Scrittura creativa: quali sono le differenze rispetto alla creazione di contenuti per il web?

Molti sarebbero portati a pensare che la scrittura creativa e lo scrivere per il web siano la stessa cosa. In realtà presentano delle differenze sostanziali:

1. Lo stile della scrittura

La scrittura creativa è una forma di narrazione d’intrattenimento. Qualcosa che la maggior parte delle persone leggerebbe come passatempo.

La creazione di contenuti per il web, invece, è solitamente una forma di marketing. Il contenuto di un articolo di un blog o di una pagina web deve essere preciso, persuasivo ed andare dritto al punto.

2. Il contesto in cui vengono utilizzate

La maggior parte delle persone considera la scrittura creativa una forma d’arte in cui il focus principale della narrazione è presentare le proprie idee nella maniera più unica ed originale possibile.

Quando si creano contenuti per il web una buona scrittura è senz’altro importantissima, ma spesso è  necessario abbandonare l’aspetto più “estetico” del testo ed optare per un contenuto favorisca meglio la vendita/promozione di un prodotto o servizio.

3. L’utilizzo della SEO

Quando si scrive per il web un fattore fondamentale che influenza la scrittura è l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Ciò può significare includere parole chiave, utilizzare link interni ed esterni, tag e categorie, inserire ed ottimizzare immagini e video.

La scrittura creativa, invece, non è vincolata alle regole della SEO.

4. Le finalità per cui vengono utilizzate

Riassumendo: la scrittura creativa intrattiene mentre la scrittura di contenuti online vende o promuove.

Insomma, bisogna essere ben più di un semplice intrattenitore per essere un buon creatore di contenuti per il web.

Imparare a scrivere per il web: le skill più importanti.

Ecco i punti di partenza essenziali per qualunque content writer o web editor:

  • Conosci il tuo pubblico. Ovvero quelle che i marketer chiamano “buyer persona”. Se sai chi sono i tuoi lettori, potrai scrivere ciò che vogliono leggere. Scrivi per il tuo pubblico. Non per te stesso, non per la tua azienda, non per il tuo brand.
  • Ricerca le parole chiave.
  • Studia la concorrenza. Quali contenuti di successo stanno condividendo (o hanno condiviso) coloro che operano nel tuo stesso settore?
  • Crea un titolo accattivante. Prenditi il ​​tuo tempo e crea un titolo che porti i lettori a leggere il resto. L’importanza del titolo è tutta qui: può invogliare le persone alla lettura o avere l’effetto esattamente contrario.

Scrittura creativa online. Non è finita qui.

Che ci si occupi di “pura” scrittura creativa o di scrivere contenuti (di marketing) per il web, è necessario possedere queste competenze:

  • Ottima conoscenza della grammatica (sembra scontato, ma in Rete ormai se ne leggono di tutti i colori…)
  • Padronanza di più stili di scrittura
  • Ottime capacità di ricerca
  • Capacità di scrivere rapidamente e in tempi stretti
  • Saper variare il “tone of voice” e l’argomento
  • Conoscenza dell’ambito di cui si scrive
  • Capacità di generare nuove idee

Insomma, un buon content writer deve saper essere estremamente flessibile.

Articoli

Software e-learning: il nuovo modello di apprendimento

È chiaro ormai a tutti che il web è la risorsa per eccellenza.

È utile per la ricerca di qualunque cosa, per la promozione di attività di qualunque genere, per lo svago ma soprattutto per imparare.
Infatti i software e-learning ricoprono un ruolo sempre più importante.

L’apprendimento digitale attraverso i software e-learning

Attraverso i software e-learning gli studenti possono trovare i corsi utili al loro apprendimento e i coach mettere in vendita il frutto del proprio lavoro e del proprio sapere.
Nei precedenti articoli sulle piattaforme e-learning ti ho spiegato come puoi promuovere il tuo corso online e quali sono le fasi operative nella stesura e che tipologia di corsi puoi produrre e quindi vendere.
Questi sistemi di apprendimento digitale offrono sicuramente un nuovo approccio nei confronti della formazione e abbatte molte barriere geografiche ma anche economiche. Questo perché stando comodamente a casa si possono seguire corsi in tutto il mondo e dal punto di vista economico, l’accesso a questi corsi diventa sempre più adatto alle tasche di tutti vista la grande offerta del web.

Vataggi dei software e-learning

Acquistare un corso su un software e-learning offre notevoli vantaggi sia per i docenti che per gli studenti.
Infatti, un percorso e-learning diventa attraente per diversi motivi:

  • Mette a disposizione degli studenti materiale multimediale (ognuno può scegliere quello più adatto alle proprie esigenze)
  • È ecologico perché non è necessario stampare su carta
  • C’è interazione fra docente e studente
  • È facile monitorare le attività degli studenti
  • Si possono eseguire test di valutazione anche coinvolgenti

Tutto questo avvicina tra loro varie figure e apre nuove forme di monetizzazione.
Quella dei corsi online è, infatti, un’economia scalabile.

Una volta preparato un corso, a meno che non sia in un rapporto di uno a uno, non dovrai far altro che inserirlo in un software e-learning e iniziare a vendere. Puoi idearne più d’uno e creare delle piccole rendite passive. Puoi realizzare una collana di corsi, magari collegati tra loro, e pensare a degli abbonamenti per fidelizzare i tuoi clienti e dare un contributo al cambiamento.

Già perché stiamo assistendo ad una completa transazione al digitale!

Oltre a tutto ciò potrai creare una Community intorno alla tua attività e permettere agli studenti di restare in contatto con te e fra loro per scambiare consigli utili e confrontarsi sui progressi raggiunti.

Per fare questo naturalmente puoi affidarti ai social. Su Facebook ci sono molti gruppi di coach con accesso solo per gli acquirente dei corsi. Ti rende più vicino ai tuoi clienti e ti permette di fidelizzarli.

Altro vantaggio dell’e-learning è la possibilità di scegliere il corso fatto su misura per sé. Ognuno infatti ha caratteristiche diverse e ci sarà chi avrà più confidenza con i video corsi, gli audio corsi, le presentazioni e così via.

5 software e-learning che ti stupiranno

Oggi ti presento dei software e-learning professionali. Come anticipato, questi software ti stupiranno per la facilità di utilizzo e per il loro grado di professionalità.

  • Moodle
  • Udacity
  • Kajabi
  • Opigno
  • Learn Linq

Moodle

Moodle è un software e-learning appartenente al sistema LMS, ovvero Learning Management System.
In realtà Moodle è un acronimo e sta per Modular Object-Oriented Dynamic Learning cioè è un sistema di apprendimento modulare e dinamico orientato agli oggetti.
Questo sistema dinamico permette agli studenti e ai docenti di interagire scambiando commenti anche relativamente ai contenuti pubblicati e proporre suggerimenti.
Ha un alto livello di personalizzazione, infatti i docenti possono interagire con gli studenti scegliendo di approfondire alcuni degli argomenti trattati in classe e gli studenti possono programmare lo studio scegliendo quali corsi seguire in base alle proprie necessità.
Il materiale è multimediale e possono essere inseriti dei quiz per la valutazione.

Udacity

Altro software di e-learning che prevede la costituzione dei corsi con video lezioni e quiz che promuovono lo stile di apprendimento “impara facendo”.
Al termine dei corsi gli studenti, con l’aggiunta di una quota, possono richiedere un certificato spendibile nel mondo del lavoro.
Udacity è famoso per i suoi nanodegree, ovvero piccoli corsi di studio proprio come fosse una Università ma in formato “tascabile”. 😉
Prevede anche una parte di corsi del tutto gratuita.

Kajabi

Kajabi non è un vero e proprio software e-learning.
Possiamo definirlo come una piattaforma online, simile a wordpress, adatta alla vendita dei corsi online, in particolare video corsi.
È molto completo ed offre la possibilità di scegliere il tema che preferisci ed il tuo logo e, inoltre, di raccogliere le email dei tuoi clienti, produrre report di vendita e personalizzare tutti i campi.
Funge, insomma, da marketplace.
Ha un sistema di gestione clienti semplice e veloce: gli utenti vengono inseriti in liste diverse n base a determinati criteri di acquisto o di interesse. In questo modo puoi inviare newsletter facilmente o inoltrare i tuoi annunci. È molto facile anche l’aspetto legato al marketing poiché grazie a dei modelli standard puoi in pochi click creare la tua landing page, il modulo contatti o le tue offerte.
Insomma, se non sai da dove partire con la vendita dei tuoi video corsi sicuramente Kajabi fa al caso tuo.

Opigno

Pensato per le aziende che vogliono accrescere la formazione dei dipendenti, Opigno è una piattaforma LMS. I creatori di Opigno la definiscono una piattaforma: Collaborativa, Innovativa, Scalabile.
Ha un’interfaccia completamente personalizzabile. Gli studenti, anche in questo caso, possono adattare alle proprie esigenze il proprio piano di studi. È sincronizzabile con tutti i dispositivi e offre test intermedi per monitorare l’avanzamento della formazione.
Oltre ad essere coinvolgente per gli studenti, è molto pratico anche per i coach poiché offre degli strumenti di creazione guidata del percorso e ha uno strumento di importazione Power point.
Permette di produrre delle certificazioni e offre un sistema di interazione e messaggistica interna con la possibilità di attivare anche le notifiche push.
Oltre alla vendita di corsi singoli si possono inserire offerte per permettere agli studenti di acquistare abbonamenti.

