Scrittura creativa: quali sono le differenze rispetto alla scrittura di contenuti per il web?

Molti sarebbero portati a pensare che la scrittura creativa e lo scrivere per il web sono la stessa cosa, mentre presentano delle differenze importanti:

1. Il contenuto stesso e lo stile

La scrittura creativa è una forma di narrazione d’intrattenimento. Qualcosa che la maggior parte delle persone leggerebbe come passatempo.

La creazione di contenuti per il web, invece, è solitamente una forma di marketing. Il contenuto dell’articolo del blog o della pagina web deve essere preciso, conciso, dritto al punto e persuasivo.

2. Il contesto in cui vengono utilizzate

La maggior parte delle persone considera la scrittura creativa una forma d’arte in cui il focus principale della narrazione è presentare le proprie idee nella maniera più unica ed originale possibile.

Quando si creano contenuti per il web una buona scrittura è senz’altro importantissima, ma spesso è  necessario abbandonare l’aspetto più “estetico” del testo ed optare per un contenuto favorisca meglio la vendita/promozione di un prodotto o servizio.

3. L’utilizzo della SEO

Quando si scrive per il web un fattore fondamentale che influenza la scrittura è l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Ciò può significare includere parole chiave, utilizzare link interni ed esterni, tag e categorie ed ottimizzare le immagini.

La scrittura creativa, invece, non è vincolata alle regole della SEO.

4. Il fine ultimo per cui vengono applicate

Riassumendo quanto detto finora, la scrittura creativa intrattiene mentre la scrittura di contenuti vende o promuove.

Insomma, bisogna essere ben più di un semplice intrattenitore per essere in grado di essere un buon marketer.

Imparare a scrivere per il web: quali sono le skill più importanti

Questi sono i punti di partenza essenziali per qualunque content writer o web editor:

  • Conoscere il proprio pubblico. Ovvero quelle che i marketer chiamano “buyer persona”. Se sai chi sono i tuoi lettori, potrai scrivere ciò che vogliono leggere. Scrivi per il tuo pubblico. Non per te stesso, non per la tua azienda, non per il tuo brand.
  • Cercare le parole chiave.
  • Studiare la concorrenza. Quali contenuti di successo stanno condividendo (o hanno condiviso) coloro che operano nel tuo stesso settore?
  • Creare un titolo accattivante. Ora che conosci le parole chiave, i competitor e i lettori, prenditi il ​​tuo tempo e crea un titolo che porti i lettori a leggere il resto. L’importanza del titolo è tutta qui: può invogliare le persone alla lettura oppure avere l’effetto esattamente contrario.

Scrittura creativa online. Non è finita qui

Che ci si occupi di “pura” scrittura creativa o di scrivere contenuti (di marketing) per il web, è necessario possedere queste competenze:

  • Ottima conoscenza della grammatica (sembra scontato, ma in Rete ormai se ne leggono di tutti i colori…)
  • Padronanza di più stili di scrittura
  • Ottime capacità di ricerca
  • Capacità di scrivere rapidamente e in tempi stretti
  • Saper variare il “tone of voice” e l’argomento
  • Conoscenza dell’ambito di cui si scrive
  • Capacità creativa di generare idee

Insomma, un buon content writer sa essere estremamente flessibile.

Articoli

Web writer. Le caratteristiche essenziali che lo contraddistinguono

Dopo aver illustrato le regole inviolabili da seguire (e le cose da non seguire) quando si creano contenuti per il web, vorrei soffermarmi su chi questi contenuti li crea di professione. Ovvero su coloro che in Italia vengono chiamati web writer.

Sì perché, sebbene sia un termine inglese, nel mondo del lavoro anglosassone o americano non l’ho mai sentito utilizzare. Piuttosto si parla -a seconda del caso- di content writer o copywriter.

Un web writer è invece (o almeno così mi sembra) qualcuno che possiede le caratteristiche di entrambi e che, a seconda delle esigenze del caso, alterna di volta in volta.

Non conosco esattamente le ragioni per cui in Italia sia stato assegnato questo nome alla professione, ma dal mio punto di vista è una cosa positiva.

Come già ribadito nell’ultimo post, infatti, è essenziale essere creativi nella scelta del titolo professionale e, soprattutto, idearne uno che si adatti al proprio pubblico target di riferimento.

Vediamo allora cosa contraddistingue un web writer professionista.

1.Un bravo web writer utilizza diversi stili di scrittura

scrivere per il web Niente panico. Non è necessario inventarsi nulla.
Molti stili di scrittura sono già stati “codificati” e raccolti nelle cosiddette
Guide di Stile

“Una Guida di Stile è il documento che raccoglie regole, indicazioni e suggerimenti per chi scrive all’interno di un’organizzazione. Pubblica o privata, di qualsiasi settore di mercato.” Da Mestiere di Scrivere

Buffer sviscera l’argomento in profondità nel suo blog, indicando a fine articolo alcune Guide di Stile (Style Guides) molto autorevoli: National Geographic, WPMU (un super team di sviluppatori di WordPress), MailChimp, Yahoo! e addirittura The Economist.

E a casa nostra? Guarda che bella selezione di Guide di Stile ha raccolto Luisa Carrada di Mestiere di Scrivere.

