Scrittura creativa: quali sono le differenze rispetto alla creazione di contenuti per il web?

Molti sarebbero portati a pensare che la scrittura creativa e lo scrivere per il web siano la stessa cosa. In realtà presentano delle differenze sostanziali:

1. Lo stile della scrittura

La scrittura creativa è una forma di narrazione d’intrattenimento. Qualcosa che la maggior parte delle persone leggerebbe come passatempo.

La creazione di contenuti per il web, invece, è solitamente una forma di marketing. Il contenuto di un articolo di un blog o di una pagina web deve essere preciso, persuasivo ed andare dritto al punto.

2. Il contesto in cui vengono utilizzate

La maggior parte delle persone considera la scrittura creativa una forma d’arte in cui il focus principale della narrazione è presentare le proprie idee nella maniera più unica ed originale possibile.

Quando si creano contenuti per il web una buona scrittura è senz’altro importantissima, ma spesso è  necessario abbandonare l’aspetto più “estetico” del testo ed optare per un contenuto favorisca meglio la vendita/promozione di un prodotto o servizio.

3. L’utilizzo della SEO

Quando si scrive per il web un fattore fondamentale che influenza la scrittura è l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Ciò può significare includere parole chiave, utilizzare link interni ed esterni, tag e categorie, inserire ed ottimizzare immagini e video.

La scrittura creativa, invece, non è vincolata alle regole della SEO.

4. Le finalità per cui vengono utilizzate

Riassumendo: la scrittura creativa intrattiene mentre la scrittura di contenuti online vende o promuove.

Insomma, bisogna essere ben più di un semplice intrattenitore per essere un buon creatore di contenuti per il web.

Imparare a scrivere per il web: le skill più importanti.

Ecco i punti di partenza essenziali per qualunque content writer o web editor:

  • Conosci il tuo pubblico. Ovvero quelle che i marketer chiamano “buyer persona”. Se sai chi sono i tuoi lettori, potrai scrivere ciò che vogliono leggere. Scrivi per il tuo pubblico. Non per te stesso, non per la tua azienda, non per il tuo brand.
  • Ricerca le parole chiave.
  • Studia la concorrenza. Quali contenuti di successo stanno condividendo (o hanno condiviso) coloro che operano nel tuo stesso settore?
  • Crea un titolo accattivante. Prenditi il ​​tuo tempo e crea un titolo che porti i lettori a leggere il resto. L’importanza del titolo è tutta qui: può invogliare le persone alla lettura o avere l’effetto esattamente contrario.

Scrittura creativa online. Non è finita qui.

Che ci si occupi di “pura” scrittura creativa o di scrivere contenuti (di marketing) per il web, è necessario possedere queste competenze:

  • Ottima conoscenza della grammatica (sembra scontato, ma in Rete ormai se ne leggono di tutti i colori…)
  • Padronanza di più stili di scrittura
  • Ottime capacità di ricerca
  • Capacità di scrivere rapidamente e in tempi stretti
  • Saper variare il “tone of voice” e l’argomento
  • Conoscenza dell’ambito di cui si scrive
  • Capacità di generare nuove idee

Insomma, un buon content writer deve saper essere estremamente flessibile.

Articoli

Web writer. Le caratteristiche essenziali che lo contraddistinguono

Dopo aver illustrato le regole inviolabili da seguire (e quelle da non seguire) quando si creano contenuti per il web, vorrei soffermarmi su chi questi contenuti li crea di professione. Ovvero su coloro che in Italia vengono definiti web writer.

Sebbene sia un termine inglese, infatti, nel mondo del lavoro anglosassone o americano non l’ho mai sentito utilizzare. Piuttosto si parla, a seconda del caso, di content writer o copywriter.

Un web writer è invece (o almeno così mi sembra) qualcuno che possiede le caratteristiche di entrambi e che, a seconda delle esigenze del caso, si cala di volta in volta nell’uno o nell’altro ruolo professionale.

Non conosco esattamente le ragioni per cui sul mercato italiano si sia affermato questo termine, ma dal mio punto di vista è una cosa positiva.

Come già ribadito nell’ultimo post è essenziale per i lavoratori freelance essere creativi nella scelta del titolo professionale e, soprattutto, idearne uno che si adatti al proprio pubblico target di riferimento.

Vediamo allora cosa contraddistingue un web writer professionista.

1.Un bravo web writer utilizza diversi stili di scrittura

scrivere per il web Niente panico: non è necessario inventarsi nulla.
Molti stili di scrittura sono già stati “codificati” e raccolti nelle cosiddette
Guide di Stile

Come ci spiega Luisa Carrada di Mestiere di Scrivere:

“Una Guida di Stile è il documento che raccoglie regole, indicazioni e suggerimenti per chi scrive all’interno di un’organizzazione. Pubblica o privata, di qualsiasi settore.” 

Anche Buffer sviscera l’argomento in profondità nel suo blog (in inglese), indicando a fine articolo alcune Guide di Stile (Style Guides) molto autorevoli: National Geographic, WPMU (un super team di sviluppatori di WordPress secondo cui anche il design di un sito web ha bisogno della sua guida), MailChimp e addirittura The Economist.

E a casa nostra? Se non l’hai notata prima, scorri di nuovo il post di Luisa Carrada e dai un’occhiata alla sua interessantissima raccolta di Guide di Stile: ce ne sono davvero per tutti i tipi di settori e categorie professionali.

Ovviamente non è sufficiente leggere una guida per potersi dire web writer professionisti.
Però è senz’altro un ottimo punto di partenza per scrivere contenuti professionali e ben strutturati.

2. Un bravo web writer non sceglie argomenti a caso

web writerQualunque contenuto da creare comincia con l’analisi dei dati statistici.

