Lavorare su internet: quali sono i benefici

Fino a qualche anno fa, lavorare da casa poteva sembrare un sogno irrealizzabile. Oggi è il futuro del lavoro.

Ecco, infatti, alcune tra le statistiche più interessanti sul mondo del lavoro online.

1. Il lavoro online aumenta la produttività.

Le aziende e i lavoratori stessi affermano che lavorare su internet è un vantaggio per la produttività. Non esistono distrazioni come pettegolezzi, incontri estemporanei e colleghi rumorosi (nel caso di lavoratori online disciplinati, ovviamente).
Inoltre, due terzi dei dirigenti afferma che i dipendenti che lavorano online contribuiscono ad aumentare la produttività complessiva.

2. Lavorare su internet ottimizza l’efficienza dei lavoratori.

Un minor numero di distrazioni può aumentare  l’efficienza. O, per lo meno, è la conclusione a cui giunge un rapporto di ConnectSolutions. Infatti circa il 30% dei lavoratori ha dichiarato che il lavoro online ha permesso loro di ottenere di maggiori risultati in meno tempo.

3. Riduce lo stress e aumenta il morale.

Alcuni dati sul lavoro online mostrano che l’82% dei lavoratori da remoto riporta livelli di stress inferiori rispetto ai colleghi che operano “in ufficio”. Questo porta effetti positivi non solo ai lavoratori, ma anche alle aziende. Lo studio di IGP, fornitore leader di servizi software, ha rilevato che l’80% dei lavoratori ha riportato un morale più alto quando lavorava da casa ed è stato rilevato un assenteismo minore del 69%.

4. Riduce il turnover dei dipendenti.

Secondo uno studio pubblicato dalla Stanford University, offrire la possibilità di lavorare a distanza riduce il turnover dei dipendenti e “i tassi di abbandono del lavoro diminuiscono di oltre il 50%”. Il rapporto, che si è basato sulle statistiche del lavoro a distanza di un’azienda di 16.000 dipendenti con sede in Cina e quotata al NASDAQ, ha descritto il lavoro da casa come “altamente redditizio” per l’azienda.

5. Riduce i costi operativi.

Aziende di tutte le dimensioni hanno riportato riduzioni significative dei costi operativi.
Ecco due esempi virtuosi riportati dalla rivista Forbes: Aetna (dove circa 14.500 dipendenti su 35.000 lavorano da remoto) ha diminuito lo spazio dedicato agli uffici di 25 mila di metri quadri, risparmiando 78 milioni di dollari. American Express ha registrato un risparmio annuale tra i 10 e i 15 milioni di dollari dopo aver reso possibile il lavoro a distanza.

6. Spesso conduce ad un maggiore coinvolgimento da parte dei dipendenti.

Potrebbe sembrare una contraddizione, ma i lavoratori in remoto spesso interagiscono con colleghi e superiori molto di più rispetto ai colleghi in ufficio. E’quanto ha concluso la Harvard Business Review.
Ciò che fa la differenza, infatti, è la quantità di strumenti tecnologici a disposizione che per mette una comunicazione migliore tra lavoratori ed aziende. In effetti, un altro studio ancora ha rilevato che l’87% di chi lavora in remoto è più connesso, soprattutto grazie allo strumento delle videoconferenze.

7. Ha un impatto positivo sull’ambiente

Per i datori di lavoro sensibili al tema, l’attenzione all’ambiente e all’ecologia costituisce un forte incentivo a favorire il lavoro a distanza. I datori di lavoro che adottano il telelavoro contribuiscono a ridurre le emissioni di anidride carbonica (in inglese carbon footprint) perché eliminano la necessità per i dipendenti di dover raggiungere un ufficio.

8. Viene incontro ai bisogni dei lavoratori più giovani.

Un buon 68 percento di persone in cerca di lavoro è formato dai cosiddetti millennials, secondo i quali la possibilità di lavorare da remoto aumenterebbe di molto il loro interesse nei confronti dell’azienda o il datore di lavoro.
Secondo un’indagine di AfterCollege, un network di supporto a studenti universitari e neolaureati per l’inserimento nel mondo del lavoro, “le politiche aziendali che promuovono un ambiente di lavoro flessibile, divertente e informale hanno un impatto positivo” sull’interesse dei giovani.

9. È il futuro del lavoro.

Solo pochi anni fa, lavorare da casa poteva sembrare impensabile, soprattutto per alcuni settori. Oggi non sembra più così impossibile.
Secondo il Bureau of Labor Statistics, nel 2015 il 23% dei lavoratori ha riferito di aver svolto parte del proprio lavoro online, rispetto al 19% del 2003.
Un rapporto del New York Times ha anche rilevato che il lavoro online è in rapida ascesa.

10. È un fenomeno globale.

Oltre il 50 percento delle persone che lavorano su internet part-time (a livello globale) ha dichiarato di voler aumentare il numero di ore lavorative. Inoltre, in un sondaggio globale di IGP, il 79% dei cosiddetti “lavoratori della conoscenza” (knowledge workers) dichiara di preferire il lavoro via internet e il 60% dei lavoratori tradizionali afferma che sarebbe disposto a lasciare l’attuale lavoro per una posizione da remoto a tempo pieno. Anche per lo stesso stipendio.

Segretaria a distanza online: quali sono i benefici della collaborazione

  • Una segretaria a distanza online riduce drasticamente i costi legati al personale.
  • È una professionista indipendente:  non avrai spese legate ai contributi, alle ferie, ai giorni di malattia ecc.
  • Lavora in base alla tua agenda per fornirti supporto ogni volta che ne hai bisogno.
  • Paghi solo il tempo che lei dedica al tuo progetto.
  • Affronta quotidianamente compiti vitali per i quali tu non hai tempo, dovendoti dedicare a tutte quelle attività legate alla crescita del tuo business.
  • Non è necessario un ufficio vero e proprio.
  • Non è necessario spendere soldi per la sua formazione.
  • Una segretaria a distanza online vive della reputazione che ha. È prima di tutto nel suo interesse che i suoi clienti forniscano un feedback positivo su di lei. Questo si traduce in una maggiore affidabilità e in un livello del servizio offerto qualitativamente più alto.

Articoli

Creare corsi online: quali sono i primi passi

Capita spesso che le clienti mi chiedano supporto quando decidono di creare corsi online.

È ormai pratica comune quella di affidarsi al Web per accrescere la propria cultura proprio perché si è superata del tutto l’idea che per seguire o tenere un corso ci si debba necessariamente trovare in un posto fisico.

Soprattutto in seguito al lockdown di quest’anno, siamo stati costretti a ripensare il nostro modo di approcciarci al lavoro, ma anche di relazionarci, comunicando e condividendo contenuti tramite piattaforme di videoconferenza.

Perché creare corsi online e chi può farlo

I corsi online sono indicati sia per chi ha già avviato una carriera da formatore sia per chi sente il bisogno di reinventarsi e condividere le proprie competenze (anche) al di fuori dei canali tradizionali.

I corsi vengono ideati e costruiti ad hoc per un determinato target e programmati in base ai contenuti che si vogliono trasmettere, ma anche scegliendone la struttura.

Da dove partire per creare un corso online

Quando progetti di creare un corso online devi innanzitutto avere ben chiaro chi è il tuo pubblico di riferimento.
In secondo luogo devi preparare e organizzare il materiale didattico partendo dal programma.

A questo punto devi decidere se vendere i tuoi pacchetti in formato video, solo audio o raccogliere i tuoi appunti in un ebook

Sarebbe ideale se le tre modalità fossero tutte reperibili con l’acquisto del corso perché, in questo modo, si dà la possibilità a chi si iscrive di scegliere la modalità di apprendimento in cui più si rispecchia. 

Queste modalità di apprendimento da remoto garantiscono al formatore una rendita passiva perché, una volta eseguiti gli aspetti pratici legati alla costruzione del corso, lo si può vendere su piattaforme web in maniera automatica. 

Una volta stabiliti questi punti chiave, si può partire con la creazione del materiale, la fase di registrazione degli audio o dei video, le foto, ecc. 

Come diffondere i corsi online

A questo punto devi decidere come diffondere e, quindi, vendere il tuo corso. 

Hai due possibilità:

  • affidarti a una piattaforma esterna e pubblicare il tuo corso pagando una commissione. In questo caso potrebbe essere più facile raggiungere dei potenziali clienti interessati all’argomento ma devi essere consapevole che non sono tuoi clienti. Infatti, nella maggior parte dei casi, l’utente finale è attratto da una piattaforma di facile fruizione (ad esempio Udemy) a un prezzo competitivo  e si legherà alla piattaforma più che a te. 
  • pubblicare tramite il tuo sito: in questo caso le operazioni di marketing spettano interamente a te ma in compenso avrai un pubblico fortemente in target, che potrai fidelizzare e a cui potrai vendere altri tuoi prodotti.
    Questa opzione è quella che ho utilizzato anch’io per il mio corso (gratis) “Semplifica e Organizza il Tuo Business”.

Del punto uno, ovvero le piattaforme dedicate all’ e-learning, ti parlerò in un altro articolo. 

Oggi voglio soffermarmi sugli aspetti pratici legati alla creazione del corso che ti permetteranno di dare una forma al tuo sistema formativo

Pronta per scoprire gli attrezzi del mestiere?

  • Screencast-o-matic
  • Avidemux
  • Weschool
  • DocHub
  • Quizlet

Screencast-o-matic

Inizio questa lista parlandoti di un tool per registrare lo schermo del pc. 

Grazie a questo software potrai realizzare lezioni e video tutorial in maniera molto semplice. 

Ha una versione gratuita il cui limite è la registrazione di video di 15 minuti (e per alcuni tipi di tutorial potrebbero anche bastare), ma volendo ottenere di più, c’è la possibilità di acquistare due pacchetti diversi con una spesa minima che ti danno accesso anche a una serie di funzionalità per editare e montare i video. 
Per approfondimenti su Screencast-o-matic puoi consultare questa guida

Avidemux 

Se non hai bisogno di registrare il tuo desktop, ma devi effettuare delle registrazioni di persone e luoghi e hai bisogno di editare il video puoi farlo con Avidemux. 

Avidemux è un software basico che, una volta scaricato, permette di effettuare delle piccole operazioni di montaggio.

È compatibile con molti sistemi operativi ed è molto intuitivo. Puoi tagliare, filtrare, codificare molti tipi di file e automatizzare le operazioni impostando il lavoro alla base. 

Weschool

WeSchool è una piattaforma che permette di creare corsi inserendo contenuti multimediali e verifiche. Si può utilizzare inserendo il proprio indirizzo email e non è quindi legata ad un provider specifico. È molto intuitivo e permette di creare corsi online aggiungendo il materiale che si desidera, inserendo anche link ad altre piattaforme restando sempre su Weschool. 

È l’ideale per chi vuole creare un corso online usando un’unica piattaforma data la sua suddivisione in Wall, Board, Test e Valutazione. 