Ovviamente non è sufficiente leggere una guida per potersi dire web writer professionisti (come minimo bisogna possedere un certo talento naturale nella scrittura e una buona padronanza della lingua), ma è senz’altro un ottimo punto di partenza per scrivere contenuti professionali e ben strutturati.

2. Un bravo web writer non sceglie argomenti a caso

web writerQualunque contenuto da creare comincia con l’analisi dei dati statistici.

Neil Patel ha creato un post dettagliatissimo su come trovare idee per creare contenuti. Per poi essere condiviso ben 16000 volte (i post “come fare per” sono popolarissimi).
Mai visto un passaggio dalla teoria alla pratica più rapido di questo!

Su quali altri dati analizzare ho già ampiamente parlato.
Riassumo i passaggi principali:

Altrettanto essenziale  è aggiornare le proprie conoscenze SEO con regolarità.

3. Un bravo web writer è originale

Può sembrare un aspetto complicato dal momento che, nello stesso momento, ci saranno migliaia di altri professionisti dei contenuti web (e non) che scrivono dello stesso argomento, nello stesso momento.
In realtà è più semplice di quanto sembri.

Un professionista possiede sempre un proprio punto di vista, un tono di voce personale e una luce tutta sua anche su argomenti molto inflazionati.

4. Un bravo web writer è un esperto social media manager

scrivere per il webPerché?

Perché i social media offrono tutto ciò di cui si alimenta la sua professione:

  • Una community di follower da coltivare.
  • Colleghi e publisher con cui interagire
  • La possibilità di incontrare esperti del settore.

Conclusioni

Ormai ti sarà chiaro che scrivere per il web è molto diverso dallo scrivere sulla carta.
Un bravo creatore di contenuti non deve “solo” saper scrivere, ma possedere anche tutta una serie
di competenze aggiuntive sul content marketing, la SEO e il social media management.

Se ritieni che queste competenze possano esserti d’aiuto nella creazione di contenuti per la tua attività, fammelo sapere.

Scrivere per il web: le 5 cose da fare e le 5 cose da non fare

Sono da sempre convinta che scrivere per il web preveda una serie di regole da rispettare sempre e un’altra serie di passi falsi da evitare a tutti i costi.

Che si sia copywriter professionisti, web editor o web writer, la redazione di articoli- o contenuti di testo in genere- ha un suo decalogo (immutabile ed intramontabile) da seguire.

Iniziamo con le 5 cose da fare se si vuole scrivere per il web:

1. Conosci il tuo pubblico

web editor

Probabilmente te lo sarai sentito ripetere fino alla nausea. Lo capisco, ma è proprio così. Non parlo solo di conoscere gli aspetti anagrafici. Chiediti piuttosto:

  • Cosa piace al tuo pubblico?
  • Cosa lo interessa?
  • Cosa attira la sua attenzione?
  • Quali problemi e sfide deve affrontare?
  • Come puoi aiutarlo?

Questo passaggio è fondamentale per creare sin da subito contenuti che parlino direttamente ai loro bisogni o desideri.

Prendili per mano e portali dove vuoi tu.

2. Fai una ricerca delle parole chiave

Confesso che  neanch’io ho sempre seguito questa regola. A volte ho solo voglia di condividere dei consigli o delle riflessioni personali. Ma tutte le volte che ho ricercato le parole chiave, l’articolo si è posizionato benissimo sui motori di ricerca. Se non sai da dove cominciare dai un’occhiata qui.

3. Descrivi i benefici piuttosto che le caratterstiche

scrivere per il webHai un prodotto fantastico? Ottimo.
Hai tentato di promuoverlo passando gran parte del tuo tempo
a descriverne tutti i singoli aspetti tecnici
che lo rendono così unico?
Tempo sprecato.

Invece di focalizzarti su cosa i tuoi clienti dovrebbero compare concentrati sul perché dovrebbero farlo.

Oltre a fare leva sulle emozioni di un lettore, questo approccio ti aiuta anche a creare una storia del prodotto . Un racconto molto più avvincente che rimarrà impresso nella mente di un lettore molto più a lungo di una promozione basata su numeri e descrizioni.

4. Scrivi headlines magnetiche e coinvolgenti

Se non lo fai, hai già perso una buona quantità di traffico, conversioni e condivisioni.

Perché?

Mentre l’80% delle persone leggerà i tuoi titoli, solo il 20% leggerà, poi, i tuoi contenuti .
Per questo motivo, creare titoli accattivanti è una delle regole più importanti dello scrivere per il web.

5. Rendi felici i tuoi lettori

scrivere per il webScrivere contenuti che diventino virali è forse il sogno di ogni web writer.
Ma anche se non fosse così, sapevi che gli utenti hanno maggiori probabilità di condividere contenuti che li rendono felici?
Lo spiega chiaramente Abigail Posner, responsabile delle strategie creative di Google:

Quando vediamo o creiamo un’immagine che ci rallegra, la inviamo agli altri per dargli un po’ di quell’energia ed effervescenza. Ogni dono contiene lo spirito del donatore. Inoltre, ogni immagine ricorda a noi e agli altri che siamo vivi, felici e pieni di energia (anche se potremmo non sentirci sempre così). E quando mettiamo un “Mi Piace” o commentiamo una foto o un video che ci viene inviato, inviamo di nuovo un regalo di diverso tipo al mittente. […] Ancora meglio, questo “regalo” di condivisione contribuisce a uno scambio di energia che amplifica il nostro piacere. Ed è qualcosa che ci sentiamo obbligati a fare.