Learn Linq

Con questo software e-learning potrai tenere costantemente aggiornato il tuo team e controllare gli sviluppi del loro apprendimento.
LearnLinq usa percorsi di formazione logistica per la gestione, programmazione, organizzazione ed esecuzione di tutte le attività relative ai piani formativi annuali.
In questo modo il tuo lavoro sarà più gestibile.
Dalla piattaforma stessa puoi pianificare i corsi, inviare gli inviti alle persone interessate, fare le previsioni che ti interessano rispetto al corso, quindi alle vendite e all’interesse suscitato. Puoi creare le certificazioni e scegliere come strutturare il corso. Puoi quindi decidere se inserire video, presentazioni, creare degli esercizi, ecc.
Prima di decidere se è il software che fa per te e per il tuo team puoi fare una prova gratuita.

 

Se non hai ancora creato il tuo corso e hai bisogno di un supporto sulla creazione o sull’utillo delle piattaforme contattami. Sarò felice di aiutarti a guadagnare con i tuoi corsi!

P.S. Dimenticavo!

Ho creato un corso gratuito dove condivido tantissimi altri consigli e risorse (gratis anche quelle!) per gestire al meglio il tuo business. Se vuoi dargli un’occhiata puoi iscriverti qui sotto.


Ho letto la Privacy Policy e autorizzo al trattamento dei miei dati personali

Vendere corsi di formazione: formati e tool

Che piaccia oppure no, quando si crea un percorso formativo bisogna anche pensare all’aspetto commerciale, ovvero: come vendere i corsi di formazione

Ogni professionista che si rispetti, terminata la fase legata agli aspetti puramente formativi, deve pensare a come promuovere il proprio corso; e quindi a come monetizzarlo.

Nei miei precedenti articoli sui corsi online ti ho parlato dei primi passi da muovere per creare un corso e delle piattaforme e-learning migliori su cui farlo.

Oggi voglio presentarti una tipologia di prodotto da vendere quando scegli la strada della formazione: gli Infoprodotti

Cosa Sono gli Infoprodotti

Come suggerisce il nome stesso, sono prodotti informativi e digitali utili all’accrescimento delle proprie competenze. Fondamentalmente sono dei piccoli corsi  in cui racchiudi il tuo sapere, in una specie di formato “libricino”. 

Puoi crearli sotto forma di e-book e venderli dal tuo sito o tramite affiliati. Che sono sempre un ottimo modo per monetizzare in maniera passiva. Infatti, una volta creato, non dovrai far altro che seguire delle semplici linee guida per la sua messa in vendita.

Prima di capire come vendere corsi di formazione vediamo ancora più da vicino gli infoprodotti.

Caratteristiche dei corsi di formazione

Probabilmente ti starai chiedendo quanto dev’essere lungo un infoprodotto per essere valido.

Non c’è una lunghezza giusta o sbagliata. È tutto relativo al contenuto e agli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Se si tratta del tuo primo infoprodotto ti consiglio di creare un ebook breve, ma denso di informazioni.
Cerca di comunicare ciò che sai bene, ma sinteticamente. Questo servirà a facilitare il primo lancio e a dare sicurezza a te che ti affacci per la prima volta nel mondo degli infoprodotti. La modalità con cui diffonderlo la stabilisci tu (freebie per l’iscrizione alla newsletter, prodotto a pagamwnto, ecc). 

Le varie tipologie di corsi di formazione

Vediamo insieme quanti modi ci sono per realizzare il tuo infoprodotto.

Raccogliere le tue conoscenze 

Certamente puoi fare riferimento alle tue passioni e alle tue competenze scrivendo di qualcosa che conosci bene al punto da riuscire a raccogliere e mettere nero su bianco idee, concetti e teorie. Puoi farlo sotto forma di contenuto scritto e arricchirlo con grafici o immagini. Personalizzalo come preferisci perché sia accattivante e allo stesso tempo immediato. 

Ricorda che se l’utente finale apprezza il tuo lavoro sarà invogliato a comprare ancora. 

Raccolta di articoli

Se hai un tuo blog e hai molti articoli riguardanti un tema specifico puoi raccoglierli per creare il tuo corso.
Può sembrare banale, ma non lo è affatto perché organizzando gli articoli sparsi per il blog, dai al tuo lettore una guida, magari aggiungendo dei contenuti esclusivi che saranno disponibili solo per chi acquista l’infoprodotto. Pensa a quanto tempo risparmia il lettore finale! Per non parlare del fatto che è stampabile, cosa che adoreranno gli amanti del cartaceo.

Manuale/Guida specifica su come fare qualcosa

Pensa a qualcosa che sai fare molto bene e che hai imparato da sola. E pensa a come ti sarebbe stato utile leggere una guida su “come fare per” prima di iniziare quel percorso da autodidatta.

Sono moltissime le persone che si rivolgono al web (e non solo) per imparare qualcosa di nuovo che sia spiegato passo dopo passo e in modo semplice da un esperto. Se l’esperta sei tu che aspetti a iniziare? 😉

Raccolta di video del tuo schermo (Screencast)

Ci hai mai pensato? Sei brava ad usare tool, app e software vari? Perché non registrare lo schermo del tuo pc con la tua voce in sottofondo e spiegare al tuo pubblico come si fa? Non richiede troppo sforzo. Tu esegui  delle operazioni (ormai normalissime per te) e le mostri ai tuoi clienti. Saranno molto felici di vedere da vicino come risolvere il loro problemi. Non sai come fare? Ecco qui alcuni suggerimenti che fanno al caso tuo. 

Raccolta di slide

Se i video non fanno per te, puoi raccogliere il tuo sapere con delle presentazioni.
Così potrai riassumere ciò che sai con schemi, grafici e immagini. Anche in questo caso puoi registrare la tua voce a corredo delle slides per raccontare i dettagli. Ricorda sempre la regola del 10/20/30 di Guy Kawasaki: un po’ datata, ma sempre validissima. Utilizza anche un tool pensato apposta creare presentazioni accattivanti come Prezi.

Videocorsi

Non ti piace la scrittura o gli altri metodi comunicativi “classici”? Se sei spigliata il video può essere la tua “arma” migliore. E devi assolutamente vendere i tuoi corsi di formazione in formato video. Puoi usare Youtube o Twitch

Audiocorsi/Podcast

In questo caso il tuo punto di forza deve essere la tua voce. È certamente coinvolgente e comodo come sistema educativo e può essere anche pratico e veloce da realizzare. 

Perché un Infoprodotto?

Il grossissimo vantaggio dei corsi online è che non hai bisogno di una sede fisica per crearne uno.
Sono prodotti virtuali che saranno archiviati digitalmente. E in quanto tali possono essere venduti in maniera automatica e generare, quindi, una rendita passiva

Ovviamente dovrai essere molto attenta alla promozione, senza la quale sarà difficile farti conoscere. 

E adesso passiamo alla parte più attesa 🙂

Tool per la vendita dei corsi di formazione

  • Sellky
  • Clickbank
  • Optimizepress
  • Clickfunnels
  • Activecampaign

Sellky

Se ti stai chiedendo dove mettere in vendita i tuoi corsi, puoi farlo su Sellky

Sellky è un servizio gratuito che ti permette di monetizzare i tuoi infoprodotti. Dovrai semplicemente caricare il file dal tuo sito, da Dropbox o Google Drive, scegliere il prezzo del tuo corso e inserire la mail a cui collegare il tuo account Sellky. È un sistema tutto italiano quindi perfetto se ti rivolgi ad un pubblico tutto italiano. 

Clickbank,

Clickbank è il network di affiliazione più famoso in assoluto. Ha le commissioni di pagamento più alte ed è molto affidabile. Questa caratteristica è importante anche nel caso in cui tu non abbia un tuo prodotto, ma ti piacerebbe venderne uno già esistente e guadagnare di riflesso. Relativamente al tuo corso, se non vuoi venderli tramite il tuo sito puoi inserirli in Clickbank e iniziare a guadagnare senza le incombenze di un e-commerce. 

Optimizepress

In questo caso parliamo di un plugin per WordPress. Ti sarà molto utile nel caso in cui, una volta creato il tuo corso, tu voglia venderlo tramite il tuo sito o blog. Avrai bisogno di creare una pagina ad hoc per la vendita e Optimizepress ti permette di creare landing page, sales page, opt-in, thank you page e molto altro. Come vedi è completo e ti semplificherà di molto il lavoro di vendita. 

Clickfunnels

Anche in questo caso parliamo di un tool per il web marketing. Grazie a Clickfunnels potrai realizzare le tue pagine di vendita e le pagine correlate. Il sistema è molto intuitivo e facile da usare. Non è necessaria nessuna competenza tecnica e ti permette di integrare anche altre funzionalità come l’iscrizione tramite SMS, moderazione dei commenti Facebook e altri strumenti molto utili.

ActiveCampaign

ActiveCampaign è un tool per email marketing. È un ottimo strumento perché ha numerose funzionalità che spaziano dalla gestione dei clienti a tutte quelle operazioni programmabili e che possiamo automatizzare grazie a questo tool. Il prezzo è personalizzato in base alle esigenze, ma ha così tante funzionalità che investire in questa risorsa è più che giustificato. 

Passiamo all’azione

Hai deciso qual è la tipologia di corso che fa per te? Non aspettare! Prova subito a raccogliere le informazioni a tua disposizione. Se hai perplessità o hai bisogno di un aiuto per creare il tuo Infoprodotto non esitare a contattarmi.
Sarò pronta ad offrirti il mio supporto da Assistente Virtuale.

P.S. Dimenticavo!

Ho creato un corso gratuito dove condivido tantissimi altri consigli e risorse (gratis anche quelle!) per gestire al meglio il tuo business. Se vuoi dargli un’occhiata puoi iscriverti qui sotto.