DocHub 

Potrebbe tornare utile, nella creazione dei corsi online, un editor di PDF. 

DocHub è un editor che nella sua versione gratuita permette di modificare fino a 5 documenti al mese.

Con DocHub è possibile visualizzare, modificare, firmare i documenti senza doverlo installare sul proprio pc.
Si può eseguire ogni tipo di modifica, dai testi all’inserimento delle immagini, fino all’aggiunta di una firma digitale. Una volta effettuate le modifiche è possibile scaricare o condividere il file.

Quizlet 

Vuoi rendere i tuoi corsi unici e divertenti? Devi assolutamente conoscere Quizlet!

Quizlet nasce come strumento educativo per l’apprendimento delle lingue, ma si applica con facilità ad ogni argomento che prevede un lessico specifico o nozioni da tenere bene a mente. 

Consente di realizzare giochi e quiz divertenti che aiutino, appunto, a memorizzare i contenuti.
Stimola la mente e crea un coinvolgimento maggiore nel corso.

Anche in questo caso sono disponibili una versione gratuita e una a pagamento. 

Se vuoi avere altre informazioni utili alla tua professione di Coach clicca qui e se hai bisogno di aiuto per mettere in piedi il tuo corso contattami!

 

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Ho creato un corso gratuito dove condivido tantissimi altri consigli e risorse (gratis anche quelle!) per gestire al meglio il tuo business. Se vuoi dargli un’occhiata puoi iscriverti qui sotto.


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Agenda di lavoro: a cosa serve e perché è importante aggiornarla

Gestione Agenda

In qualità di Virtual Assistant mi occupo, tra le altre cose, anche di aiutare imprenditrici e professioniste ad alleggerire il loro carico di lavoro organizzando la loro agenda di lavoro.

Perché è importante avere un’agenda

Avere un’agenda di lavoro permette di strutturare la giornata, ma anche la settimana lavorativa, in una maniera che consente di raggiungere i propri obiettivi in maniera più sicura ed efficace.

Il taglio da dare all’agenda di lavoro è del tutto personale, così come la scelta della stessa, ma le finalità sono le medesime: organizzare.

Segnare tutte le attività, in ordine di priorità, non solo eviterà di farle dimenticare, ma renderà più scorrevole il workflow. 

L’ideale è scegliere un giorno della settimana per pianificare la successiva in modo tale da sapere preventivamente a quali attività si andrà incontro e poter scaglionare bene appuntamenti, impegni e meeting di vario genere. Personalmente preferisco farlo il venerdì, a fine giornata. Dedico una parte del mio tempo all’organizzazione della settimana successiva. In questo modo so di non aver trascurato niente e ho già chiari quali saranno i task della settimana successiva. Per me e per i miei clienti.

Come tenere un’agenda

Possiamo decidere l’ordine delle priorità degli impegni lavorativi in base al criterio che preferiamo scegliendo, magari, di inserire nella prima mattina le attività che richiedono un’attenzione maggiore e collocare le attività che richiedono più tempo nelle ore della giornata in cui sappiamo di non avere interruzioni.

Ma non esiste una maniera “giusta” in senso assoluto. Esistono dei metodi organizzativi che variano da caso a caso e ogni agenda deve essere personalizzata perché sia funzionale allo scopo. 

Nonostante si tratti di un’agenda di lavoro, il mio consiglio è inserire anche gli impegni personali. Annotare visite mediche, palestra, incontri con gli insegnanti o qualsiasi attività al di fuori del nostro business ci aiuterà a far si che vita lavorativa e vita privata coesistano armoniosamente. Incluso il nostro tempo libero.

Tipi di agende

Veniamo ora alla tipologia di agende disponibili. 

Inutile dire che ne esistono di ogni genere e tipo. Tutto dipende dal nostro essere, a partire dalla scelta tra un’agenda di lavoro cartacea o elettronica

Agenda di lavoro cartacea

È opinione comune che la scrittura manuale aiuti a memorizzare meglio. Imprimendo su carta i nostri pensieri eseguiamo un lavoro fisico oltre che mentale e questo aiuta il nostro cervello a focalizzarsi su ciò che stiamo facendo.
L’agenda cartacea è personalizzabile al 100%.
Possiamo optare per un planner basico in cui indichiamo impegni e orari (o, magari, farlo diventare un bullet journal) oppure scegliere qualcosa di più elaborato che stuzzichi la creatività. Agenda Perfetta ti aiuta a capire qual è l’agenda che fa al caso tuo in maniera molto divertente.

Di contro il cartaceo si può perdere o dimenticare.

Agenda di lavoro elettronica

Chi lavora tutto il giorno al computer, chi non ama la sua scrittura a mano, chi vuole restare sempre connesso, non può far altro che scegliere un’agenda di lavoro elettronica. 

L’agenda elettronica si può sincronizzare con tutti i dispositivi che utilizziamo.
Avendola costantemente con noi, che sia sullo smartphone, sul tablet o sul pc, avremo sempre sotto controllo l’andamento della giornata/settimana pur non essendo in ufficio. Anche in questo caso è possibile inserire personalizzazioni di ogni tipo. 

Il rovescio della medaglia? Avremo sempre un promemoria che ci avviserà di qualcosa, un bip, una notifica di troppo.  

Quali sono le tipologie di agende di lavoro elettroniche

  • Excel
  • Google Calendar
  • Outlook
  • Registra orari
  • RescueTime

Excel

Più noto per la creazione e l’elaborazione dei fogli di calcolo, è uno strumento utile anche per creare un’agenda elettronica.

Dando un’occhiata ai modelli predefiniti possiamo scegliere quello che preferiamo, aggiungere i nostri eventi/impegni e modificarlo nel modo più confacente alle nostre necessità colorandolo, modificando il carattere o la sua dimensione. Possiamo aggiungere immagini se lo riteniamo opportuno. E possiamo anche stamparlo.

Google Calendar

Se hai già un account Google puoi usare in maniera del tutto naturale il suo Calendario semplicemente eseguendo l’accesso dopo aver scaricato l’applicazione. 

Questa app è sincronizzabile con tutti i dispositivi ed è semplice e intuitiva da usare. Ha un calendario preimpostato che suddivide la giornata in ore. Possiamo scegliere se aggiungere un promemoria, un evento o un’attività. Dettagliare ciò che segnamo aggiungendo il luogo, l’orario, i contatti (se sono salvati nella rubrica Google), una descrizione. Possiamo indicare se per quell’evento è prevista una videoconferenza Google Meet e creare gli inviti. Si può integrare bene con Google Keep.

Outlook Calendar

Outlook è un servizio di posta gratuito con un calendario integrato. 

Esattamente come per Google Calendar, il calendario di Outlook permette di creare appuntamenti ed eventi e condividerli, organizzare riunioni, tenere al corrente il resto del team di tutto ciò che è stato pianificato, inserire altri calendari e condividerli a loro volta. Anche in questo caso è molto semplice e intuitivo. Basta avere un account Microsoft.

Registra orari

Mi allontano dal classico concetto di agenda per presentarti questa app (disponibile sia per Android che per Apple) che richiede davvero poca applicazione per essere compresa. Registra orari, infatti, è una semplicissima app, tutta italiana, sulla quale annotare orari di lavoro, straordinari, pause, ferie e permessi; note e promemoria; stabilire la priorità delle note e impostare le notifiche in base alla priorità stabilità. È in grado di generare dei PDF e report sull’andamento che decidiamo di seguire.

Sarà facilissimo avere tutto sotto controllo!

RescueTime

Stai riprogrammando il tuo modo di lavorare e vuoi capire quali sono gli errori che commetti?

Rescue Time monitora il tempo che impieghi nelle attività quotidiane bloccando le distrazioni. Classifica gli impegni che gli sottoponiamo in base al rendimento che hanno fruttato. Inoltre offre formazione per singoli professionisti o team che desiderano essere più performanti.

È particolarmente utile per migliorare e/o potenziare la produttività

Spero di esserti stata utile con i miei consigli. Se hai bisogno di un supporto nella gestione dell’agenda dai un’occhiata al servizio dedicato oppure scrivimi

 

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Impara a delegare per alleggerire la tua vita e il tuo lavoro

Quando si parla di delegare i tipi di reazione sono due:

  1. Chi rabbrividisce al solo pensiero di affidare a qualcuno ciò che sa fare benissimo e che nessuno farebbe mai come lui/lei.
  2. Chi accoglie con favore la possibilità di condividere gli sforzi per il bene di corpo e psiche.

Citando Treccani, delegare significa “Incaricare qualcuno di compiere qualche atto in propria vece”

Si può pensare alla delega in molti modi diversi.

Ciò che serve, principalmente, a far sì che la delega porti i risultati sperati è la consapevolezza che qualcun altro sappia far bene come noi. Ognuno di noi ha ideato e curato nei dettagli un proprio progetto, cresciuto come un figlio. È normale sentire un forte legame con le attività quotidiane di gestione della propria attività, ma è giusto saper riconoscere i propri limiti sia quando si parla di competenze sia quando si parla di tempo

Facciamo un esempio.

Delegare nel Coaching

Sei una Coach. Di Business, Life, Language, Travel, Spiritual, o qualsiasi altro ramo.

Hai iniziato, come nella maggior parte dei casi, disegnando da sola il tuo Business Plan; ti sei occupata da sola di smaltire tutta la burocrazia del caso; hai aperto le tue pagine social, il sito e magari altro ancora.

Accanto a tutto questo c’è il tuo VERO lavoro: l’insegnamento. Che si può tradurre in:

  • corsi
  • appuntamenti
  • la registrazione e la cura dei clienti
  • la fatturazione
  • gli archivi

E potremmo aggiungere altri task ancora. 

Immagino che tu voglia far bene la tua attività, ma che, com’è normale che sia, non sia esperta in tutto. È necessario quindi imparare a delegare proprio per non iniziare ad arrancare nel proprio business e affrontare tutto con più concentrazione e leggerezza, come descritto in questo articolo di Milena Rota.

Ecco che entra in gioco la delega

Puoi trovare una persona che ti affianchi nella gestione di una o più mansioni, che ti alleggerisca il lavoro e, perché no, la vita. Perché se devi occuparti di TUTTO ciò che ruota attorno al tuo business non avrai certamente il tempo di dedicarti a ciò che ami fare al di fuori del tuo lavoro. La famiglia, il tuo tempo libero in tutte le sue forme. 

Quando siamo così prese dal dover e saper far tutto anche la passione più grande può trasformarsi in una gabbia dorata. 

Ovviamente è necessario scegliere la persona più affine a sé e al tipo di attività di cui si ha bisogno. E Qsfera dà dei consigli interessanti su come sceglierla.

Per quanto l’aiuto che io posso fornire a una Coach in qualità di assistente virtuale, ti segnalo degli articoli in cui ti elenco i servizi che offro e alcuni tool utili a migliorare il flusso di lavoro e la nostra collaborazione. 

Non finisce qui!