Ed ecco le 5 cose da non fare se si vuole scrivere per il web:

1. Non rendere i contenuti troppo lunghi e complicati

web editorSul web ci sono mille distrazioni ogni singolo momento e l’attenzione degli utenti è MOLTO più bassa della vita reale (secondo il TIME è addirittura più bassa di quella di un pesce rosso…!).

È fondamentale, allora, che la lettura sia quanto più semplice
e scorrevole possibile:

  • Rimuovi le parole non necessarie,
  • Mantieni il tuo linguaggio semplice
  • Rileggi più volte
  • Suddividi il testo in (pochi) paragrafi
  • Usa il grassetto per i concetti più importanti
  • Suddividi il testo in elenchi puntati e numerati (come questo)
  • Alterna contenuti visivi (immagini e video) a contenuti di testo

2. Non dimenticare link e Call-To-Action

Includere link interni ed esterni nei propri contenuti è sempre un’ottima pratica SEO: i primi manterranno gli utenti più a lungo sul tuo sito, i secondi (se puntati verso fonti autorevoli) ti aiuteranno a creare una buona strategia di backlink.

Qual è il modo migliore per far compiere un’azione ai tuoi lettori? La risposta è semplice: chiederla.

Mentre molti ritengono che gli inviti all’azione (le cosiddette Call-To-Action o CTA) siano troppo semplicistici ed esplicativi, diversi case study hanno dimostrato che sono una parte essenziale di un buon copywriting. Con questo in mente, tutto ciò che scrivi dovrebbe includere inviti all’azione convincenti.

Le Call-To-Action hanno un enorme valore perché incoraggiano le persone a cliccare, acquistare, scaricare o condividere, aiutandoti a raggiungere gli obiettivi del tuo brand e far crescere la tua azienda.

3. Non esagerare

web editorSe non hai ancora fatturato un milione di dollari online, per favore non dire che lo hai fatto. Se nessuno ha la minima idea di chi tu sia, non affermare il contrario. Sii onesto/a.

Contrariamente a quello che ogni marketer sulla terra vorrebbe far credere, dicendo che sei il/la “migliore del mondo” in qualcosa rischi di perdere credibilità.

Le persone capiscono intrinsecamente che cosa è un “grosso affare” e cosa no, e capiscono ancora meglio se questo è vero o meno per la tua azienda.

Se si è veramente bravi in qualcosa si dovrebbe semplicemente provare a spiegare perché lo si è.
Magari rafforzando la propria tesi attraverso case study, statistiche, testimonial, report ecc ecc.

4. Non fare un uso eccessivo delle parole chiave

Anche se al punto 2 delle cose da fare ho consigliato di utilizzare le parole chiave, attenzione a non ripeterle troppo spesso all’interno del testo (keyword stuffing): creerai un effetto “robotico” che inciderà negativamente sulla leggibilità del tuo contenuto, sul suo tasso di conversione e sulla sua posizione nella SERP.
Insomma, i lettori scapperanno dalla tua pagina e i motori di ricerca ti penalizzeranno.
Per evitare la cosa, puoi avvalerti di appositi plugin come, SEO Yoast:

scrivere per il web

5. Non fare errori ortografici

Potrà sembrare banale e scontato da dire, ma io resto sempre stupita di quanto certi errori siano ancora tanto diffusi (avete notato quante volte si scriva “apposto” invece di “a posto”?).

Il dizionario italiano è nostro amico. Consultiamolo spesso 🙂

Cosa ne pensi?

Hai bisogno di supporto nella creazione di contenuti? Ti serve aiuto nella gestione di un blog?
Fammelo sapere.

Come aprire un blog: 11 step per un sito sicuro, performante, SEO-friendly e a norma di legge

Sull’importanza che riveste un blog professionale per la propria attività ho già parlato sul TagliaBlog.
Aprire un blog è il modo più semplice per condividere le tue idee e le tue competenze con il mondo e fare in modo che il tuo business ottenga maggiore visibilità.
Puoi utilizzarlo per promuovere la tua attività o, perché no, persino per creare un sistema automatizzato di entrate online.

La buona notizia è che, nel 2017, aprire un blog è più facile che mai.

Fortunatamente sono passati i tempi in cui lanciare un blog richiedeva molte abilità di programmazione (HTML, CSS, PHP ecc. ecc.).

Ho creato questo post in base alla mia esperienza personale. Cioè di qualcuno che ha fatto affidamento sulle sole risorse reperite in rete (tra corsi e tutorial vari) e svolto innumerevoli test per capire cosa stesse funzionando e cosa no. Nella speranza di far risparmiare tempo a tutti quelli che stanno pensando di cimentarsi nel blogging professionale, ho riassunto i passaggi fondamentali per aprire un blog professionale che sia anche legale, sicuro, performante e ottimizzato in chiave SEO.

1. Abbonati ad un servizio di Web Hosting

come usare wordpress

Il primo passo da compiere è scegliere un servizio di Web Hosting.

Di cosa si tratta?

Di quello spazio virtuale all’interno del quale verranno salvati tutti i file e i database del blog e che “ospiterà” il sito stesso, rendendolo visibile online.

