Digital Marketing. Come può aiutare il tuo business

Con il cambiamento e l’evoluzione delle moderne tecnologie, le piccole e medie imprese possono sfruttare un nuovo, potente strumento per potersi promuovere.

I modelli di business stanno convergendo tutti verso il mondo online sia integrandolo con le strategie marketing già esistenti (quelle “offline”) sia dedicandosi esclusivamente al digital marketing, nel tentativo di catturare -anche- un mercato online in continua crescita e potenzialmente molto redditizio.

Gli strumenti e le tecniche del digital marketing offrono le migliori opportunità di concorrenza, sopravvivenza e persino crescita del proprio business.

Ciò che farà la differenza tra un’attività di successo ed una fallimentare (sia essa offline o online) è la creazione di un efficace processo di attrazione (online) di un pubblico di riferimento.

Ovvero ciò su cui si basano le strategie di inbound marketing.

Ma in cosa consiste, in concreto, il marketing online?

Si possono distinguere 5 macrocategorie:

  1. SEO (Search Engine Optimization)
  2. Content Marketing
  3. Email Marketing
  4. Strategie di conversione (ad esempio l’ottimizzazione del sito web per massimizzare le vendite o il funneling)
  5. Social Media Marketing

Social Media Marketing. Troppo importante per essere trascurato

Vorrei soffermarmi sull’ultimo punto dell’elenco perché il Social Media Marketing è fondamentale praticamente per qualunque tipo di attività. Ne ho già parlato qui, ma vale la pena ribadirne i punti principali:

1. I social media sono più convenienti dei canali di marketing tradizionale.

Aprire un profilo o una pagina aziendale sui social network è un’operazione completamente gratuita.

E’ vero: man mano che gli algoritmi si aggiornano anche il feed di notizie si modifica. I tuoi contenuti organici potrebbero essere sempre meno visibili e la portata di utenti raggiunti (reach) potrebbe diminuire drasticamente.

Ma anche qualora fosse necessario ricorrere alla pubblicità per promuoversi, sui social media è possibile lanciare campagne pubblicitarie a bassissimo costo.

2. Accresci la riconoscibilità del tuo marchio (brand awareness)

Proprio perché i social media sono uno dei metodi di marketing digitale più convenienti in termini di costi, l’implementazione di una strategia per i social media aumenterà notevolmente il riconoscimento del tuo brand dal momento che avrai la possibilità di rivolgerti ad un pubblico più specifico di (potenziali) consumatori/clienti.

Una volta creati uno o più profili per la tua attività e pubblicati i primi contenuti,  il semplice fatto che le persone interagiscano con essi aumenterà la riconoscibilità del tuo marchio e rinforzerà la reputazione della tua attività. Ogni post condiviso viene introdotto in una nuova rete di individui, che a loro volta potranno diventare potenziali clienti o condividere i tuoi contenuti ad altri potenziali clienti. E più persone conoscono il tuo business, meglio è.

Non c’è dubbio che un uso corretto, costante e interattivo di una o più pagine social per il tuo business contribuirà a generare un pubblico più vasto per la tua attività.

3. Migliore posizionamento sui motori di ricerca

Sebbene la pubblicazione di contenuti sui social media possa portare un certo traffico al tuo sito, è necessario uno sforzo maggiore per ottenere un successo significativo. L’ottimizzazione dei motori di ricerca (la SEO) è molto importante per ottenere un posizionamento più elevato delle pagine web e aumentare il traffico al sito aziendale.
Mentre i social media non aumentano direttamente il posizionamento nei motori di ricerca, secondo Social Media Examiner oltre il 58% dei marketer che utilizzano i social media da un anno o più hanno rilevato un migliore posizionamento sui motori di ricerca.

Essere in grado raggiungere le prime posizioni (anche attraverso l’uso delle parole chiave) rivoluzionerà il tuo traffico e continuerà a generare risultati positivi per la tua attività.

Ammettiamolo: tutti usano Google per trovare informazioni e probabilmente non andranno oltre la prima pagina perché è lì che solitamente trovano la loro risposta a ciò che cercano. Se il tuo sito web aziendale non è posizionato in cima ai risultati dei motori di ricerca, dovresti probabilmente modificare la strategia di ottimizzazione dei motori di ricerca.

