’estensione del sito, è sempre consigliato scegliere una di quelle più comuni ed utilizzate.
La scelta si riduce, gran parte delle volte, a .com o .it.
L’estensione .com è l’estensione di dominio di primo livello più utilizzata e più popolare di internet.
Se vuoi aprire un blog che sia indirizzato (anche) ad un pubblico internazionale devi senz’altro scegliere quest’estensione.
Il dominio che termina con .it è un country code top-level domain cioè un dominio di primo livello nazionale.
Se il tuo blog sarà rivolto ad un pubblico di lingua italiana, questo tipo di estensione è la scelta migliore.

3. Crea il tuo blog con WordPress

come usare wordpress

Il secondo ingrediente di cui hai bisogno per poter aprire un blog è un CMS (Content Management System), ovvero un programma per la creazione e la gestione dei contenuti e dei file del sito stesso.

Esistono diversi CMS sul mercato, ma uno tra i più popolari ed utilizzati sul pianeta è WordPress.

Perché?

  • È estremamente user-friendly.
  • Puoi utilizzarlo anche se non sei un programmatore o un web master.
  • È gratuito.
  • È 100% SEO-friendly: oltre che piacere a noi, piace anche a Google. 🙂
  • Ha una vastissima community di riferimento con cui puoi interagire in qualunque momento all’interno del forum per ottenere aiuto, consigli e suggerimenti.
  • Puoi avvalerti di moltissimi tutorial sul suo utilizzo.

A scanso di equivoci, è importante fare una piccola grande precisazione.

Esistono due versioni di WordPress: WordPress.com e WordPress.org

  • Utilizzando WordPress.com gestirai il tuo sito direttamente dalla piattaforma online di WordPress. In questo modo non dovrai acquistare né dominio né spazio hosting.
    Perché NON la consiglio?
    Perché presenta delle fortissime limitazioni: non è possibile installare né tema né plugin.
    Il risultato sarà quindi un sito penalizzato dal punto di vista dell’aspetto e della funzionalità.
    Decisamente poco professionale.
  • WordPress.org è la versione di WordPress a cui mi sono implicitamente riferita finora.
    Si tratta di un software open-source che puoi scaricare e installare all’interno dello spazio hosting che hai acquistato (infatti è anche detto self-hosted).
    Wordpress.org offre infinite possibilità di personalizzazione del proprio blog perché supporta migliaia di temi e plugin.
    In pratica, con la versione self-hosted di WordPress, si può creare qualunque tipo di sito.

4. Come installare WordPress

Ecco un utilissimo video tutorial su come acquistare dominio e spazio hosting e installare WordPress (.org) su SiteGround, del sempre valido Andrea Di Rocco:

Iniziamo a creare il nostro nuovo sito web allora 🙂

5. Scelta del tema WordPress: le 10 regole d’oro

come usare wordpress

Ebbene sì. Per funzionare, WordPress ha bisogno di un tema.

Cos’è un tema?

È un programma che genera il layout e l’aspetto grafico del sito e permette di aggiungere funzionalità a WordPress. 

Una volta installato, WordPress avrà un suo tema di default.
Si tratta di un template piuttosto basico che difficilmente soddisferà le esigenze legate alla creazione di un sito professionale. La buona notizia è che si può cambiare.

Per WordPress sono disponibili sia temi gratuiti che a pagamento (anche detti Premium).
I primi li puoi trovare direttamente sul sito di WordPress, mentre alcuni tra i siti di temi Premium più popolari sono Theme ForestMy Theme Shop  ed Elegant Themes.
La scelta è davvero sconfinata ed è facile sentirsi sopraffatti dalle migliaia di opzioni disponibili.
Per aiutarti a prendere una decisione eccoti quelle che io chiamo le 10 regole d’oro per la scelta di un tema WordPress.

#1 Opta per la semplicità

Focalizzati su un tema il cui design sia esteticamente accattivante, ma non eccessivamente complicato (un milione di colori, fonts stravaganti, grafica labirintica, ecc). Il fine ultimo di un sito è aiutare i visitatori a trovare le informazioni che cercano e i proprietari a raggiungere i loro obiettivi.
Quindi l’usabilità e la facilità di navigazione non devono mai essere compromesse.
Opta anche per un tema che abbia un website builder al suo interno: potrai creare le pagine del blog spostando i singoli elementi al loro interno con un semplicissimo Drag and Drop. 

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#2 Cerca un tema responsivo

I temi responsivi adattano il loro layout a seconda del dispositivo da cui si visita il sito. Dato che la maggior parte del traffico web ormai proviene da mobile, un tema mobile-friendly è diventato una scelta obbligata.

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#3 È compatibile con i principali browser?

I futuri visitatori del tuo blog utilizzeranno browsers differenti, oltre che dispositivi differenti.
Alcuni temi potrebbero apparire perfetti su alcuni browser, ma presentare problemi su altri.
Assicurati quindi che il tema sia compatibile con tutti i maggiori browser: Google Chrome, Firefox, Internet Explorer, Safari, ecc.

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#4 E con WordPress?

O meglio: è compatibile con l’ultima versione di WordPress?
Per un corretto funzionamento del sito è importante che il tema sia aggiornato tempestivamente dagli sviluppatori quando vengono rilasciate nuove versioni di WP.

#5 Controlla le valutazioni degli utenti e il numero di download

È probabile che ad un punteggio elevato e ad un alto numero di download da parte degli utenti corrisponda un’altrettanto alta qualità del tema.

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#6 È ottimizzato in chiave SEO?

WordPress è già un’ottima piattaforma dal punto di vista SEO, ma anche il tema gioca un ruolo cruciale.
Un template può essere esteticamente molto piacevole, ma presentare lo stesso un codice HTML piuttosto scarso.
Verifica dalla descrizione del template se sia stato pensato anche per la SEO.

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#7 Controlla i widget e i plugin supportati

I widget e i plugin sono il vero punto di forza di WordPress perché ti permettono di espandere al massimo le funzionalità e il potenziale del tuo sito.
Ma molte funzioni del sito varieranno a seconda del template per cui opterai.
Assicurati, allora, che il tema che utilizzerai supporti tutti quei plugin essenziali per il corretto funzionamento del tuo blog e per il raggiungimento degli obiettivi di comunicazione prefissati.

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#8 Scegli un tema translation-ready

Se dovessi aver bisogno di costruire un sito in più lingue (come nel mio caso) o volessi tradurre in italiano un template (sono quasi tutti in inglese) scegli un tema che supporti i plugin per sviluppare un sito multilingue e che ti permetta di tradurre anche i singoli elementi al suo interno. Come WPML.

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#9 Il tema supporta un e-commerce?

Se stai usando WordPress per creare un sito e-commerce o un sito vetrina con una pagina shop, il template deve (ovviamente) supportare questa funzione.

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#10 Last but not least: accertati che il tema offra un servizio di supporto valido

Come per il servizio di hosting, se dovessi avere un problema tecnico vorresti avere la possibilità di rivolgerti a degli sviluppatori che lo risolvano in fretta.
Quindi assicurati che il template offra delle guide e dei tutorial sull’installazione e l’utilizzo e un servizio di assistenza da contattare in caso di necessità.guadagnare online

[Se vuoi sapere a quale tema appartengono le immagini qui sopra, si tratta di Enfold].

Una volta individuato il tuo tema, per installarlo vai su Aspetto -> Temi -> Aggiungi Nuovo ed inizia a personalizzarlo aggiungendo il tuo logo, i colori del tuo brand e tutto ciò che ti serve.

6. SEO: non è finita qui

come usare wordpressSEO on-site e on-page

Con WordPress come CMS e il tema giusto siamo già a buon punto.

Mancano gli ultimi accorgimenti da utilizzare per ottimizzare al massimo il tuo sito per Google.

E fare in modo che si innamori di te 🙂

  • Scarica il plugin SEO by Yoast.
  • È il miglior plugin WordPress per aiutarti di volta in volta ad ottimizzare i tuoi contenuti, siano essi pagine (Pagine -> Aggiungi Nuovo) o articoli del blog (Articoli -> Aggiungi Nuovo). Così da posizionarti sempre meglio sui motori di ricerca.
  • Collega il sito a Google Analytics. Solitamente è possibile farlo attraverso il tema, inserendo il codice di monitoraggio direttamente nelle impostazioni.
    In alternativa si può utilizzare un plugin come Google Analytics by Yoast.
  • Inizia ad usare le parole chiave e ad inserirle nel titolo, nello URL, nel testo dell’articolo, nel testo alternativo delle immagini ecc.
    Se hai dei dubbi su come trovare le keywords, leggi il mio post sui tool gratuiti per individuare le parole chiave più adatte al tuo progetto.
  • Registra il sito su Google Search Console: un servizio gratuito di Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati di ricerca.

SEO off-page

come aprire blog di successo

Ovviamente si tratta di tecniche da utilizzare in un secondo momento, quando avrai già aperto il tuo blog e il sito sarà pronto, finito ed ottimizzato.