Premetto che ai fini della creazione di un blog aziendale sconsiglio vivamente di utilizzare un web hosting gratuito:

  • La maggior parte di essi non ti permette di avere un tuo dominio, ma solo un dominio di secondo livello. Per intenderci: l’indirizzo web del tuo sito non potrà essere del tipo www.tuosito.comma solo www.tuosito.wordpress.com
  • Possiedono evidenti limitazioni alla performance del sito stesso. Se il traffico verso il tuo sito inizia ad aumentare (come ci si augura), potrebbero presentarsi dei problemi tecnici, come un caricamento del blog molto lento che rovinerebbe l’esperienza dell’utente e il posizionamento del sito stesso.

Se hai intenzione di utilizzare il tuo sito o blog per generare guadagni tramite esso o per promuovere la tua attività o azienda, vorresti un web hosting così performante e sofisticato da non presentare MAI questo tipo di problemi.

Per questo motivo, consiglio sempre di avvalersi di un servizio hosting a pagamento.

Ma niente paura: esistono diversi provider che offrono la possibilità di sottoscrivere un abbonamento a costi piuttosto accessibili.

Nella scelta di un web hosting per un sito professionale raccomando di prendere sempre in considerazione questi parametri:

  • Velocità di caricamento del sito
  • Sicurezza
  • Prezzo
  • Esistenza (e professionalità) del servizio di supporto
  • Facilità di utilizzo

In base a queste caratteristiche la mia selezione personale si riduce a due provider: SiteGround e Bluehost.

SiteGround

come usare wordpressSiteGround è in assoluto uno dei migliori servizi di web hosting che io conosca.
Ottimizzato per WordPress (ma non solo), garantisce una prestazione eccellente per qualunque sito, sia in termini di velocità di caricamento sia in termini di sicurezza.

Oltre all’ incredibile facilità di utilizzo (puoi installare WordPress con 1 click. Letteralmente!)ha un ottimo rapporto qualità/prezzo: l’abbonamento base di 3,95 euro al mese è valido fino a 10.000 visitatori mensili.

Offre anche una serie di servizi aggiuntivi gratuiti quali:

  • Creazione di un account email personalizzato con il tuo dominio (del tipo info@tuosito.it)
  • Servizio di Backup
  • Trasferimento di un sito o un dominio già esistenti verso SiteGround in poche ore
  • Tutorials e guide scaricabili per la creazione e gestione del tuo sito
  • cPanel flessibile e ricco di funzionalità
  • Aggiornamenti automatici di WordPress
  • Passaggio da HTTP a HTTPS

Il tutto condito da un servizio di supporto tecnico attivo 24 ore su 24 (disponibile anche in italiano) e reperibile via telefono, mail o chat.

Essendo SiteGround il servizio di hosting che utilizzo per questo sito, posso personalmente garantire sulla professionalità degli operatori del servizio di assistenza e sulla loro competenza e tempestività nel risolvere i problemi.

Ultimo, ma non meno importante, il team di SiteGround ha ideato un incredibile sistema di protezione da eventuali attacchi hacker che può contare su ben 7 livelli di sicurezza.

Bluehost

come usare wordpressBluehost è il secondo provider che mi sento di raccomandare.

Anch’esso ottimizzato per WordPress, i suoi piani
partono da 3,95 dollari al mese ed includono:

 

  • Dominio gratis il primo anno
  • Installazione WordPress con 1 click
  • Backup
  • Account email personalizzati
  • Offerte e sconti per campagne pubblicitarie online
  • Webinars gratuiti per la creazione e gestione del proprio sito

Anche Bluehost offre un servizio di supporto attivo 24 ore per 365 giorni all’anno, raggiungibile via chat o email (via telefono lo sconsiglio: bisogna chiamare negli Stati Uniti), ma disponibile solo in inglese.

2. Scegli con cura dominio ed estensione

come usare wordpress

Il dominio è l’indirizzo URL del tuo sito. L’estensione è la parte che si trova dopo il punto.
Quando acquisti un piano hosting, puoi scegliere anche il dominio e l’estensione che vorresti per il tuo futuro blog.
Se non hai ancora le idee chiare su quale nome scegliere, ecco alcuni consigli evergreen:

  1. Utilizza le keywords relative al tuo settore o argomento del blog.
  2. Rendilo unico: il tuo dominio è parte del tuo brand. Cerca delle keywords o una combinazione di esse che si differenzi e rispecchi la personalità del tuo business.
  3. Rendilo semplice da digitare. Domini troppo lunghi o difficili da scrivere possono risultare “fastidiosi” per gli utenti. Ricorda che puoi inserire i trattini per separare le parole.

In merito all’estensione del sito, è sempre consigliato scegliere una di quelle più comuni ed utilizzate.
La scelta si riduce, gran parte delle volte, a .com o .it.
L’estensione .com è l’estensione di dominio di primo livello più utilizzata e più popolare tra i navigatori del Web.
Se vuoi aprire un blog che sarà indirizzato (anche) ad un pubblico internazionale devi senz’altro scegliere quest’estensione.
Il dominio che termina con .it è un country code top-level domain cioè un dominio di primo livello nazionale. Se devi creare un blog per un pubblico di lingua italiana questo tipo di estensione è senz’altro la scelta migliore.