Per aumentare le possibilità di posizionarti al meglio attraverso i social media, crea contenuti di alta qualità che, ove possibile, contengano anche le  parole chiave principali. Contenuti come blog post, infografiche, case studies, informazioni commerciali o foto dei dipendenti renderanno i profili social della tua azienda interessanti e aumenteranno il senso di fiducia dei tuoi followers.

Perché quando cominci a pubblicare regolarmente contenuti di qualità, inizi a creare una community in cui i tuoi seguaci seguono, apprezzano e condividono i tuoi contenuti.

4. Migliore soddisfazione del cliente

I social media sono una piattaforma di networking e comunicazione. Dare voce alla tua azienda attraverso queste piattaforme è importante per renderla più “umana”. I clienti apprezzerebbero di più ricevere una risposta personalizzata ai loro commenti piuttosto che un messaggio automatico. Essere in grado di gestire le interazioni dei propri follower dimostra che si è attenti alle loro esigenze e si vuole fornire loro la migliore esperienza possibile.

Se qualcuno ha una domanda o un reclamo, i social media ti permettono di affrontare la questione usando un dialogo diretto. Un brand che impiega del tempo ad inviare messaggi personalizzati sarà visto in una luce più positiva, anche in caso di reclami.

5. Last, ma decisamente not least: ottimizza le conversioni 

Se il tuo business ottiene una maggiore visibilità, aumenta anche le possibilità di generare conversioni.

Ogni articolo, immagine, video o commento pubblicato può portare gli utenti al sito web della tua azienda e aumentarne il traffico.

Come già accennato: quando i brand condividono contenuti, commentano e pubblicano aggiornamenti, personificano un marchio.

Le persone preferiscono fare affari con altre persone, piuttosto che con freddi marchi di aziende.

Immergere la tua attività in un contesto in cui le persone condividono, interagiscono e parlano non può che migliorare i tassi di conversione.

Articoli

Posizionamento del sito web: 7 SEO tool GRATIS per un rapido check-up. Più un bonus finale.

Dopo averti parlato di come l’Inbound Marketing possa aiutarti ad acquisire nuovi clienti, vorrei concentrarmi sulla SEO e sul perché sia tanto importante includerla in una strategia di comunicazione.

Ma voglio farlo in maniera pratica, indicandoti degli interessanti strumenti disponibili gratuitamente sul Web per migliorare il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca.

Che cos’è la SEO?

Partiamo dai fondamentali. Cos’è la SEO?

La SEO è quel processo di miglioramento di un sito internet affinché attragga visitatori dai motori di ricerca, posizionandosi tra i primi risultati della SERP (cioè della pagina dei risultati del motore di ricerca).

seoL’ottimizzazione dei siti web per i motori di ricerca è una delle materie più importanti e performanti di tutto il marketing online che tu possa fare per il tuo biz.

Se pensi a come le persone cercano informazioni oggi, raggiungere un certo livello di visibilità nei risultati organici di ricerca (cioè quelli non a pagamento) di Google è un fattore cruciale per determinare il successo o meno di un sito internet.
Cito Google perché con i suoi 3.3 miliardi di ricerche giornaliere occupa ormai più del 70% del mercato delle ricerche online.
E per questo stesso motivo mi concentrerò su di esso nei prossimi paragrafi.

Lo so: pur capendone l’importanza, a molti la SEO può sembrare una materia ostica o un’attività che non rientra nelle proprie competenze.

La buona notizia è che il web ci facilita molto il lavoro, offrendoci dei servizi che permettono di valutare in pochi minuti lo “stato di salute” del nostro sito internet.
A seconda del responso, quindi, saremo in grado si decidere se sia il caso o meno di affidarsi, eventualmente, a un professionista.

Vediamoli nel dettaglio.

Gli indici di qualità di Google

Ma come funziona Google?

seo

Il suo obiettivo è di valutare la search intent.
Cioè capire perché in quel momento stiamo effettuando quella determinata ricerca.


Quando digitiamo qualcosa nella sua barra di ricerca, i robot di Google (detti botcrawler o spider) scansionano il web per restituirci una lista dei contenuti da loro ritenuti in quel momento i più precisi e pertinenti per noi.

Proprio perché il suo “lavoro” è soddisfare al meglio i bisogni dell’utente, Google cercherà sempre di mostrare tra i primi i risultati quelli qualitativamente migliori.