Neil Patel ha spiegato in maniera dettagliatissima (sempre in inglese) come trovare idee per creare contenuti interessanti e di qualità. Quel post è stato poi condiviso ben 16.000 volte: mai visto un passaggio dalla teoria alla pratica più rapido di questo!

Riepilogando i dati principali da raccogliere ed analizzare:

 

Altrettanto essenziale è aggiornare le proprie conoscenze SEO con regolarità. Soprattutto nel caso di contenuti orientati alla vendita di prodotti o servizi.

3. Un bravo web writer è originale

Può sembrare un aspetto complicato perché magari, nello stesso momento, ci sono migliaia di altri content creator che scrivono dello stesso argomento.
In realtà è più semplice di quanto sembri.

Un professionista possiede sempre un proprio punto di vista, un tono di voce personale e una luce tutta sua anche su argomenti molto inflazionati.

4. Un bravo web writer è un esperto social media manager

scrivere per il webPerché?

Perché i social media offrono tutto ciò di cui si alimenta la sua professione:

  • Una vetrina dove condividere il proprio lavoro in maniera immediata e gratuita.
  • Una community di follower da coltivare.
  • Colleghi e publisher con cui interagire.
  • La possibilità di incontrare esperti del settore.

Conclusioni

Ormai ti sarà chiaro che scrivere per il web è molto diverso dallo scrivere sulla carta.
Un bravo creatore di contenuti non deve “solo” saper scrivere, ma possedere anche tutta una serie
di competenze aggiuntive sulla content creation, la ricerca di fonti autorevoli, la SEO e il social media management.

Se ritieni che queste competenze possano esserti d’aiuto per la comunicazione e il marketing della tua azienda, perché non ne parliamo a tu per tu?

A presto!

Scrivere per il web: le 5 cose da fare e le 5 cose da non fare

Sono da sempre convinta che scrivere per il web preveda una serie di regole da rispettare e un’altra serie di passi falsi da evitare a tutti i costi.

Che si sia copywriter professionisti, web editor o web writer, la creazione di articoli- o contenuti di testo in genere- ha un suo decalogo (immutabile ed intramontabile) da seguire fedelmente, quasi come fosse una specie di Bibbia dei professionisti della comunicazione scritta.

Iniziamo con le 5 cose da fare se si vuole scrivere per il web:

1. Conosci il tuo pubblico

web editor

Probabilmente te lo sarai sentito ripetere fino alla nausea. Lo capisco, ma è proprio così. Non parlo solo di conoscere gli aspetti anagrafici. Chiediti piuttosto:

  • Cosa piace a chi ti legge?
  • Cosa lo interessa?
  • Cosa attira la sua attenzione?
  • Quali problemi e sfide deve affrontare?
  • Come puoi aiutarlo?

Questo passaggio è fondamentale per creare sin da subito contenuti che parlino direttamente ai loro bisogni o desideri.

Prendili per mano e portali dove vuoi tu.

2. Fai una ricerca delle parole chiave

Confesso che  neanch’io ho sempre seguito questa regola. A volte ho solo voglia di condividere dei consigli o delle riflessioni personali. Ma tutte le volte che ho ricercato le parole chiave, l’articolo si è posizionato benissimo sui motori di ricerca. Perché? Perché andando incontro a ciò che la gente cerca o desidera sul web, dimostri empatia nei loro confronti.
Se non sai da dove cominciare con la ricerca delle parole chiave, dai un’occhiata qui.

3. Descrivi i benefici piuttosto che le caratterstiche

scrivere per il webHai un prodotto fantastico? Ottimo.
Hai tentato di promuoverlo passando gran parte del tuo tempo
a descriverne tutti i singoli aspetti tecnici
che lo rendono così unico?
Tempo abbastanza sprecato.

Invece di focalizzarti su cosa i tuoi clienti dovrebbero compare concentrati sul perché dovrebbero farlo.

Oltre a fare leva sulle emozioni di un lettore, questo approccio ti aiuta anche a creare una storia del prodotto. Un racconto molto più avvincente che rimarrà impresso nella mente di chiunque molto più a lungo di una promozione basata su numeri e descrizioni.

4. Scrivi headlines magnetiche e coinvolgenti

Se non lo fai hai già perso una buona quantità di traffico, conversioni e condivisioni.

Perché?

Secondo Copyblogger, l’80% delle persone leggerà i tuoi titoli, solo il 20% leggerà, poi, i tuoi contenuti .
Suona molto ingiusto lo so, ma è per questo che creare titoli accattivanti è una regola molto importante dello scrivere per il web.

5. Rendi felici i tuoi lettori

scrivere per il webScrivere contenuti che diventino virali è forse il sogno di ogni web writer.
Ma anche se non fosse così, sapevi che gli utenti hanno maggiori probabilità di condividere contenuti che li rendono felici?
Il concetto è spiegato molto chiaramente in questo post sulla Scienza delle Emozioni del blog di Buffer.
In particolare quando vengono citate le parole di Abigail Posner, responsabile delle strategie creative di Google:

Quando vediamo o creiamo un’immagine che ci rallegra, la inviamo agli altri per dargli un po’ di quell’energia ed effervescenza. Ogni dono contiene lo spirito del donatore. Inoltre, ogni immagine ricorda a noi e agli altri che siamo vivi, felici e pieni di energia (anche se potremmo non sentirci sempre così in quel momento). E quando mettiamo un “Mi Piace” o commentiamo una foto o un video che ci viene inviato, inviamo di nuovo un regalo al mittente. […] Questo regalo condiviso contribuisce ad uno scambio di energia che amplifica il nostro piacere. Ed è qualcosa che ci sentiamo obbligati a fare.

