Web Marketing: perché non se ne può più fare a meno

È un dato di fatto: Internet ha cambiato tanti aspetti nella nostra vita quotidiana.

Se sei titolare di un’impresa o un’attività, è fondamentale comprendere tutte le opportunità che il Web può offrire ed approfittarne.

Le attività di marketing che possono essere svolte via internet (online), vengono spesso chiamate web marketing o marketing online. Sempre più professionisti preferiscono affidarsi al web marketing, soprattutto perché, a parità di efficacia, risulta molto meno costoso del marketing tradizionale.

Il web offre anche preziose opportunità per le aziende di profilare i propri clienti. Lo spazio interattivo di Internet semplifica la capacità di un’azienda di tracciare, archiviare e analizzare i dati relativi ad anagrafica, preferenze personali e comportamento online di un cliente/utente. Questi dati consentono, tra le atre cose, ad inserzionisti (ed aziende) di offrire un’esperienza pubblicitaria più personalizzata e pertinente per il cliente.

Esistono diversi tipi di web marketing. Alcuni di essi possono essere utilizzati individualmente, mentre alcuni funzionano bene solo se combinati assieme:

  • SEO
  • Pubblicità pay per click
  • Blog marketing
  • Video marketing
  • Social media marketing
  • Content marketing (inteso come una strategia a lungo termine in cui l’obiettivo principale è costruire una relazione forte e duratura con il proprio pubblico, attraverso contenuti di qualità e pertinenti con i propri prodotti, servizi o il proprio brand)
  • Inbound marketing
  • Email marketing

Email marketing: vale la pena adottarlo come strategia?

L’email marketing è una forma di marketing diretto che utilizza la posta elettronica come mezzo per comunicare con il proprio pubblico target di riferimento.

Nello specifico,  il termine è solitamente usato per riferirsi a:

  • Invio di email allo scopo di migliorare la relazione con i propri clienti (cioè fidelizzarli).
  • Invio di email per acquisire nuovi clienti o convincere i clienti attuali a sottoscrivere, ad esempio, un’offerta speciale (generare conversioni).

L’email marketing presenta diversi vantaggi chiave rispetto al marketing tradizionale, tra cui:

  • Misurare un ritorno sull’investimento preciso (e se la strategia è stata messa in pratica correttamente, sarà senz’altro degno di nota).
  • L’email marketing è spesso indicato come la seconda tattica di marketing online più efficace dopo SEO/SEM.
  • Consente di raggiungere i clienti/consumatori attraverso messaggi personalizzati, pertinenti e dinamici.

Web e social marketing. Ti faccio un piccolo regalo: due corsi gratis.

Se hai voglia di approfondire la materia e capire se e come il web marketing potrebbe essere utile alla tua attività, ti segnalo due corsi gratuiti (ma di indiscutibile qualità: non è mia abitudine segnalare risorse mediocri) sul social media marketing e l’email marketing:

  • Facebook SOS Un piccolo-grande corso creato da Désirée Fawn, che gestisce con successo la sua agenzia di comunicazione Kitz & Co.
  • Email Lists for Newbies (Primi Passi nell’Email Marketing) Meera Kothand è una specialista di email marketing, ideatrice di questo corso gratuito via email (ovviamente!) in cui svela tutti segreti del marketing della posta elettronica: dagli errori da evitare a come creare contenuti coinvolgenti per i tuoi lettori.

Sì lo so: entrambi i corsi sono in inglese. Purtroppo non ho ancora trovato dei corrispettivi in italiano altrettanto validi. Però posso consigliare i corsi in italiano per imparare il Marketing Digitale creati (niente meno che) da Google.

Buon web marketing a tutte/i!

Articoli

Marketing online: perché i funnel lo hanno rivoluzionato

Cos’è un funnel?

È un insieme di elementi e sequenze automatizzate per convertire il proprio traffico in clienti

Considerati da molti l’evoluzione tecnologica del sito internet (inteso come mero sito vetrina), i funnel sono dei sistemi “attivi” e dinamici pensati per far vivere all’utente un’esperienza che lo porti a compiere un’azione voluta (conversione), solitamente di acquisto dei propri prodotti o servizi.
In altre parole, i funnel sono pensati per trasformare gli utenti in clienti tramite la costruzione di una relazione educativa ed informativa finalizzata alla vendita.