E come fa Google a valutare la qualità dei contenuti di un sito?
Si avvale dei cosiddetti indici di qualità, ovvero di alcuni parametri che analizzano l’interazione che i visitatori hanno con una determinata pagina web.
In pratica, quanto più alta sarà l’interazione degli utenti con quei contenuti, tanto più Google li considererà utili e rilevanti, portandoli in alto nei risultati di ricerca.

Questi indici sono:

  • il bounce rate o frequenza di rimbalzo: un valore percentuale che indica la velocità con cui un visitatore abbandona il sito dalla pagina da cui è entrato senza interagirci ulteriormente (cioè senza compiere nessun’altra azione come scorrere la pagina o cliccare su altri link, ad esempio). Più questo valore è basso, quindi, meglio è.
  • il tempo medio di permanenza 
  • il tasso di interazione degli utenti con le pagine del sito

Queste metriche, così come le parole chiave, sono parte della cosiddetta on-page (o on-site) SEO e possono essere facilmente ottenute collegando Google Analytics (su cui ritornerò più avanti) al nostro sito.

On-page SEO con i tool di casa Google

seo

Sapevi che, oltre ad Analytics, Big G offre molti altri strumenti per valutare l’esperienza che i visitatori hanno sul tuo sito?

Infatti esistono degli aspetti tecnici che possono determinare o meno il successo di una sito web.

Ma la mia impressione è che siano ancora troppo sottovalutati:

  • un sito responsive (cioè visualizzabile anche da dispositivi mobili come smartphone e tablet)
  • e la velocità di caricamento delle pagine

Responsiveness

Secondo i dati Audiweb del Marzo 2018:

“La mobile audience mensile ha raggiunto il 68,7% della popolazione maggiorenne, con 30,1 milioni di utenti collegati per 49 ore in media per persona.

virtual office

Cioè nel solo mese di Marzo 30 milioni di utenti (solo in Italia) hanno navigato su internet per quasi 50 ore attraverso uno smartphone o un tablet. Con questi numeri avere un sito accessibile da tutti i dispositivi mobili è praticamente obbligatorio.

Grazie al Google Mobile Friendly Test puoi verificare in pochi secondi se il tuo è un sito mobile-friendly oppure no.
Ed, eventualmente, correre ai ripari 🙂

Se il test avrà esito positivo, comparirà una schermata come questa:

virtual office

Velocità

Per controllare la velocità di caricamento del tuo sito puoi utilizzare il Google Page Speed Test.

Un aspetto molto utile di questo strumento è proprio che, oltre ai problemi, suggerisce anche le soluzioni.

Prova a fare un check-up del tuo sito e testa la compatibilità per mobile e la velocità.

PRO TIP. Esiste un altro strumento di SEO on-site molto utile che Google ci mette a disposizione: la Google Search Console.

Una volta configurato Google Search Console per il tuo sito è necessario anche collegarlo a Google Analytics. In questo modo la visibilità organica sarà ottimizzata.

SEO off-page: link-building ed autorevolezza

posizionamento sito

Oltre a questi parametri on-page, i motori di ricerca prendono in considerazione anche una serie di indici off-page che riguardano l’autorevolezza e l’affidabilità di una piattaforma web, ovvero:

  • la qualità dei link in entrata al tuo sito
  • le citazioni (cioè quanti siti hanno almeno un link che punta verso il tuo)

Partiamo dal presupposto che le pagine del nostro sito siano già state tutte ottimizzate: bounce rate basso, tempo medio di permanenza e tasso d’interazione alti.

E che Google Analytics e Google Search Console siano collegati e funzionanti.
Adesso possiamo occuparci di una delle “buone pratiche” di SEO off-page: la link-building.
Ovvero ottenere link in entrata (backlink) da siti autorevoli.

In ambito SEO, l’autorevolezza è un concetto relativo al settore di appartenenza del sito stesso.

Ad esempio, se ho un sito di finanza e ricevo un link dal sito de Il Sole 24 Ore, agli occhi di Google
risulterò altamente autorevole ed avrò più possibilità di posizionarmi sulla prima pagina dei risultati di ricerca.