Collaborazione virtuale

Anche oggi ho scovato per te i miei top-5-tool per facilitare il lavoro.

  • Yammer
  • GoMoodboard
  • Twitch
  • Startup Stock Photos
  • Writerack

Yammer 

Yammer è una piattaforma di proprietà Microsoft, simile a Slack, utile a ottimizzare la collaborazione e condivisione all’interno di un team. Si tratta di un vero e proprio Social Network interno all’azienda che tende a ridurre le criticità legate al dispendio di tempo ed energie. Grazie a questo strumento si possono condividere documenti, progetti e i loro avanzamenti; ed essere sempre connessi e informati pur non dovendo partecipare a lunghe riunioni. È un modo veloce e pratico per creare gruppi, pubblicare annunci e impostare sondaggi. La caratteristica che lo rende “wow” è la possibilità di trasmettere eventi senza utilizzare altre piattaforme. E poi, inutile dirlo, ha un piano gratuito, che non guasta mai.

GoMoodboard

Se ancora non sai cos’è una mood board devi assolutamente scoprirlo! Letteralmente è una tavola dell’umore. Permette di posizionare graficamente ciò che stiamo ideando. Una tipologia di mappa mentale più dettagliata perché permette di accostare note scritte a foto, disegni, schemi. 

Con GoMoodboard puoi crearla digitalmente scegliendo tra modelli predefiniti o personalizzandola come preferisci e vederla sui tuoi dispositivi. Selezioni le immagini dal web e le raccogli nella tua bacheca. Puoi decidere se renderla pubblica o tenerla privata e sarà un ottimo modo per raccontare le tue idee ai tuoi clienti o creare la strategia di comunicazione del tuo brand.

Twitch

Nato per ospitare lo streaming di videogiochi, è oggi una validissima alternativa a Youtube. Si tratta di una piattaforma live streaming di proprietà di Amazon e conta milioni di utenti attivi ogni giorno. Permette di trasmettere anche dirette ed ha un occhio di riguardo per la qualità dei contenuti condivisi. 

È un modo per restare connesse con i clienti e condividere informazioni, consigli utili e appuntamenti. 

Startup Stock Photos

È un sito che offre immagini gratuite relative alla vita di ufficio che puoi aggiungere alla lista che avevo creato a suo tempo.
Se vuoi parlare della tua attività online e mostrare agli utenti contenuti relativi all’organizzazione di un ufficio che includano smartphone, notebook, appunti cartacei e digitali ecc. puoi visitare Startup Stock Photos.

Writerack

I tuoi clienti sono su Twitter? Hai molto da dire ma 280 caratteri penalizzano i tuoi testi?

Puoi utilizzare Writerack che interverrà creando un tweetstorm, ovvero una tempesta di tweet.
Potrai raccontare la tua storia inserendo il testo completo su Writerack, dopo aver collegato l’account, e lui provvederà a formattare il testo rendendolo semplice, chiaro e pronto per la pubblicazione che ovviamente avverrà in automatico. 

Hai già in mente cosa poter delegare? Scrivimi per iniziare la nostra collaborazione!

 

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Fase 2. Le migliori risorse gratuite per aiutarti a ripartire

In queste settimane ho deciso di dedicare una parte del mio tempo a cercare informazioni e risorse gratuite che potessero aiutare, sotto diversi aspetti, freelance e professionisti con partita iva.

Alcune le ho inserite nella mia ultima newsletter e, visto il buon riscontro che ho avuto dalle iscritte, ho pensato di aggiornare la lista.

Principalmente quelli che raccolgo sono sempre siti, articoli e corsi a sostegno del business e della formazione.

Come per la newsletter, però, ci tengo a segnalare anche dei servizi a tutela della nostra salute.
Perché questo lockdown è stato senz’altro una misura necessaria per rispondere a una situazione d’emergenza, ma allo stesso ha agito come un vero e proprio shock sulle nostre vite. A 360 gradi.

È proprio dalla salute, quindi, che vorrei partire.

SUPPORTO PSICOLOGICO

SUPPORTO ECONOMICO

  • Qui puoi consultare tutte le principali misure per le famiglie, i lavoratori e le imprese introdotte dal Decreto Rilancio.
  • Tra le varie novità in tema di welfare, anche un secondo bonus di 600 euro per i possessori di lavoratori autonomi.
  • Se hai fatto domanda già a marzo e ancora non hai ricevuto il primo accredito, prova a fare un controllo seguendo le indicazioni che la commercialista Laura Rubini dà in questo post.
  • Ti consiglio di consultare anche tutti gli interventi di sostegno economico previsti nella tua Regione di residenza.  Qui trovi una comoda tabella riassuntiva, Regione per Regione.
  • Se risiedi nella Regione Lazio dai un’occhiata anche agli aiuti previsti dal progetto “Nessuno Escluso”.
  • Se vivi fuori dall’Italia, invece, potrebbe esserti utile quest’articolo di ACTA che riassume le principali misure adottate da alcuni paesi europei.

SUPPORTO ALLA FORMAZIONE E AL BUSINESS

  • Qui puoi consultare l’archivio di tutti i podcast dell’iniziativa “Attiviamo Energie Positive“: un progetto molto interessante di Produzioni Dal Basso che è stato attivo durante l’intera fase di lockdown.
  • Facebook ha pubblicato un documento in cui condivide diversi consigli di strategia per il business. Lo trovi qui.
  • Se per te l’inglese non è un problema, devo assolutamente segnalarti il corso “Smart From Scratch” di Smart Passive Income, pensato per aiutarti a trovare un’idea di business vincente e sostenibile (o magari a rivedere quella attuale).
Creato da Pat Flynn, che gestisce con successo diversi progetti online, solitamente il corso è in vendita a 249 dollari, ma è stato reso gratuito (per un periodo limitato di tempo) proprio per rispondere a questo momento così particolare.

IL MIO CONTRIBUTO

Ti ricordo anche il mio corso gratuito “Semplifica e Organizza il Tuo Biz”.  Nove email più un bonus finale in cui ti parlo di:

1. Organizzazione, time management ed ufficio virtuale
2. Pillole di personal branding
3. Blog e sito internet
4. Newsletter e list-building
5. Business internazionali e clientela estera
6. Social media e pubblicità
7. Fisco per lavoratori autonomi
8. Legge, welfare e associazioni di categoria per freelance
9. Formazione per freelance

E sì: anche queste risorse sono tutte gratis 🙂

Nella speranza che quest’emergenza abbia avuto un impatto minimo sulla tua salute, il tuo lavoro e, in generale, la tua vita tutta, mi auguro davvero che questo post possa esserti d’aiuto in maniera concreta.

Se hai domande per me, nella pagina contatti trovi tutti i posti e i modi per farmele.
Se invece vuoi sapere se posso esserti di supporto in qualche maniera dai un’occhiata qui e qui.

E se conosci qualcuno a cui potrebbe essere utile questo post, puoi condividerlo con i pulsanti qui sotto.

A presto!

20 Tool Gratis per Trovare il Tuo Cliente Ideale

Chi è il tuo cliente ideale?

Se la risposta a questa domanda è “Tutti”, “Chiunque”, “Non so” o qualcosa di simile, dobbiamo parlare 🙂

Capisco che sembri allettante pensare che tutti abbiano bisogno dei tuoi prodotti o servizi.

Ma.

Se il tuo scopo è “arrivare “a tutti, finirai per trascurare proprio quel pubblico che, in realtà, ha più bisogno di te.
Perché i prodotti, i servizi e i contenuti che creerai non saranno indirizzati ai tuoi (potenziali) clienti, ma alle persone sbagliate.

In altre parole

Rivolgere i propri prodotti o servizi a tutti, significa non rivolgerli a nessuno.

Non temere: non sei solo/a là fuori. Trovare clienti è IL problema di chiunque gestisca un’attività.

Su come identificare il proprio cliente ideale ne parlo già nel corso gratuito “Semplifica e Organizza il Tuo Biz”, all’interno della lezione dedicata al personal branding e aggiungo anche alcune risorse gratuite a corredo.

Con questo post, però, approfondisco ancora di più l’argomento perché la definizione e la ricerca della propria clientela sono aspetti troppo importanti per essere solo “accennati”.

La buona notizia è che il web ci offre degli strumenti efficaci e gratuiti per individuare questa potenziale clientela.
Da parte tua, quindi, devi solo di preventivare un po’ di tempo da investire in questa ricerca.

Quindi chi (non) è davvero il tuo cliente ideale?

E soprattutto: come si fa a definirlo?

Per evitare che le tue risorse (finanziarie, di tempo e di energie) vadano sprecate, è fondamentale lavorare in modo strategico fin da subito, quando il tuo progetto di business è ancora ad uno stadio, per così dire, “embrionale”.
Infatti è in questa fase che si individua il proprio pubblico target di riferimento.

Una volta identificato, poi, si può restringere ancora di più il campo e passare a definire il proprio cliente ideale (o la propria cliente ideale).

Come? Iniziando col dare una risposta a queste due domande:

“Chi riscontrerà maggiormente le necessità o i problemi a cui posso porre rimedio?”
“Chi avrebbe qualcosa da perdere qualora non affrontasse quei problemi o quelle necessità?”

Insomma devi fare un po’ di brainstorming e scrivere nero su bianco non solo l’anagrafica, ma anche i gusti, le preferenze le paure, le sfide e quante più informazioni possibili riguardanti il tuo cliente tipo.

Gioia Gottini ha scritto dei post piuttosto interessanti su come definire chi -non- sia il proprio cliente ideale.
Ti consiglio di dargli un’occhiata e, oltre a quello linkato, leggi anche gli altri articoli suggeriti a fondo pagina: aiutano a “completare il quadro”.

Hai già avuto dei clienti? Utilizza i sondaggi

Una volta ottenuta un’idea su chi sia in teoria il tuo cliente ideale, è il momento di andare a cercare un riscontro nel “mondo reale” (ossia studiando i dati reali) per capire se il ritratto che hai delineato è abbastanza realistico o se, piuttosto, c’è bisogno di aggiustare un po’ il tiro.

Un sondaggio può essere un ottimo modo per ottenere questo tipo di informazioni.
Puoi inviarlo ai tuoi clienti passati o attuali (se ne hai già o ne hai già avuti) perché ti permette di individuare esattamente chi è più propenso ad acquistare i tuoi prodotti o servizi.
Tool come Survey Monkey e Typeform sono perfetti per questo tipo di ricerca.

Di nuovo, non limitarti all’anagrafica, ma cerca di capire quali sono i problemi chiave e le “sfide” che quotidianamente si trovano ad affrontare.
E, se puoi, spingiti ancora oltre e richiedi informazioni approfondite su quali siano i loro gusti e cosa piace loro fare o, perché no, su quali siano i desideri che desidererebbero tanto esaudire.

Ti consiglio anche di chiedere COME e DOVE questi clienti hanno saputo di te. Così saprai già da dove partire quando dovrai “scovarne” di nuovi.