Perché impiegarlo in una digital strategy?

La parola funnel viene dall’inglese e significa imbuto. Questa è effettivamente la forma che hanno i funnel classici, come quello che ho illustrato sull’inbound marketing.

inbound marketing funnel

Uno dei massimi esperti di marketing online a livello mondiale, Jay Abraham, sostiene che in qualunque business, per crescere, ci siano solo 3 modi:

  1. Aumentare il numero dei clienti
  2. Aumentare il valore medio delle transazioni
  3. Aumentare la frequenza degli acquisti per ogni cliente (aumentando così il valore medio di ogni transazione)

Esistono infinite strategie e tattiche che si possono utilizzare per raggiungere questi tre obiettivi, ma un funnel è la risposta più efficace, concreta e mirata al raggiungimento totale di tutti e 3 i punti chiave.

 

Fare marketing online utilizzando la Scala dei Valori

Grazie a ClickFunnels  (la sua startup oggi multimilionaria), Russell Brunson ha rivoluzionato il mondo dell’online marketing.

Volendo riassumere il suo pensiero, Brunson afferma che è necessario pensare al proprio business non tanto come ad un cono, bensì come ad una scala del valore (value ladder) per cui, più sale la tipologia di valore che offri al cliente, più aumenta il prezzo.


La scala del valore facilita molto la progettazione del proprio business o il lancio di prodotti o servizi perché aiuta a mettere in pratica i 3 punti chiave illustrati da Abraham immaginando che ogni punto corrisponda ad un gradino della scala e applicandovi il funnel più adatto.

Questo è possibile perché non esiste un solo tipo di funnel (soprattutto: non solo quello a cono), ma molteplici. In questo modo si può utilizzare, di volta in volta, quello più specifico per la fase in cui si trova l’utente (informativa, educativa, o di acquisto vero e proprio) ottimizzando così gli obiettivi di conversione e vendita prefissati.

Conclusioni

Il funnel marketing è considerata l’ultima frontiera del marketing online perché è un vero e proprio sistema automatizzato pensato per ottimizzare sin da subito i costi e il tempo impiegati nell’acquisizione di clienti.

Se vuoi saperne di più sul funnel marketing, su quanti e quali tipi di funnel si possono utilizzare e di quali tool avvalersi, contattami.

Come aprire un blog: 11 step per un sito sicuro, performante, SEO-friendly e a norma di legge

Sull’importanza che riveste un blog professionale per la propria attività ho già parlato nel mio guest sul post  TagliaBlog.

Perché aprire un blog?

Per mille ragioni.
Aprire un blog è il modo più semplice di far conoscere il tuo business al mondo, condividere le tue idee e le tue competenze e ottenere maggiore visibilità.
Puoi utilizzarlo per promuovere la tua attività come centro della tua strategia di web marketing o persino per creare un sistema automatizzato di entrate online.

La buona notizia è che, nel 2018, aprire un blog è più facile che mai.

Per nostra fortuna sono passati i tempi in cui lanciare un blog richiedeva molte abilità di programmazione (HTML, CSS, PHP ecc. ecc.).

Ho creato questo post in base alla mia esperienza diretta. Cioè di qualcuno che ha fatto affidamento sulle sole risorse reperite in rete (sulla cui qualità garantisco di persona) e svolto innumerevoli test per capire cosa funzionasse e cosa no.
Nella speranza di far risparmiare tempo a tutti coloro che stiano pensando che un blog sia indispensabile per la loro attività, ho riassunto i passaggi fondamentali per aprire un blog professionale che sia anche legale, sicuro, performante e ottimizzato in chiave SEO.

Premessa importante

Qualunque strategia di comunicazione online tu intenda applicare, non può funzionare se prima non ti dai degli obiettivi su cosa, come e quando intendi raggiungere, attraverso gli strumenti di marketing che il Web ti mette a disposizione.