Ed ecco le 5 cose da non fare se si vuole scrivere per il web:

1. Non rendere i contenuti troppo lunghi e complicati

web editorSul web ci sono mille distrazioni ogni singolo momento e l’attenzione degli utenti è MOLTO più bassa della vita reale (secondo il TIME è addirittura più bassa di quella di un pesce rosso…!).

È fondamentale, allora, che la lettura sia quanto più semplice
e scorrevole possibile:

  • Rimuovi le parole non necessarie
  • Mantieni il tuo linguaggio semplice
  • Rileggi più volte
  • Suddividi il testo in (pochi) paragrafi
  • Usa il grassetto per i concetti più importanti
  • Suddividi il testo in elenchi puntati e numerati (come questo)
  • Alterna i contenuti visivi (immagini e video) ai contenuti di testo

2. Non dimenticare link e Call-To-Action

Includere link interni ed esterni nei propri contenuti è sempre un’ottima pratica SEO: i primi manterranno gli utenti più a lungo sul tuo sito, i secondi (se puntati verso fonti autorevoli) ti aiuteranno a creare una buona strategia di backlink.

E a proposito di “indirizzare i lettori”…qual è il modo migliore per far compiere un’azione ai tuoi lettori? Semplice: chiedergliela.

Mentre molti ritengono che gli inviti all’azione (le cosiddette Call-To-Action o CTA) siano troppo semplicistici ed esplicativi, diversi case study dimostrano quanto in realtà siano una parte essenziale di un buon copywriting.
Ricorda, quindi, che tutto ciò che scrivi dovrebbe includere inviti all’azione (convincenti).

Le Call-To-Action hanno un enorme valore perché incoraggiano le persone a cliccare, acquistare, scaricare o condividere, aiutandoti a raggiungere gli obiettivi del tuo brand…e a far crescere la tua azienda!

3. Non esagerare e non mentire

web editorSe non hai ancora fatturato un milione di dollari online, per favore non dire che lo hai fatto. Se nessuno ha la minima idea di chi tu sia, non affermare il contrario. Sii onesto/a.

Contrariamente a quello che ogni marketer sulla terra vorrebbe far credere, dicendo di essere “il/la migliore del mondo” in qualcosa rischi di perdere credibilità.

Le persone capiscono da sole che cosa sia un “grosso affare” e cosa no, e questo vale anche per la tua azienda.

Se si è veramente bravi in qualcosa si dovrebbe semplicemente provare a spiegare perché lo si è.
Magari rafforzando la propria tesi attraverso case study, statistiche, testimonial, report ecc ecc. Insomma attraverso dati o parole altrui, più che le proprie.

4. Non fare un uso eccessivo delle parole chiave

Anche se al punto 2 delle 5 regole da seguire ho consigliato di utilizzare le parole chiave, attenzione alle mille insidie della SEO.
Se le keyword vengono ripetute troppo spesso all’interno di un testo si rischia di incappare nel cosiddetto keyword stuffing: un effetto “robotico” che inciderà negativamente sulla leggibilità del tuo contenuto, sul suo tasso di conversione e sulla sua posizione nella SERP.
Insomma, i lettori scapperanno dalla tua pagina e i motori di ricerca ti penalizzeranno.
Per evitare la cosa, puoi avvalerti di appositi plugin come SEO Yoast (per WordPress) che segnalano la giusta frequenza della parola chiave.

scrivere per il web

5. Non fare errori ortografici

Potrà sembrare banale e scontato da dire, ma io resto sempre stupita di quanto certi errori siano ancora diffussissimi (avete notato quante volte si scriva “apposto” invece di “a posto”? Io soffro tantissimo!).

Il dizionario italiano è nostro amico. Consultiamolo spesso 🙂

Cosa ne pensi?

Hai bisogno di supporto nella creazione di contenuti? Ti serve aiuto nella creazione o la gestione di un blog aziendale?
Parliamone insieme!

Come aprire un blog: 11 step per un sito sicuro, performante, SEO-friendly e in linea col GDPR

Sull’importanza che riveste un blog professionale per la propria attività ho già parlato nel mio guest sul post  TagliaBlog.

Perché aprire un blog?

Per mille ragioni.
Aprire un blog è il modo più semplice di far conoscere il tuo business al mondo, condividere le tue idee e le tue competenze e ottenere maggiore visibilità.
Puoi utilizzarlo per promuovere la tua attività come centro della tua strategia di web marketing o persino per creare un sistema automatizzato di entrate online.

La buona notizia è che, nel 2018, aprire un blog è più facile che mai.

Per nostra fortuna sono passati i tempi in cui lanciare un blog richiedeva molte abilità di programmazione (HTML, CSS, PHP ecc. ecc.).

Ho creato questo post in base alla mia esperienza diretta. Cioè di qualcuno che ha fatto affidamento sulle sole risorse reperite in rete (sulla cui qualità garantisco di persona) e svolto innumerevoli test per capire cosa funzionasse e cosa no.
Nella speranza di far risparmiare tempo a tutti coloro che stiano pensando che un blog sia indispensabile per la loro attività, ho riassunto i passaggi fondamentali per aprire un blog professionale che sia anche legale, sicuro, performante e ottimizzato in chiave SEO.

Premessa importante

Qualunque strategia di comunicazione online tu intenda applicare, non può funzionare se prima non ti dai degli obiettivi su cosa, come e quando intendi raggiungere, attraverso gli strumenti di marketing che il Web ti mette a disposizione.