Ma non sottovalutare la SEO off-page: è importante almeno quanto la SEO on-site perché fornisce a Google un’indicazione su quanto sia popolare e come viene percepito il tuo blog. 

I principali fattori di SEO off-page sono:

  • Link building. Ovvero la creazione di link di qualità su siti autorevoli  del tuo stesso settore che puntino verso il tuo.
  • Guest post. Un’ottima tecnica di link building e di crescita del traffico verso il tuo blog.
  • Condivisione sui social media. 
  • Incluso Google +. Perché qualunque contenuto postato su Google + viene indicizzato da Google (stai rivalutando Google+ vero? 🙂 )
  • Aggregatori di blog. Piattaforme che raccolgono tutti i blog ordinandoli per categoria.
    Puoi chiedere di iscrivere il tuo in qualunque momento.

Una volta che avrai messo in pratica una o più di queste tecniche puoi utilizzare i SEO tool di cui ti parlo qui per controllare il posizionamento del tuo sito e “aggiustare il tiro” nel tempo.

7. Evita il “blocco dello scrittore” con un calendario editoriale

Torniamo all’interno del nostro blog.
Finalmente è pronto e ottimizzato: puoi passare alla stesura e alla pubblicazione dei post.

Il calendario editoriale è uno strumento importantissimo per assicurarsi una pubblicazione regolare degli articoli e facilitare il posizionamento sui motori di ricerca.

WordPress ha già una propria funzione nativa per programmare i singoli post, ma i plugin per il calendario editoriale ti permettono di avere una visione complessiva di tutti i post da pubblicare, giorno per giorno.
Tra tutti, il più popolare è senz’altro Editorial Calendar.

8. Pubblica immagini e video di qualità

come usare wordpress

Utilizzare dei contenuti visivi di alta qualità è un altro aspetto cruciale quando si tratta di creare contenuti piacevoli, leggibili ed accattivanti.

Fortunatamente il Web ci mette a disposizione moltissimi siti da cui è possibile scaricare, in maniera gratuita e legale, immagini e video professionali ad alta risoluzione (qui te ne elenco più di 20).

PRO TIP. Le immagini ad alta definizione sono spesso tanto belle quanto pesanti.
Se pubblicate sul sito nelle loro dimensioni originali, potrebbero comprometterne la velocità di caricamento.
Prima di caricarle sul blog utilizza dei tool come JPeg Mini, ImageOptim Image Optimizer: alleggeriscono il peso delle foto senza intaccarne la qualità.

9. Abbraccia le “buone pratiche” del blogging

Per rendere i tuoi contenuti quanto più fruibili possibile e per mantenere vivo il tuo blog, il mio consiglio è di seguire sempre questi passaggi. Sia nella fase di stesura sia dopo aver pubblicato gli articoli.

  • Inserisci dei link sia interni che esterni che reindirizzino ad altri contenuti d’interesse per i tuoi lettori.
  • Suddividi il testo in brevi paragrafi per renderlo quanto più leggibile possibile.
  • Crea elenchi puntati (come questo) e numerati (come quest’articolo).
  • Evidenzia in grassetto i concetti più importanti.
  • Alterna sempre testo e contenuti visivi per non appesantire la lettura.
  • Rispondi ai commenti dei lettori.

Soprattutto, prediligi chiarezza e semplicità.
Scrivi per le persone, non per i motori di ricerca.
Se il lavoro di SEO è stato buono e la redazione di contenuti costante, i risultati arriveranno.

Se vuoi saperne di più su come scrivere sul web in maniera professionale, dai un’ occhiata al mio post sulle 5 cose da fare e le 5 da non fare con i contenuti online.

10. Rendi il tuo blog super sicuro

come usare wordpress

Avere servizi di web hosting come SiteGround o Bluehost è già un ottimo punto di partenza.

Ci sono poi alcune buone abitudini da seguire e plugin da utilizzare per poter gestire il tuo sito in totale tranquillità, consapevoli che per qualunque imprevisto ci sarà sempre un rimedio (e non andare nel panico):

  1. Scarica sempre gli aggiornamenti di WordPress: sono fondamentali per la sicurezza e la stabilità del sito.
  2. Installa un plugin specifico per la sicurezza.
    Personalmente utilizzo iThemes Security (considerato uno dei più potenti): ha più di 30 funzionalità.
    Ad esempio: permette di fare un backup del sito in qualunque momento, invia una email di notifica all’amministratore in caso di tentativi di accesso indesiderati e individua e banna gli indirizzi IP sospetti inserendoli in una “black list” ad hoc.
  3. Installa Akismet: il miglior plugin contro i commenti spam.

11. Fa’ in modo che il tuo sito sia in linea con la normativa italiana ed europea

come usare wordpress

Privacy Policy, Cookie Policy e GDPR

In base al codice della privacy – D. Lgs 196/2003, su ogni sito web si deve poter accedere alla privacy policy.
Significa che è necessario pubblicare due link (uno per un’informativa breve e uno per un’informativa estesa) che illustrino come vengono trattati i dati sensibili dell’utente.
Nel caso in cui l’informativa sulla privacy non compaia sul proprio sito, le sanzioni previste vanno dai 6.000 euro in su.

Il 2 giugno 2015, inoltre, è entrato in vigore il Provvedimento numero 229/2014 del Garante della Privacy che prevede che l’utente venga informato e debba dare il suo consenso all’utilizzo dei cookie.

Le sanzioni per la mancata applicazione del provvedimento sono piuttosto pesanti anche in questo caso:  da un minimo di 6.000 euro ad un massimo di 36.000 per omessa informativa e da 10.000 a 120.000 euro nel caso in cui venga dimostrata l’installazione di cookie di profilazione senza l’autorizzazione degli utenti.

Insomma, meglio attrezzarsi.

La più classica delle soluzioni per l’adeguamento del proprio sito alla normativa vigente è offerta da Iubenda. Sottoscrivendo un abbonamento annuale a Iubenda, infatti, è possibile acquistare un vero e proprio pacchetto completo di cookie policy e privacy policy creato ad hoc per il proprio sito.
Si potrà poi installare il tutto grazie ad un apposito plugin.

Aggiornamento: il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento Europeo 679/2016 in materia di protezione dei dati personali, conosciuto anche con l’acronimo GDPR “General Data Protection Regulation”. Con l’entrata in vigore del Reg. EU 679/2016, numerose aziende sono state tenute a rivedere la gestione del trattamento dei dati personali.

Se ti trovi nell’Unione Europea dovrai rispettare il Regolamento, a prescindere dalla nazionalità o dalla residenza del cliente a cui i dati personali si riferiscono.

In altre parole, se vendi i tuoi prodotti o servizi ad una clientela che si trova negli Stati Uniti, in Australia o in Sudafrica, dovrai comunque applicare il regolamento.

L ’autorità Garante per il trattamento dei dati personali ha predisposto numerose schede informative per facilitare la comprensione e l’adeguamento della nuova normativa.

A livello più prettamente “tecnico” riguardante le modifiche da apportare al sito, ho testato varie alternative e posso confermare che Iubenda è risultata essere, per me, la soluzione migliore.
Purtroppo non mi è stato possibile trovare soluzioni gratuite adeguate.
Con Iubenda, per lo meno, è possibile ottenere un prezzo leggermente agevolato acquistando da qui una o più licenze con il 10% di sconto.

Indicazione della Partita Iva nella Home Page

Per i siti professionali c’è poi un ulteriore regolamento a cui attenersi: l’art. 34 del D.P.R. 633/72 ribadito dalla Risoluzione n. 60 del 2006 dell’Agenzia delle Entrate.
Se possiedi un sito web con evidenti fini “economici” (in cui, cioè, vendi prodotti o servizi) è obbligatorio indicare la Partita Iva nella home page del sito.
Le sanzioni per la mancata aggiunta della Partita Iva vanno dai 258 ai 2.065 euro.

Pronti ad andare online?

Spero che questa mini guida su come aprire un blog professionale sicuro, legale e seo-friendly ti sia stata utile.
Se hai delle domande o vuoi aggiungere dei suggerimenti, lasciami pure un commento.

Vorresti saperne di più su come aprire un blog o vuoi discutere con me su come creare un sito professionale? Contattami. Mi farebbe piacere poterci confrontare sulle tue necessità.

Parole chiave. 6 tool gratis per utilizzarle al meglio e vivere felici

seoHai creato un sito internet super veloce, con testi da premio letterario, ma il traffico è ancora molto scarso?

Ti sei assicurato che le parole che utilizzi coincidano con quelle utilizzate dalle persone quando effettuano ricerche online (incluse tutte le persone potenzialmente interessate ai tuoi contenuti, sevizi o prodotti)?

Come già accennato nel mio post sulla SEO, più del 70% degli utenti si affida a Google per trovare risposte alle proprie domande o soluzioni ai propri problemi.