Passa Google Analytics al microscopio

Se hai già un sito web collegato a Google Analytics sii felice perché sei un pezzo avanti 🙂

I dati statistici elaborati, infatti, possono fornirti una quantità enorme di informazioni sul tuo pubblico target.

In effetti, questa è la maniera numero 1 per capire ESATTAMENTE chi ha comprato da te e a chi dovresti rivolgerti in futuro.

A seconda degli obiettivi che vuoi raggiungere, ecco quali sezioni puoi andare a monitorare:

Per scoprire chi ha acquistato da te in passato: in base a come Analytics monitora attualmente le vendite o le conversioni, vai su Conversioni ⇒ E-commerce.

Per scoprire quali argomenti o tipi di contenuto piacciono di più ai tuoi visitatori: Vai su Comportamento ⇒ Contenuti del sito ⇒ Tutte le pagine e ordina per Visualizzazioni di pagina.

Per scoprire come la maggior parte dei visitatori ha scoperto il tuo sito: Vai su Acquisizione ⇒ Panoramica e clicca sui singoli canali per visualizzarne le specifiche.

Se vuoi conoscere l’anagrafica del tuo pubblico: Vai prima su Pubblico ⇒ Panoramica e poi su Dati demografici ⇒ Panoramica per trovare informazioni come età, sesso, interessi, paese, città, lingua e addirittura il sistema operativo utilizzato.

Approfondisci quanto più possibile la ricerca su Analytics: ogni sezione è davvero preziosa.

Ottieni informazioni ancora più approfondite

Per allargare ancora di più l’analisi dei dati del tuo sito, puoi utilizzare Quantcast Measure (sì sì: c’è anche la versione gratuita 🙂 ).

Non devi far altro che inserire un codice nel tuo sito e Quantcast ti restituirà informazioni chiave sull’anagrafica dei tuoi visitatori come età, genere, reddito familiare, livello di istruzione e molto, molto altro.

Non solo.
Puoi anche:

  • Visualizzare le preferenze d’acquisto dei tuoi visitatori
  • Suddividerli in “unici”, ” regolari” o “fidelizzati”
  • Raggrupparli in segmenti e ottenere informazioni ancora più dettagliate

Non hai mai avuto clienti? Intercetta le conversazioni sul web

L’analisi dei dati statistici del tuo sito è un ottimo metodo per capire chi sono e come si comportano i tuoi (potenziali) clienti, ma ti può fornire indicazioni solo su quelli che già ti conoscono (perché, appunto, sono già arrivati sul tuo sito).

Per scoprire se in questo momento ci sono degli utenti alla ricerca di prodotti, servizi o contenuti specifici, è necessario un po’ del cosiddetto “social listening”.

Grazie a strumenti come Mention, AgoraPulse, Quora e Google Alert, puoi tenere d’occhio le domande e i problemi più comuni relativi al tuo settore di riferimento.

In più, puoi farti un’idea più precisa di quali siano i “luoghi” del web che i tuoi clienti potenziali frequentano di più.

Personalmente seguo molto le conversazioni che nascono all’interno dei gruppi di Facebook e LinkedIn (selezionati in base al mio target).

Se individuo un problema o una necessità di un membro del gruppo per cui ritengo di poter essere d’aiuto, intervengo dando consigli e suggerimenti pratici.

Se poi quella persona percepisce il valore che posso apportare con i miei servizi, magari vorrà approfondire (in privato) la discussione e questo potrebbe portare a una buona opportunità di business.

In più, là dove consentito, i gruppi sono un ottimo posto dove utilizzare la tecnica del sondaggio (ma anche la rete di contatti del social network stesso o la rubrica della tua email potrebbero esserlo).

ATTENZIONE: interagire nei gruppi NON significa vendere in maniera spinta i propri prodotti o servizi…magari condividendo dei link che rimandano alla tua ultima, imperdibile offerta.

A meno che le regole del gruppo non lo prevedano, quello è considerato SPAM e il rischio di essere (giustamente) bannati è dietro l’angolo.

È importante che tutto avvenga nella maniera più naturale possibile e, soprattutto, nel rispetto del regolamento dei gruppi.

Passa dalle conversazioni all’analisi dei dati social

Quasi tutti i più importanti social network forniscono delle metriche sui loro utenti e su come interagiscono all’interno delle singole piattaforme, attraverso strumenti di analisi integrati come:

C’è poi la pagina degli strumenti gratuiti di SocialBakers che contiene tutto questo (e molto altro) in un unico posto: una delle mie scoperte migliori!

Per capire quali (potenziali) clienti “popolano” al momento i social e come puoi intercettarli, presta particolare attenzione a:

  • I loro dati anagrafici 
  • Il tipo di contenuti che piace di più (cioè che ottiene il più alto livello di engagement): testi, immagini, video o link?
  • Gli argomenti più popolari
  • I social media che frequentano di più

Focalizzarsi su caratteristiche chiave come CHI sono i tuoi clienti ideali, CHE COSA piace loro e DOVE li puoi trovare ti aiuterà non solo a scoprire informazioni sul tuo attuale (o futuro) pubblico, ma anche a targettizzarlo in maniera molto più precisa se deciderai di investire in campagne pubblicitarie con Facebook Ads o Google Ads.

Studia anche le nicchie di mercato

Cos’è una nicchia?

La nicchia è un segmento di mercato che interessa un ristretto numero di persone con esigenze e caratteristiche comuni. Differisce rispetto al mercato generico perché questo, invece, comprende tante persone con interessi variegati.

Dalla definizione si evince che ciò che caratterizza una nicchia NON è la sua grandezza ma, al contrario, proprio il fatto che si tratti di un gruppo ristretto di persone.

E perché restringere il numero di potenziali clienti?
Perché sarà un pubblico interessato unicamente ai prodotti e ai servizi che proponi tu e, quindi, più predisposto a “consumare” ciò che hai da offrire.

Trendwatching, Offervault, Clickbank o Google Trends sono ottimi tool per individuare nicchie di mercato potenzialmente profittevoli.

Ricerca informazioni sul target dei tuoi competitor

A volte può essere utile integrare le informazioni raccolte sul proprio target con quelle dei propri competitor.
Non per copiare nulla chiaramente, ma solo per avere un’idea più chiara di quale sia la situazione attuale del vostro mercato di riferimento.

Ovvio: non è possibile accedere ai dati statistici dei tuoi concorrenti o inviare dei sondaggi ai loro clienti.

Quello che puoi fare è impostare degli alert (vedi paragrafo 6) ogni volta che si sta parlando dei tuoi competitor sul web (ad esempio sui social media). Ti potrebbe aiutare ad avere una un’idea più chiara di CHI è che ne sta parlando.

Poi potresti fare un giro sulle loro pagine social e il loro sito web per capire a quale tipo di pubblico si rivolgono.

Uno dei modi più semplici per individuare il loro pubblico target è cercare degli eventuali freebie e scaricarli (se regalano un ebook gratuito per “mamme lavoratrici”, ad esempio, è evidente quale sia il loro target di riferimento).
La newsletter stessa può essere una fonte interessante di informazioni sul tipo di clientela a cui si rivolgono, anche per capire che stile comunicativo utilizzano per parlare ai loro clienti (sì: ti sto dicendo di iscriverti alla newsletter dei tuoi concorrenti 🙂 ).

Passa all’azione

Una volta ottenuto un pubblico altamente profilato, presumibilmente ne conosci:

  • l’anagrafica
  • gli obiettivi che persegue
  • i posti (virtuali e reali) che frequenta
  • i canali social che utilizza
  • i suoi gusti
  • i suoi valori
  • i problemi e le sfide più importanti che si trova ad affrontare

e così via.

Le mosse successive da intraprendere per farsi conoscere e attrarre (davvero) i tuoi clienti ideali si possono riassumere in 3 macro-step.

#1 Crea delle buyer persona

Che poi altro non sono che una versione “riveduta e corretta” del cliente ideale di cui al paragrafo 2, alla luce dei dati ora in tuo possesso.
Le buyer persona saranno ciò su cui costruirai la tua strategia di inbound marketing, quindi sii molto preciso/a nel crearle e aggiungi quanti più dettagli possibili, anche quelli che ti sembrano poco importanti.
Più riesci a visualizzarlo chiaramente, più avrai messo a fuoco il tuo cliente ideale.

Tieni sempre a mente la domanda “Qual è il problema principale che ha bisogno di risolvere?” perché sarà ciò su cui baserai i prodotti, i servizi e i contenuti che gli offrirai (oltre a tutto il tuo marketing).

Prova anche questo simpatico tool di HubSpot per crearle.

#2 Crea dei contenuti che risolvano (davvero) i più grandi problemi dei tuoi clienti

Oppure, come dicevo prima, che avverino i suoi più grandi desideri.
Non solo avrai la certezza di rivolgerti a un target specifico e di reale interesse per te ma, con molta probabilità, quei contenuti attireranno il pubblico giusto anche in futuro.
Cerca anche di capire quali siano il tone of voice e lo stile di scrittura più adatti al tuo cliente ideale.

#3 Crea dei prodotti o dei servizi che i tuoi clienti “semplicemente” ameranno

Fallo basandoti sui punti 1 e 2.
Tieni presente che questo processo non si esaurisce mai.
Anzi: è da ripetere con regolarità e da migliorare di volta in volta, ricercando feedback ogni volta
che si può 🙂

Trovare clienti: un lavoro di empatia

Avrai notato anche tu che c’è una specie di filo conduttore che unisce tutte queste strategie.
Ovvero il sapersi mettere in ascolto dei bisogni, delle sfide, dei gusti e dei desideri più profondi delle persone.

Gli strumenti che ti ho indicato in questo post possono essere dei supporti utilissimi, ma non possono sostituire quel fattore umano che solo tu possiedi: l’empatia.
Sviluppare la capacità di metterti nei panni dei tuoi clienti è la vera chiave.
Perché non solo, quando ti leggeranno, avranno la sensazione che stai parlando davvero a loro, che li conosci intimamente.
Ti permetterà anche di anticipare i loro bisogni in futuro, creando un’offerta sempre più specifica, mirata e di valore nel tempo.

Adesso tocca a te: chi è il tuo cliente ideale? 🙂

P.S. Dimenticavo!
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Web writer. Le caratteristiche essenziali che lo contraddistinguono

Dopo aver illustrato le regole inviolabili da seguire (e quelle da non seguire) quando si creano contenuti per il web, vorrei soffermarmi su chi questi contenuti li crea di professione. Ovvero su coloro che in Italia vengono definiti web writer.

Sebbene sia un termine inglese, infatti, nel mondo del lavoro anglosassone o americano non l’ho mai sentito utilizzare. Piuttosto si parla, a seconda del caso, di content writer o copywriter.

Un web writer è invece (o almeno così mi sembra) qualcuno che possiede le caratteristiche di entrambi e che, a seconda delle esigenze del caso, si cala di volta in volta nell’uno o nell’altro ruolo professionale.