Ho letto la Privacy Policy e autorizzo al trattamento dei miei dati personali

Parole persuasive: cosa sono e come usarle al meglio per convertire sul web

Sarà capitato anche a te di pensare a quali parole usare per rendere più performanti i tuoi contenuti.

Le parole persuasive ti aiutano a catturare l’attenzione dei tuoi potenziali clienti e convertirli sia nel caso in cui tu stia facendo vendita vis-à-vis sia nel caso tu debba preparare una landing page o una qualunque pagina web finalizzata a una conversione (fosse anche solo riempire un form di contatto).

Perché alcune parole ci catturano più di altre

Quando si prepara un prodotto bisogna sempre pensare a come questo debba essere comunicato.
Devi aver chiaro non solo chi sia il tuo cliente finale, ma anche qual è il bisogno o il desiderio che andrai a soddisfare e con quali termini lo ricercherà.

È molto importante stabilire il l’intento della ricerca perché le decisioni di acquisto vengono spesso fatte su base emozionale e POI giustificate su base razionale. A quel punto è buona prassi fare una distinzione tra gli utenti e capire se sono alla ricerca di:

  • informazioni
  • soluzioni ai loro problemi
  • un prodotto che risponda alla soluzione che conoscono già

Individuare lo scopo dell’utente è il primo passo per capire come direzionare la comunicazione. 

Ora vediamo a cosa servono e quali sono le parole persuasive.

A cosa servono le parole persuasive

Come abbiamo visto, siamo portati all’azione mossi da un sentimento, un’emozione che, nei casi che stiamo analizzando, ci viene generata o stimolata dalle parole. 

Abbiamo un istinto neurologico a reagire in modi diversi a parole diverse. Parole che devono darci una motivazione che può essere, ad esempio, l’iscrizione alla newsletter, click sugli articoli del blog, acquisto dei corsi e molto altro.

Pensa per un attimo al tuo stesso comportamento quando compi una decisione d’acquisto.
Ti lascerai trasportare da toni e parole autorevoli se l’acquisto riguarda la formazione, toni e parole sensazionalistiche se ti approcci a conoscere delle novità, toni e parole amichevoli e confortevoli se acquisti abbigliamento e così per molti altri esempi.

Suddivisione per tipologia d’azione

Se hai bisogno di richiamare l’attenzione del cliente verso una call to action oppure nell’oggetto della tua mail ti consiglio le 5 parole più performanti nella lingua inglese suggerite da Gregory Ciotti 

  • Tu
  • Gratuito
  • Perché
  • Immediatamente
  • Nuovo

Alcune sono molto simili alle migliori parole italiane per vendere e convertire di cui ci parla Ludovica De Luca.

Questo perché in entrambi i casi si tratta di parole che coinvolgono l’utente da un punto di vista emotivo

Tu

Il “TU” (o anche il nome proprio della persona, se si tratta di una newsletter) fa sentire coinvolti ed esprime fiducia, quasi come se si stesse parlando ad un/a amico/a dandogli un consiglio.

Gratuito/Regalo

Tutti amano prendere qualcosa che non sono costretti a pagare, anche se non ne hanno un reale bisogno.

Attenzione, però, ad usare queste parole solo come approdo, perché potrebbe attirare anche clienti non interessati al resto dei tuoi prodotti. Potrebbe funzionare per offrire al cliente un prodotto basico per conoscere te e la tua offerta. 

Perché

Riguardo alla parola “Perché” è abbastanza facile immedesimarsi nell’utente che è spinto a compiere un’azione ma vuole capirne il motivo. È necessario, dunque, comunicare il perché i clienti devono compiere quell’azione, ovvero la descrizione delle caratteristiche del tuo prodotto che risolvano il suo problema.

Immediatamente

Immediatamente, invece, è una parola che attiva una parte del nostro cervello e lo spinge all’azione. È utile usare questa parola in un contesto in cui offriamo un beneficio a tempo determinato. L’utente si sentirà invogliato a farlo subito poiché potrebbe non trovarlo più. Oppure puoi utilizzare la parola che esprime immediatezza promettendo di offrire qualcosa istantaneamente. Bada bene che le promesse vanno sempre rispettate! 😉

Nuovo

Infine, Nuovo. Se ti riferisci ad un prodotto di consumo, certamente, devi puntare sulla Novità.
Si tratta di prodotti che hanno qualcosa in più rispetto ad un modello precedente, rispetto ad un modello concorrenziale, rispetto al…vecchio!

È sconsigliato, invece, utilizzare questa parola quando parli di esperienze che hanno un valore emotivo e che, quindi, non si usurano con il temp, ma, al contrario, acquisiscono un peso specifico importante nei ricordi.

Le parole oltre la vendita immediata

Finora ho parlato delle parole persuasive nei richiami all’azione immediati. Ora vediamo quali sono e come devono essere usate le parole all’interno di un testo.

Già, perché per quanto sia importante dare efficacia alle parole con effetto immediato, è altrettanto importante che il/la cliente si fidi di te anche quando legge ciò che scrivi in modo che ti conosca e riesca a capire chi sei, cosa fai e perché deve comprare un tuo prodotto o servizio.

Per questa ragione si utilizzano delle parole che hanno una connessione causa-effetto e aiutano a spiegare i motivi delle azioni legando le azioni agli obiettivi. Vediamo quali sono.

  • Perciò
  • Come risultato
  • Perché
  • Causato da
  • Di conseguenza
  • A causa di
  • Per questa ragione
  • Dato che
  • Quindi
  • Poiché

Ogni campo d’azione prevede l’utilizzo di parole specifiche che attirino l’attenzione. Come avrai notato, quindi, è necessario focalizzare il tuo obiettivo, individuare il tuo pubblico di riferimento e le sue necessità e lavorare sulla scrittura e il suo potere persuasivo.

Ricorda sempre che, nonostante debbano essere piacevoli per i motori di ricerca, i tuoi testi, le tue frasi si rivolgono a delle persone in carne ed ossa, con sentimenti, emozioni, ragioni, necessità reali. Devi quindi metterti nei loro panni per capirne le esigenze pratiche ed emotive e relazionarle alla tua offerta per creare il giusto equilibrio tra la domanda e l’offerta. 

Ti lascio con altri suggerimenti utili  sulla scrittura per il web per connetterti al meglio con il tuo pubblico. Li trovi qui e qui

Hai bisogno di formulare i tuoi testi in maniera più efficace? 

Scrivimi così cerchiamo insieme una soluzione che fa al caso tuo.

P.S. Dimenticavo!

Ho creato un corso gratuito dove condivido tantissimi altri consigli e risorse (gratis anche quelle!) per gestire al meglio il tuo business. Se vuoi dargli un’occhiata puoi iscriverti qui sotto.


Ho letto la Privacy Policy e autorizzo al trattamento dei miei dati personali

10 Tool Gratis per Creare Contenuti di Qualità

Come ho già accennato in questo post, i contenuti di qualità sono la spina dorsale che sorregge un’intera strategia di comunicazione.

Affinché possano funzionare in maniera efficace, però, è necessario pubblicarne in maniera costante.
Eppure quest’aspetto così essenziale finisce spesso per diventare un grosso ostacolo per chiunque non si occupi di scrittura sul web di professione.

Vuoi per ragioni di tempo (e qui mi dichiaro colpevole anch’io, Vostro Onore), vuoi perché trovare idee sempre nuove per dei contenuti di qualità è obiettivamente impegnativo, è molto frequente ritrovarsi a dover superare questa specie di “blocco dello scrittore”.

Sulla gestione del tempo e l’aumento della produttività, ti rimando agli strumenti che ho elencato in questa newsletter.

Invece, per trovare idee per contenuti che interessino davvero al proprio pubblico target, ti riporto di seguito la mia selezione personale di tool online.

Li utilizzo ormai da diverso tempo e, almeno per me, fanno davvero la differenza.

Come dici? Certo che sono gratis, ormai dovresti conoscermi 🙂

Ricerca di idee nuove per contenuti di valore

Feedly

Immagina di voler trattare degli argomenti specifici (crescita professionale, gestione business, life coaching o qualunque altro topic) e di poter scandagliare continuamente tutto il web alla ricerca degli articoli e dei siti migliori che trattano questi temi.
Immagina, poi, di avere anche la possibilità di salvare tutti questi contenuti in un unico posto dove puoi andarli a recuperare quando vuoi.
Ecco, puoi fare tutto questo (e molto altro) con Feedly.
Comodissimo vero?

Google Alert

Nel post sulle parole chiave ho parlato di Google Trend come di un tool che mostra la popolarità di un argomento in un determinato periodo temporale.
Un altro tool di casa Google che può essere un valido alleato per cercare idee per contenuti interessanti in maniera costante è Google Alert.
Tu imposti delle parole chiave specifiche su un argomento di tuo interesse e lui ti invia delle notifiche (periodiche e automatiche) ogni volta che trova news e articoli che corrispondono a ciò che gli hai chiesto di cercarti.
Puoi impostare tutti gli avvisi di ricerca che desideri seguendo le istruzioni riportate qui.

BuzzSumo

Assieme a Google Trend è un altro ottimo strumento per avere un’idea di quanto sia popolare un determinato argomento.
In base alle parole chiave che inserisci, BuzzSumo ti mostra una classifica di quante volte, da chi e su quali piattaforme sono stati condivisi gli argomenti che ti interessano (e, di conseguenza, anche chi sono gli influencer per quello specifico settore/tema). Puoi sfruttare la prova gratuita di 7 giorni.