Prima ancora di iniziare a creare contenuti, perciò, è essenziale fare una ricerca su quali siano le più importanti query di ricerca riguardo all’argomento di cui vogliamo trattare.
In altre parole, dobbiamo trovare una serie di parole chiave.

Le parole chiave senza più segreti

Ma come si cercano le parole chiave?
Il Web ci mette a disposizione diverse risorse e tool, molti dei quali gratuiti e, a mio parere, non meno validi di quelli a pagamento.
Ecco i più popolari:

Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords

Necessita di un account Google per essere utilizzato (quindi se hai Gmail sei già un passo avanti).
Può essere uno strumento utilissimo perché permette di impostare la ricerca in base alla lingua e al paese d’interesse.

virtual office
Cliccando su Trova idee, il tool restituisce un elenco di parole chiave e il numero di ricerche mensili per ciascuna di esse (su un intervallo temporale preimpostato di 12 mesi, ma anche questo modificabile).

Piccolo Bonus. 
Per poter visualizzare il volume di ricerca delle parole chiave direttamente dalla pagina iniziale di Google, ti consiglio di installare l’estensione KeyWords Everywhere nel tuo browser.
In questo modo compariranno i dati direttamente sotto ciascuna query di ricerca e potrai procedere con la tua analisi in maniera molto più rapida.segretaria part time

Moz KeyWord Explorer

Anche se nella versione gratuita permette un massimo di due ricerche al giorno, Moz può essere una valida alternativa al tool di Google.
Oltre all’elenco di parole chiave, offre una serie di dati aggiuntivi: i volumi di ricerca, la Difficoltà di ciascuna parola chiave (di comparire nei risultati di ricerca) e l’Opportunity Score, cioè quanto quella parola posizionerebbe il contenuto una volta online.

Übersuggest

Übersuggest elenca tutte le keyword correlate a quella principale e, analogamente a Moz, mostra alcuni dati statistici come il volume di ricerca, la difficoltà (sia per i risultati organici, sia per quelli a pagamento) e il costo per clic.

segretaria part time

Le buone parole chiave hanno…la coda lunga!

Quello delle keywords articolate è un aspetto importante: “parola chiave” NON significa necessariamente una sola parola.
Al contrario: quando sono composte da un singolo termine, di solito si tratta di query molto generiche e dalla competitività elevata.
Ciò che, per l’appunto, si dovrebbe ricercare sono le cosiddette Long Tail Keywords, cioè parole chiave con la coda lunga. 
Ovvero parole chiave composte da più termini.
Essendo molto più specifiche, infatti, rendono più semplice la “scalata” verso i primi risultati di Google.

I tool migliori per trovarle? Oltre allo stesso Übersuggest, un altro strumento estremamente valido è Answer The Public.

Analizzare la competitività delle parole chiave

Perché è importante?
Perché ciò che fa la differenza tra contenuti strategici e contenuti inefficaci è uno studio sulle loro potenzialità di sviluppo nel lungo periodo.

Ecco di quali tool ci possiamo avvalere:

Google Trends

Una volta impostata l’area geografica e l’intervallo temporale che ci interessa, Google Trends mostra l’interesse nel tempo (anche diversi anni) di una determinata keyword. Ecco cosa compare inserendo la query “come aprire un blog” per l’intervallo di tempo dal 2004 ad oggi.

google

Anche se con un’evidente presenza di picchi e ricadute, è chiaro come nel corso degli anni l’interesse verso questo tipo di ricerca sia andato notevolmente aumentando.

Quindi perché è utile Google Trends?
Perché permette di fare previsioni sul potenziale successo o meno delle parole chiave.

Investire in keyword che mostrano un interesse in crescita è un ottimo punto di partenza.
Puntare su keyword in calo, al contrario, non risulterà una strategia vincente.

Sem Rush

Anche questo è un tool di cui ho già parlato nel post sulla SEO.
Una volta inserita la query di ricerca e selezionato il paese d’interesse (Italia, nel nostro caso), Sem Rush ci dà una panoramica del trend della parola chiave inserita (oltre al suo volume nella ricerca organica e al costo-per-clic).

virtual office

Anche in questo caso ci sono delle piccole limitazioni: per poter visualizzare i dati è obbligatoria la registrazione e, nella sua versione gratuita, è possibile utilizzare il tool fino ad un massimo di 10 ricerche. Ma, a mio avviso, SEM Rush rimane comunque uno strumento di analisi molto interessante.

Conclusioni

Spero di esserti stata d’aiuto nel capire l’importanza che hanno le parole chiave e quali strumenti è possibile utilizzare per cercarle ed analizzarle al meglio.

Spero anche che tu abbia trovato utile sapere quante informazioni valide si possano ancora reperire in modo gratuito: un aspetto sempre utile per qualunque business, soprattutto quando si torva ancora in fase di start-up 🙂

Se hai domande o suggerimenti per me, lasciali pure nei commenti oppure contattami.

Come utilizzare LinkedIn per la tua attività

 

Dopo Facebook e Twitter, eccoci a LinkedIn.
Il social network professionale più famoso al mondo ha all’attivo più di 467 milioni di utenti iscritti, di cui 8 milioni solo in Italia.

Prima di illustrare cos’è LinkedIn e quali strumenti mette a disposizione, precisiamo cosa NON è.

LinkedIn non è un curriculum online.

Cos’è davvero LinkedIn?

linkedin for businessA differenza di quanto molti siano portati a pensare, LinkedIn non è solo un marketplace dove si incontrano selezionatori e persone in cerca di lavoro, ma può essere utilizzato anche dai professionisti per raggiungere diversi obiettivi di business.

Questo perché –come riportato da LinkedIn stesso– la sua missione non è (solo) quella di fungere da “ufficio per l’impiego”, bensì

Mettere in collegamento i professionisti di tutto il mondo per aumentare la loro produttività e il loro successo.

Intanto un piccolo aggiornamento

All’inizio di quest’anno LinkedIn ha rinnovato la sua interfaccia per uniformare la versione desktop a quella mobile e, in generale, per rendere la piattaforma ancora più intuitiva e facile da utilizzare.

Puoi dare uno sguardo alle principali novità in questo video:

Quindi come può essere utile alla tua attività?

LinkedIn è senza dubbio un ottimo strumento per presentarsi e promuovere la propria azienda in maniera altamente professionale.

Una volta creata una presenza ottimale di noi stessi (come professionisti) e del nostro lavoro, possiamo utilizzare la piattaforma per attrarre e costruire relazioni non solo con dei potenziali clienti, ma anche con dei partner in affari, dei fornitori o dei collaboratori.

Le buone pratiche per un utilizzo efficace di LinkedIn

Ottimizzate il vostro profilo. Non dimenticate le parole chiave relative alla vostra professione, un’immagine professionale di voi e un’altra immagine personalizzata nell’ header (potete visitare il mio profilo per farvi un’idea). Siate meticolosi nella creazione del vostro account e tentate di riempire tutti i campi: più il profilo avrà un’efficacia elevata, più sarà favorito da LinkedIn nei risultati di ricerca.

linkedin come funziona

Una volta raggiunta una buona efficacia, cercate di connettervi con almeno 3-5 persone o società del vostro settore di riferimento ogni settimana.
Un piccolo accorgimento che può fare la differenza è personalizzare sempre il messaggio che il destinatario riceve quando si invia la richiesta di contatto.

Oltre al fatto che ci permette di presentarci al meglio, bisogna tenere presente che più l’invito è pensato e mirato alla persona a cui volete collegarvi, più aumentano le probabilità che lo accetti: tutti abbiamo l’interesse ad allargare la nostra cerchia professionale, in fondo.

linkedin come funziona

Create il vostro profilo LinkedIn anche in un’altra lingua

Potrebbe rendersi necessario se una parte importante del vostro network o del vostro mercato di riferimento si trova al di fuori dell’Italia.

La buona notizia è che non serve creare un novo profilo da zero perché LinkedIn offre già la funzione per la traduzione in un’altra lingua:

Entrate nel vostro profilo e cliccate sulla freccetta nera a destra della scritta Italiano:

linkedin come funziona

Quindi cliccate su Aggiungi un’altra lingua nel menu a tendina che si aprirà

linkedin come funziona

Scegliete la lingua desiderata e riempite i campi col vostro nome, cognome e titolo lavorativo aggiungendo anche le nuove parole chiave relative nella lingua in cui state traducendo (potrebbero essere diverse dall’italiano).

Ultimato questo passaggio non rimane che cliccare su Crea profilo e inserire i testi tradotti nelle sezioni del profilo

linkedin come funziona

Per concludere il tutto in pochi minuti consiglio di tradurre in anticipo i testi nella lingua scelta: potranno essere inseriti con un semplice copia-incolla.

La ricerca avanzata di LinkedIn

È uno strumento molto utile per la ricerca di nuove connessioni ma, ahimè-, sconosciuto ai più.