Perché questi obiettivi siano efficaci, segui lo schema SMART:

  • Specific (Specifici. Cioè devono fare riferimento ad un’area di miglioramento ben definita)
  • Measurable (Misurabili)
  • Achievable (Raggiungibili)
  • Realistic (Realistici. Possono essere effettivamente raggiunti con le risorse di cui disponi?)
  • Time-based (Definiti nel tempo)

Una volta definiti gli obiettivi, puoi passare alla creazione del blog. Ecco quali sono i passaggi essenziali per costruirne uno che sia allo stesso tempo performante e professionale.

1. Abbonati ad un servizio di Web Hosting

come usare wordpress

Il primo passo da compiere è scegliere un servizio di Web Hosting.

Di cosa si tratta?

Di quello spazio virtuale all’interno del quale verranno salvati tutti i file e i database del blog e che “ospiterà” il sito stesso, rendendolo visibile online.

Premetto che ai fini della creazione di un blog aziendale sconsiglio vivamente di utilizzare un web hosting gratuito:

  • La maggior parte di essi NON ti permette di avere un tuo dominio, ma solo un dominio di secondo livello.
    Per intenderci: l’indirizzo web del tuo sito non potrà essere del tipo www.tuosito.comma solo www.tuosito.wordpress.com
  • Possiedono grosse limitazioni alla performance del sito stesso.
    Se il traffico verso il tuo sito inizia ad aumentare (come ci auguriamo) potrebbero presentarsi dei problemi tecnici, come un caricamento del blog molto lento.
    Risultato: l’esperienza dell’utente e il posizionamento del sito stesso sarebbero compromessi.

Se hai intenzione di utilizzare il tuo sito o blog per generare guadagni o per promuovere la tua attività, vorresti un web hosting così performante e sofisticato da non presentare MAI questo tipo di problemi.

Per questo motivo, consiglio sempre di avvalersi di un servizio hosting a pagamento.

Niente paura: esistono diversi provider che offrono la possibilità di sottoscrivere un abbonamento a costi piuttosto accessibili.

Nella scelta di un web hosting per un sito professionale raccomando di prendere sempre in considerazione questi parametri:

  • Velocità di caricamento del sito
  • Sicurezza
  • Prezzo
  • Esistenza (e professionalità) del servizio di supporto
  • Facilità di utilizzo

In base a queste caratteristiche la mia selezione personale si riduce a due provider: SiteGround e Bluehost.

SiteGround

come usare wordpressSiteGround è in assoluto uno dei migliori servizi di web hosting che io conosca.
Ottimizzato per WordPress (ma non solo), garantisce una prestazione eccellente per qualunque sito, sia in termini di velocità di caricamento sia in termini di sicurezza.

Oltre all’incredibile facilità di utilizzo (puoi installare WordPress con 1 clic. Letteralmente), ha un ottimo rapporto qualità/prezzo: l’abbonamento base di 3,95 euro al mese è valido fino a 10.000 visitatori mensili.

Offre anche una serie di servizi aggiuntivi gratuiti quali:

  • Creazione di un account email personalizzato con il tuo dominio (del tipo info@tuosito.it)
  • Servizio di Backup
  • Trasferimento di un sito o un dominio già esistenti verso SiteGround in poche ore
  • Tutorials e guide scaricabili per la creazione e gestione del tuo sito
  • cPanel flessibile e ricco di funzionalità
  • Aggiornamenti automatici di WordPress
  • Passaggio da HTTP a HTTPS

Il tutto condito da un servizio di supporto tecnico attivo 24 ore su 24 (disponibile anche in italiano) contattabile via telefono, mail o chat.

Essendo SiteGround il servizio di hosting che utilizzo per questo sito, garantisco personalmente sulla sua qualità. E posso dire lo stesso sul servizio di assistenza: sempre disponibile e tempestivo nel risolvere i problemi.

Ultimo, ma non meno importante: il team di SiteGround ha ideato un incredibile sistema di protezione da eventuali attacchi hacker che può contare su ben 7 livelli di sicurezza.

Bluehost

come usare wordpressBluehost è il secondo provider che mi sento di raccomandare.

Anch’esso ottimizzato per WordPress, i piani d’abbonamento
partono da 3,95 dollari al mese ed includono:

 

  • Dominio gratis il primo anno
  • Installazione WordPress con 1 clic
  • Backup
  • Account email personalizzati
  • Offerte e sconti per campagne pubblicitarie online
  • Webinars gratuiti per la creazione e gestione del proprio sito

Anche Bluehost offre un servizio di supporto attivo 24 ore per 365 giorni all’anno, raggiungibile via chat o email, ma disponibile solo in inglese. Se l’inglese non è un problema si può contattare l’assistenza anche via telefono, ma bisogna chiamare negli Stati Uniti.

2. Scegli con cura dominio ed estensione

come usare wordpress

Il dominio è l’indirizzo URL del tuo sito.

L’estensione è la parte che si trova dopo il punto.
Quando acquisti un piano hosting, puoi scegliere anche il dominio e l’estensione che vorresti per il tuo futuro blog.

Se non hai ancora le idee chiare su quale nome scegliere, ecco alcuni consigli “evergreen”:

  1. Utilizza le keywords relative al tuo settore o argomento del blog.
  2. Rendilo unico: il tuo dominio è parte del tuo brand. Cerca delle keywords o una combinazione di esse che si differenzi e rispecchi la personalità del tuo business.
  3. Rendilo semplice da digitare. Domini troppo lunghi o difficili da scrivere possono risultare “fastidiosi” per gli utenti. Ricorda che puoi inserire i trattini per separare le parole.