Non conosco esattamente le ragioni per cui sul mercato italiano si sia affermato questo termine, ma dal mio punto di vista è una cosa positiva.

Come già ribadito nell’ultimo post è essenziale per i lavoratori freelance essere creativi nella scelta del titolo professionale e, soprattutto, idearne uno che si adatti al proprio pubblico target di riferimento.

Vediamo allora cosa contraddistingue un web writer professionista.

1.Un bravo web writer utilizza diversi stili di scrittura

scrivere per il web Niente panico: non è necessario inventarsi nulla.
Molti stili di scrittura sono già stati “codificati” e raccolti nelle cosiddette
Guide di Stile

Come ci spiega Luisa Carrada di Mestiere di Scrivere:

“Una Guida di Stile è il documento che raccoglie regole, indicazioni e suggerimenti per chi scrive all’interno di un’organizzazione. Pubblica o privata, di qualsiasi settore.” 

Anche Buffer sviscera l’argomento in profondità nel suo blog (in inglese), indicando a fine articolo alcune Guide di Stile (Style Guides) molto autorevoli: National Geographic, WPMU (un super team di sviluppatori di WordPress secondo cui anche il design di un sito web ha bisogno della sua guida), MailChimp e addirittura The Economist.

E a casa nostra? Se non l’hai notata prima, scorri di nuovo il post di Luisa Carrada e dai un’occhiata alla sua interessantissima raccolta di Guide di Stile: ce ne sono davvero per tutti i tipi di settori e categorie professionali.

Ovviamente non è sufficiente leggere una guida per potersi dire web writer professionisti.
Però è senz’altro un ottimo punto di partenza per scrivere contenuti professionali e ben strutturati.

2. Un bravo web writer non sceglie argomenti a caso

web writerQualunque contenuto da creare comincia con l’analisi dei dati statistici.

Neil Patel ha spiegato in maniera dettagliatissima (sempre in inglese) come trovare idee per creare contenuti interessanti e di qualità. Quel post è stato poi condiviso ben 16.000 volte: mai visto un passaggio dalla teoria alla pratica più rapido di questo!

Riepilogando i dati principali da raccogliere ed analizzare:

 

Altrettanto essenziale è aggiornare le proprie conoscenze SEO con regolarità. Soprattutto nel caso di contenuti orientati alla vendita di prodotti o servizi.

3. Un bravo web writer è originale

Può sembrare un aspetto complicato perché magari, nello stesso momento, ci sono migliaia di altri content creator che scrivono dello stesso argomento.
In realtà è più semplice di quanto sembri.

Un professionista possiede sempre un proprio punto di vista, un tono di voce personale e una luce tutta sua anche su argomenti molto inflazionati.

4. Un bravo web writer è un esperto social media manager

scrivere per il webPerché?

Perché i social media offrono tutto ciò di cui si alimenta la sua professione:

  • Una vetrina dove condividere il proprio lavoro in maniera immediata e gratuita.
  • Una community di follower da coltivare.
  • Colleghi e publisher con cui interagire.
  • La possibilità di incontrare esperti del settore.

Conclusioni

Ormai ti sarà chiaro che scrivere per il web è molto diverso dallo scrivere sulla carta.
Un bravo creatore di contenuti non deve “solo” saper scrivere, ma possedere anche tutta una serie
di competenze aggiuntive sulla content creation, la ricerca di fonti autorevoli, la SEO e il social media management.

Se ritieni che queste competenze possano esserti d’aiuto per la comunicazione e il marketing del tuo business scopri il pacchetto dedicato  o richiedimene uno più specifico per le tue esigenze.

A presto!

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Consulente o freelance?

Sei una consulente o una freelance?

consulenteAnche a te è capitato di sentire spesso questa domanda? Se anche tu lavori nel mondo di internet, sicuramente sì.

In effetti con la crescita costante dei professionisti digitali e del lavoro online (meno male!), aumentano e si diversificano di pari passo anche i ruoli professionali.
Non sempre, a mio avviso, è possible distinguerli in maniera netta.
Spesso le competenze e i servizi si compenetrano gli uni negli altri.

Consulente e freelance: cosa li differenzia?

Molte persone confondono i liberi professionisti con i consulenti e viceversa.
Eppure una distinzione esiste e risiede tutta nel modo in cui vengono percepite le due professioni.

C’è un passaggio di quest’articolo su FastCompany che trovo illuminante. Tradotto recita più o meno così:

Le parole che usiamo influenzano la percezione che gli altri hanno di noi. Dicendo di essere dei liberi professionisti (freelance, ndt) spesso non comunichiamo in maniera efficace che siamo degli esperti nel nostro campo e che non siamo disposti ad accettare lavori (e compensi) di bassa qualità.
Potrebbe sembrare un pregiudizio ingiusto, ma è così.
Troppo spesso i clienti considerano i freelance dei lavoratori a basso costo piuttosto che dei veri e propri partner.

E ho paura che questo accada fin troppo spesso.

Consulente

Vediamo la definizione che un dizionario di italiano dà di consulente:

Professionista a cui si ricorre per avere consigli e chiarimenti su questioni di sua specifica competenza

Freelance

Come viene definito un freelance dallo stesso dizionario?

Chi nell’ambito delle libere professioni, soprattutto in campo giornalistico, pubblicitario e commerciale, viene retribuito per singola prestazione d’opera, senza essere legato da un contratto

segretaria onlineCogli anche tu la (enorme) differenza?
Sembra quasi che un/a freelance sia un/a dipendente con la Partita Iva che lavora su singoli progetti o task a termine.
Una volta terminato il progetto che gli è stato assegnato, il suo rapporto con il cliente termina fino al prossimo incarico.

Invece un consulente viene percepito come un professionista molto più autorevole, slegato da scadenze o singole assegnazioni.
Perché le soluzioni che offre sono preziose indipendentemente dal tempo necessario per crearle.
Il cliente, insomma, lo percepisce come un esperto degno di un investimento per il suo business.
Soprattutto, lo coinvolge quasi come un partner in grado di fornire esperienza e valore in una specifica area.
Senza che, da parte sua, il consulente debba spendere tempo ed energie per cercare di convincerlo.

Parafrasando

Un freelance vende il propio tempo, un consulente vende il proprio valore.

Ma è davvero necessario scegliere?

segretaria onlineMeglio ancora: è davvero necessario che la scelta si riduca soltanto a due titoli professionali?

Ovviamente no. Anzi.

La strategia di personal branding che si deciderà di utilizzare farà tutta la differenza.

Secondo me la scelta del titolo professionale dev’essere quanto più creativa possibile (c’è un articolo di Alexandra Franzen che ho trovato molto utile a questo riguardo). Soprattutto: dev’essere tutta forgiata attorno al tuo pubblico target di riferimento.

A chi ti rivolgi? Chi è il tuo cliente ideale? Questo interessante post di Gioia Gottini spiega molto bene la questione.

Per definire il tuo target puoi anche ricorrere alla tecnica del cosiddetto journaling (creata dalla fantastica Marie Forleocalandoti completamente nei suoi panni del tuo cliente ideale.
Anche in questo caso Gioia Gottini corre in nostro aiuto.

Conclusioni

Quando si è professionisti indipendenti il personal branding è tutto. Investire il giusto tempo nella definizione del tipo di professioniste/i che vogliamo essere e, prima ancora, nel tipo di cliente a cui ci vogliamo rivolgere è fondamentale per la sopravvivenza stessa del nostro business.

Ti lascio con questa mia riflessione:

Se un freelance vende il proprio tempo e una consulente vende il proprio valore, allora tutti/e dovremmo aspirare ad essere degli imprenditori. E vendere il nostro business.

In ogni caso, se vuoi sapere se per te posso essere più freelance o più consulente 🙂 clicca qui oppure contattami.

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Scrivere per il web: le 5 cose da fare e le 5 cose da non fare

Sono da sempre convinta che scrivere per il web preveda una serie di regole da rispettare e un’altra serie di passi falsi da evitare a tutti i costi.

Che si sia copywriter professionisti, web editor o web writer, la creazione di articoli- o contenuti di testo in genere- ha un suo decalogo (immutabile ed intramontabile) da seguire fedelmente, quasi come fosse una specie di Bibbia dei professionisti della comunicazione scritta.

Iniziamo con le 5 cose da fare se si vuole scrivere per il web:

1. Conosci il tuo pubblico

web editor

Probabilmente te lo sarai sentito ripetere fino alla nausea. Lo capisco, ma è proprio così. Non parlo solo di conoscere gli aspetti anagrafici. Chiediti piuttosto:

  • Cosa piace a chi ti legge?
  • Cosa lo interessa?
  • Cosa attira la sua attenzione?
  • Quali problemi e sfide deve affrontare?
  • Come puoi aiutarlo?

Questo passaggio è fondamentale per creare sin da subito contenuti che parlino direttamente ai loro bisogni o desideri.

Prendili per mano e portali dove vuoi tu.

Se hai bisogno di approfondire questo punto ecco alcune strategie e strumenti gratuiti per identificare il tuo cliente ideale.

2. Fai una ricerca delle parole chiave

Confesso che  neanch’io ho sempre seguito questa regola. A volte ho solo voglia di condividere dei consigli o delle riflessioni personali. Ma tutte le volte che ho ricercato le parole chiave, l’articolo si è posizionato benissimo sui motori di ricerca. Perché? Perché andando incontro a ciò che la gente cerca o desidera sul web, dimostri empatia nei loro confronti.
Se non sai da dove cominciare con la ricerca delle parole chiave, dai un’occhiata qui.

3. Descrivi i benefici piuttosto che le caratterstiche

scrivere per il webHai un prodotto fantastico? Ottimo.
Hai tentato di promuoverlo passando gran parte del tuo tempo
a descriverne tutti i singoli aspetti tecnici
che lo rendono così unico?
Tempo abbastanza sprecato.

Invece di focalizzarti su cosa i tuoi clienti dovrebbero compare concentrati sul perché dovrebbero farlo.

Oltre a fare leva sulle emozioni di un lettore, questo approccio ti aiuta anche a creare una storia del prodotto. Un racconto molto più avvincente che rimarrà impresso nella mente di chiunque molto più a lungo di una promozione basata su numeri e descrizioni.

4. Scrivi headlines magnetiche e coinvolgenti

Se non lo fai hai già perso una buona quantità di traffico, conversioni e condivisioni.

Perché?

Secondo Copyblogger, l’80% delle persone leggerà i tuoi titoli, solo il 20% leggerà, poi, i tuoi contenuti .
Suona molto ingiusto lo so, ma è per questo che creare titoli accattivanti è una regola molto importante dello scrivere per il web.