Refind

In assoluto il mio preferito.
Anche Refind monitora costantemente il web alla ricerca degli argomenti più recenti e di qualità su cui vuoi rimanere aggiornat@.
Rispetto a Feedly, però, ha un tempismo migliore nel riportare i contenuti più nuovi e, addirittura, nel mostrarti i trend futuri.
Basta registrarti e selezionare un minimo di 5 temi di tuo interesse (ed eventuali personaggi autorevoli nella nicchia di riferimento) e Refind creerà per te una vera e propria rivista personalizzata dei soli topic che desideri seguire.
Se ti va, puoi anche scegliere di riceverla ogni mattina per email.

Scrivere senza distrazioni

Calmly Writer

Quando inizi a scrivere con Calmly Writer tutte le fonti di (potenziale) distrazione, semplicemente, spariscono.
Calmly Writer, infatti, possiede l’interfaccia più essenziale che abbia mai visto: uno sfondo monocolore grigio.
Cliccando sull’icona del fiore in alto a sinistra puoi utilizzare alcune funzionalità aggiuntive, tra cui la possibilità di far diventare lo sfondo nero (per affaticare meno la vista) ed evidenziare solo il paragrafo che stai scrivendo in quel momento (per massimizzare focus e produttività).
Puoi salvare tutti i file nel suo cloud e usarlo con facilità anche da smartphone e tablet.

SEO

Soovle

Anche se ho già trattato la SEO ampiamente qui e suggerito tanti tool gratis sulle parole chiave qui, Soovle è stata una vera scoperta!
Perché?
Perché inserendo una query di ricerca ti suggerisce le parole chiave per TUTTI i motori di ricerca esistenti (Google, Bing, Amazon, Answers.com, Yahoo, Wikipedia, Youtube).
Poi clicca su “Secrets” in alto a destra scopri tutte le altre funzioni che offre 🙂

Grafica e immagini

Canva

È il tool-di-grafica-per-non-grafici per eccellenza e sicuramente lo conosci già.
Ci puoi creare immagini e documenti professionali di ogni tipo, grazie anche all’ampissima sezione di template gratuiti che offre.
Dai un’occhiata anche ai tutorial per imparare a utilizzarlo a 360 gradi (magari c’è sempre quella funzione utilissima che non conosci).

Death To The Stock

Ho già elencato qui tantissimi siti dove trovare immagini professionali gratuite e ad alta definizione.
Quello che caratterizza Death To The Stock, però, è che NON si tratta, appunto, di immagini stock che troveresti piazzate su altri duecento siti, ma di una libreria che si aggiorna ogni mese con delle foto sempre nuove e uniche, inserite dagli artisti stessi che le scattano.
Puoi sfruttare la prova gratuita di 14 giorni per scaricare delle immagini che sono delle vere e proprie piccole opere d’arte.

Stencil

Stencil è un altro tool di grafica.
Molto più basico rispetto a Canva, ma utile per trovare immagini o icone extra. E per la sezione “Quotes”, in cui cercare idee per creare grafiche con citazioni “ispirazionali”.

Social media

Pinterest

Che tu ci creda o no, Pinterest è un’ottima piattaforma per trovare delle idee per dei contenuti di qualità.
A seconda di quanto approfondirai la tua ricerca, sarai in grado di scovare articoli interessanti e (ovviamente) immagini di ogni tipo.
Più che un social media, infatti, Pinterest è considerato un vero e proprio motore di ricerca, secondo solo a Google come popolarità e qualità dei risultati delle ricerche.
Io lo uso quando ho bisogno di un po’ d’ispirazione, ma ho trovato spesso diversi articoli che mi sono tornati utili.
Anche i miei vengono condivisi dagli altri utenti in maniera piuttosto regolare, generando più coinvolgimento, visibilità e migliorando persino il ranking del mio sito su Google.

Cosa ne pensi di questi 10 tool?

Spero che possano esserti d’aiuto per creare contenuti interessanti in maniera più costante.
Se pensi di non avere comunque abbastanza tempo per creare o gestire contenuti di qualità, puoi dare un’occhiata ai servizi che offro io qui, delegare tutto a me e non pensarci più.

P.S. Dimenticavo!
Ho creato un corso gratuito dove condivido tantissimi altri consigli e risorse (gratis anche quelle!) per gestire al meglio il tuo business. Se vuoi dargli un’occhiata puoi iscriverti qui sotto.


Ho letto la Privacy Policy e autorizzo al trattamento dei miei dati personali

Web writer. Le caratteristiche essenziali che lo contraddistinguono

Dopo aver illustrato le regole inviolabili da seguire (e quelle da non seguire) quando si creano contenuti per il web, vorrei soffermarmi su chi questi contenuti li crea di professione. Ovvero su coloro che in Italia vengono definiti web writer.

Sebbene sia un termine inglese, infatti, nel mondo del lavoro anglosassone o americano non l’ho mai sentito utilizzare. Piuttosto si parla, a seconda del caso, di content writer o copywriter.

Un web writer è invece (o almeno così mi sembra) qualcuno che possiede le caratteristiche di entrambi e che, a seconda delle esigenze del caso, si cala di volta in volta nell’uno o nell’altro ruolo professionale.

Non conosco esattamente le ragioni per cui sul mercato italiano si sia affermato questo termine, ma dal mio punto di vista è una cosa positiva.

Come già ribadito nell’ultimo post è essenziale per i lavoratori freelance essere creativi nella scelta del titolo professionale e, soprattutto, idearne uno che si adatti al proprio pubblico target di riferimento.

Vediamo allora cosa contraddistingue un web writer professionista.

1.Un bravo web writer utilizza diversi stili di scrittura

scrivere per il web Niente panico: non è necessario inventarsi nulla.
Molti stili di scrittura sono già stati “codificati” e raccolti nelle cosiddette
Guide di Stile

Come ci spiega Luisa Carrada di Mestiere di Scrivere:

“Una Guida di Stile è il documento che raccoglie regole, indicazioni e suggerimenti per chi scrive all’interno di un’organizzazione. Pubblica o privata, di qualsiasi settore.” 

Anche Buffer sviscera l’argomento in profondità nel suo blog (in inglese), indicando a fine articolo alcune Guide di Stile (Style Guides) molto autorevoli: National Geographic, WPMU (un super team di sviluppatori di WordPress secondo cui anche il design di un sito web ha bisogno della sua guida), MailChimp e addirittura The Economist.

E a casa nostra? Se non l’hai notata prima, scorri di nuovo il post di Luisa Carrada e dai un’occhiata alla sua interessantissima raccolta di Guide di Stile: ce ne sono davvero per tutti i tipi di settori e categorie professionali.

Ovviamente non è sufficiente leggere una guida per potersi dire web writer professionisti.
Però è senz’altro un ottimo punto di partenza per scrivere contenuti professionali e ben strutturati.

2. Un bravo web writer non sceglie argomenti a caso

web writerQualunque contenuto da creare comincia con l’analisi dei dati statistici.

Neil Patel ha spiegato in maniera dettagliatissima (sempre in inglese) come trovare idee per creare contenuti interessanti e di qualità. Quel post è stato poi condiviso ben 16.000 volte: mai visto un passaggio dalla teoria alla pratica più rapido di questo!

Riepilogando i dati principali da raccogliere ed analizzare:

 

Altrettanto essenziale è aggiornare le proprie conoscenze SEO con regolarità. Soprattutto nel caso di contenuti orientati alla vendita di prodotti o servizi.

3. Un bravo web writer è originale

Può sembrare un aspetto complicato perché magari, nello stesso momento, ci sono migliaia di altri content creator che scrivono dello stesso argomento.
In realtà è più semplice di quanto sembri.

Un professionista possiede sempre un proprio punto di vista, un tono di voce personale e una luce tutta sua anche su argomenti molto inflazionati.

4. Un bravo web writer è un esperto social media manager

scrivere per il webPerché?

Perché i social media offrono tutto ciò di cui si alimenta la sua professione:

  • Una vetrina dove condividere il proprio lavoro in maniera immediata e gratuita.
  • Una community di follower da coltivare.
  • Colleghi e publisher con cui interagire.
  • La possibilità di incontrare esperti del settore.

Conclusioni

Ormai ti sarà chiaro che scrivere per il web è molto diverso dallo scrivere sulla carta.
Un bravo creatore di contenuti non deve “solo” saper scrivere, ma possedere anche tutta una serie
di competenze aggiuntive sulla content creation, la ricerca di fonti autorevoli, la SEO e il social media management.

Se ritieni che queste competenze possano esserti d’aiuto per la comunicazione e il marketing del tuo business scopri il pacchetto dedicato  o richiedimene uno più specifico per le tue esigenze.

A presto!

P.S. Vuoi scoprire come io e il web possiamo aiutarti a far crescere e prosperare il tuo biz?
Iscriviti al mio corso gratuito e ricevi le mie risorse (gratis anche loro!) e gli aggiornamenti mensili


Ho letto la Privacy Policy e autorizzo al trattamento dei miei dati personali

Scrivere per il web: le 5 cose da fare e le 5 cose da non fare

Sono da sempre convinta che scrivere per il web preveda una serie di regole da rispettare e un’altra serie di passi falsi da evitare a tutti i costi.

Che si sia copywriter professionisti, web editor o web writer, la creazione di articoli- o contenuti di testo in genere- ha un suo decalogo (immutabile ed intramontabile) da seguire fedelmente, quasi come fosse una specie di Bibbia dei professionisti della comunicazione scritta.

Iniziamo con le 5 cose da fare se si vuole scrivere per il web:

1. Conosci il tuo pubblico

web editor

Probabilmente te lo sarai sentito ripetere fino alla nausea. Lo capisco, ma è proprio così. Non parlo solo di conoscere gli aspetti anagrafici. Chiediti piuttosto:

  • Cosa piace a chi ti legge?
  • Cosa lo interessa?
  • Cosa attira la sua attenzione?
  • Quali problemi e sfide deve affrontare?
  • Come puoi aiutarlo?