In merito all’estensione del sito, è sempre consigliato scegliere una di quelle più comuni ed utilizzate.
La scelta si riduce, gran parte delle volte, a .com o .it.
L’estensione .com è l’estensione di dominio di primo livello più utilizzata e più popolare di internet.
Se vuoi aprire un blog che sia indirizzato (anche) ad un pubblico internazionale devi senz’altro scegliere quest’estensione.
Il dominio che termina con .it è un country code top-level domain cioè un dominio di primo livello nazionale.
Se il tuo blog sarà rivolto ad un pubblico di lingua italiana, questo tipo di estensione è la scelta migliore.

3. Crea il tuo blog con WordPress

come usare wordpress

Il secondo ingrediente di cui hai bisogno per poter aprire un blog è un CMS (Content Management System), ovvero un programma per la creazione e la gestione dei contenuti e dei file del sito stesso.

Esistono diversi CMS sul mercato, ma uno tra i più popolari ed utilizzati sul pianeta è WordPress.

Perché?

  • È estremamente user-friendly.
  • Puoi utilizzarlo anche se non sei un programmatore o un web master.
  • È gratuito.
  • È 100% SEO-friendly: oltre che piacere a noi, piace anche a Google. 🙂
  • Ha una vastissima community di riferimento con cui puoi interagire in qualunque momento all’interno del forum per ottenere aiuto, consigli e suggerimenti.
  • Puoi avvalerti di moltissimi tutorial sul suo utilizzo.

A scanso di equivoci, è importante fare una piccola grande precisazione.

Esistono due versioni di WordPress: WordPress.com e WordPress.org

  • Utilizzando WordPress.com gestirai il tuo sito direttamente dalla piattaforma online di WordPress. In questo modo non dovrai acquistare né dominio né spazio hosting.
    Perché NON la consiglio?
    Perché presenta delle fortissime limitazioni: non è possibile installare né tema né plugin.
    Il risultato sarà quindi un sito penalizzato dal punto di vista dell’aspetto e della funzionalità.
    Decisamente poco professionale.
  • WordPress.org è la versione di WordPress a cui mi sono implicitamente riferita finora.
    Si tratta di un software open-source che puoi scaricare e installare all’interno dello spazio hosting che hai acquistato (infatti è anche detto self-hosted).
    Wordpress.org offre infinite possibilità di personalizzazione del proprio blog perché supporta migliaia di temi e plugin.
    In pratica, con la versione self-hosted di WordPress, si può creare qualunque tipo di sito.

4. Come installare WordPress

Ecco un utilissimo video tutorial su come acquistare dominio e spazio hosting e installare WordPress (.org) su SiteGround, del sempre valido Andrea Di Rocco:

Iniziamo a creare il nostro nuovo sito web allora 🙂

5. Scelta del tema WordPress: le 10 regole d’oro

come usare wordpress

Ebbene sì. Per funzionare, WordPress ha bisogno di un tema.

Cos’è un tema?

È un programma che genera il layout e l’aspetto grafico del sito e permette di aggiungere funzionalità a WordPress. 

Una volta installato, WordPress avrà un suo tema di default.
Si tratta di un template piuttosto basico che difficilmente soddisferà le esigenze legate alla creazione di un sito professionale. La buona notizia è che si può cambiare.

Per WordPress sono disponibili sia temi gratuiti che a pagamento (anche detti Premium).
I primi li puoi trovare direttamente sul sito di WordPress, mentre alcuni tra i siti di temi Premium più popolari sono Theme ForestMy Theme Shop  ed Elegant Themes.
La scelta è davvero sconfinata ed è facile sentirsi sopraffatti dalle migliaia di opzioni disponibili.
Per aiutarti a prendere una decisione eccoti quelle che io chiamo le 10 regole d’oro per la scelta di un tema WordPress.

#1 Opta per la semplicità

Focalizzati su un tema il cui design sia esteticamente accattivante, ma non eccessivamente complicato (un milione di colori, fonts stravaganti, grafica labirintica, ecc). Il fine ultimo di un sito è aiutare i visitatori a trovare le informazioni che cercano e i proprietari a raggiungere i loro obiettivi.
Quindi l’usabilità e la facilità di navigazione non devono mai essere compromesse.
Opta anche per un tema che abbia un website builder al suo interno: potrai creare le pagine del blog spostando i singoli elementi al loro interno con un semplicissimo Drag and Drop. 

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#2 Cerca un tema responsivo

I temi responsivi adattano il loro layout a seconda del dispositivo da cui si visita il sito. Dato che la maggior parte del traffico web ormai proviene da mobile, un tema mobile-friendly è diventato una scelta obbligata.

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#3 È compatibile con i principali browser?

I futuri visitatori del tuo blog utilizzeranno browsers differenti, oltre che dispositivi differenti.
Alcuni temi potrebbero apparire perfetti su alcuni browser, ma presentare problemi su altri.
Assicurati quindi che il tema sia compatibile con tutti i maggiori browser: Google Chrome, Firefox, Internet Explorer, Safari, ecc.

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#4 E con WordPress?

O meglio: è compatibile con l’ultima versione di WordPress?
Per un corretto funzionamento del sito è importante che il tema sia aggiornato tempestivamente dagli sviluppatori quando vengono rilasciate nuove versioni di WP.

#5 Controlla le valutazioni degli utenti e il numero di download

È probabile che ad un punteggio elevato e ad un alto numero di download da parte degli utenti corrisponda un’altrettanto alta qualità del tema.

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#6 È ottimizzato in chiave SEO?

WordPress è già un’ottima piattaforma dal punto di vista SEO, ma anche il tema gioca un ruolo cruciale.
Un template può essere esteticamente molto piacevole, ma presentare lo stesso un codice HTML piuttosto scarso.
Verifica dalla descrizione del template se sia stato pensato anche per la SEO.