5. Rendi felici i tuoi lettori

scrivere per il webScrivere contenuti che diventino virali è forse il sogno di ogni web writer.
Ma anche se non fosse così, sapevi che gli utenti hanno maggiori probabilità di condividere contenuti che li rendono felici?
Il concetto è spiegato molto chiaramente in questo post sulla Scienza delle Emozioni del blog di Buffer.
In particolare quando vengono citate le parole di Abigail Posner, responsabile delle strategie creative di Google:

Quando vediamo o creiamo un’immagine che ci rallegra, la inviamo agli altri per dargli un po’ di quell’energia ed effervescenza. Ogni dono contiene lo spirito del donatore. Inoltre, ogni immagine ricorda a noi e agli altri che siamo vivi, felici e pieni di energia (anche se potremmo non sentirci sempre così in quel momento). E quando mettiamo un “Mi Piace” o commentiamo una foto o un video che ci viene inviato, inviamo di nuovo un regalo al mittente. […] Questo regalo condiviso contribuisce ad uno scambio di energia che amplifica il nostro piacere. Ed è qualcosa che ci sentiamo obbligati a fare.

Ed ecco le 5 cose da non fare se si vuole scrivere per il web:

1. Non rendere i contenuti troppo lunghi e complicati

web editorSul web ci sono mille distrazioni ogni singolo momento e l’attenzione degli utenti è MOLTO più bassa della vita reale (secondo il TIME è addirittura più bassa di quella di un pesce rosso…!).

È fondamentale, allora, che la lettura sia quanto più semplice
e scorrevole possibile:

  • Rimuovi le parole non necessarie
  • Mantieni il tuo linguaggio semplice
  • Rileggi più volte
  • Suddividi il testo in (pochi) paragrafi
  • Usa il grassetto per i concetti più importanti
  • Suddividi il testo in elenchi puntati e numerati (come questo)
  • Alterna i contenuti visivi (immagini e video) ai contenuti di testo

2. Non dimenticare link e Call-To-Action

Includere link interni ed esterni nei propri contenuti è sempre un’ottima pratica SEO: i primi manterranno gli utenti più a lungo sul tuo sito, i secondi (se puntati verso fonti autorevoli) ti aiuteranno a creare una buona strategia di backlink.

E a proposito di “indirizzare i lettori”…qual è il modo migliore per far compiere un’azione ai tuoi lettori? Semplice: chiedergliela.

Mentre molti ritengono che gli inviti all’azione (le cosiddette Call-To-Action o CTA) siano troppo semplicistici ed esplicativi, diversi case study dimostrano quanto in realtà siano una parte essenziale di un buon copywriting.
Ricorda, quindi, che tutto ciò che scrivi dovrebbe includere inviti all’azione (convincenti).

Le Call-To-Action hanno un enorme valore perché incoraggiano le persone a cliccare, acquistare, scaricare o condividere, aiutandoti a raggiungere gli obiettivi del tuo brand…e a far crescere la tua azienda!

3. Non esagerare e non mentire

web editorSe non hai ancora fatturato un milione di dollari online, per favore non dire che lo hai fatto. Se nessuno ha la minima idea di chi tu sia, non affermare il contrario. Sii onesto/a.

Contrariamente a quello che ogni marketer sulla terra vorrebbe far credere, dicendo di essere “il/la migliore del mondo” in qualcosa rischi di perdere credibilità.

Le persone capiscono da sole che cosa sia un “grosso affare” e cosa no, e questo vale anche per la tua azienda.

Se si è veramente bravi in qualcosa si dovrebbe semplicemente provare a spiegare perché lo si è.
Magari rafforzando la propria tesi attraverso case study, statistiche, testimonial, report ecc ecc. Insomma attraverso dati o parole altrui, più che le proprie.

4. Non fare un uso eccessivo delle parole chiave

Anche se al punto 2 delle 5 regole da seguire ho consigliato di utilizzare le parole chiave, attenzione alle mille insidie della SEO.
Se le keyword vengono ripetute troppo spesso all’interno di un testo si rischia di incappare nel cosiddetto keyword stuffing: un effetto “robotico” che inciderà negativamente sulla leggibilità del tuo contenuto, sul suo tasso di conversione e sulla sua posizione nella SERP.
Insomma, i lettori scapperanno dalla tua pagina e i motori di ricerca ti penalizzeranno.
Per evitare la cosa, puoi avvalerti di appositi plugin come SEO Yoast (per WordPress) che segnalano la giusta frequenza della parola chiave.

scrivere per il web

5. Non fare errori ortografici

Potrà sembrare banale e scontato da dire, ma io resto sempre stupita di quanto certi errori siano ancora diffussissimi (avete notato quante volte si scriva “apposto” invece di “a posto”? Io soffro tantissimo!).

Il dizionario italiano è nostro amico. Consultiamolo spesso 🙂

Cosa ne pensi?

Hai bisogno di supporto nella creazione di contenuti? Ti serve aiuto nella creazione o la gestione di un blog aziendale?
Vai al pacchetto “Blog Accudito” o a quello più adatto alle tue esigenze.

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Come utilizzare LinkedIn per la tua attività

Dopo Facebook e Twitter, eccoci a LinkedIn.
Il social network professionale più famoso al mondo ha all’attivo più di 467 milioni di utenti iscritti, di cui 8 milioni solo in Italia.

Prima di illustrare cos’è LinkedIn e quali strumenti mette a disposizione, precisiamo cosa NON è.

LinkedIn non è un curriculum online.

Cos’è davvero LinkedIn?

linkedin for businessA differenza di quanto molti siano portati a pensare, LinkedIn non è solo un marketplace dove si incontrano selezionatori e persone in cerca di lavoro, ma può essere utilizzato anche dai professionisti per raggiungere diversi obiettivi di business.

Questo perché –come riportato da LinkedIn stesso– la sua missione non è (solo) quella di fungere da “ufficio per l’impiego”, bensì

Mettere in collegamento i professionisti di tutto il mondo per aumentare la loro produttività e il loro successo.

Intanto un piccolo aggiornamento

All’inizio di quest’anno LinkedIn ha rinnovato la sua interfaccia per uniformare la versione desktop a quella mobile e, in generale, per rendere la piattaforma ancora più intuitiva e facile da utilizzare.

Puoi dare uno sguardo alle principali novità in questo video:

Quindi come può essere utile alla tua attività?

LinkedIn è senza dubbio un ottimo strumento per presentarsi e promuovere la propria azienda in maniera altamente professionale.

Una volta creata una presenza ottimale di noi stessi (come professionisti) e del nostro lavoro, possiamo utilizzare la piattaforma per attrarre e costruire relazioni non solo con dei potenziali clienti, ma anche con dei partner in affari, dei fornitori o dei collaboratori.

Le buone pratiche per un utilizzo efficace di LinkedIn

Ottimizzate il vostro profilo. Non dimenticate le parole chiave relative alla vostra professione, un’immagine professionale di voi e un’altra immagine personalizzata nell’ header (potete visitare il mio profilo per farvi un’idea). Siate meticolosi nella creazione del vostro account e tentate di riempire tutti i campi: più il profilo avrà un’efficacia elevata, più sarà favorito da LinkedIn nei risultati di ricerca.

linkedin come funziona

Una volta raggiunta una buona efficacia, cercate di connettervi con almeno 3-5 persone o società del vostro settore di riferimento ogni settimana.
Un piccolo accorgimento che può fare la differenza è personalizzare sempre il messaggio che il destinatario riceve quando si invia la richiesta di contatto.

Oltre al fatto che ci permette di presentarci al meglio, bisogna tenere presente che più l’invito è pensato e mirato alla persona a cui volete collegarvi, più aumentano le probabilità che lo accetti: tutti abbiamo l’interesse ad allargare la nostra cerchia professionale, in fondo.

linkedin come funziona

Create il vostro profilo LinkedIn anche in un’altra lingua

Potrebbe rendersi necessario se una parte importante del vostro network o del vostro mercato di riferimento si trova al di fuori dell’Italia.

La buona notizia è che non serve creare un novo profilo da zero perché LinkedIn offre già la funzione per la traduzione in un’altra lingua:

Entrate nel vostro profilo e cliccate sulla freccetta nera a destra della scritta Italiano:

linkedin come funziona

Quindi cliccate su Aggiungi un’altra lingua nel menu a tendina che si aprirà

linkedin come funziona

Scegliete la lingua desiderata e riempite i campi col vostro nome, cognome e titolo lavorativo aggiungendo anche le nuove parole chiave relative nella lingua in cui state traducendo (potrebbero essere diverse dall’italiano).

Ultimato questo passaggio non rimane che cliccare su Crea profilo e inserire i testi tradotti nelle sezioni del profilo

linkedin come funziona

Per concludere il tutto in pochi minuti consiglio di tradurre in anticipo i testi nella lingua scelta: potranno essere inseriti con un semplice copia-incolla.

La ricerca avanzata di LinkedIn

È uno strumento molto utile per la ricerca di nuove connessioni ma, ahimè-, sconosciuto ai più.

Con l’aggiornamento di LinkedIn di inizio anno, questa funzionalità non è più disponibile nella versione gratuita (inclusa la possibilità di salvare le ricerche), mentre continua ad essere presente nella versione premium.

Fortunatamente si può ancora utilizzare gratuitamente  la maschera che permette di filtrare i risultati di ricerca. E con una buona varietà di parametri: grado di connessione, parole chiave come nome, cognome, titolo, azienda, scuola o università frequentata, località e altro ancora:

come funziona linkedin

Un piccolo grande consiglio

Chi vuole continuare ad usare LinkedIn in maniera gratuita può “superare l’ostacolo” utilizzando le ricerche booleane.

Si tratta, come per Google, della possibilità di utilizzare alcuni comandi per rendere i risultati di ricerca ancora più pertinenti, precisi e mirati. Come ci spiega LinkedIn stesso possiamo utilizzare

  1. Virgolette – Per trovare una frase esatta. Per esempio “product manager”.
  2. NOT – Per escludere un termine specifico. Per esempio, “programmatore NOT manager”.
  3. OR – Per vedere i risultati che includono solo uno di due o più termini in un elenco. Per esempio, “vendita OR marketing”.
  4. AND – Per ottenere i risultati che includono due o più termini in un elenco. Per esempio, “amministratore AND delegato”.
  5. Parentesi – Per eseguire ricerche più complesse, potete combinare i comandi booleani tra loro utilizzando le parentesi. Per esempio, se ho bisogno di cercare persone che siano vicepresidenti oppure direttori di divisione, dovrò filtrare solo chi corrisponde esattamente a queste qualifiche quindi digiterò “VP OR (direttore AND divisione)”.
    Ricordate che questi operatori funzionano solo se digitati in maiuscolo e in inglese.

Pubblicate e rispostate contenuti ed articoli interessanti. Con regolarità.

Innanzitutto per rispettare quella regola fondamentale della comunicazione e del marketing per cui è essenziale creare valore per la vostra audience o la rete di contatti già esistente.

E poi perché su LinkedIn ogni volta che un vostro collegamento mette un like ad un vostro contenuto (cioè clicca su ‘consiglia’), quell’azione ha l’effetto di aumentare esponenzialmente la vostra visibilità.