Con l’aggiornamento di LinkedIn di inizio anno, questa funzionalità non è più disponibile nella versione gratuita (inclusa la possibilità di salvare le ricerche), mentre continua ad essere presente nella versione premium.

Fortunatamente si può ancora utilizzare gratuitamente  la maschera che permette di filtrare i risultati di ricerca. E con una buona varietà di parametri: grado di connessione, parole chiave come nome, cognome, titolo, azienda, scuola o università frequentata, località e altro ancora:

come funziona linkedin

Un piccolo grande consiglio

Chi vuole continuare ad usare LinkedIn in maniera gratuita può “superare l’ostacolo” utilizzando le ricerche booleane.

Si tratta, come per Google, della possibilità di utilizzare alcuni comandi per rendere i risultati di ricerca ancora più pertinenti, precisi e mirati. Come ci spiega LinkedIn stesso possiamo utilizzare

  1. Virgolette – Per trovare una frase esatta. Per esempio “product manager”.
  2. NOT – Per escludere un termine specifico. Per esempio, “programmatore NOT manager”.
  3. OR – Per vedere i risultati che includono solo uno di due o più termini in un elenco. Per esempio, “vendita OR marketing”.
  4. AND – Per ottenere i risultati che includono due o più termini in un elenco. Per esempio, “amministratore AND delegato”.
  5. Parentesi – Per eseguire ricerche più complesse, potete combinare i comandi booleani tra loro utilizzando le parentesi. Per esempio, se ho bisogno di cercare persone che siano vicepresidenti oppure direttori di divisione, dovrò filtrare solo chi corrisponde esattamente a queste qualifiche quindi digiterò “VP OR (direttore AND divisione)”.
    Ricordate che questi operatori funzionano solo se digitati in maiuscolo e in inglese.

Pubblicate e rispostate contenuti ed articoli interessanti. Con regolarità.

Innanzitutto per rispettare quella regola fondamentale della comunicazione e del marketing per cui è essenziale creare valore per la vostra audience o la rete di contatti già esistente.

E poi perché su LinkedIn ogni volta che un vostro collegamento mette un like ad un vostro contenuto (cioè clicca su ‘consiglia’), quell’azione ha l’effetto di aumentare esponenzialmente la vostra visibilità.

In ultimo, non dimenticate di aggiungere una Call-To-Action, cioè un invito a compiere un’azione (di conversione), ogni volta che pubblicate un nuovo post.

Interagite all’interno dei gruppi di discussione

linkedin for businessCercate, possibilmente, quei gruppi in cui si dialoga proprio della soluzione che offrono i vostri prodotti o servizi e partecipate attivamente alla discussione.

I gruppi di LinkedIn offrono anche la possibilità di inviare messaggi privati ai loro membri anche se questi non sono vostri collegamenti.

Attenzione però: sto parlando di dare un contributo di valore ad una discussione, non di utilizzare i gruppi come un canale per farsi pubblicità o fare spam.

Se si vuole passare ad una vera e propria promozione di un prodotto o servizio, è sempre meglio chiedere prima l’autorizzazione all’amministratore del gruppo. Come per i gruppi di Facebook.

Qual è l’orario migliore per pubblicare su LinkedIn?

Riallacciandoci ancora una volta agli studi pubblicati da grandi corporation internazionali e raccolti da CoSchedule:

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbes
  3. Ricerca dell’Huffington Post
  4. Studio di Fast Company
  5. Post di Neil Patel su Quicksprout
  6. Articolo di Elle & Co.
  7. Studio di TrackMaven
  8. Ricerca di Chron
  9. Analisi di Kissmetrics
  10. Studio di CoSchedule

possiamo concludere che, sebbene si tratti di un network professionale, gli utenti consultano LinkedIn all’inizio o alla fine della loro giornata lavorativa, utilizzandolo come una sorta di quotidiano.

migliore orario per pubblicare su linkedin

Photo credit: CoSchedule

I giorni feriali sono i migliori, soprattutto quelli centrali: martedì, mercoledì e giovedì.

Nello specifico:

  • Mercoledì dalle 10 alle 11
  • Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 7,30 alle 8,30
  • Giorni feriali alle 12 e dalle 17 alle 18

Anche in questo caso si tratta di analisi estrapolate da basi di dati piuttosto ampie e variegate. Se su LinkedIn avete creato anche una pagina aziendale, potete consultare i LinkedIn Analytics e adeguare la vostra strategia di conseguenza.

Spero di aver fornito qualche spunto interessante per poter sfruttare al meglio LinkedIn per il tuo business.

Se c’è qualche aspetto poco chiaro che vorreste approfondire lascia pure un commento.

 

Come trovare nuovi clienti con il web marketing.

Quali sono oggi le risorse e le nuove forme di comunicazione che la tecnologia ci mette a disposizione per promuovere la nostra attività, i nostri prodotti o  i nostri servizi?

In altre parole, attraverso quali canali si possono trovare nuovi clienti e ingrandire il proprio business?

Proverò ad illustrarti i potenti strumenti che la Rete ci offre e che, con le dovute competenze, possono essere utilizzati a nostro vantaggio permettendo a qualunque attività di crescere ed ampliarsi.

Cosa vuol dire fare Marketing?

 

“Raggiungere le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto”

 

È questa la definizione di HubSpot su cosa voglia dire fare attività di marketing (in inglese: “reach the right people, in the right place and at the right time”).

Arrivare al proprio pubblico, quindi, e comunicare con i propri potenziali clienti facendosi trovare, in maniera tempestiva, nei luoghi che le persone già frequentano abitualmente.

La rivoluzione del Web

Con la diffusione di Internet, il comportamento degli utenti/consumatori ha subito un cambiamento così rapido e radicale che si può parlare di una vera e propria rivoluzione.
Oggi, solo in Italia, sono più di 30 milioni le persone che trascorrono il loro tempo sul Web (dati Audiweb, novembre 2016).

Fare Marketing oggi, quindi, vuol dire cercare di incontrare le persone nel posto che più di tutti frequentano abitualmente: il Web.

Il Marketing è diventato Digital

Ed è da questa nuova dimensione virtuale che originano i termini Web Marketing e Digital Marketingindicando qualunque attività di marketing che si possa svolgere online.

Si tratta di un argomento vastissimo, ma possiamo tentare di semplificarlo con una suddivsione in alcune (macro) sotto-categorie:

  • La SEO
    Cioè raggiungere il proprio pubblico target sfruttando le potenzialità dei motori di ricerca. Attraverso, quindi, il posizionamento del proprio sito internet tra i primi risultati delle ricerche online.
  • L’ Email Marketing
    Strumento ancora largamente utilizzato dalle aziende perché permette di comunicare direttamente col proprio pubblico a prezzi contenuti e con risultati facilmente misurabili.
  • Il Social Media Marketing 
    L’utilizzo dei canali offerti dai social media per promuovere il proprio brand e business.
  • L’ Affiliate Marketing
     Ovvero la promozione di prodotti o servizi di qualcun’altro sul proprio sito o blog in cambio della quale si riceve una commissione per ogni vendita andata a buon fine.
  • La Pubblicità Online
    attraverso la quale attrarre traffico targettizzato tramite la pubblicazione di annunci che puntano verso il proprio sito, blog (o landing page). Ogni volta che un annuncio viene cliccato si corrisponde un pagamento al proprio publisher. Si tratta della cosiddetta pubblicità pay-per-click (o PPC) il cui esempio più conosciuto è Google AdWords.
  • Il Content Marketing
    Che si focalizza sulla creazione, pubblicazione e distribuzione di contenuti di qaulità indirizzati al proprio pubblico target.
  • L’ Inbound Marketing
    Si tratta di un approccio di marketing che nasce nel 2006 da 2 studenti del MIT di Boston e si riferisce all’intero processo di attirare, convertire, chiudere e deliziare i clienti utilizzando contenuti online.

Questo processo si chiama funnel e può essere riassunto come segue:

inbound marketing funnel

L’ Inbound Marketing: il web marketing, da spintaneo a spontaneo.

L’idea di fondo del modello di inbound marketing è di attrarre il navigatore del web attraverso contenuti rilevanti e di qualità scegliendo i più adatti tra tutti gli strumenti, i canali e i media che la Rete ci mette a disposizione. Un marketing mix di prim’ordine, quindi, che permette non solo di trovare nuovi clienti ma anche di fidelizzare quelli già esistenti, facendoli diventare dei veri e propri fan.
Il metodo per trovare clienti online, detto inbound methodology, può essere riassunto così

web marketing

In altre parole, il cardine su cui ruota tutta la filosofia inbound è che siano i clienti a trovare te e non viceversa.
Facendoti trovare dove il tuo pubblico target è già presente e offrendo dei contenuti con un alto valore aggiunto, sarà quest’ultimo ad avvicinarsi al blog o al sito della tua azienda perché spinto a cercare altri contenuti che considera per lui significativi.