3. Crea il tuo blog con WordPress

come usare wordpress

Il secondo ingrediente di cui hai bisogno per poter aprire un blog è un CMS (Content Management System), ovvero un programma per la creazione e la gestione dei contenuti e dei file del sito stesso.
Esistono diversi CMS sul mercato, ma uno tra i più popolari ed utilizzati sul pianeta è WordPress.

Perché?

  • È estremamente user-friendly.
  • Puoi utilizzarlo anche se non sei un programmatore o un web master.
  • È gratuito.
  • È 100% SEO-friendly: oltre che piacere a noi, piace anche a Google.
  • Ha una vastissima community di riferimento con cui puoi interagire in qualunque momento all’interno del forum.
  • Puoi avvalerti di moltissimi tutorial sul suo utilizzo.

A scanso di equivoci, è importante fare una piccola-grande precisazione.

Esistono due versioni di WordPress: WordPress.com e WordPress.org

  • Utilizzando WordPress.com gestirai il tuo sito direttamente dalla piattaforma online di WordPress. In questo modo non dovrai acquistare né dominio né spazio hosting.
    Perché non la consiglio? Perché presenta delle fortissime limitazioni: non è possibile installare né tema né plugin. Il risultato sarà quindi un sito penalizzato dal punto di vista dell’aspetto e della funzionalità. Oltre che decisamente non professionale.
  • WordPress.org è la versione di WordPress a cui mi sono implicitamente riferita finora. Si tratta di un software open-source che puoi scaricare e installare all’interno di uno spazio hosting (infatti è anche detto self-hosted) che offre infinite possibilità di personalizzazione del proprio blog perché supporta migliaia di temi e plugin. In pratica, con la versione self-hosted di WordPress, si può creare qualunque tipo di sito.

4. Come installare WordPress

Ecco un utilissimo video tutorial su come acquistare dominio e spazio hosting e installare WordPress (.org) su SiteGround, del sempre valido Andrea Di Rocco:

Iniziamo a creare il nostro nuovo sito web, allora.

5. Scelta del tema WordPress: le 10 regole d’oro

come usare wordpress

Ebbene sì. Per funzionare, WordPress ha bisogno di un tema.

Cos’è un tema?

È un programma che genera il layout e l’aspetto grafico del sito e permette di aggiungere funzionalità a WordPress. 

Una volta installato, WordPress avrà un suo tema di default.
Si tratta di un template piuttosto basico che difficilmente soddisferà le esigenze legate alla creazione di un sito professionale. La buona notizia è che si può cambiare.

Per WordPress sono disponibili sia temi gratuiti che a pagamento (anche detti Premium).
I primi li puoi trovare direttamente sul sito di WordPress, mentre alcuni tra i siti di temi Premium più popolari sono Theme ForestMy Theme Shop  ed Elegant Themes.
La scelta è davvero sconfinata ed è facile sentirsi sopraffatti dalle migliaia di opzioni disponibili. Per aiutarti a prendere una decisione eccoti quelle che io chiamo le 10 regole d’oro per la scelta di un tema WordPress.

#1 Opta per la semplicità

Focalizzati su un tema il cui design sia esteticamente accattivante, ma non eccessivamente complicato (un milione di colori, fonts stravaganti, grafica labirintica, ecc). Il fine ultimo di un sito è aiutare i visitatori a trovare le informazioni che cercano e i proprietari a raggiungere i loro obiettivi. Quindi l’usabilità e la facilità di navigazione non devono mai essere compromesse. Opta anche per un tema che abbia un website builder al suo interno: potrai creare le pagine del blog spostando i singoli elementi al loro interno con un semplicissimo Drag and Drop. 

#2 Cerca un tema responsivo

I temi responsivi adattano il loro layout a seconda del dispositivo da cui si visita il sito. Dato che la maggior parte del traffico web ormai proviene da mobile, un tema mobile-friendly è diventato una scelta obbligata.

come usare wordpress

#3 È compatibile con i principali browser?

I futuri visitatori del tuo blog utilizzeranno browsers differenti (oltre che dispositivi differenti). Alcuni temi potrebbero apparire perfetti su alcuni browser, ma presentare problemi su altri. Assicurati quindi che il tema sia compatibile con tutti i maggiori browser: Google Chrome, Firefox, Internet Explorer, Safari, ecc.

come aprire un blog

#4 E con WordPress?

O meglio: è compatibile con l’ultima versione di WordPress? È importante che il tema sia aggiornato tempestivamente dagli sviluppatori quando vengono rilasciate nuove versioni del CMS.
come aprire un blog

#5 Controlla le recensioni e il numero di download

È probabile che ad un punteggio degli utenti elevato e ad un alto numero di download corrisponda un’alta qualità del tema.

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#6 È ottimizzato in chiave SEO?