In ultimo, non dimenticate di aggiungere una Call-To-Action, cioè un invito a compiere un’azione (di conversione), ogni volta che pubblicate un nuovo post.

Interagite all’interno dei gruppi di discussione

linkedin for businessCercate, possibilmente, quei gruppi in cui si dialoga proprio della soluzione che offrono i vostri prodotti o servizi e partecipate attivamente alla discussione.

I gruppi di LinkedIn offrono anche la possibilità di inviare messaggi privati ai loro membri anche se questi non sono vostri collegamenti.

Attenzione però: sto parlando di dare un contributo di valore ad una discussione, non di utilizzare i gruppi come un canale per farsi pubblicità o fare spam.

Se si vuole passare ad una vera e propria promozione di un prodotto o servizio, è sempre meglio chiedere prima l’autorizzazione all’amministratore del gruppo. Come per i gruppi di Facebook.

Qual è l’orario migliore per pubblicare su LinkedIn?

Riallacciandoci ancora una volta agli studi pubblicati da grandi corporation internazionali e raccolti da CoSchedule:

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbes
  3. Ricerca dell’Huffington Post
  4. Studio di Fast Company
  5. Post di Neil Patel su Quicksprout
  6. Articolo di Elle & Co.
  7. Studio di TrackMaven
  8. Ricerca di Chron
  9. Analisi di Kissmetrics
  10. Studio di CoSchedule

possiamo concludere che, sebbene si tratti di un network professionale, gli utenti consultano LinkedIn all’inizio o alla fine della loro giornata lavorativa, utilizzandolo come una sorta di quotidiano.

migliore orario per pubblicare su linkedin

Photo credit: CoSchedule

I giorni feriali sono i migliori, soprattutto quelli centrali: martedì, mercoledì e giovedì.

Nello specifico:

  • Mercoledì dalle 10 alle 11
  • Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 7,30 alle 8,30
  • Giorni feriali alle 12 e dalle 17 alle 18

Anche in questo caso si tratta di analisi estrapolate da basi di dati piuttosto ampie e variegate. Se su LinkedIn avete creato anche una pagina aziendale, potete consultare i LinkedIn Analytics e adeguare la vostra strategia di conseguenza.

Spero di aver fornito qualche spunto interessante per poter sfruttare al meglio LinkedIn per il tuo business.

Hai bisogno di qualcuno che si occupi dei tuoi canali social? Dai un’occhiata qui.

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Come trovare nuovi clienti con il web marketing.

Quali sono oggi le risorse e le nuove forme di comunicazione che la tecnologia ci mette a disposizione per promuovere la nostra attività, i nostri prodotti o  i nostri servizi?

In altre parole, attraverso quali canali si possono trovare nuovi clienti e ingrandire il proprio business?

Proverò ad illustrarti i potenti strumenti che la Rete ci offre e che, con le dovute competenze, possono essere utilizzati a nostro vantaggio permettendo a qualunque attività di crescere ed ampliarsi.

Cosa vuol dire fare Marketing?

“Raggiungere le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto”

È questa la definizione di HubSpot su cosa voglia dire fare attività di marketing (in inglese: “reach the right people, in the right place and at the right time”).

Arrivare al proprio pubblico, quindi, e comunicare con i propri potenziali clienti facendosi trovare, in maniera tempestiva, nei luoghi che le persone già frequentano abitualmente.

La rivoluzione del Web

Con la diffusione di Internet, il comportamento degli utenti/consumatori ha subito un cambiamento così rapido e radicale che si può parlare di una vera e propria rivoluzione.
Oggi, solo in Italia, sono più di 30 milioni le persone che trascorrono il loro tempo sul Web (dati Audiweb, novembre 2016).

Fare Marketing oggi, quindi, vuol dire cercare di incontrare le persone nel posto che più di tutti frequentano abitualmente: il Web.

Il Marketing è diventato Digital

Ed è da questa nuova dimensione virtuale che originano i termini Web Marketing e Digital Marketingindicando qualunque attività di marketing che si possa svolgere online.

Si tratta di un argomento vastissimo, ma possiamo tentare di semplificarlo con una suddivsione in alcune (macro) sotto-categorie:

  • La SEO
    Cioè raggiungere il proprio pubblico target sfruttando le potenzialità dei motori di ricerca. Attraverso, quindi, il posizionamento del proprio sito internet tra i primi risultati delle ricerche online.
  • L’ Email Marketing
    Strumento ancora largamente utilizzato dalle aziende perché permette di comunicare direttamente col proprio pubblico a prezzi contenuti e con risultati facilmente misurabili.
  • Il Social Media Marketing 
    L’utilizzo dei canali offerti dai social media per promuovere il proprio brand e business.
  • L’ Affiliate Marketing
     Ovvero la promozione di prodotti o servizi di qualcun’altro sul proprio sito o blog in cambio della quale si riceve una commissione per ogni vendita andata a buon fine.
  • La Pubblicità Online
    attraverso la quale attrarre traffico targettizzato tramite la pubblicazione di annunci che puntano verso il proprio sito, blog (o landing page). Ogni volta che un annuncio viene cliccato si corrisponde un pagamento al proprio publisher. Si tratta della cosiddetta pubblicità pay-per-click (o PPC) il cui esempio più conosciuto è Google AdWords.
  • Il Content Marketing
    Che si focalizza sulla creazione, pubblicazione e distribuzione di contenuti di qaulità indirizzati al proprio pubblico target.
  • L’ Inbound Marketing
    Si tratta di un approccio di marketing che nasce nel 2006 da 2 studenti del MIT di Boston e si riferisce all’intero processo di attirare, convertire, chiudere e deliziare i clienti utilizzando contenuti online.

Questo processo si chiama funnel e può essere riassunto come segue:

inbound marketing funnel

L’ Inbound Marketing: il web marketing, da spintaneo a spontaneo.

L’idea di fondo del modello di inbound marketing è di attrarre il navigatore del web attraverso contenuti rilevanti e di qualità scegliendo i più adatti tra tutti gli strumenti, i canali e i media che la Rete ci mette a disposizione. Un marketing mix di prim’ordine, quindi, che permette non solo di trovare nuovi clienti ma anche di fidelizzare quelli già esistenti, facendoli diventare dei veri e propri fan.
Il metodo per trovare clienti online, detto inbound methodology, può essere riassunto così

web marketing

In altre parole, il cardine su cui ruota tutta la filosofia inbound è che siano i clienti a trovare te e non viceversa.
Facendoti trovare dove il tuo pubblico target è già presente e offrendo dei contenuti con un alto valore aggiunto, sarà quest’ultimo ad avvicinarsi al blog o al sito della tua azienda perché spinto a cercare altri contenuti che considera per lui significativi.


I nuovi visitatori attratti verso il tuo sito si convertiranno poi in contatti e in clienti attraverso ciasucno step della metodologia inbound.

Rovesciare il modello tradizionale: fare del (web) marketing che la gente ami.

Questa nuova attività di comunicazione stravolge completamente la logica del marketing e di fare business che sono state concepite finora.


Anziché una forma di promozione intrusiva, che “disturba” di continuo le vite dei consumatori (anche di chi non è un potenziale cliente), che non è richiesta e che è a senso unico (perché solo in uscita, solo outbound), si

Questo grafico di Moz riassume benissimo le differenze tra la “vecchia” comunicazione, l’ interruption marketing, e il nuovo modello inbound:

digital marketing

Quali sono gli immediati benefici?

Per chi decida di adottare il metodo inbound, i vantaggi iniziali sono tangibili:

  1. I costi sono contenuti. Guy Kawasaki stesso ha spiegato perfettamente il concetto:
    come trovare clienti
  2. Si attrae un pubblico di qualità in misura maggiore rispetto ai media tradizionali.
  3. L’interazione che i nuovi media consentono con il cliente rappresenta un alto valore aggiunto.
  4. Questo valore crea una relazione positiva e di fiducia col (potenziale) cliente rafforzando la credibilità del brand.

Conclusioni

L’inbound marketing si presenta come un nuovo modello di comunicazione (e di business) che mette le persone al centro. 

Il processo di conversione si sviluppa tutto attorno al cliente. Il marketing diventa parte della conversazione, si mette in ascolto dei problemi e delle necessità del consumatore e gli offre delle soluzioni condividendo dei contenuti di qualità.

Nei prossimi post ti illustrerò quali sono i singoli elementi  e i passaggi che compongono una strategia inbound e come sfruttarli al meglio per massimizzare i risultati e raggiungere gli obiettivi prefissati.

Cosa ne pensi dell’ Inbound Marketing come attività per acquisire nuovi clienti?
Pensi che la tua attività potrebbe beneficiarne?

Dai un’occhiata a come potrei rafforzare la presenza online del tuo business o contattami se preferisci parlarne di persona.

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Come utilizzare Twitter per la tua attività.

Dopo l’articolo su cosa sa il social media marketing e perché devi assolutamente includerlo nella tua strategia di comunicazione, oggi ti parlo di Twitter.
Di cos’è, come funziona e del perché dovresti inserirlo tra i tuoi strumenti di web marketing.

Quest’ultima parte è presto detta: a inizio 2019 Twitter contava 330 milioni di utenti attivi ogni mese.
Questo lo classifica automaticamente tra i social media più popolari che esistano.
E se il tuo pubblico target e/o il tuo cliente ideale frequentano (anche) questo social, allora devi senz’altro sfruttarlo per farti trovare.

Vediamo allora come possiamo utilizzarlo al meglio.

Gli hashtag di Twitter…

Le particolarità di questa piattaforma sono essenzialmente due: gli hashtags e il limite dei 280 caratteri per ogni post.
Un hashtag è una sorta di etichetta o di categoria che si ottiene anteponendo il simbolo cancelletto (#) a una parola (o a un frase senza spazi) e che consente la ricerca di contenuti su un determinato argomento. Funziona, quindi, come un aggregatore di notizie.

…e i 280 caratteri

assistente virtualeIl nome Twitter deriva dal verbo inglese to tweet, cioè cinguettare, e tweet è anche il nome che si dà ai post, proprio a indicare un servizio di microblogging.
Ogni tweet, infatti, può essere formato da un massimo di 280 caratteri.

Puoi quindi sfruttare questa piattaforma per condividere aggiornamenti-lampo, link al tuo sito, ad articoli pubblicati o a promozioni che hai deciso di lanciare.

Su Twitter tutti i profili sono pubblici, quindi si può -potenzialmente- comunicare con chiunque e, raggiungere un numero molto elevato di utenti se si utilizzano gli hashtag e le strategie giuste.

Le buone pratiche per un’efficace strategia di promozione aziendale

come usare twitterIntanto una piccola premessa.
A differenza di Facebook, su Twitter i profili sono tutti uguali: non c’è differenza tra profili personali e pagine aziendali.

Dopo aver personalizzato il background e l’header, passa alla programmazione di contenuti di qualità per il tuo pubblico di riferimento.