I nuovi visitatori attratti verso il tuo sito si convertiranno poi in contatti e in clienti attraverso ciasucno step della metodologia inbound.

Rovesciare il modello tradizionale: fare del (web) marketing che la gente ami.

Questa nuova attività di comunicazione stravolge completamente la logica del marketing e di fare business che sono state concepite finora.


Anziché una forma di promozione intrusiva, che “disturba” di continuo le vite dei consumatori (anche di chi non è un potenziale cliente), che non è richiesta e che è a senso unico (perché solo in uscita, solo outbound), si

Questo grafico di Moz riassume benissimo le differenze tra la “vecchia” comunicazione, l’ interruption marketing, e il nuovo modello inbound:

digital marketing

 

Quali sono gli immediati benefici?

Per chi decida di adottare il metodo inbound, i vantaggi iniziali sono tangibili:

  1. I costi sono contenuti. Guy Kawasaki stesso ha spiegato perfettamente il concetto:
    come trovare clienti
  2. Si attrae un pubblico di qualità in misura maggiore rispetto ai media tradizionali.
  3. L’interazione che i nuovi media consentono con il cliente rappresenta un alto valore aggiunto.
  4. Questo valore crea una relazione positiva e di fiducia col (potenziale) cliente rafforzando la credibilità del brand.

Conclusioni

L’inbound marketing si presenta come un nuovo modello di comunicazione (e di business) che mette le persone al centro. 

Il processo di conversione si sviluppa tutto attorno al cliente. Il marketing diventa parte della conversazione, si mette in ascolto dei problemi e delle necessità del consumatore e gli offre delle soluzioni condividendo dei contenuti di qualità.

Nei prossimi post ti illustrerò quali sono i singoli elementi  e i passaggi che compongono una strategia inbound e come sfruttarli al meglio per massimizzare i risultati e raggiungere gli obiettivi prefissati.

Cosa ne pensi dell’ Inbound Marketing come attività per acquisire nuovi clienti?
Pensi che la tua attività potrebbe beneficiarne?
Lasciami la tua risposta nei commenti o contattami se vuoi approfondire il discorso di persona.

Come utilizzare Twitter per la tua attività.

Secondo gli ultimi dati rilasciati dal social network stesso, a fine 2016 Twitter vantava 319 milioni di iscritti.
Ciò che caratterizza questa piattaforma sono essenzialmente due aspetti: gli hashtags e il limite dei 140 caratteri per i post (sebbene di recente questo limite sia stato rimosso).

Gli hashtags di Twitter…

Un hashtag è una sorta di etichetta o di categoria che si ottiene anteponendo il simbolo cancelletto (#) ad una parola (o ad un frase senza spazi) e che consente la ricerca di contenuti su un determinato argomento. Funziona, quindi, come un aggregatore di notizie.

…e i 140 caratteri

come usare twitterIl nome Twitter deriva dal verbo inglese to tweet, cioè cinguettare, e tweet è anche il nome che si dà ai post che vi si pubblicano, proprio per indicare un servizio di microblogging con numero massimo di 140 caratteri da poter utilizzare.

Questo aspetto lo rende una piattaforma molto funzionale per condividere link al proprio sito,  ad articoli o a promozioni che si è  deciso di lanciare.

Su Twitter tutti i profili sono pubblici, quindi si può -potenzialmente- comunicare con chiunque e, raggiungere un numero molto elevato di utenti se si utilizzano gli hashtag giusti.

Aggiornamento. Da Novembre 2017 Twitter ha ufficialmente raddoppiato il numero di caratteri a disposizione passando da 140 a 280.

Le buone pratiche per un’efficace strategia di promozione aziendale

come usare twitterIntanto una piccola premessa.
A differenza di Facebook, su Twitter i profili sono tutti uguali: non c’è differenza tra profili personali e pagine aziendali.

Dopo aver personalizzato il background e l’header, passa alla programmazione di contenuti di qualità per il tuo pubblico di riferimento.

Pubblica almeno 3 tweet al giorno

Includendo almeno un hashtag relativo all’argomento del tuo post.
Cerca di capire quali siano gli hashtag di tendenza (sono sempre elencati nella colonna di sinistra della home page) e se sia possibile includerli nei tuoi contenuti, così da ottimizzare la portata potenziale dei tuoi post.
In altre parole, usa i trend topic, ma solo se si adattano al tuo brand: anche se è un modo facile di ampliare il proprio bacino di followers, la coerenza è molto più importante per la brand reputation.
Ricorda poi che i contenuti visivi convertono moltissimo e non vengono conteggiati nei 140 caratteri, quindi aggiungi sempre un’immagine (di qualità) ai tuoi post o, ove possibile, un video o un’infografica.

Condividi i contenuti dei followers o di persone che segui a tua volta

O, come si dice nell’ecosistema-Twitter, fa’ almeno 2 re-tweet al giorno di post di altri utenti che ritieni interessanti per la tua audience. Ricorda di aggiungere sempre dei commenti e menzionare l’autore: questo ti permetterà di farti notare, crearti una reputazione e aumentare il numero di followers.

come usare twitter

Segui almeno 10 persone al giorno del tuo settore

In altre parole, fai un costante networking, ma cerca solo marchi o aziende che siano in linea con la tua brand identity: studia attentamente i profili e leggi qualche tweet prima di dare il follow. Di nuovo, la coerenza viene prima di tutto.

Linking

Quando utilizzi i link, inseriscili all’inizio del tweet (se ti è possibile), ma soprattutto utilizza un accorciatore di link (come Bit.ly  o Google URL Shortner) visto il numero limitato di caratteri a disposizione.

Ringrazia chi ti segue

È indubbiamente un’ottima pratica per aumentare l’engagement. Ma mi rendo conto che è impossibile rimanere costantemente su Twitter per mandare un ringraziamento ogni volta che qualcuno decide di seguirci.

Io, che sono una grande fan del binomio social-automazione, consiglio di impostare l’invio di un messaggio automatico di ringraziamento per ogni persona che clicca “Segui” sul nostro profilo (se vuoi vedere in diretta come funziona, puoi visitare il mio profilo Twitter). Online esistono dei tools che offrono questo servizio gratuitamente, come  ad esempio StatusBrew.

Bonus Finale. L’ora migliore per pubblicare contenuti.

strategie di marketingÈ fin troppo scontato dire che quando postiamo i nostri contenuti sui Social vorremmo raggiungere quanti più followers possibile.
Ma come facciamo a sapere qual è l’orario in cui il maggior numero di utenti è presente su una specifica piattaforma?

Bene, il team di CoSchedule ha analizzato 15 studi pubblicati da grandi aziende internazionali (che ogni giorno fanno migliaia di visualizzazioni sui loro account social):

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbe’s
  3. Ricerca di Buffer
  4. Aggiornamento della ricerca di Buffer
  5. Ricerca dell’Huffington Post
  6. Studio di Sure Payroll’s
  7. Studio di Fast Company
  8. Post di Neil Patel su Quicksprout
  9. Ricerca di Marketing Profs
  10. Articolo di Elle & Co.
  11. Studio di TrackMaven
  12. Ricerca di Chron
  13. Analisi di Kissmetrics
  14. Analisi di Fannit
  15. Studio di CoSchedule

E ha tratto le dovute conclusioni per ciascuno dei principali social media.

Quindi qual è l’orario migliore per cinguettare?

orario migliore per pubblicare s twitter

Photo credit: CoSchedule

Il momento migliore per pubblicare su Twitter va dalle 12 alle 15 nei giorni feriali, in particolare per attività B2B. I contenuti di tipo B2C, invece, funzionano bene anche tra le 17 e le 18 del fine settimana.

Ricorda, però, che si tratta di analisi effettuate su una mole di dati molto estesa e variegata. Possono fungere da ottime linee guida se si è su Twitter da poco e non si hanno molti dati a disposizione.
Una volta presa dimestichezza con la piattaforma, è bene iniziare ad utilizzare sempre Twitter Analytics per monitorare il proprio account e ottenere informazioni più dettagliate e specifiche sulla propria audience di riferimento.

Nei prossimi articoli ti parlerò di altri social media molto popolari come LinkedIn ed Instagram. E di quali siano le strategie di business più adatte per ciascuno di essi.

Nel frattempo fammi sapere cosa ne pensi dell’uso di Twitter per la tua attività.
Ci sono degli aspetti che vorresti approfondire? Dimmelo pure nei commenti o contattami.

Come utilizzare Facebook per la tua attività. Bonus a fine articolo.

Dopo aver illustrato alcuni fondamenti del social media marketing, vorrei volgere uno sguardo più approfondito ai principali social networks per capirne le singole caratteristiche e l’importanza che potrebbero rivestire per un’azienda. Cominciamo da Facebook.

Facebook è il social network più utilizzato al mondo. Con quasi due miliardi di utenti attivi, è un’ottima piattaforma per fare branding, interagire con i propri clienti o trovarne di nuovi.