WordPress è già un’ottima piattaforma da un punto di vista SEO, ma anche il tema gioca un ruolo cruciale.
Un template può essere esteticamente molto piacevole, ma presentare lo stesso un codice HTML piuttosto scarso.
Se è stato pensato anche per la SEO, molti sviluppatori di temi Premium te lo diranno già nella descrizione del template.

come aprire un blog

#7 Controlla i widget e i plugins supportati

I widget e i plugin sono il vero punto di forza di WordPress perché ti permettono di espandere al massimo le funzionalità (e il potenziale) del tuo sito. E, come dicevo, molte funzioni del sito variano a seconda del template per cui si opta.  Assicurati quindi che il tema che sceglierai supporti tutti quei plugin che ritieni essenziali per la tua attività.

come aprire un blog

#8 Scegli un tema translation-ready

Se dovessi aver bisogno di costruire un sito in più lingue (come nel mio caso) o volessi tradurre in italiano un template (sono quasi tutti in inglese) scegli un tema che supporti i plugin per sviluppare un sito multilingue e che ti permetta di tradurre i singoli elementi al suo interno. Come WPML, ad esempio.

come aprire un blog

#9 Il tema supporta un e-commerce?

Se stai usando WordPress per creare un sito e-commerce o, magari, vuoi un sito vetrina con una pagina shop, il template deve (ovviamente) supportare questa funzione.

come creare un blog

#10 Last but not least: accertati che il tema offra un servizio di supporto valido

Come per il servizio di hosting, se dovessi avere un problema tecnico vorresti avere la possibilità di rivolgerti a degli sviluppatori che lo risolvano, piuttosto che fare tutto da solo/a. Meglio ancora se, assieme al tema, vengono offerte delle guide e dei tutorial sull’installazione e l’utilizzo.come usare wordpress[Se vuoi sapere a quale tema appartengono le immagini qui sopra, si tratta di Enfold].

Una volta individuato il tuo tema, per installarlo vai su Aspetto -> Temi -> Aggiungi Nuovo ed inizia a personalizzarlo aggiungendo il tuo logo, i colori del tuo brand e tutto ciò che ti serve.

6. SEO: non è finita qui

come usare wordpressSEO on-site e on-page

Con WordPress come CMS e il tema giusto siamo già a buon punto.

Mancano gli ultimi accorgimenti da utilizzare per ottimizzare al massimo il tuo sito.
E fare in modo che Google si innamori di te 🙂

  • Scarica il plugin SEO by Yoast. È il miglior plugin WordPress per aiutarti di volta in volta ad ottimizzare i tuoi contenuti, siano essi pagine (Pagine -> Aggiungi Nuovo) o articoli del blog (Articoli -> Aggiungi Nuovo) così da posizionarti sempre meglio sui motori di ricerca.
  • Collega il sito a Google Analytics. Solitamente è possibile farlo attraverso il tema, inserendo il codice di monitoraggio direttamente nelle impostazioni. In alternativa si può utilizzare un plugin come Google Analytics by Yoast.
  • Inizia ad usare le parole chiave e ad inserirle nel titolo, nello URL, nel testo dell’articolo, nel testo alternativo delle immagini ecc. Se hai dei dubbi in fatto di keywords, leggi il mio post sui tools gratuiti per trovare le parole chiave più adatte al tuo caso.
  • Registra il sito su Google Search Console: un servizio gratuito offerto da Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati della Ricerca Google.

SEO off-page

come aprire blog di successo

Ovviamente si tratta di tecniche da utilizzare in un secondo momento, quando avrai già aperto il tuo blog e il sito sarà pronto e finito.

Ma non sottovalutare la SEO off-page: è importante almeno quanto la SEO on-site perché fornisce a Google un’indicazione su quanto sia popolare e come viene percepito il tuo blog. 

I principali fattori di SEO off-page sono:

  • Link building. Ovvero la creazione di link di qualità su altri siti che puntano verso il tuo.
  • Guest post. Un’ottima tecnica di link building e di crescita del traffico verso il tuo blog.
  • Condivisione sui social media. 
  • Incluso Google +. Perché qualunque contenuto postato su Google + viene indicizzato da Google (stai rivalutando Google+ vero? )
  • Aggregatori di blog. Ovvero piattaforme che raccolgono tutti i blog ordinandoli per categoria. Puoi chiedere di iscrivere il tuo in qualunque momento.

Una volta che avrai messo in pratica una o più di queste tecniche puoi utilizzare i SEO tools di cui ti parlo qui per controllare il posizionamento del tuo sito ed eventualmente “aggiustare il tiro”.

7. Evita il “blocco dello scrittore” con un calendario editoriale

Torniamo all’interno del nostro blog. Finalmente è pronto e ottimizzato: puoi passare alla stesura e alla pubblicazione dei post.

Il calendario editoriale è uno strumento importantissimo per assicurarsi una pubblicazione regolare degli articoli e facilitare il posizionamento sui motori di ricerca.

WordPress ha già una propria funzione nativa per programmare i singoli post, ma i plugin per il calendario editoriale ti permettono di avere una visione complessiva di tutti i post da pubblicare, giorno per giorno.
Tra tutti, il più popolare è senz’altro Editorial Calendar.

8. Pubblica immagini e video di qualità

come usare wordpress

Utilizzare dei contenuti visivi di alta qualità è un altro aspetto cruciale quando si tratta di creare contenuti piacevoli, leggibili ed accattivanti.

Fortunatamente il Web ci mette a disposizione moltissimi siti da cui è possibile scaricare, in maniera gratuita e legale, immagini e video professionali ad alta risoluzione (qui te ne elenco più di 20).

PRO TIP. Le immagini ad alta definizione sono spesso tanto belle quanto pesanti. Se pubblicate sul sito così come sono, potrebbero comprometterne la velocità di caricamento. Prima di caricarle sul blog utilizza dei tools come JPeg Mini, ImageOptim Image Optimizer: alleggeriscono il peso delle foto senza intaccarne la qualità.