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#7 Controlla i widget e i plugin supportati

I widget e i plugin sono il vero punto di forza di WordPress perché ti permettono di espandere al massimo le funzionalità e il potenziale del tuo sito.
Ma molte funzioni del sito varieranno a seconda del template per cui opterai.
Assicurati, allora, che il tema che utilizzerai supporti tutti quei plugin essenziali per il corretto funzionamento del tuo blog e per il raggiungimento degli obiettivi di comunicazione prefissati.

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#8 Scegli un tema translation-ready

Se dovessi aver bisogno di costruire un sito in più lingue (come nel mio caso) o volessi tradurre in italiano un template (sono quasi tutti in inglese) scegli un tema che supporti i plugin per sviluppare un sito multilingue e che ti permetta di tradurre anche i singoli elementi al suo interno. Come WPML.

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#9 Il tema supporta un e-commerce?

Se stai usando WordPress per creare un sito e-commerce o un sito vetrina con una pagina shop, il template deve (ovviamente) supportare questa funzione.

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#10 Last but not least: accertati che il tema offra un servizio di supporto valido

Come per il servizio di hosting, se dovessi avere un problema tecnico vorresti avere la possibilità di rivolgerti a degli sviluppatori che lo risolvano in fretta.
Quindi assicurati che il template offra delle guide e dei tutorial sull’installazione e l’utilizzo e un servizio di assistenza da contattare in caso di necessità.guadagnare online

[Se vuoi sapere a quale tema appartengono le immagini qui sopra, si tratta di Enfold].

Una volta individuato il tuo tema, per installarlo vai su Aspetto -> Temi -> Aggiungi Nuovo ed inizia a personalizzarlo aggiungendo il tuo logo, i colori del tuo brand e tutto ciò che ti serve.

6. SEO: non è finita qui

come usare wordpressSEO on-site e on-page

Con WordPress come CMS e il tema giusto siamo già a buon punto.

Mancano gli ultimi accorgimenti da utilizzare per ottimizzare al massimo il tuo sito per Google.

E fare in modo che si innamori di te 🙂

  • Scarica il plugin SEO by Yoast.
  • È il miglior plugin WordPress per aiutarti di volta in volta ad ottimizzare i tuoi contenuti, siano essi pagine (Pagine -> Aggiungi Nuovo) o articoli del blog (Articoli -> Aggiungi Nuovo). Così da posizionarti sempre meglio sui motori di ricerca.
  • Collega il sito a Google Analytics. Solitamente è possibile farlo attraverso il tema, inserendo il codice di monitoraggio direttamente nelle impostazioni.
    In alternativa si può utilizzare un plugin come Google Analytics by Yoast.
  • Inizia ad usare le parole chiave e ad inserirle nel titolo, nello URL, nel testo dell’articolo, nel testo alternativo delle immagini ecc.
    Se hai dei dubbi su come trovare le keywords, leggi il mio post sui tool gratuiti per individuare le parole chiave più adatte al tuo progetto.
  • Registra il sito su Google Search Console: un servizio gratuito di Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati di ricerca.

SEO off-page

come aprire blog di successo

Ovviamente si tratta di tecniche da utilizzare in un secondo momento, quando avrai già aperto il tuo blog e il sito sarà pronto, finito ed ottimizzato.

Ma non sottovalutare la SEO off-page: è importante almeno quanto la SEO on-site perché fornisce a Google un’indicazione su quanto sia popolare e come viene percepito il tuo blog. 

I principali fattori di SEO off-page sono:

  • Link building. Ovvero la creazione di link di qualità su siti autorevoli  del tuo stesso settore che puntino verso il tuo.
  • Guest post. Un’ottima tecnica di link building e di crescita del traffico verso il tuo blog.
  • Condivisione sui social media. 
  • Incluso Google +. Perché qualunque contenuto postato su Google + viene indicizzato da Google (stai rivalutando Google+ vero? 🙂 )
  • Aggregatori di blog. Piattaforme che raccolgono tutti i blog ordinandoli per categoria.
    Puoi chiedere di iscrivere il tuo in qualunque momento.

Una volta che avrai messo in pratica una o più di queste tecniche puoi utilizzare i SEO tool di cui ti parlo qui per controllare il posizionamento del tuo sito e “aggiustare il tiro” nel tempo.

7. Evita il “blocco dello scrittore” con un calendario editoriale

Torniamo all’interno del nostro blog.
Finalmente è pronto e ottimizzato: puoi passare alla stesura e alla pubblicazione dei post.

Il calendario editoriale è uno strumento importantissimo per assicurarsi una pubblicazione regolare degli articoli e facilitare il posizionamento sui motori di ricerca.

WordPress ha già una propria funzione nativa per programmare i singoli post, ma i plugin per il calendario editoriale ti permettono di avere una visione complessiva di tutti i post da pubblicare, giorno per giorno.
Tra tutti, il più popolare è senz’altro Editorial Calendar.

8. Pubblica immagini e video di qualità

come usare wordpress

Utilizzare dei contenuti visivi di alta qualità è un altro aspetto cruciale quando si tratta di creare contenuti piacevoli, leggibili ed accattivanti.

Fortunatamente il Web ci mette a disposizione moltissimi siti da cui è possibile scaricare, in maniera gratuita e legale, immagini e video professionali ad alta risoluzione (qui te ne elenco più di 20).

PRO TIP. Le immagini ad alta definizione sono spesso tanto belle quanto pesanti.
Se pubblicate sul sito nelle loro dimensioni originali, potrebbero comprometterne la velocità di caricamento.
Prima di caricarle sul blog utilizza dei tool come JPeg Mini, ImageOptim Image Optimizer: alleggeriscono il peso delle foto senza intaccarne la qualità.