Come impostare la propria strategia su Facebook

Ma quali sono le leve che possiamo utilizzare per promuovere i nostri prodotti o servizi?
Tra gli strumenti più utili che Facebook ci mette a disposizione dobbiamo sicuramente considerare le Pagine e i Gruppi.

Le prime possono essere utilizzate interamente per la comunicazione della propria azienda, mentre grazie ai secondi è possibile seguire delle communities attorno ad argomenti specifici del proprio settore di riferimento.

Vediamo in concreto come usufruirne.

Crea la tua pagina Facebook aziendalepagina facebook aziendale

Se ancora non ne hai una, eccoti sintetizzati i passaggi principali:

Scegli la Categoria

  1. Impresa locale o luogo
  2. Azienda, organizzazione o istituzione
  3. Marca o Prodotto
  4. Artista, gruppo musicale o personaggio pubblico
  5. Intrattenimento
  6. Causa o comunità

E la Sottocategoria.

Completa Tutta la Sezione “Informazioni”

Prestando particolare attenzione ai campi Descrizione Breve,  Descrizione Lunga Mission.
Per la Descrizione Breve è consigliabile inserire una descrizione della tua azienda di 2-3 frasi. Questo campo sarà sempre visibile sulla pagina, quindi è bene riuscire a renderla chiara, ma sintetica allo stesso tempo.
Assicurati di inserire anche un link al tuo sito internet (sebbene esista anche il campo apposito) e, più in generale, di fare in modo che queste informazioni rendano unico e originale il tuo brand così da risultare ancora più accattivanti agli occhi dei tuoi visitatori.

facebook per aziende

Carica la foto del profilo…

Servirà come icona visiva principale della pagina e apparirà nei risultati di ricerca, nei post e nei commenti che pubblicherai. Ogni immagine perfettamente quadrata va bene, ma la dimensione consigliata è di 180 x 180 pixel.

…e l’immagine di copertina

In genere, si tratta di un’immagine del brand finalizzata ad attrarre le persone sulla pagina aziendale. Le dimensioni consigliate sono 851 x 315 pixel.

Pubblica contenuti rilevanti con regolarità

Almeno un post al giorno. E invita sempre gli utenti a diventare parte della tua crescente comunità inserendo una Call-To-Action ovunque possibile.

Che si tratti di semplice testo, di foto o di video, il consiglio che mi sento di darti in questo caso è di creare alcuni post retrodatati (sì, su Facebook esiste anche questa funzione) così ogni nuovo visitatore troverà una timeline già attiva -piuttosto che uno spazio semivuoto- ogni volta che atterrerà sulla pagina.

Metti un Like ad almeno 5 pagine nel tuo settore

Possibilmente falla diventare un’abitudine quotidiana: è importante acquisire informazioni e mostrarsi attivi nel proprio ambiente di riferimento, così come apparire interessati a connettersi con le altre aziende che ne fanno parte.facebook mi piace

I Gruppi di Facebook: pochi ma buoni

Scegline pochi ma sii molto, molto attivo/a nelle conversazioni.
I Gruppi di Facebook sono un’ottima opportunità per:

  • Fare networking tra professionisti 
  • Offrire la propria expertise
  • Ottenere feedback
  • Trovare opportunità di lavoro e nuovi clienti

Unica raccomandazione: assicurati di osservare sempre il regolamento di ogni gruppo.
Nel caso in cui volessi promuovere un tuo prodotto o servizio, chiedi sempre prima (in privato) l’autorizzazione all’amministratore del gruppo e, come primo post, pubblica sempre una breve presentazione di te e della tua attività senza pubblicizzare niente di specifico.

Bonus Finale. L’ora migliore per pubblicare sui Social Networks

pagina facebook aziendaleÈ fin troppo scontato dire che quando postiamo i nostri contenuti sui social vorremmo raggiungere il maggior numero di utenti possibile.
Ma come facciamo a sapere qual è l’orario migliore per pubblicare su ciascuna piattaforma?

Il team di CoSchedule si è posto la stessa domanda ed ha analizzato 10 studi pubblicati da grandi aziende internazionali (di quelle che vantano milioni di visualizzazioni giornaliere sui loro canali social, per intenderci):

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbes
  3. Ricerca dell’Huffington Post
  4. Studio di Sure Payroll
  5. Studio di Fast Company
  6. Post di Neil Patel su Quicksprout
  7. Articolo di Elle & Co.
  8. Studio di TrackMaven
  9. Analisi di Kissmetrics
  10. Studio di CoSchedule stesso

Quindi qual è l’ora migliore per pubblicare su Facebook?

ora migliore per pubblicare su facebook

Photo credit: CoSchedule

Secondo il team di CoSchedule, il momento migliore per pubblicare su Facebook va dalle 13 alle 16, sia durante la settimana sia nei weekend.

Ricorda, però, che si tratta di analisi effettuate su una mole di dati molto estesa e variegata.
Possono essere delle ottime linee guida iniziali se sei su Facebook da poco e non hai molti dati di analisi a disposizione.

Una volta che avrai familiarizzato con la piattaforma, creata la pagina aziendale e, magari, consulta regolarmente i dati statistici dei Facebook Insights e adegua la tua strategia di conseguenza.
Le metriche di Facebook, infatti, sono uno strumento utilissimo perché ci danno costantemente informazioni preziose sulla nostra audience di riferimento.

Se vuoi saperne di più su come utilizzare gli altri social media per la tua azienda puoi dare un’occhiata ai miei post su Twitter, LinkedIn e Instagram e su quali siano le strategie di business più adatte a ciascuno di essi.

Nel frattempo fammi sapere cosa ne pensi dell’uso di Facebook per la propria attività. Ci sono degli aspetti che vorresti approfondire? Dimmelo nei commenti o contattami.

 

Social Media Marketing. Cos’è e perché il tuo business ne ha bisogno.

Come ho già illustrato nel post sull’Inbound Marketing, l’altro elemento fondamentale per accrescere la visibilità della tua azienda e rafforzarne la presenza online, sono i social media.

Perché utilizzare i Social Media per il business?

Le risposte sono molteplici:
  • Sono un ottimo mezzo per “mettere in vetrina” il proprio brand.
  • Offrono un canale di marketing in più per la Brand Awareness, cioè per la capacità della domanda di riconoscere un brand.
  • Sono perfetti per costruire relazioni col proprio bacino di clientela.
  • Ormai rappresentano a tutti gli effetti un canale di vendita.
  • In ultimo, ma non meno importante: ti permettono di avere tutto questo gratis.
Volendo sintetizzare in una risposta sola: le aziende devono essere presenti sui social media perché è lì che si trovano i loro potenziali clienti.

Secondo queste statistiche, nel 2017 gli utenti attivi ogni giorno sulle piattaforme social saranno più di 2 miliardi e mezzo. E il trend è destinato a crescere negli anni successivi.

Anche HubSpot  afferma che un terzo del mondo usa i social network regolarmente e che il solo Facebook viene utilizzato dal 73% delle persone per scopi professionali.

Altri numeri da non sottovalutare:

social media

La mappa di Vincos sul numero di utenti attivi sui social network nel mondo – Febbraio 2017

Seguendo il funnel della strategia inbound, i social sono tra i principali canali che consentono di attrarre visitatori, convertirli in iscritti, chiudere vendite e mantenerli come clienti fidelizzati. 
Se il blog funziona come un hub per veicolare i propri contenuti, i canali social si integrano perfettamente con esso, diventando un vero e proprio megafono capace di raggiungere un’audience vastissima.
inbound marketing funnel

Quali i vantaggi concreti?

assistente virtuale

1. Traffico

Proprio per la loro capacità di raggiungere un pubblico ampissimo,
pubblicare con regolarità contenuti di valore e di qualità per il
proprio pubblico target di riferimento, porterà un flusso costante di traffico qualificato verso il tuo blog o sito aziendale/professionale.

2. Posizionamento

Una maggiore quantità di traffico verso le proprie pagine (già ottimizzate per la SEO), porterà ad un più alto tasso di visite e di interazione degli utenti, facendole salire molto più velocemente nei risultati di ricerca.

3. Interazione diretta con i (potenziali) clienti

Se utilizzati nella maniera corretta, i social media sono un’ottima occasione per la costruzione di relazioni dirette con il proprio pubblico target. E non solo attraverso la propria pagina aziendale.
Leggendo i loro aggiornamenti di stato, ad esempio, si possono cogliere aspetti interessanti della loro vita quotidiana (e magari regolare la propria strategia di marketing di conseguenza).

Quali prodotti stanno comprando e perché? Cosa fanno nel fine settimana? Che tipo di messaggi amano condividere? E da quali siti web?