Perché questi obiettivi siano efficaci, segui lo schema SMART:

  • Specific (Specifici. Cioè devono fare riferimento ad un’area di miglioramento ben definita)
  • Measurable (Misurabili)
  • Achievable (Raggiungibili)
  • Realistic (Realistici. Possono essere effettivamente raggiunti con le risorse di cui disponi?)
  • Time-based (Definiti nel tempo)

Una volta definiti gli obiettivi, puoi passare alla creazione del blog. Ecco quali sono i passaggi essenziali per costruirne uno che sia allo stesso tempo performante e professionale.

1. Abbonati ad un servizio di Web Hosting

come usare wordpress

Il primo passo da compiere è scegliere un servizio di Web Hosting.

Di cosa si tratta?

Di quello spazio virtuale all’interno del quale verranno salvati tutti i file e i database del blog e che “ospiterà” il sito stesso, rendendolo visibile online.

Premetto che ai fini della creazione di un blog aziendale sconsiglio vivamente di utilizzare un web hosting gratuito:

  • La maggior parte di essi NON ti permette di avere un tuo dominio, ma solo un dominio di secondo livello.
    Per intenderci: l’indirizzo web del tuo sito non potrà essere del tipo www.tuosito.comma solo www.tuosito.wordpress.com
  • Possiedono grosse limitazioni alla performance del sito stesso.
    Se il traffico verso il tuo sito inizia ad aumentare (come ci auguriamo) potrebbero presentarsi dei problemi tecnici, come un caricamento del blog molto lento.
    Risultato: l’esperienza dell’utente e il posizionamento del sito stesso sarebbero compromessi.

Se hai intenzione di utilizzare il tuo sito o blog per generare guadagni o per promuovere la tua attività, vorresti un web hosting così performante e sofisticato da non presentare MAI questo tipo di problemi.

Per questo motivo, consiglio sempre di avvalersi di un servizio hosting a pagamento.

Niente paura: esistono diversi provider che offrono la possibilità di sottoscrivere un abbonamento a costi piuttosto accessibili.

Nella scelta di un web hosting per un sito professionale raccomando di prendere sempre in considerazione questi parametri:

  • Velocità di caricamento del sito
  • Sicurezza
  • Prezzo
  • Esistenza (e professionalità) del servizio di supporto
  • Facilità di utilizzo

In base a queste caratteristiche la mia selezione personale si riduce a due provider: SiteGround e Bluehost.

SiteGround

come usare wordpressSiteGround è in assoluto uno dei migliori servizi di web hosting che io conosca.
Ottimizzato per WordPress (ma non solo), garantisce una prestazione eccellente per qualunque sito, sia in termini di velocità di caricamento sia in termini di sicurezza.

Oltre all’incredibile facilità di utilizzo (puoi installare WordPress con 1 clic. Letteralmente), ha un ottimo rapporto qualità/prezzo: l’abbonamento base di 3,95 euro al mese è valido fino a 10.000 visitatori mensili.

Offre anche una serie di servizi aggiuntivi gratuiti quali:

  • Creazione di un account email personalizzato con il tuo dominio (del tipo info@tuosito.it)
  • Servizio di Backup
  • Trasferimento di un sito o un dominio già esistenti verso SiteGround in poche ore
  • Tutorials e guide scaricabili per la creazione e gestione del tuo sito
  • cPanel flessibile e ricco di funzionalità
  • Aggiornamenti automatici di WordPress
  • Passaggio da HTTP a HTTPS

Il tutto condito da un servizio di supporto tecnico attivo 24 ore su 24 (disponibile anche in italiano) contattabile via telefono, mail o chat.

Essendo SiteGround il servizio di hosting che utilizzo per questo sito, garantisco personalmente sulla sua qualità. E posso dire lo stesso sul servizio di assistenza: sempre disponibile e tempestivo nel risolvere i problemi.

Ultimo, ma non meno importante: il team di SiteGround ha ideato un incredibile sistema di protezione da eventuali attacchi hacker che può contare su ben 7 livelli di sicurezza.

Bluehost

come usare wordpressBluehost è il secondo provider che mi sento di raccomandare.