Questo passaggio è fondamentale per creare sin da subito contenuti che parlino direttamente ai loro bisogni o desideri.

Prendili per mano e portali dove vuoi tu.

Se hai bisogno di approfondire questo punto ecco alcune strategie e strumenti gratuiti per identificare il tuo cliente ideale.

2. Fai una ricerca delle parole chiave

Confesso che  neanch’io ho sempre seguito questa regola. A volte ho solo voglia di condividere dei consigli o delle riflessioni personali. Ma tutte le volte che ho ricercato le parole chiave, l’articolo si è posizionato benissimo sui motori di ricerca. Perché? Perché andando incontro a ciò che la gente cerca o desidera sul web, dimostri empatia nei loro confronti.
Se non sai da dove cominciare con la ricerca delle parole chiave, dai un’occhiata qui.

3. Descrivi i benefici piuttosto che le caratterstiche

scrivere per il webHai un prodotto fantastico? Ottimo.
Hai tentato di promuoverlo passando gran parte del tuo tempo
a descriverne tutti i singoli aspetti tecnici
che lo rendono così unico?
Tempo abbastanza sprecato.

Invece di focalizzarti su cosa i tuoi clienti dovrebbero compare concentrati sul perché dovrebbero farlo.

Oltre a fare leva sulle emozioni di un lettore, questo approccio ti aiuta anche a creare una storia del prodotto. Un racconto molto più avvincente che rimarrà impresso nella mente di chiunque molto più a lungo di una promozione basata su numeri e descrizioni.

4. Scrivi headlines magnetiche e coinvolgenti

Se non lo fai hai già perso una buona quantità di traffico, conversioni e condivisioni.

Perché?

Secondo Copyblogger, l’80% delle persone leggerà i tuoi titoli, solo il 20% leggerà, poi, i tuoi contenuti .
Suona molto ingiusto lo so, ma è per questo che creare titoli accattivanti è una regola molto importante dello scrivere per il web.

5. Rendi felici i tuoi lettori

scrivere per il webScrivere contenuti che diventino virali è forse il sogno di ogni web writer.
Ma anche se non fosse così, sapevi che gli utenti hanno maggiori probabilità di condividere contenuti che li rendono felici?
Il concetto è spiegato molto chiaramente in questo post sulla Scienza delle Emozioni del blog di Buffer.
In particolare quando vengono citate le parole di Abigail Posner, responsabile delle strategie creative di Google:

Quando vediamo o creiamo un’immagine che ci rallegra, la inviamo agli altri per dargli un po’ di quell’energia ed effervescenza. Ogni dono contiene lo spirito del donatore. Inoltre, ogni immagine ricorda a noi e agli altri che siamo vivi, felici e pieni di energia (anche se potremmo non sentirci sempre così in quel momento). E quando mettiamo un “Mi Piace” o commentiamo una foto o un video che ci viene inviato, inviamo di nuovo un regalo al mittente. […] Questo regalo condiviso contribuisce ad uno scambio di energia che amplifica il nostro piacere. Ed è qualcosa che ci sentiamo obbligati a fare.

Ed ecco le 5 cose da non fare se si vuole scrivere per il web:

1. Non rendere i contenuti troppo lunghi e complicati

web editorSul web ci sono mille distrazioni ogni singolo momento e l’attenzione degli utenti è MOLTO più bassa della vita reale (secondo il TIME è addirittura più bassa di quella di un pesce rosso…!).

È fondamentale, allora, che la lettura sia quanto più semplice
e scorrevole possibile:

  • Rimuovi le parole non necessarie
  • Mantieni il tuo linguaggio semplice
  • Rileggi più volte
  • Suddividi il testo in (pochi) paragrafi
  • Usa il grassetto per i concetti più importanti
  • Suddividi il testo in elenchi puntati e numerati (come questo)
  • Alterna i contenuti visivi (immagini e video) ai contenuti di testo

2. Non dimenticare link e Call-To-Action

Includere link interni ed esterni nei propri contenuti è sempre un’ottima pratica SEO: i primi manterranno gli utenti più a lungo sul tuo sito, i secondi (se puntati verso fonti autorevoli) ti aiuteranno a creare una buona strategia di backlink.

E a proposito di “indirizzare i lettori”…qual è il modo migliore per far compiere un’azione ai tuoi lettori? Semplice: chiedergliela.

Mentre molti ritengono che gli inviti all’azione (le cosiddette Call-To-Action o CTA) siano troppo semplicistici ed esplicativi, diversi case study dimostrano quanto in realtà siano una parte essenziale di un buon copywriting.
Ricorda, quindi, che tutto ciò che scrivi dovrebbe includere inviti all’azione (convincenti).

Le Call-To-Action hanno un enorme valore perché incoraggiano le persone a cliccare, acquistare, scaricare o condividere, aiutandoti a raggiungere gli obiettivi del tuo brand…e a far crescere la tua azienda!

3. Non esagerare e non mentire

web editorSe non hai ancora fatturato un milione di dollari online, per favore non dire che lo hai fatto. Se nessuno ha la minima idea di chi tu sia, non affermare il contrario. Sii onesto/a.

Contrariamente a quello che ogni marketer sulla terra vorrebbe far credere, dicendo di essere “il/la migliore del mondo” in qualcosa rischi di perdere credibilità.

Le persone capiscono da sole che cosa sia un “grosso affare” e cosa no, e questo vale anche per la tua azienda.

Se si è veramente bravi in qualcosa si dovrebbe semplicemente provare a spiegare perché lo si è.
Magari rafforzando la propria tesi attraverso case study, statistiche, testimonial, report ecc ecc. Insomma attraverso dati o parole altrui, più che le proprie.

4. Non fare un uso eccessivo delle parole chiave

Anche se al punto 2 delle 5 regole da seguire ho consigliato di utilizzare le parole chiave, attenzione alle mille insidie della SEO.
Se le keyword vengono ripetute troppo spesso all’interno di un testo si rischia di incappare nel cosiddetto keyword stuffing: un effetto “robotico” che inciderà negativamente sulla leggibilità del tuo contenuto, sul suo tasso di conversione e sulla sua posizione nella SERP.
Insomma, i lettori scapperanno dalla tua pagina e i motori di ricerca ti penalizzeranno.
Per evitare la cosa, puoi avvalerti di appositi plugin come SEO Yoast (per WordPress) che segnalano la giusta frequenza della parola chiave.

scrivere per il web

5. Non fare errori ortografici

Potrà sembrare banale e scontato da dire, ma io resto sempre stupita di quanto certi errori siano ancora diffussissimi (avete notato quante volte si scriva “apposto” invece di “a posto”? Io soffro tantissimo!).

Il dizionario italiano è nostro amico. Consultiamolo spesso 🙂

Cosa ne pensi?

Hai bisogno di supporto nella creazione di contenuti? Ti serve aiuto nella creazione o la gestione di un blog aziendale?
Vai al pacchetto “Blog Accudito” o a quello più adatto alle tue esigenze.

P.S. Dimenticavo!
Ho creato un corso gratuito dove condivido tantissimi altri consigli e risorse (gratis anche quelle!) per gestire al meglio il tuo business. Se vuoi dargli un’occhiata puoi iscriverti qui sotto.


Ho letto la Privacy Policy e autorizzo al trattamento dei miei dati personali

Come aprire un blog: 11 step per un sito sicuro, performante, SEO-friendly e in linea col GDPR

Sull’importanza che riveste un blog professionale per la propria attività ho già parlato nel mio guest sul post  TagliaBlog.

Perché aprire un blog?

Per mille ragioni.
Aprire un blog è il modo più semplice di far conoscere il tuo business al mondo, condividere le tue idee e le tue competenze e ottenere maggiore visibilità.
Puoi utilizzarlo per promuovere la tua attività come centro della tua strategia di web marketing o persino per creare un sistema automatizzato di entrate online.

La buona notizia è che, nel 2018, aprire un blog è più facile che mai.

Per nostra fortuna sono passati i tempi in cui lanciare un blog richiedeva molte abilità di programmazione (HTML, CSS, PHP ecc. ecc.).

Ho creato questo post in base alla mia esperienza diretta. Cioè di qualcuno che ha fatto affidamento sulle sole risorse reperite in rete (sulla cui qualità garantisco di persona) e svolto innumerevoli test per capire cosa funzionasse e cosa no.
Nella speranza di far risparmiare tempo a tutti coloro che stiano pensando che un blog sia indispensabile per la loro attività, ho riassunto i passaggi fondamentali per aprire un blog professionale che sia anche legale, sicuro, performante e ottimizzato in chiave SEO.

Premessa importante

Qualunque strategia di comunicazione online tu intenda applicare, non può funzionare se prima non ti dai degli obiettivi su cosa, come e quando intendi raggiungere, attraverso gli strumenti di marketing che il Web ti mette a disposizione.

Perché questi obiettivi siano efficaci, segui lo schema SMART:

  • Specific (Specifici. Cioè devono fare riferimento ad un’area di miglioramento ben definita)
  • Measurable (Misurabili)
  • Achievable (Raggiungibili)
  • Realistic (Realistici. Possono essere effettivamente raggiunti con le risorse di cui disponi?)
  • Time-based (Definiti nel tempo)

Una volta definiti gli obiettivi, puoi passare alla creazione del blog. Ecco quali sono i passaggi essenziali per costruirne uno che sia allo stesso tempo performante e professionale.