4. Assistenza e gestione complaints

Se ci dovesse essere un problema con i tuoi servizi (o prodotti) immagino che vorresti saperlo quanto prima e offrire al più presto una soluzione ai tuoi clienti insoddisfatti.
Ecco: i social sono un canale perfetto per avere un feedback diretto ed immediato dai tuoi clienti e fornire loro l’eventuale assistenza di cui necessitano.

5. Clienti più fidelizzati

Il motivo è chiaro: interagendo regolarmente con i tuoi followers, smetteranno di vedere la tua impresa come un soggetto distante e orientato solo ai profitti, ma piuttosto come ciò che veramente è: una persona (o un gruppo di persone) che lavorano con l’obiettivo comune di soddisfare i propri clienti portando sul mercato il miglior prodotto -o servizio- possibile.

Insomma, le potenzialità che offrono i social media sono enormi.

Chiarita la loro importanza, è bene tenere a mente alcuni aspetti basilari del marketing applicato ai social media:

  1. I social media non sono tutti uguali: ogni piattaforma è diversa dall’altra ed è necessario conoscere a fondo le caratteristiche e le singolarità di ciascuna per poterle sfruttare al meglio e ottimizzare i risultati.assistente virtuale
  2. È altrettanto fondamentale organizzare una strategia editoriale che consenta di sfruttare i social nel lungo periodo.
  3. Essere presenti su più piattaforme è praticamente impossibile (e inutile) se non ci si avvale di strumenti online che consentano di automatizzare il processo di pubblicazione e di misurare tutto il lavoro che si fa al loro interno.
assistente virtualePer nostra fortuna il Web ci mette a disposizione tutti questi strumenti, molti dei quali gratuitamente:
  • Buffer e Hootsuiteper pianificare post su Twitter, Facebook, Linkedin, Google+, Instagram ecc ecc. e pubblicarli ad una data ed ora specifiche.
    Entrambi generano dei report di analisi con dati statistici preziosissimi che consentono di ottimizzare la propria strategia di volta in volta.
  • Feedly , Scoop e BuzzSumoservizi molto utili per creare contenuti di qualità e capire quali sono gli argomenti più “popolari” del momento.
  • Social Mentionricerca e analisi dei social media in tempo reale per una determinata parola chiave.
  • Diggita: il servizio di Social Bookmarking più famoso d’Italia per farsi conoscere da una comunità virtuale ancora più ampia.

Cosa pubblicare?

  •  Quanti più contenuti creati da te possibile. Sopratutto gli articoli del blog, se ne hai uno (se non ce l’hai scopri qui come aprirne uno).
  • Il tuo pubblico target è la tua bussola: anche se non sono tue, pubblica sempre informazioni di interesse per lui.
  • Immagini, infografiche e video (di qualità): il contenuto visuale è molto potente sui social e crea un engagement (coinvolgimento) altissimo.

Conclusioni

Nei prossimi post ti parlerò delle caratteristiche di ciascun social network e di come impostare una strategia ottimizzata per ognuno di essi.

Aggiungerò anche un bonus: i link a diverse ricerche pubblicate da alcune grandi aziende (e con “grandi” intendo aziende che registrano migliaia di visualizzazioni sui loro social ogni giorno) su quale sia l’ora migliore in cui pubblicare contenuti.

Cosa ne pensi del social media marketing per promuovere il proprio business? Dimmi la tua nei commenti.

 

Posizionamento del sito web: 7 SEO tool GRATIS per un rapido check-up. Più un bonus finale.

Dopo averti parlato di come l’Inbound Marketing possa aiutarti ad acquisire nuovi clienti, vorrei concentrarmi sulla SEO e sul perché sia tanto importante includerla in una strategia di comunicazione.

Ma voglio farlo in maniera pratica, indicandoti degli interessanti strumenti disponibili gratuitamente sul Web per migliorare il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca.

Che cos’è la SEO?

Partiamo dai fondamentali. Cos’è la SEO?

La SEO è quel processo di miglioramento di un sito internet affinché attragga visitatori dai motori di ricerca, posizionandosi tra i primi risultati delle SERP.

seoL’ottimizzazione dei siti Web per i motori di ricerca è una delle materie più importanti e performanti del marketing mix digitale.

Se si pensa a come le persone cercano informazioni oggi, raggiungere un certo livello di visibilità nei risultati organici di ricerca (cioè quelli non a pagamento) di Google è un fattore cruciale per determinare il successo o meno di un sito internet.
Cito Google perché con i suoi 3.3 miliardi di ricerche giornaliere occupa ormai più del 70% del mercato delle ricerche online.
E per questo motivo mi concentrerò su di esso nei prossimi paragrafi.

Lo so: pur capendone l’importanza, a molti la SEO può sembrare una materia ostica o un’attività che esula dalle proprie competenze.

La buona notizia è che il web ci facilita molto il lavoro, offrendoci dei servizi che permettono di valutare in pochi minuti lo “stato di salute” del nostro sito internet.
A seconda del responso, quindi, saremo in grado si decidere se sia il caso o meno di affidarsi ad un professionista.

Vediamoli nel dettaglio.

Gli indici di qualità di Google

Ma come funziona Google?

seo

Il suo obiettivo è di valutare la search intent.
Cioè capire perché in quel momento stiamo effettuando quella determinata ricerca.


Quando digitiamo qualcosa nella sua barra di ricerca, i robot di Google (detti botcrawler o spider) scansionano il web per restituirci una lista dei contenuti da loro ritenuti in quel momento i più precisi e pertinenti per noi.

Proprio perché il suo “lavoro” è soddisfare al meglio i bisogni dell’utente, Google cercherà sempre di mostrare tra i primi i risultati quelli qualitativamente migliori.

E come fa Google a valutare la qualità dei contenuti di un sito?
Si avvale dei cosiddetti indici di qualità, ovvero di alcuni parametri che analizzano l’interazione che i visitatori hanno con una determinata pagina web.
In pratica, quanto più alta sarà l’interazione degli utenti con quei contenuti, tanto più Google li considererà utili e rilevanti, portandoli in alto nei risultati di ricerca.

Questi indici sono:

  • il bounce rate o frequenza di rimbalzo: la percentuale con cui un visitatore abbandona il sito dalla pagina da cui è entrato senza interagirvi ulteriormente (cioè senza compiere nessun’altra azione)
  • il tempo medio di permanenza 
  • il tasso di interazione degli utenti con la pagina

Queste metriche, così come le parole chiave, sono parte della cosiddetta on-page (o on-site) SEO e possono essere facilmente ottenute collegando Google Analytics (su cui ritornerò più avanti) al nostro sito.

On-page SEO con i tool di casa Google

seo

Sapevi che, oltre ad Analytics, Big G offre molti altri strumenti per valutare l’esperienza che i visitatori hanno sul tuo sito?

Esistono degli aspetti tecnici che possono determinare
o meno il successo di una piattaforma web.

Ma la mia impressione è che siano ancora troppo sottovalutati:

  • un sito responsive (cioè visualizzabile anche da dispositivi mobili come smartphone e tablet)
  • la velocità di caricamento delle pagine

Responsiveness

Secondo i dati Audiweb del Marzo 2018:

“La mobile audience mensile ha raggiunto il 68,7% della popolazione maggiorenne, con 30,1 milioni di utenti collegati per 49 ore in media per persona.

virtual office

Con questi numeri avere un sito accessibile da tutti i dispositivi mobili (smartphone e tablet) è praticamente obbligatorio.

Grazie al Google Mobile Friendly Test puoi verificare in pochi secondi se il tuo è un sito mobile-friendly oppure no.
Ed, eventualmente, correre ai ripari 🙂

Se il test avrà esito positivo, comparirà una schermata come quella comparsa a me quando ho testato questo sito:

virtual office

Velocità

Per controllare la velocità di caricamento del tuo sito puoi utilizzare il Google Page Speed Test.

Un aspetto molto utile di questo strumento è proprio che, oltre ai problemi, suggerisce anche le soluzioni.

Prova a fare un check-up del tuo sito e testa la compatibilità per mobile e la velocità.

PRO TIP. Esiste un altro strumento di SEO on-site molto utile che Google ci mette a disposizione: Google Search Console.

Una volta configurato Google Search Console per il tuo sito è necessario anche collegarlo a Google Analytics. In questo modo la visibilità organica sarà stata ottimizzata.

SEO off-page: link-building ed autorevolezza

posizionamento sito

Oltre a questi parametri on-page, i motori di ricerca prendono in considerazione anche una serie di indici off-page che riguardano l’autorevolezza e l’affidabilità delle fonti ovvero:

  • la qualità dei link in entrata sul tuo sito
  • le citazioni (cioè quanti siti hanno almeno un link che punta verso il tuo)

Partiamo dal presupposto che le pagine del nostro sito siano già state tutte ottimizzate: bounce rate basso, tempo medio di permanenza e tasso d’interazione alti.
Adesso possiamo occuparci di una delle “buone pratiche” di SEO off-page: la link-building.
Ovvero ottenere link in entrata (backlink) da siti autorevoli.