Con il tool di Majestic possiamo individuare qualità e quantità dei link verso il nostro sito, grazie ai valori di trust flow e citation flow.

virtual office

Nell’immagine qui sopra ho inserito il sito internet de Il Sole 24 Ore e i risultati danno (ovviamente) un’elevata autorità: 75 su 100 di trust flow e 65 su 100 di citation flow.

Qui in basso, puoi visualizzare il numero totale di link e il range di valore dei domini che reindirizzano al sito (per poter accedere ai dati completi è necessario abbonarsi).

virtual office

L’Open Site Explorer di Moz, invece, valuta i backlink sia per l’intero dominio (domain authority) sia per le singole pagine (page authority).

virtual office

Prova a fare gli stessi test con il tuo sito. Quali sono i risultati?

Se hai bisogno di migliorare la SEO off-page del tuo sito, ricorda che le migliori pratiche di link-building sono le infografiche e i guest post.

Risorse SEO per “spiare” la concorrenza

Non si tratta di spionaggio industriale o altre cose illegali 🙂
Semplicemente di capire chi siano i nostri maggiori concorrenti e analizzare come siamo posizionati rispetto a loro.

Questo passaggio è necessario per valutare come possiamo differenziarci all’interno di uno stesso settore di riferimento.

Per farlo puoi ricorrere a SEMrush: una tra le piattaforme di servizi SEO più utilizzate e complete.

Inserendo il dominio del tuo sito internet nella home page potrai ottenere:

  • una panoramica del posizionamento del tuo sito
  • un elenco dei tuoi principali competitor 
  • un grafico che ne mostra il posizionamento

Ecco un altro esempio con il sito de
Il Sole 24 Ore

sem, seo, posizionamento

Studiare i nostri concorrenti più “forti” è un’ottima maniera per individuare i nostri punti di forza, capire in cosa possiamo migliorarci e, soprattutto, cosa ci rende unici rispetto alla concorrenza.

Prova anche tu ad utilizzare SEM Rush. Qual è la tua “unicità” e quali sono gli eventuali punti di forza e debolezza?

Bonus Finale

Se per te l’inglese non è un problema e vorresti approfondire l’argomento, ecco due guide create da ottimi “maestri”:

La guida SEO di MOZ per principianti

E la guida SEO avanzata di QuickSprout  di Neil Patel

Conclusioni

Quelli che ti ho indicato sono solo alcuni tool che possono guidarti verso l’ottimizzazione del tuo sito.

Quest’elenco non ha la pretesa di essere definitivo e la SEO non può considerarsi una materia che si esaurisce con dei test.

È piuttosto una ricetta ricca di tanti ingredienti tra cui quello principale resta sempre la pubblicazione regolare di contenuti di qualità per il proprio pubblico target di riferimento.

Anche dopo essersi posizionati.

Se vuoi saperne di più, dai un’occhiata al mio post sulle parole chiave, a quello sulle 10 regole d’oro da seguire quando si scrive per il web e alla mini guida per creare un blog o sito ottimizzato dal punto di vista SEO.

Grazie per aver letto fino a qui…e aver abbassato il mio bounce rate 🙂 

Hai bisogno di supporto nella creazione di contenuti SEO-friendly per il tuo sito?
Dai un’occhiata ai pacchetti che ho pensato per te oppure parliamone insieme.

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Smart Working. La quarta Rivoluzione Industriale è arrivata.

Il dibattito sullo Smart Working si è fatto molto vivace nel 2016 dimostrandosi come un nuovo paradigma lavorativo che offre enormi potenzialità.

La cosa coinvolge molto anche me dal momento che, come Assistente Virtuale, sono una smart worker anch’io.
Ma di cosa parliamo esattamente quando parliamo di lavoro agile?

 Cos’è lo Smart Working?

Delle molte definizioni di Smart Working che ho letto, trovo che la più esaustiva sia quella riportata in un interessante ebook di Seedble:

“Lo smart working è l’applicazione delle discipline digitali, sociali e comportamentali per attivare un ‘nuovo modo di lavorare’, basato sulla condivisione della conoscenza, collaborazione e trasparenza e caratterizzato da un abbattimento delle strutture organizzative e un alto livello di fiducia (trust)”.

Considerare lo smart working solo come un sinonimo di telelavoro sarebbe  riduttivo. È senz’altro vero il contrario, però: qualunque professionista che abbia creato il suo business online fa senz’altro parte dell’ universo del lavoro agile.