1. Abbonati ad un servizio di Web Hosting

come usare wordpress

Il primo passo da compiere è scegliere un servizio di Web Hosting.

Di cosa si tratta?

Di quello spazio virtuale all’interno del quale verranno salvati tutti i file e i database del blog e che “ospiterà” il sito stesso, rendendolo visibile online.

Premetto che ai fini della creazione di un blog aziendale sconsiglio vivamente di utilizzare un web hosting gratuito:

  • La maggior parte di essi NON ti permette di avere un tuo dominio, ma solo un dominio di secondo livello.
    Per intenderci: l’indirizzo web del tuo sito non potrà essere del tipo www.tuosito.comma solo www.tuosito.wordpress.com
  • Possiedono grosse limitazioni alla performance del sito stesso.
    Se il traffico verso il tuo sito inizia ad aumentare (come ci auguriamo) potrebbero presentarsi dei problemi tecnici, come un caricamento del blog molto lento.
    Risultato: l’esperienza dell’utente e il posizionamento del sito stesso sarebbero compromessi.

Se hai intenzione di utilizzare il tuo sito o blog per generare guadagni o per promuovere la tua attività, vorresti un web hosting così performante e sofisticato da non presentare MAI questo tipo di problemi.

Per questo motivo, consiglio sempre di avvalersi di un servizio hosting a pagamento.

Niente paura: esistono diversi provider che offrono la possibilità di sottoscrivere un abbonamento a costi piuttosto accessibili.

Nella scelta di un web hosting per un sito professionale raccomando di prendere sempre in considerazione questi parametri:

  • Velocità di caricamento del sito
  • Sicurezza
  • Prezzo
  • Esistenza (e professionalità) del servizio di supporto
  • Facilità di utilizzo

In base a queste caratteristiche la mia selezione personale si riduce a due provider: SiteGround e Bluehost.

SiteGround

come usare wordpressSiteGround è in assoluto uno dei migliori servizi di web hosting che io conosca.
Ottimizzato per WordPress (ma non solo), garantisce una prestazione eccellente per qualunque sito, sia in termini di velocità di caricamento sia in termini di sicurezza.

Oltre all’incredibile facilità di utilizzo (puoi installare WordPress con 1 clic. Letteralmente), ha un ottimo rapporto qualità/prezzo: l’abbonamento base di 3,95 euro al mese è valido fino a 10.000 visitatori mensili.

Offre anche una serie di servizi aggiuntivi gratuiti quali:

  • Creazione di un account email personalizzato con il tuo dominio (del tipo info@tuosito.it)
  • Servizio di Backup
  • Trasferimento di un sito o un dominio già esistenti verso SiteGround in poche ore
  • Tutorials e guide scaricabili per la creazione e gestione del tuo sito
  • cPanel flessibile e ricco di funzionalità
  • Aggiornamenti automatici di WordPress
  • Passaggio da HTTP a HTTPS

Il tutto condito da un servizio di supporto tecnico attivo 24 ore su 24 (disponibile anche in italiano) contattabile via telefono, mail o chat.

Essendo SiteGround il servizio di hosting che utilizzo per questo sito, garantisco personalmente sulla sua qualità. E posso dire lo stesso sul servizio di assistenza: sempre disponibile e tempestivo nel risolvere i problemi.

Ultimo, ma non meno importante: il team di SiteGround ha ideato un incredibile sistema di protezione da eventuali attacchi hacker che può contare su ben 7 livelli di sicurezza.

Bluehost

come usare wordpressBluehost è il secondo provider che mi sento di raccomandare.

Anch’esso ottimizzato per WordPress, i piani d’abbonamento
partono da 3,95 dollari al mese ed includono:

  • Dominio gratis il primo anno
  • Installazione WordPress con 1 clic
  • Backup
  • Account email personalizzati
  • Offerte e sconti per campagne pubblicitarie online
  • Webinars gratuiti per la creazione e gestione del proprio sito

Anche Bluehost offre un servizio di supporto attivo 24 ore per 365 giorni all’anno, raggiungibile via chat o email, ma disponibile solo in inglese. Se l’inglese non è un problema si può contattare l’assistenza anche via telefono, ma bisogna chiamare negli Stati Uniti.

2. Scegli con cura dominio ed estensione

come usare wordpress

Il dominio è l’indirizzo URL del tuo sito.

L’estensione è la parte che si trova dopo il punto.
Quando acquisti un piano hosting, puoi scegliere anche il dominio e l’estensione che vorresti per il tuo futuro blog.

Se non hai ancora le idee chiare su quale nome scegliere, ecco alcuni consigli “evergreen”:

  1. Utilizza le keywords relative al tuo settore o argomento del blog.
  2. Rendilo unico: il tuo dominio è parte del tuo brand. Cerca delle keywords o una combinazione di esse che si differenzi e rispecchi la personalità del tuo business.
  3. Rendilo semplice da digitare. Domini troppo lunghi o difficili da scrivere possono risultare “fastidiosi” per gli utenti. Ricorda che puoi inserire i trattini per separare le parole.

In merito all’estensione del sito, è sempre consigliato scegliere una di quelle più comuni ed utilizzate.
La scelta si riduce, gran parte delle volte, a .com o .it.
L’estensione .com è l’estensione di dominio di primo livello più utilizzata e più popolare di internet.
Se vuoi aprire un blog che sia indirizzato (anche) ad un pubblico internazionale devi senz’altro scegliere quest’estensione.
Il dominio che termina con .it è un country code top-level domain cioè un dominio di primo livello nazionale.
Se il tuo blog sarà rivolto ad un pubblico di lingua italiana, questo tipo di estensione è la scelta migliore.

Per controllare se il dominio che hai scelto può essere utilizzato o se esiste già, puoi utilizzare KnowEm che, oltre ai domini, ti mostrerà anche se quello stesso nome è attualmente in uso sui social network o sulle principali piattaforme di blogging.

3. Crea il tuo blog con WordPress

come usare wordpress

Il secondo ingrediente di cui hai bisogno per poter aprire un blog è un CMS (Content Management System), ovvero un programma per la creazione e la gestione dei contenuti e dei file del sito stesso.

Esistono diversi CMS sul mercato, ma uno tra i più popolari ed utilizzati sul pianeta è WordPress.

Perché?

  • È estremamente user-friendly.
  • Puoi utilizzarlo anche se non sei un programmatore o un web master.
  • È gratuito.
  • È 100% SEO-friendly: oltre che piacere a noi, piace anche a Google. 🙂
  • Ha una vastissima community di riferimento con cui puoi interagire in qualunque momento all’interno del forum per ottenere aiuto, consigli e suggerimenti.
  • Puoi avvalerti di moltissimi tutorial sul suo utilizzo.

A scanso di equivoci, è importante fare una piccola grande precisazione.

Esistono due versioni di WordPress: WordPress.com e WordPress.org

  • Utilizzando WordPress.com gestirai il tuo sito direttamente dalla piattaforma online di WordPress. In questo modo non dovrai acquistare né dominio né spazio hosting.
    Perché NON la consiglio?
    Perché presenta delle fortissime limitazioni: non è possibile installare né tema né plugin.
    Il risultato sarà quindi un sito penalizzato dal punto di vista dell’aspetto e della funzionalità.
    Decisamente poco professionale.
  • WordPress.org è la versione di WordPress a cui mi sono implicitamente riferita finora.
    Si tratta di un software open-source che puoi scaricare e installare all’interno dello spazio hosting che hai acquistato (infatti è anche detto self-hosted).
    Wordpress.org offre infinite possibilità di personalizzazione del proprio blog perché supporta migliaia di temi e plugin.
    In pratica, con la versione self-hosted di WordPress, si può creare qualunque tipo di sito.

4. Come installare WordPress

Ecco un utilissimo video tutorial su come acquistare dominio e spazio hosting e installare WordPress (.org) su SiteGround, del sempre valido Andrea Di Rocco:

Iniziamo a creare il nostro nuovo sito web allora 🙂

5. Scelta del tema WordPress: le 10 regole d’oro

come usare wordpress

Ebbene sì. Per funzionare, WordPress ha bisogno di un tema.

Cos’è un tema?

È un programma che genera il layout e l’aspetto grafico del sito e permette di aggiungere funzionalità a WordPress. 

Una volta installato, WordPress avrà un suo tema di default.
Si tratta di un template piuttosto basico che difficilmente soddisferà le esigenze legate alla creazione di un sito professionale. La buona notizia è che si può cambiare.

Per WordPress sono disponibili sia temi gratuiti che a pagamento (anche detti Premium).
I primi li puoi trovare direttamente sul sito di WordPress, mentre alcuni tra i siti di temi Premium più popolari sono Theme ForestMy Theme Shop  ed Elegant Themes.
La scelta è davvero sconfinata ed è facile sentirsi sopraffatti dalle migliaia di opzioni disponibili.
Per aiutarti a prendere una decisione eccoti quelle che io chiamo le 10 regole d’oro per la scelta di un tema WordPress.

#1 Opta per la semplicità

Focalizzati su un tema il cui design sia esteticamente accattivante, ma non eccessivamente complicato (un milione di colori, fonts stravaganti, grafica labirintica, ecc). Il fine ultimo di un sito è aiutare i visitatori a trovare le informazioni che cercano e i proprietari a raggiungere i loro obiettivi.
Quindi l’usabilità e la facilità di navigazione non devono mai essere compromesse.
Opta anche per un tema che abbia un website builder al suo interno: potrai creare le pagine del blog spostando i singoli elementi al loro interno con un semplicissimo Drag and Drop. 

come guadagnare con un blog

#2 Cerca un tema responsivo

I temi responsivi adattano il loro layout a seconda del dispositivo da cui si visita il sito. Dato che la maggior parte del traffico web ormai proviene da mobile, un tema mobile-friendly è diventato una scelta obbligata.

guadagnare online

#3 È compatibile con i principali browser?