In ambito SEO, l’autorevolezza è un concetto relativo al settore di appartenenza del sito stesso.

Ad esempio, se ho un sito di finanza e ricevo un link dal sito de Il Sole 24 Ore, agli occhi di Google
risulterò altamente autorevole ed avrò più possibilità di posizionarmi sulla prima pagina dei risultati di ricerca.

Con il tool di Majestic possiamo individuare qualità e quantità dei link verso il nostro sito, grazie ai valori di trust flow e citation flow.

virtual office

Nell’immagine qui sopra ho inserito il sito internet de Il Sole 24 Ore e i risultati danno (ovviamente) un’elevata autorità: 75 su 100 di trust flow e 65 su 100 di citation flow.

Qui in basso, puoi visualizzare il numero totale di link e il range di valore dei domini che reindirizzano al sito (per poter accedere ai dati completi è necessario abbonarsi).

virtual office

L’Open Site Explorer di Moz, invece, valuta i backlink sia per l’intero dominio (domain authority) sia per le singole pagine (page authority).

virtual office

Prova a fare gli stessi test con il tuo sito. Quali sono i risultati?

Risorse SEO per “spiare” la concorrenza

Non si tratta di spionaggio industriale o altre cose illegali 🙂
Semplicemente di capire chi siano i nostri maggiori concorrenti e analizzare come siamo posizionati rispetto a loro.

Ritengo che questo sia un passaggio necessario per valutare come possiamo differenziarci all’interno di uno stesso settore di riferimento.

A questo scopo si può ricorrere a SEMrush: una tra le piattaforme di servizi SEO più utilizzate e complete.

Inserendo il dominio del tuo sito internet nella home page potrai ottenere:

  • una panoramica del posizionamento del tuo sito
  • un elenco dei tuoi principali competitor 
  • un grafico che ne mostra il posizionamento

Ecco un altro esempio con il sito de
Il Sole 24 Ore

sem, seo, posizionamento

Studiare i nostri concorrenti più “forti” è un’ottima maniera per individuare i nostri punti di forza, capire in cosa possiamo migliorarci e in cosa, invece, ci rendiamo unici rispetto alla concorrenza.

Prova anche tu ad utilizzare SEM Rush. Qual è la tua “unicità” e quali sono gli eventuali punti di forza e debolezza?

Bonus Finale

Se per te l’inglese non è un problema e vorresti approfondire l’argomento, ecco due guide create da ottimi “maestri”:

La guida SEO di MOZ per principianti

E la guida SEO avanzata di QuickSprout  di Neil Patel

Conclusioni

Quelli che ti ho indicato sono solo alcuni tool che possono guidarti verso l’ottimizzazione del tuo sito.

Quest’elenco non ha la pretesa di essere definitivo e la SEO non può considerarsi una materia che si esaurisce con dei test.

È piuttosto una ricetta ricca di tanti ingredienti tra cui quello principale resta sempre la pubblicazione regolare di contenuti di qualità per il proprio pubblico target di riferimento.

Anche dopo essersi posizionati.

Se vuoi saperne di più, dai un’occhiata al mio post sulle parole chiave, a quello sulle 10 regole d’oro da seguire quando si scrive per il web e alla mini guida per creare un blog o sito ottimizzato dal punto di vista SEO.

Grazie per aver letto fino a qui…e aver abbassato il mio bounce rate 🙂 

Hai bisogno di supporto nella creazione di contenuti SEO-friendly per il tuo sito? Parliamone insieme.

 

 

 

Smart Working. La quarta Rivoluzione Industriale è arrivata.

Il dibattito sullo Smart Working si è fatto molto vivace nel 2016 dimostrandosi come un nuovo paradigma lavorativo che offre enormi potenzialità.

La cosa coinvolge molto anche me dal momento che, come Assistente Virtuale, sono una smart worker anch’io.
Ma di cosa parliamo esattamente quando parliamo di lavoro agile?

 Cos’è lo Smart Working?

Delle molte definizioni di Smart Working che ho letto, trovo che la più esaustiva sia quella riportata in un interessante ebook di Seedble:

“Lo smart working è l’applicazione delle discipline digitali, sociali e comportamentali per attivare un ‘nuovo modo di lavorare’, basato sulla condivisione della conoscenza, collaborazione e trasparenza e caratterizzato da un abbattimento delle strutture organizzative e un alto livello di fiducia (trust)”.

Considerare lo smart working solo come un sinonimo di telelavoro sarebbe  riduttivo. È senz’altro vero il contrario, però: qualunque professionista che abbia creato il suo business online fa senz’altro parte dell’ universo del lavoro agile.

I benefici che non ti aspetti

“L’adozione di modelli di lavoro Smart può aumentare la produttività delle aziende per un valore di 27 miliardi di euro e ridurre i costi fissi di 9 miliardi di euro”.

Sono le conclusioni a cui giunge l’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano dopo aver analizzato circa 600 aziende operanti in Italia e 1.000 professionisti.

Oltre a migliori risultati in termini di produttività e ad un abbattimento dei costi, il modello del lavoro agile può portare ad un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata e, in maniera più ampia, anche alla salvaguardia del nostro ambiente.

Ebbene sì: mettere le persone, i lavoratori al centro paga. Enormemente.

Quali sono i pilastri dello Smart Working?

segretariaPerché si possa definire smart working è necessario che siano presenti le cosiddette 3B:
1.Behaviours
2.Bytes
3.Bricks
cioè comportamenti, tecnologia e mattoni (intesi come spazio di lavoro fisico).

1. Behaviours. È necessario dire addio al cartellino da timbrare e  ai classici orari d’ufficio e spostare il focus sugli obiettivi da raggiungere. In questo modo l lavoratore (worker) è più responsabilizzato nella gestione del suo tempo e, soprattutto, è più coinvolto in un progetto: se ne è appassionato lo terminerà in molto meno tempo e i risultati avranno una qualità di gran lunga superiore.
Di nuovo: la parola chiave non è più controllo, ma fiducia.

2.Bytes. La tecnologia è nostra amica e oggi offre degli strumenti utilissimi (spesso anche gratuiti) per facilitare l’interazione tra le persone e per offrire supporto a coloro che lavorano in condizioni di mobilità. Si tratta delle cosiddette le tecnologie di Unified Communication & Collaboration.

3.Bricks. Accanto allo spazio di lavoro virtuale bisogna ridisegnare anche lo spazio fisico. Perché lo smart worker possa essere performante e produttivo è fondamentale riprogettare gli ambienti di lavoro con l’obiettivo di ricrearli aperti, flessibili e orientati alla collaborazione e al benessere tra le persone.

Quali sono i valori chiave?

Collaborazione, condivisione e trasparenza sono i presupposti su cui costruire la fiducia (trust) e con essa tutto il lavoro del futuro.
In effetti i nuovi modelli di business già si basano sulla fiducia: non prenoteremmo una camera online e non acquisteremmo un articolo su Amazon se non avessimo piena fiducia in queste piattaforme.
Come riportato nello Smart Working Book: il trust è il nuovo prodotto/servizio nell’era della social collaboration.

assistenza virtuale

Le 4 caratteristiche della collaborazione digitale secondo Seedble

Prima buona notizia: la proposta di legge sullo Smart Working

E’ stata approvata nel maggio 2017. Trovo che prometta bene già dall’incipit:

 “Lo smart working è una modalità di lavoro innovativa basata su un forte elemento di flessibilità, in modo particolare di orari e di sede. Il futuro dell’organizzazione del lavoro passa necessariamente da qui: lì dove il lavoro incontra le nuove tecnologie, infatti, nascono occasioni che non possiamo permetterci di ignorare e che ci portano a un importante cambiamento di mentalità”.

Leggi qui per vedere nel dettaglio cosa prevede la legge.

Seconda buona notizia: la promozione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione

Lo scorso febbraio il Comune di Milano ha indetto la Giornata del Lavoro Agile per il terzo anno consecutivo.

Rivolta a numerose aziende private che hanno sperimentato forme di Smart Working gestendo con flessibilità il proprio orario di lavoro (svolgendolo soprattutto da casa), ha apportato molteplici benefici: risparmio di tempo per i lavoratori, minore congestione stradale, minori emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Conclusioni: il lavoro agile segna l’arrivo della Quarta Rivoluzione Industriale

Per lo meno queste sono le conclusioni a cui giunge il Sole 24 Ore . Che si sia d’accordo o meno, è indubbio che il mondo (e il mercato) del lavoro tendono sempre più alla semplificazione e alla smaterializzazione dei modelli di business e di collaborazione. Per non rimanere ancorati ad un’idea tradizionale e superata di “fare impresa” è necessario avere piena consapevolezza dei cambiamenti in atto.

 E tu cosa ne pensi? Sei già uno smart worker o stai pensando di adottare un modello lavorativo di lavoro agile?  Se vuoi puoi lasciarmi nei commenti la tua testimonianza.