I benefici che non ti aspetti

“L’adozione di modelli di lavoro Smart può aumentare la produttività delle aziende per un valore di 27 miliardi di euro e ridurre i costi fissi di 9 miliardi di euro”.

Sono le conclusioni a cui giunge l’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano dopo aver analizzato circa 600 aziende operanti in Italia e 1.000 professionisti.

Oltre a migliori risultati in termini di produttività e ad un abbattimento dei costi, il modello del lavoro agile può portare ad un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata e, in maniera più ampia, anche alla salvaguardia del nostro ambiente.

Ebbene sì: mettere le persone, i lavoratori al centro paga. Enormemente.

Quali sono i pilastri dello Smart Working?

segretariaPerché si possa definire smart working è necessario che siano presenti le cosiddette 3B:
1.Behaviours
2.Bytes
3.Bricks
cioè comportamenti, tecnologia e mattoni (intesi come spazio di lavoro fisico).

1. Behaviours. È necessario dire addio al cartellino da timbrare e  ai classici orari d’ufficio e spostare il focus sugli obiettivi da raggiungere. In questo modo l lavoratore (worker) è più responsabilizzato nella gestione del suo tempo e, soprattutto, è più coinvolto in un progetto: se ne è appassionato lo terminerà in molto meno tempo e i risultati avranno una qualità di gran lunga superiore.
Di nuovo: la parola chiave non è più controllo, ma fiducia.

2.Bytes. La tecnologia è nostra amica e oggi offre degli strumenti utilissimi (spesso anche gratuiti) per facilitare l’interazione tra le persone e per offrire supporto a coloro che lavorano in condizioni di mobilità. Si tratta delle cosiddette le tecnologie di Unified Communication & Collaboration.

3.Bricks. Accanto allo spazio di lavoro virtuale bisogna ridisegnare anche lo spazio fisico. Perché lo smart worker possa essere performante e produttivo è fondamentale riprogettare gli ambienti di lavoro con l’obiettivo di ricrearli aperti, flessibili e orientati alla collaborazione e al benessere tra le persone.

Quali sono i valori chiave?

Collaborazione, condivisione e trasparenza sono i presupposti su cui costruire la fiducia (trust) e con essa tutto il lavoro del futuro.
In effetti i nuovi modelli di business già si basano sulla fiducia: non prenoteremmo una camera online e non acquisteremmo un articolo su Amazon se non avessimo piena fiducia in queste piattaforme.
Come riportato nello Smart Working Book: il trust è il nuovo prodotto/servizio nell’era della social collaboration.

assistenza virtuale

Le 4 caratteristiche della collaborazione digitale secondo Seedble

Prima buona notizia: la proposta di legge sullo Smart Working

E’ stata approvata nel maggio 2017. Trovo che prometta bene già dall’incipit:

 “Lo smart working è una modalità di lavoro innovativa basata su un forte elemento di flessibilità, in modo particolare di orari e di sede. Il futuro dell’organizzazione del lavoro passa necessariamente da qui: lì dove il lavoro incontra le nuove tecnologie, infatti, nascono occasioni che non possiamo permetterci di ignorare e che ci portano a un importante cambiamento di mentalità”.

Leggi qui per vedere nel dettaglio cosa prevede la legge.

Seconda buona notizia: la promozione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione

Lo scorso febbraio il Comune di Milano ha indetto la Giornata del Lavoro Agile per il terzo anno consecutivo.

Rivolta a numerose aziende private che hanno sperimentato forme di Smart Working gestendo con flessibilità il proprio orario di lavoro (svolgendolo soprattutto da casa), ha apportato molteplici benefici: risparmio di tempo per i lavoratori, minore congestione stradale, minori emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Conclusioni: il lavoro agile segna l’arrivo della Quarta Rivoluzione Industriale

Per lo meno queste sono le conclusioni a cui giunge il Sole 24 Ore . Che si sia d’accordo o meno, è indubbio che il mondo (e il mercato) del lavoro tendono sempre più alla semplificazione e alla smaterializzazione dei modelli di business e di collaborazione. Per non rimanere ancorati ad un’idea tradizionale e superata di “fare impresa” è necessario avere piena consapevolezza dei cambiamenti in atto.

Ti stai chiedendo come posso supportare il tuo business in maniera smart? Dai un’occhiata qui.
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