9. Abbraccia le “buone pratiche” del blogging

Per rendere i tuoi contenuti quanto più fruibili possibile e per mantenere vivo il tuo blog, il mio consiglio è di seguire sempre questi passaggi. Sia nella fase di stesura sia dopo aver pubblicato gli articoli.

  • Inserisci dei link sia interni che esterni che reindirizzino ad altri contenuti d’interesse per i tuoi lettori.
  • Suddividi il testo in brevi paragrafi per renderlo quanto più leggibile possibile.
  • Crea elenchi puntati (come questo) e numerati (come quest’articolo).
  • Evidenzia in grassetto i concetti più importanti.
  • Alterna sempre testo e contenuti visivi per non appesantire la lettura.
  • Rispondi ai commenti dei lettori.

Soprattutto, prediligi chiarezza e semplicità.
Scrivi per le persone, non per i motori di ricerca.
Se il lavoro di SEO è stato buono e la redazione di contenuti costante, i risultati arriveranno.

Se vuoi saperne di più su come scrivere sul web in maniera professionale, dai un’ occhiata al mio post sulle 5 cose da fare e le 5 da non fare con i contenuti online.

10. Rendi il tuo blog super sicuro

come usare wordpress

Avere servizi di web hosting come SiteGround o Bluehost è già un ottimo punto di partenza.

Ci sono poi alcune buone abitudini da seguire e plugin da utilizzare per poter gestire il tuo sito in totale tranquillità, consapevoli che per qualunque imprevisto ci sarà sempre un rimedio (e non andare nel panico):

  1. Scarica sempre gli aggiornamenti di WordPress: sono fondamentali per la sicurezza e la stabilità del sito.
  2. Installa un plugin specifico per la sicurezza.
    Personalmente utilizzo iThemes Security (considerato uno dei più potenti): ha più di 30 funzionalità.
    Ad esempio: permette di fare un backup del sito in qualunque momento, invia una email di notifica all’amministratore in caso di tentativi di accesso indesiderati e individua e banna gli indirizzi IP sospetti inserendoli in una “black list” ad hoc.
  3. Installa Akismet: il miglior plugin contro i commenti spam.

11. Fa’ in modo che il tuo sito sia in linea con la normativa italiana ed europea

come usare wordpress

Privacy Policy, Cookie Policy e GDPR

In base al codice della privacy – D. Lgs 196/2003, su ogni sito web si deve poter accedere alla privacy policy.
Significa che è necessario pubblicare due link (uno per un’informativa breve e uno per un’informativa estesa) che illustrino come vengono trattati i dati sensibili dell’utente.
Nel caso in cui l’informativa sulla privacy non compaia sul proprio sito, le sanzioni previste vanno dai 6.000 euro in su.

Il 2 giugno 2015, inoltre, è entrato in vigore il Provvedimento numero 229/2014 del Garante della Privacy che prevede che l’utente venga informato e debba dare il suo consenso all’utilizzo dei cookie.

Le sanzioni per la mancata applicazione del provvedimento sono piuttosto pesanti anche in questo caso:  da un minimo di 6.000 euro ad un massimo di 36.000 per omessa informativa e da 10.000 a 120.000 euro nel caso in cui venga dimostrata l’installazione di cookie di profilazione senza l’autorizzazione degli utenti.

Insomma, meglio attrezzarsi.

La più classica delle soluzioni per l’adeguamento del proprio sito alla normativa vigente è offerta da Iubenda. Sottoscrivendo un abbonamento annuale a Iubenda, infatti, è possibile acquistare un vero e proprio pacchetto completo di cookie policy e privacy policy creato ad hoc per il proprio sito.
Si potrà poi installare il tutto grazie ad un apposito plugin.

Aggiornamento: il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento Europeo 679/2016 in materia di protezione dei dati personali, conosciuto anche con l’acronimo GDPR “General Data Protection Regulation”. Con l’entrata in vigore del Reg. EU 679/2016, numerose aziende sono state tenute a rivedere la gestione del trattamento dei dati personali.

Se ti trovi nell’Unione Europea dovrai rispettare il Regolamento, a prescindere dalla nazionalità o dalla residenza del cliente a cui i dati personali si riferiscono.

In altre parole, se vendi i tuoi prodotti o servizi ad una clientela che si trova negli Stati Uniti, in Australia o in Sudafrica, dovrai comunque applicare il regolamento.

L ’autorità Garante per il trattamento dei dati personali ha predisposto numerose schede informative per facilitare la comprensione e l’adeguamento della nuova normativa.

A livello più prettamente “tecnico” riguardante le modifiche da apportare al sito, ho testato varie alternative e posso confermare che Iubenda è risultata essere, per me, la soluzione migliore.
Purtroppo non mi è stato possibile trovare soluzioni gratuite adeguate.
Con Iubenda, per lo meno, è possibile ottenere un prezzo leggermente agevolato acquistando da qui una o più licenze con il 10% di sconto.

Indicazione della Partita Iva nella Home Page

Per i siti professionali c’è poi un ulteriore regolamento a cui attenersi: l’art. 34 del D.P.R. 633/72 ribadito dalla Risoluzione n. 60 del 2006 dell’Agenzia delle Entrate.
Se possiedi un sito web con evidenti fini “economici” (in cui, cioè, vendi prodotti o servizi) è obbligatorio indicare la Partita Iva nella home page del sito.
Le sanzioni per la mancata aggiunta della Partita Iva vanno dai 258 ai 2.065 euro.

Pronti ad andare online?

Spero che questa mini guida su come aprire un blog professionale sicuro, legale e seo-friendly ti sia stata utile.
Se hai delle domande o vuoi aggiungere dei suggerimenti, lasciami pure un commento.