I futuri visitatori del tuo blog utilizzeranno browsers differenti, oltre che dispositivi differenti.
Alcuni temi potrebbero apparire perfetti su alcuni browser, ma presentare problemi su altri.
Assicurati quindi che il tema sia compatibile con tutti i maggiori browser: Google Chrome, Firefox, Internet Explorer, Safari, ecc.

guadagnare online

#4 E con WordPress?

O meglio: è compatibile con l’ultima versione di WordPress?
Per un corretto funzionamento del sito è importante che il tema sia aggiornato tempestivamente dagli sviluppatori quando vengono rilasciate nuove versioni di WP.

#5 Controlla le valutazioni degli utenti e il numero di download

È probabile che ad un punteggio elevato e ad un alto numero di download da parte degli utenti corrisponda un’altrettanto alta qualità del tema.

guadagnare online

#6 È ottimizzato in chiave SEO?

WordPress è già un’ottima piattaforma dal punto di vista SEO, ma anche il tema gioca un ruolo cruciale.
Un template può essere esteticamente molto piacevole, ma presentare lo stesso un codice HTML piuttosto scarso.
Verifica dalla descrizione del template se sia stato pensato anche per la SEO.

guadagnare online

#7 Controlla i widget e i plugin supportati

I widget e i plugin sono il vero punto di forza di WordPress perché ti permettono di espandere al massimo le funzionalità e il potenziale del tuo sito.
Ma molte funzioni del sito varieranno a seconda del template per cui opterai.
Assicurati, allora, che il tema che utilizzerai supporti tutti quei plugin essenziali per il corretto funzionamento del tuo blog e per il raggiungimento degli obiettivi di comunicazione prefissati.

guadagnare online

#8 Scegli un tema translation-ready

Se dovessi aver bisogno di costruire un sito in più lingue (come nel mio caso) o volessi tradurre in italiano un template (sono quasi tutti in inglese) scegli un tema che supporti i plugin per sviluppare un sito multilingue e che ti permetta di tradurre anche i singoli elementi al suo interno. Come WPML.

guadagnare online

#9 Il tema supporta un e-commerce?

Se stai usando WordPress per creare un sito e-commerce o un sito vetrina con una pagina shop, il template deve (ovviamente) supportare questa funzione.

guadagnare online

#10 Last but not least: accertati che il tema offra un servizio di supporto valido

Come per il servizio di hosting, se dovessi avere un problema tecnico vorresti avere la possibilità di rivolgerti a degli sviluppatori che lo risolvano in fretta.
Quindi assicurati che il template offra delle guide e dei tutorial sull’installazione e l’utilizzo e un servizio di assistenza da contattare in caso di necessità.guadagnare online

[Se vuoi sapere a quale tema appartengono le immagini qui sopra, si tratta di Enfold].

Una volta individuato il tuo tema, per installarlo vai su Aspetto -> Temi -> Aggiungi Nuovo ed inizia a personalizzarlo aggiungendo il tuo logo, i colori del tuo brand e tutto ciò che ti serve.

6. SEO: non è finita qui

come usare wordpressSEO on-site e on-page

Con WordPress come CMS e il tema giusto siamo già a buon punto.

Mancano gli ultimi accorgimenti da utilizzare per ottimizzare al massimo il tuo sito per Google.

E fare in modo che si innamori di te 🙂

  • Scarica il plugin SEO by Yoast.
  • È il miglior plugin WordPress per aiutarti di volta in volta ad ottimizzare i tuoi contenuti, siano essi pagine (Pagine -> Aggiungi Nuovo) o articoli del blog (Articoli -> Aggiungi Nuovo). Così da posizionarti sempre meglio sui motori di ricerca.
  • Collega il sito a Google Analytics. Solitamente è possibile farlo attraverso il tema, inserendo il codice di monitoraggio direttamente nelle impostazioni.
    In alternativa si può utilizzare un plugin come Google Analytics by Yoast.
  • Inizia ad usare le parole chiave e ad inserirle nel titolo, nello URL, nel testo dell’articolo, nel testo alternativo delle immagini ecc.
    Se hai dei dubbi su come trovare le keywords, leggi il mio post sui tool gratuiti per individuare le parole chiave più adatte al tuo progetto.
  • Registra il sito su Google Search Console: un servizio gratuito di Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati di ricerca.

SEO off-page

come aprire blog di successo

Ovviamente si tratta di tecniche da utilizzare in un secondo momento, quando avrai già aperto il tuo blog e il sito sarà pronto, finito ed ottimizzato.

Ma non sottovalutare la SEO off-page: è importante almeno quanto la SEO on-site perché fornisce a Google un’indicazione su quanto sia popolare e come viene percepito il tuo blog. 

I principali fattori di SEO off-page sono:

  • Link building. Ovvero la creazione di link di qualità su siti autorevoli  del tuo stesso settore che puntino verso il tuo.
  • Guest post. Un’ottima tecnica di link building e di crescita del traffico verso il tuo blog.
  • Condivisione sui social media. 
  • Aggregatori di blog. Piattaforme che raccolgono tutti i blog ordinandoli per categoria.
    Puoi chiedere di iscrivere il tuo in qualunque momento.

Una volta che avrai messo in pratica una o più di queste tecniche puoi utilizzare i SEO tool di cui ti parlo qui per controllare il posizionamento del tuo sito e “aggiustare il tiro” nel tempo.

7. Evita il “blocco dello scrittore” con un calendario editoriale

Torniamo all’interno del nostro blog.
Finalmente è pronto e ottimizzato: puoi passare alla stesura e alla pubblicazione dei post.

Il calendario editoriale è uno strumento importantissimo per assicurarsi una pubblicazione regolare degli articoli e facilitare il posizionamento sui motori di ricerca.

WordPress ha già una propria funzione nativa per programmare i singoli post, ma i plugin per il calendario editoriale ti permettono di avere una visione complessiva di tutti i post da pubblicare, giorno per giorno.
Tra tutti, il più popolare è senz’altro Editorial Calendar.

8. Pubblica immagini e video di qualità

come usare wordpress

Utilizzare dei contenuti visivi di alta qualità è un altro aspetto cruciale quando si tratta di creare contenuti piacevoli, leggibili ed accattivanti.

Fortunatamente il Web ci mette a disposizione moltissimi siti da cui è possibile scaricare, in maniera gratuita e legale, immagini e video professionali ad alta risoluzione (qui te ne elenco più di 20).

PRO TIP. Le immagini ad alta definizione sono, spesso, tanto belle quanto pesanti.
Se pubblicate sul sito nelle loro dimensioni originali potrebbero comprometterne la velocità di caricamento.
Prima di caricarle sul blog utilizza dei tool come JPeg Mini, ImageOptim Image Optimizer: alleggeriscono il peso delle foto senza intaccarne la qualità.

9. Abbraccia le “buone pratiche” del blogging

Per rendere i tuoi contenuti quanto più fruibili possibile e per mantenere vivo il tuo blog, il mio consiglio è di seguire sempre questi passaggi. Sia nella fase di stesura sia dopo aver pubblicato gli articoli.

  • Inserisci dei link sia interni che esterni che reindirizzino ad altri contenuti d’interesse per i tuoi lettori.
  • Suddividi il testo in brevi paragrafi per renderlo quanto più leggibile possibile.
  • Crea elenchi puntati (come questo) e numerati (come quest’articolo).
  • Evidenzia in grassetto i concetti più importanti.
  • Alterna sempre testo e contenuti visivi per non appesantire la lettura.
  • Rispondi ai commenti dei lettori.

Soprattutto, prediligi chiarezza e semplicità.
Scrivi per le persone, non per i motori di ricerca.
Se il lavoro di SEO è stato buono e la redazione di contenuti costante, i risultati arriveranno.

Se vuoi saperne di più su come scrivere sul web in maniera professionale, dai un’ occhiata al mio post sulle 5 cose da fare e le 5 da non fare con i contenuti online.

10. Rendi il tuo blog super sicuro

come usare wordpress

Avere servizi di web hosting come SiteGround o Bluehost è già un ottimo punto di partenza.

Ci sono poi alcune buone abitudini da seguire e plugin da utilizzare per poter gestire il tuo sito in totale tranquillità, consapevoli che per qualunque imprevisto ci sarà sempre un rimedio (e non andare nel panico):

  1. Scarica sempre gli aggiornamenti di WordPress: sono fondamentali per la sicurezza e la stabilità del sito.
  2. Installa un plugin specifico per la sicurezza.
    Personalmente utilizzo iThemes Security (considerato uno dei più potenti): ha più di 30 funzionalità.
    Ad esempio: permette di fare un backup del sito in qualunque momento, invia una email di notifica all’amministratore in caso di tentativi di accesso indesiderati e individua e banna gli indirizzi IP sospetti inserendoli in una “black list” ad hoc.
  3. Installa Akismet: il miglior plugin contro i commenti spam.

11. Fa’ in modo che il tuo sito sia in linea con la normativa italiana ed europea

come usare wordpress

Privacy Policy, Cookie Policy e GDPR

In base al codice della privacy – D. Lgs 196/2003, su ogni sito web si deve poter accedere alla privacy policy.
Significa che è necessario pubblicare due link (uno per un’informativa breve e uno per un’informativa estesa) che illustrino come vengono trattati i dati sensibili dell’utente.
Nel caso in cui l’informativa sulla privacy non compaia sul proprio sito, le sanzioni previste vanno dai 6.000 euro in su.