Pubblica almeno 3 tweet al giorno

Includendo almeno un hashtag relativo all’argomento del tuo post.
Cerca di capire quali siano gli hashtag di tendenza (sono sempre elencati nella colonna di sinistra della home page) e se sia possibile includerli nei tuoi contenuti. In questo modo ottimizzerai la portata potenziale dei tuoi post.
In altre parole, usa i trend topic, ma solo se si adattano al tuo brand: anche se è un modo facile di aumentare il numero di follower, non ti permetteranno di crearti pubblico realmente coinvolto e, quindi, di avere un vero engagement.
In più, la coerenza è molto importante per la brand reputation.
Ricorda poi che i contenuti visivi convertono moltissimo e non vengono conteggiati nei 280 caratteri, quindi aggiungi sempre un’immagine (di qualità), un video o un’infografica ai tuoi tweet.

Condividi i contenuti dei follower o di persone che segui a tua volta

O, come si dice nel mondo di Twitter, fa’ almeno 2 re-tweet al giorno di post di altri utenti che ritieni interessanti per la tua audience. Aggiungi sempre dei commenti e menziona l’autore: aumenterai la tua visibilità e, di conseguenza, la tua reputazione e il numero di follower.

come usare twitter

Segui almeno 10 persone al giorno del tuo settore

In altre parole, fai un costante networking, ma cerca solo marchi, aziende o persone che siano in linea con la tua brand identity. Studia attentamente i profili e leggi qualche tweet prima di dare il tuo follow. Di nuovo, la coerenza viene prima di tutto.

Linking

Quando utilizzi i link, inseriscili all’inizio del tweet (se ti è possibile), ma soprattutto utilizza un accorciatore di link (come Bit.ly o Tiny URL) visto il numero limitato di caratteri a disposizione.

Ringrazia chi ti segue

È indubbiamente un’ottima pratica per aumentare l’engagement. Ma mi rendo conto che sia impossibile rimanere costantemente su Twitter per ringraziare qualcuno ogni volta che decide di seguirci.

Io che sono una grande fan del binomio social-automazione, ti consiglio di impostare l’invio di un messaggio privato (DM) di ringraziamento ogni volta che acquisisci un nuovo follower.
Per farlo puoi utilizzare Crowdcast.
La cosa interessante è che Crowdcast ti consente di aggiungere diversi DM di benvenuto e, una volta impostati, li invia in maniera totalmente casuale.
In questo modo eviterai di sembrare un robot che invia lo stesso messaggio a tutti quanti.
(Ovviamente ricorda di configurare i messaggi in modo che sembrino quanto più “umani” e naturali possibile).

Bonus Finale. L’ora migliore per pubblicare contenuti.

assistente virtualeÈ fin troppo scontato dire che quando postiamo i nostri contenuti sui Social vorremmo raggiungere quante più persone possibili.

Ma come facciamo a sapere qual è l’orario giusto per farlo?

Bene, il team di CoSchedule lo ha fatto per noi incrorciando i dati di questi 15 studi, articoli e ricerche pubblicati da grandi aziende internazionali (di quelle che fanno del web e social media marketing il loro mestiere o che contano migliaia di visualizzazioni sui loro profili social ogni giorno, per intenderci):

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbe’s
  3. Ricerca di Buffer
  4. …E suo aggiornamento
  5. Ricerca dell’Huffington Post
  6. Studio di Sure Payroll’s
  7. Studio di Fast Company
  8. Post di Neil Patel su Quicksprout
  9. Ricerca di Marketing Profs
  10. Articolo di Elle & Co.
  11. Studio di TrackMaven
  12. Ricerca di Chron
  13. Analisi di Kissmetrics
  14. Analisi di Fannit
  15. Studio di CoSchedule

E ha tratto le dovute conclusioni per ciascuno dei principali social network.

Quindi qual è l’orario migliore per cinguettare?

orario migliore per pubblicare s twitter

Photo credit: CoSchedule

Il momento migliore per pubblicare su Twitter va dalle 12 alle 15 nei giorni feriali, in particolare per attività B2B. I contenuti di tipo B2C, invece, funzionano bene anche tra le 17 e le 18 del fine settimana.

Ricorda, però, che si tratta di analisi effettuate su una mole di dati molto estesa e variegata. Possono fungere da ottime linee guida se si è su Twitter da poco e non si hanno molti dati a disposizione.
Una volta presa dimestichezza con la piattaforma, però è bene iniziare ad utilizzare sempre Twitter Analytics per monitorare il proprio account e ottenere informazioni più dettagliate e specifiche sulla tua audience di riferimento personale.

Se vuoi approfondire ancora il tema del social media marketing, vai direttamente agli articoli su LinkedIn e Instagram e sulle strategie di business che puoi adottare per ciascuno.

Se pensi di aver bisogno di un supporto per migliorare la presenza social del tuo business, dai un’occhiata al pacchetto che ho pensato per te.

Ci sono degli aspetti che vorresti approfondire? Sono tutta orecchi!

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Come utilizzare Facebook per la tua attività. Bonus a fine articolo.

Dopo aver illustrato alcuni fondamenti del social media marketing, vorrei volgere uno sguardo più approfondito ai principali social networks per capirne le singole caratteristiche e l’importanza che potrebbero rivestire per un’azienda. Cominciamo da Facebook.

Facebook è il social network più utilizzato al mondo. Con quasi due miliardi di utenti attivi, è un’ottima piattaforma per fare branding, interagire con i propri clienti o trovarne di nuovi.

Come impostare la propria strategia su Facebook

Ma quali sono le leve che possiamo utilizzare per promuovere i nostri prodotti o servizi?
Tra gli strumenti più utili che Facebook ci mette a disposizione dobbiamo sicuramente considerare le Pagine e i Gruppi.

Le prime possono essere utilizzate interamente per la comunicazione della propria azienda, mentre grazie ai secondi è possibile seguire delle communities attorno ad argomenti specifici del proprio settore di riferimento.

Vediamo in concreto come usufruirne.

Crea la tua pagina Facebook aziendalepagina facebook aziendale

Se ancora non ne hai una, eccoti sintetizzati i passaggi principali:

Scegli la Categoria

  1. Impresa locale o luogo
  2. Azienda, organizzazione o istituzione
  3. Marca o Prodotto
  4. Artista, gruppo musicale o personaggio pubblico
  5. Intrattenimento
  6. Causa o comunità

E la Sottocategoria.

Completa Tutta la Sezione “Informazioni”

Prestando particolare attenzione ai campi Descrizione Breve,  Descrizione Lunga Mission.
Per la Descrizione Breve è consigliabile inserire una descrizione della tua azienda di 2-3 frasi. Questo campo sarà sempre visibile sulla pagina, quindi è bene riuscire a renderla chiara, ma sintetica allo stesso tempo.
Assicurati di inserire anche un link al tuo sito internet (sebbene esista anche il campo apposito) e, più in generale, di fare in modo che queste informazioni rendano unico e originale il tuo brand così da risultare ancora più accattivanti agli occhi dei tuoi visitatori.

facebook per aziende

Carica la foto del profilo…

Servirà come icona visiva principale della pagina e apparirà nei risultati di ricerca, nei post e nei commenti che pubblicherai. Ogni immagine perfettamente quadrata va bene, ma la dimensione consigliata è di 180 x 180 pixel.

…e l’immagine di copertina

In genere, si tratta di un’immagine del brand finalizzata ad attrarre le persone sulla pagina aziendale. Le dimensioni consigliate sono 851 x 315 pixel.

Pubblica contenuti rilevanti con regolarità

Almeno un post al giorno. E invita sempre gli utenti a diventare parte della tua crescente comunità inserendo una Call-To-Action ovunque possibile.

Che si tratti di semplice testo, di foto o di video, il consiglio che mi sento di darti in questo caso è di creare alcuni post retrodatati (sì, su Facebook esiste anche questa funzione) così ogni nuovo visitatore troverà una timeline già attiva -piuttosto che uno spazio semivuoto- ogni volta che atterrerà sulla pagina.

Metti un Like ad almeno 5 pagine nel tuo settore

Possibilmente falla diventare un’abitudine quotidiana: è importante acquisire informazioni e mostrarsi attivi nel proprio ambiente di riferimento, così come apparire interessati a connettersi con le altre aziende che ne fanno parte.facebook mi piace

I Gruppi di Facebook: pochi ma buoni

Scegline pochi ma sii molto, molto attivo/a nelle conversazioni.
I Gruppi di Facebook sono un’ottima opportunità per:

  • Fare networking tra professionisti 
  • Offrire la propria expertise
  • Ottenere feedback
  • Trovare opportunità di lavoro e nuovi clienti

Unica raccomandazione: assicurati di osservare sempre il regolamento di ogni gruppo.
Nel caso in cui volessi promuovere un tuo prodotto o servizio, chiedi sempre prima (in privato) l’autorizzazione all’amministratore del gruppo e, come primo post, pubblica sempre una breve presentazione di te e della tua attività senza pubblicizzare niente di specifico.

Bonus Finale. L’ora migliore per pubblicare sui Social Networks

pagina facebook aziendaleÈ fin troppo scontato dire che quando postiamo i nostri contenuti sui social vorremmo raggiungere il maggior numero di utenti possibile.
Ma come facciamo a sapere qual è l’orario migliore per pubblicare su ciascuna piattaforma?

Il team di CoSchedule si è posto la stessa domanda ed ha analizzato 10 studi pubblicati da grandi aziende internazionali (di quelle che vantano milioni di visualizzazioni giornaliere sui loro canali social, per intenderci):

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbes
  3. Ricerca dell’Huffington Post
  4. Studio di Sure Payroll
  5. Studio di Fast Company
  6. Post di Neil Patel su Quicksprout
  7. Articolo di Elle & Co.
  8. Studio di TrackMaven
  9. Analisi di Kissmetrics
  10. Studio di CoSchedule stesso

Quindi qual è l’ora migliore per pubblicare su Facebook?

ora migliore per pubblicare su facebook

Photo credit: CoSchedule

Secondo il team di CoSchedule, il momento migliore per pubblicare su Facebook va dalle 13 alle 16, sia durante la settimana sia nei weekend.

Ricorda, però, che si tratta di analisi effettuate su una mole di dati molto estesa e variegata.
Possono essere delle ottime linee guida iniziali se sei su Facebook da poco e non hai molti dati di analisi a disposizione.

Una volta che avrai familiarizzato con la piattaforma, creata la pagina aziendale e, magari, consulta regolarmente i dati statistici dei Facebook Insights e adegua la tua strategia di conseguenza.
Le metriche di Facebook, infatti, sono uno strumento utilissimo perché ci danno costantemente informazioni preziose sulla nostra audience di riferimento.

Se vuoi saperne di più su come utilizzare gli altri social media per la tua azienda puoi dare un’occhiata ai miei post su Twitter, LinkedIn e Instagram e su quali siano le strategie di business più adatte a ciascuno di essi.

Vorresti sfruttare Facebook per la tua attività, ma non hai tempo? Scopri il mio servizio “Social Media Gioiosi” o contattami.

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