9. Abbraccia le “buone pratiche” del blogging

Per rendere i tuoi contenuti quanto più fruibili possibile e per mantenere vivo il tuo blog, il mio consiglio è di seguire sempre questi passaggi. Sia nella fase di stesura sia dopo aver pubblicato gli articoli.

  • Inserisci sempre dei link sia interni che esterni che reindirizzino ad altri contenuti d’interesse per i tuoi lettori.
  • Suddividi il testo in paragrafi per renderlo più leggibile.
  • Crea elenchi puntati (come questo) e numerati (come l’articolo).
  • Evidenzia in grassetto i concetti più importanti.
  • Alterna sempre testo e contenuti visivi per non appesantire la lettura degli articoli.
  • Rispondi sempre ai commenti dei lettori.

Soprattutto, prediligi chiarezza e semplicità. Scrivi per le persone, non per i motori di ricerca. Se la SEO è ottimizzata e il tuo lavoro costante, i risultati arriveranno.

10. Rendi il tuo blog super sicuro

come usare wordpress

Avere servizi di web hosting come SiteGround o Bluehost è già un ottimo punto di partenza.

Ci sono poi alcune buone pratiche da seguire e plugin da utilizzare per poter gestire il proprio sito in totale tranquillità, consapevoli che per qualunque imprevisto ci sarà sempre un rimedio (e non andremo nel panico):

  1. Scarica sempre gli aggiornamenti di WordPress: sono fondamentali per la sicurezza e la stabilità del sito.
  2. Installa un plugin specifico per la sicurezza. Personalmente utilizzo iThemes Security (considerato uno dei più potenti): ha più di 30 funzionalità.
    Ad esempio, permette di fare un backup del sito in qualunque momento, invia una email di notifica all’amministratore in caso di tentativi di accesso indesiderati e individua e banna gli indirizzi IP indesiderati inserendoli in una “black list” ad hoc.
  3. Utilizza Akismet contro lo spam: installalo ed attivalo per bloccare i commenti indesiderati.

11. E mettilo a norma

come usare wordpress

Privacy Policy e Cookie Law

In base al codice della privacy – D. Lgs 196/2003, su ogni sito web si deve poter accedere alla privacy policy. Significa che è necessario pubblicare due link (uno per un’informativa breve e uno per un’informativa estesa) che illustrino come vengono trattati i dati sensibili dell’utente. Nel caso in cui l’informativa sulla privacy non compaia sul proprio sito, le sanzioni previste vanno dai 6.000 euro in su.

Il 2 giugno 2015, inoltre, è entrato in vigore il Provvedimento numero 229/2014 del Garante della Privacy che prevede che l’utente venga informato e debba dare il suo consenso all’utilizzo dei cookie.

Le sanzioni per la mancata applicazione del provvedimento sono piuttosto pesanti anche in questo caso:  da un minimo di 6.000 euro ad un massimo di 36.000 per omessa informativa e da 10.000 a 120.000 euro nel caso in cui venga dimostrata l’installazione di cookie di profilazione senza l’autorizzazione degli utenti.

Insomma, meglio attrezzarsi.

La più classica delle soluzioni per l’adeguamento del proprio sito alla normativa vigente è offerta da Iubenda. Sottoscrivendo un abbonamento annuale a Iubenda, infatti, è possibile acquistare un vero e proprio pacchetto completo di cookie policy e privacy policy creato ad hoc per il tuo sito. Si potrà poi installare il tutto grazie all’apposito plugin.

Indicazione della Partita Iva nella Home Page

Per i siti professionali c’è anche un’altra normativa a cui attenersi: l’art. 34 del D.P.R. 633/72 e ribadita dalla Risoluzione n. 60 del 2006 dell’Agenzia delle Entrate. Se possiedi un sito web con evidenti fini “economici” (in cui, cioè, vendi prodotti o servizi) è obbligatorio indicare la Partita Iva nella home page del sito.
Le sanzioni per la mancata aggiunta della Partita Iva vanno dai 258 ai 2.065 euro.

Pronti ad andare online?

Spero che questa mini guida su come aprire un blog professionale sicuro, legale e seo-friendly sia stata utile. Se hai altri dubbi o vuoi aggiungere dei suggerimenti, lasciami pure un commento.

Vorresti saperne di più su come aprire un blog o vuoi discutere con me su come creare un sito professionale? Contattami. Mi piacerebbe ascoltare la tua storia.

 

Parole chiave. 6 tools gratis per utilizzarle al meglio e vivere felici

seoHai creato un sito internet super veloce, con testi da premio letterario, ma il traffico è ancora molto scarso?

Ti sei assicurato che le parole che utilizzi coincidano con quelle utilizzate dalle persone quando effettuano ricerche online (incluse tutte le persone potenzialmente interessate ai tuoi contenuti, sevizi o prodotti)?

Come già accennato nel mio post sulla SEO, più del 70% degli utenti si affida a Google per trovare risposte alle proprie domande o soluzioni ai propri problemi.

Prima ancora di iniziare a creare contenuti, perciò, è essenziale fare una ricerca su quali siano le più importanti query di ricerca riguardo all’argomento di cui vogliamo trattare.
In altre parole, dobbiamo trovare una serie di parole chiave.