Il 2 giugno 2015, inoltre, è entrato in vigore il Provvedimento numero 229/2014 del Garante della Privacy che prevede che l’utente venga informato e debba dare il suo consenso all’utilizzo dei cookie.

Le sanzioni per la mancata applicazione del provvedimento sono piuttosto pesanti anche in questo caso:  da un minimo di 6.000 euro ad un massimo di 36.000 per omessa informativa e da 10.000 a 120.000 euro nel caso in cui venga dimostrata l’installazione di cookie di profilazione senza l’autorizzazione degli utenti.

Insomma, meglio attrezzarsi.

La più classica delle soluzioni per l’adeguamento del proprio sito alla normativa vigente è offerta da Iubenda. Sottoscrivendo un abbonamento annuale a Iubenda, infatti, è possibile acquistare un vero e proprio pacchetto completo di cookie policy e privacy policy creato ad hoc per il proprio sito.
Si potrà poi installare il tutto grazie ad un apposito plugin.

Aggiornamento: il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento Europeo 679/2016 in materia di protezione dei dati personali, conosciuto anche con l’acronimo GDPR “General Data Protection Regulation”. Con l’entrata in vigore del Reg. EU 679/2016, numerose aziende sono state tenute a rivedere la gestione del trattamento dei dati personali.

Se ti trovi nell’Unione Europea dovrai rispettare il Regolamento, a prescindere dalla nazionalità o dalla residenza del cliente a cui i dati personali si riferiscono.

In altre parole, se vendi i tuoi prodotti o servizi ad una clientela che si trova negli Stati Uniti, in Australia o in Sudafrica, dovrai comunque applicare il regolamento.

L ’autorità Garante per il trattamento dei dati personali ha predisposto numerose schede informative per facilitare la comprensione e l’adeguamento della nuova normativa.

A livello più prettamente “tecnico” riguardante le modifiche da apportare al sito, ho testato varie alternative e posso confermare che Iubenda è risultata essere, per me, la soluzione migliore.
Purtroppo non mi è stato possibile trovare soluzioni gratuite adeguate.
Con Iubenda, per lo meno, è possibile ottenere un prezzo leggermente agevolato acquistando da qui una o più licenze con il 10% di sconto.

Indicazione della Partita Iva nella Home Page

Per i siti professionali c’è poi un ulteriore regolamento a cui attenersi: l’art. 34 del D.P.R. 633/72 ribadito dalla Risoluzione n. 60 del 2006 dell’Agenzia delle Entrate.
Se possiedi un sito web con evidenti fini “economici” (in cui, cioè, vendi prodotti o servizi) è obbligatorio indicare la Partita Iva nella home page del sito.
Le sanzioni per la mancata aggiunta della Partita Iva vanno dai 258 ai 2.065 euro.

Pront@ ad andare online?

Spero che questa mini guida su come aprire un blog professionale sicuro, legale e seo-friendly ti sia stata utile.
Se hai delle domande o vuoi aggiungere dei suggerimenti, lasciami pure un commento.

Vorresti avere un blog, ma sai già che non avrai il tempo di gestirlo? Dai un’occhiata al mio pacchetto “Blog Accudito” : posso pensarci io per te.

P.S. Dimenticavo!
Ho creato un corso gratuito dove condivido tantissimi altri consigli e risorse (gratis anche quelle!) per gestire al meglio il tuo business. Se vuoi dargli un’occhiata puoi iscriverti qui sotto.


Ho letto la Privacy Policy e autorizzo al trattamento dei miei dati personali

Parole chiave. 6 tool gratis per utilizzarle al meglio e vivere felici

seoHai creato un sito internet super veloce, con testi da premio letterario, ma il traffico è ancora molto scarso?

Ti sei assicurato che le parole che utilizzi coincidano con quelle utilizzate dalle persone quando effettuano ricerche online (incluse tutte le persone potenzialmente interessate ai tuoi contenuti, sevizi o prodotti)?

Come già accennato nel mio post sulla SEO, più del 70% degli utenti si affida a Google per trovare risposte alle proprie domande o soluzioni ai propri problemi.

Prima ancora di iniziare a creare contenuti, perciò, è essenziale fare una ricerca su quali siano le più importanti query di ricerca riguardo all’argomento di cui vogliamo trattare.
In altre parole, dobbiamo trovare una serie di parole chiave.

Le parole chiave senza più segreti

Ma come si cercano le parole chiave?
Il Web ci mette a disposizione diverse risorse e tool, molti dei quali gratuiti e, a mio parere, non meno validi di quelli a pagamento.
Ecco i più popolari:

Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords

Necessita di un account Google per essere utilizzato (quindi se hai Gmail sei già un passo avanti).
Può essere uno strumento utilissimo perché permette di impostare la ricerca in base alla lingua e al paese d’interesse.

virtual office
Cliccando su Trova idee, il tool restituisce un elenco di parole chiave e il numero di ricerche mensili per ciascuna di esse (su un intervallo temporale preimpostato di 12 mesi, ma anche questo modificabile).

Piccolo Bonus. 
Per poter visualizzare il volume di ricerca delle parole chiave direttamente dalla pagina iniziale di Google, ti consiglio di installare l’estensione KeyWords Everywhere nel tuo browser.
In questo modo compariranno i dati direttamente sotto ciascuna query di ricerca e potrai procedere con la tua analisi in maniera molto più rapida.segretaria part time

[AGGIORNAMENTO AL 2019] È stata rilasciata una nuova versione del Keyword Planner. Al momento migliore guida in circolazione (in inglese) sembra sia questa.
Inoltre anche Keywords Everywhere è diventato un tool a pagamento anche se i prezzi sono piuttosto competitivi: per 10 dollari al mese si acquistano 100.000 crediti. 1 credito = 1 parola chiave, per cui è possibile ricercare 100.000 parole chiave al mese.

Moz KeyWord Explorer

Anche se nella versione gratuita permette un massimo di due ricerche al giorno, Moz può essere una valida alternativa al tool di Google.
Oltre all’elenco di parole chiave, offre una serie di dati aggiuntivi: i volumi di ricerca, la Difficoltà di ciascuna parola chiave (di comparire nei risultati di ricerca) e l’Opportunity Score, cioè quanto quella parola posizionerebbe il contenuto una volta online.

Übersuggest

Übersuggest elenca tutte le keyword correlate a quella principale e, analogamente a Moz, mostra alcuni dati statistici come il volume di ricerca, la difficoltà (sia per i risultati organici, sia per quelli a pagamento) e il costo per clic.

segretaria part time

Le migliori parole chiave…hanno la coda lunga!

Quello delle keywords articolate è un aspetto importante: “parola chiave” NON significa necessariamente una sola parola.
Al contrario: quando sono composte da un singolo termine, di solito si tratta di query molto generiche e dalla competitività elevata.
Ciò che, per l’appunto, si dovrebbe ricercare sono le cosiddette Long Tail Keywords, cioè parole chiave con la coda lunga. 
Ovvero parole chiave composte da più termini.
Essendo molto più specifiche, infatti, rendono più semplice la “scalata” verso i primi risultati di Google.

I tool migliori per trovarle? Oltre allo stesso Übersuggest, un altro strumento estremamente valido è Answer The Public.

Analizzare la competitività delle parole chiave

Perché è importante?
Perché ciò che fa la differenza tra contenuti strategici e contenuti inefficaci è uno studio sulle loro potenzialità di sviluppo nel lungo periodo.

Ecco di quali tool ci possiamo avvalere:

Google Trends

Una volta impostata l’area geografica e l’intervallo temporale che ci interessa, Google Trends mostra l’interesse nel tempo (anche diversi anni) di una determinata keyword. Ecco cosa compare inserendo la query “come aprire un blog” per l’intervallo di tempo dal 2004 ad oggi.

google

Anche se con un’evidente presenza di picchi e ricadute, è chiaro come nel corso degli anni l’interesse verso questo tipo di ricerca sia andato notevolmente aumentando.

Quindi perché è utile Google Trends?
Perché permette di fare previsioni sul potenziale successo o meno delle parole chiave.

Investire in keyword che mostrano un interesse in crescita è un ottimo punto di partenza.
Puntare su keyword in calo, al contrario, non risulterà una strategia vincente.

Sem Rush

Anche questo è un tool di cui ho già parlato nel post sulla SEO.
Una volta inserita la query di ricerca e selezionato il paese d’interesse (Italia, nel nostro caso), Sem Rush ci dà una panoramica del trend della parola chiave inserita (oltre al suo volume nella ricerca organica e al costo-per-clic).

virtual office

Anche in questo caso ci sono delle piccole limitazioni: per poter visualizzare i dati è obbligatoria la registrazione e, nella sua versione gratuita, è possibile utilizzare il tool fino ad un massimo di 10 ricerche. Ma, a mio avviso, SEM Rush rimane comunque uno strumento di analisi molto interessante.

Conclusioni

Spero di esserti stata d’aiuto nel capire l’importanza che hanno le parole chiave e quali strumenti è possibile utilizzare per cercarle ed analizzarle al meglio.

Spero anche che tu abbia trovato utile sapere quante informazioni valide si possano ancora reperire in modo gratuito: un aspetto sempre utile per qualunque business, soprattutto quando si torva ancora in fase di start-up 🙂

Se hai domande o suggerimenti per me, lasciali pure nei commenti oppure contattami.

P.S. Dimenticavo!
Ho creato un corso gratuito dove condivido tantissimi altri consigli e risorse (gratis anche quelle!) per gestire al meglio il tuo business. Se vuoi dargli un’occhiata puoi iscriverti qui sotto.


Ho letto la Privacy Policy e autorizzo al trattamento dei miei dati personali