Vorresti saperne di più su come aprire un blog o vuoi discutere con me su come creare un sito professionale? Contattami. Mi farebbe piacere poterci confrontare sulle tue necessità.

Parole chiave. 6 tool gratis per utilizzarle al meglio e vivere felici

seoHai creato un sito internet super veloce, con testi da premio letterario, ma il traffico è ancora molto scarso?

Ti sei assicurato che le parole che utilizzi coincidano con quelle utilizzate dalle persone quando effettuano ricerche online (incluse tutte le persone potenzialmente interessate ai tuoi contenuti, sevizi o prodotti)?

Come già accennato nel mio post sulla SEO, più del 70% degli utenti si affida a Google per trovare risposte alle proprie domande o soluzioni ai propri problemi.

Prima ancora di iniziare a creare contenuti, perciò, è essenziale fare una ricerca su quali siano le più importanti query di ricerca riguardo all’argomento di cui vogliamo trattare.
In altre parole, dobbiamo trovare una serie di parole chiave.

Le parole chiave senza più segreti

Ma come si cercano le parole chiave?
Il Web ci mette a disposizione diverse risorse e tool, molti dei quali gratuiti e, a mio parere, non meno validi di quelli a pagamento.
Ecco i più popolari:

Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords

Necessita di un account Google per essere utilizzato (quindi se hai Gmail sei già un passo avanti).
Può essere uno strumento utilissimo perché permette di impostare la ricerca in base alla lingua e al paese d’interesse.

virtual office
Cliccando su Trova idee, il tool restituisce un elenco di parole chiave e il numero di ricerche mensili per ciascuna di esse (su un intervallo temporale preimpostato di 12 mesi, ma anche questo modificabile).

Piccolo Bonus. 
Per poter visualizzare il volume di ricerca delle parole chiave direttamente dalla pagina iniziale di Google, ti consiglio di installare l’estensione KeyWords Everywhere nel tuo browser.
In questo modo compariranno i dati direttamente sotto ciascuna query di ricerca e potrai procedere con la tua analisi in maniera molto più rapida.segretaria part time

Moz KeyWord Explorer

Anche se nella versione gratuita permette un massimo di due ricerche al giorno, Moz può essere una valida alternativa al tool di Google.
Oltre all’elenco di parole chiave, offre una serie di dati aggiuntivi: i volumi di ricerca, la Difficoltà di ciascuna parola chiave (di comparire nei risultati di ricerca) e l’Opportunity Score, cioè quanto quella parola posizionerebbe il contenuto una volta online.

Übersuggest

Übersuggest elenca tutte le keyword correlate a quella principale e, analogamente a Moz, mostra alcuni dati statistici come il volume di ricerca, la difficoltà (sia per i risultati organici, sia per quelli a pagamento) e il costo per clic.

segretaria part time

Le buone parole chiave hanno…la coda lunga!

Quello delle keywords articolate è un aspetto importante: “parola chiave” NON significa necessariamente una sola parola.
Al contrario: quando sono composte da un singolo termine, di solito si tratta di query molto generiche e dalla competitività elevata.
Ciò che, per l’appunto, si dovrebbe ricercare sono le cosiddette Long Tail Keywords, cioè parole chiave con la coda lunga. 
Ovvero parole chiave composte da più termini.
Essendo molto più specifiche, infatti, rendono più semplice la “scalata” verso i primi risultati di Google.

I tool migliori per trovarle? Oltre allo stesso Übersuggest, un altro strumento estremamente valido è Answer The Public.

Analizzare la competitività delle parole chiave

Perché è importante?
Perché ciò che fa la differenza tra contenuti strategici e contenuti inefficaci è uno studio sulle loro potenzialità di sviluppo nel lungo periodo.

Ecco di quali tool ci possiamo avvalere:

Google Trends

Una volta impostata l’area geografica e l’intervallo temporale che ci interessa, Google Trends mostra l’interesse nel tempo (anche diversi anni) di una determinata keyword. Ecco cosa compare inserendo la query “come aprire un blog” per l’intervallo di tempo dal 2004 ad oggi.

google

Anche se con un’evidente presenza di picchi e ricadute, è chiaro come nel corso degli anni l’interesse verso questo tipo di ricerca sia andato notevolmente aumentando.

Quindi perché è utile Google Trends?
Perché permette di fare previsioni sul potenziale successo o meno delle parole chiave.

Investire in keyword che mostrano un interesse in crescita è un ottimo punto di partenza.
Puntare su keyword in calo, al contrario, non risulterà una strategia vincente.

Sem Rush

Anche questo è un tool di cui ho già parlato nel post sulla SEO.
Una volta inserita la query di ricerca e selezionato il paese d’interesse (Italia, nel nostro caso), Sem Rush ci dà una panoramica del trend della parola chiave inserita (oltre al suo volume nella ricerca organica e al costo-per-clic).

virtual office

Anche in questo caso ci sono delle piccole limitazioni: per poter visualizzare i dati è obbligatoria la registrazione e, nella sua versione gratuita, è possibile utilizzare il tool fino ad un massimo di 10 ricerche. Ma, a mio avviso, SEM Rush rimane comunque uno strumento di analisi molto interessante.

Conclusioni

Spero di esserti stata d’aiuto nel capire l’importanza che hanno le parole chiave e quali strumenti è possibile utilizzare per cercarle ed analizzarle al meglio.

Spero anche che tu abbia trovato utile sapere quante informazioni valide si possano ancora reperire in modo gratuito: un aspetto sempre utile per qualunque business, soprattutto quando si torva ancora in fase di start-up 🙂

Se hai domande o suggerimenti per me, lasciali pure nei commenti oppure contattami.