Tools

Ma come si cercano le parole chiave?
Il Web ci mette a disposizione diverse risorse e tools, molti dei quali gratuiti e, a mio parere, altrettanto validi rispetto a quelli a pagamento. Ecco i più popolari:

Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords

Necessita di un account Google per essere utilizzato (quindi se hai Gmail sei già un passo avanti).
Può essere uno strumento utilissimo perché permette di impostare la ricerca in base alla lingua e al paese d’interesse.

parole chiave
Una volta cliccato su Trova idee, il tool restituisce un elenco di parole chiave e il relativo volume medio mensile di ricerca per ciascuna di esse.


Purtroppo, a seguito di un aggiornamento introdotto nel 2016, Google non rende più visibili i volumi di ricerca a meno che non si investa almeno una volta in una campagna pubblicitaria su AdWords.
Diversamente, lo strumento sarà comunque disponibile, ma mostrerà un range di valori (ad es. 1.000-10.000).
Niente paura: più avanti ti mostro come si può “saltare” questo ostacolo.

Moz KeyWord Explorer

Anche se nella versione gratuita permette un massimo di due ricerche al giorno, può essere una valida alternativa al tool di Google.
Oltre all’elenco di parole chiave, offre una serie di dati aggiuntivi: i volumi di ricerca, la Difficoltà di ciascuna parola chiave (di comparire nei risultati di ricerca) e l’Opportunity Score, cioè quanto quella parola posizionerebbe il contenuto una volta online.

Übersuggest

Personalmente uno dei miei tool preferiti perché consente di trovare molte più query rispetto al tool di Google.

In base alla frequenza di ricerca di una determinata parola chiave, Übersuggest elenca tutte le keywords correlate a quella principale, e le restituisce ordinate in ordine alfabetico.
Ad esempio, se inseriamo “Hotel a Roma” vediamo che tra i primi risultati compaiono “Hotel a Roma con SPA” e “Hotel a Roma economici”.
Significa che quando si cerca un albergo a Roma, le ricerche che vengono effettuate con maggior frequenza sono quelle per un albergo con un centro benessere o un albergo a prezzi convenienti.
In questo senso Übersuggest è uno strumento molto utile per creare dei veri e propri calendari editoriali. Una volta ottenuto un elenco di parole, infatti, si può dedicare un articolo -o una pagina del sito internet- a ciascuna di esse (iniziando da quelle più frequenti).

Piccolo Bonus. 
Per “superare l’ostacolo” di Google AdWords relativo alle informazioni limitate sul volume delle ricerche che offre il tool sulle parole chiave, ti consiglio di integrare l’utilizzo di Übersuggest con l’estensione KeyWords Everywhere.
In questo modo compariranno i volumi di ricerca accanto a ciascuna keywords e disporrai di dati completi per la tua analisi.

seo

Le parole chiave hanno la coda lunga

Quello delle keywords articolate è un aspetto importante: “parola chiave” NON significa necessariamente una sola parola.
Di più: quando sono composte da un singolo termine, di solito si tratta di query molto generiche e dalla competitività elevata.
Ciò che, per l’appunto, si dovrebbe ricercare sono quelle che in inglese si chiamano Long Tail Keywords: parole chiave con la coda lunga. 
Cioè parole chiave composte da più termini. Essendo molto più specifiche, infatti, rendono più semplice la “scalata” verso i primi risultati di Google.

I tool migliori per trovarle? Oltre allo stesso Übersuggest, un altro strumento estremamente valido è Answer The Public.

Analizzare la competitività delle parole chiave

Perché è importante? Perché ciò che fa la differenza tra contenuti strategici e contenuti inefficaci è uno studio sulle loro potenzialità di sviluppo.

Ecco di quali tools ci possiamo avvalere:

Google Trends

Se non è possibile visualizzare il volume di ricerca nel tool di AdWords, Trends può essere un buon sostituto.
Una volta impostata l’area geografica e l’intervallo temporale che ci interessa, Google Trends mostra l’interesse nel tempo di una determinata keyword. Ecco cosa compare inserendo la query “come aprire un blog”

google

Anche se con un’evidente presenza di picchi e ricadute, è chiaro come nel corso degli anni -dal 2004 ad oggi, per l’esattezza- l’interesse verso questo tipo di ricerca sia andato notevolmente aumentando.

Perché è utile Google Trends? Perché permette di fare previsioni sul potenziale successo o meno delle parole chiave.

Investire in keywords che mostrano un interesse in crescita è un ottimo punto di partenza, così come puntare su keywords in calo non risulterà una strategia vincente.

Sem Rush

Anche questo è un tool di cui ho già parlato in un post precedente.
Una volta entrati nella versione italiana, Sem Rush ci dà una panoramica del trend della parola chiave inserita (oltre al costo PPC delle keyword che si stanno analizzando).

Anche questo tool, nella sua versione grauita, consente un massimo di due ricerche al giorno, ma rimane comunque uno strumento di analisi molto efficace.

Conclusioni

Spero di esserti stata d’aiuto nel capire l’importanza che rivestono le parole chiave e quali tools utilizzare per estrapolarle.
E soprattutto nell’illustrarti quante informazioni utili si possano ancora reperire in modo gratuito.

Se hai domande o dei suggerimenti per me, lasciali pure nei commenti.