Anch’esso ottimizzato per WordPress, i piani d’abbonamento
partono da 3,95 dollari al mese ed includono:

 

  • Dominio gratis il primo anno
  • Installazione WordPress con 1 clic
  • Backup
  • Account email personalizzati
  • Offerte e sconti per campagne pubblicitarie online
  • Webinars gratuiti per la creazione e gestione del proprio sito

Anche Bluehost offre un servizio di supporto attivo 24 ore per 365 giorni all’anno, raggiungibile via chat o email, ma disponibile solo in inglese. Se l’inglese non è un problema si può contattare l’assistenza anche via telefono, ma bisogna chiamare negli Stati Uniti.

2. Scegli con cura dominio ed estensione

come usare wordpress

Il dominio è l’indirizzo URL del tuo sito.

L’estensione è la parte che si trova dopo il punto.
Quando acquisti un piano hosting, puoi scegliere anche il dominio e l’estensione che vorresti per il tuo futuro blog.

Se non hai ancora le idee chiare su quale nome scegliere, ecco alcuni consigli “evergreen”:

  1. Utilizza le keywords relative al tuo settore o argomento del blog.
  2. Rendilo unico: il tuo dominio è parte del tuo brand. Cerca delle keywords o una combinazione di esse che si differenzi e rispecchi la personalità del tuo business.
  3. Rendilo semplice da digitare. Domini troppo lunghi o difficili da scrivere possono risultare “fastidiosi” per gli utenti. Ricorda che puoi inserire i trattini per separare le parole.

In merito all’estensione del sito, è sempre consigliato scegliere una di quelle più comuni ed utilizzate.
La scelta si riduce, gran parte delle volte, a .com o .it.
L’estensione .com è l’estensione di dominio di primo livello più utilizzata e più popolare di internet.
Se vuoi aprire un blog che sia indirizzato (anche) ad un pubblico internazionale devi senz’altro scegliere quest’estensione.
Il dominio che termina con .it è un country code top-level domain cioè un dominio di primo livello nazionale.
Se il tuo blog sarà rivolto ad un pubblico di lingua italiana, questo tipo di estensione è la scelta migliore.

3. Crea il tuo blog con WordPress

come usare wordpress

Il secondo ingrediente di cui hai bisogno per poter aprire un blog è un CMS (Content Management System), ovvero un programma per la creazione e la gestione dei contenuti e dei file del sito stesso.

Esistono diversi CMS sul mercato, ma uno tra i più popolari ed utilizzati sul pianeta è WordPress.

Perché?

  • È estremamente user-friendly.
  • Puoi utilizzarlo anche se non sei un programmatore o un web master.
  • È gratuito.
  • È 100% SEO-friendly: oltre che piacere a noi, piace anche a Google. 🙂
  • Ha una vastissima community di riferimento con cui puoi interagire in qualunque momento all’interno del forum per ottenere aiuto, consigli e suggerimenti.
  • Puoi avvalerti di moltissimi tutorial sul suo utilizzo.

A scanso di equivoci, è importante fare una piccola grande precisazione.

Esistono due versioni di WordPress: WordPress.com e WordPress.org

  • Utilizzando WordPress.com gestirai il tuo sito direttamente dalla piattaforma online di WordPress. In questo modo non dovrai acquistare né dominio né spazio hosting.
    Perché NON la consiglio?
    Perché presenta delle fortissime limitazioni: non è possibile installare né tema né plugin.
    Il risultato sarà quindi un sito penalizzato dal punto di vista dell’aspetto e della funzionalità.
    Decisamente poco professionale.
  • WordPress.org è la versione di WordPress a cui mi sono implicitamente riferita finora.
    Si tratta di un software open-source che puoi scaricare e installare all’interno dello spazio hosting che hai acquistato (infatti è anche detto self-hosted).
    Wordpress.org offre infinite possibilità di personalizzazione del proprio blog perché supporta migliaia di temi e plugin.
    In pratica, con la versione self-hosted di WordPress, si può creare qualunque tipo di sito.

4. Come installare WordPress

Ecco un utilissimo video tutorial su come acquistare dominio e spazio hosting e installare WordPress (.org) su SiteGround, del sempre valido Andrea Di Rocco:

Iniziamo a creare il nostro nuovo sito web allora 🙂

5. Scelta del tema WordPress: le 10 regole d’oro

come usare wordpress

Ebbene sì. Per funzionare, WordPress ha bisogno di un tema.

Cos’è un tema?

È un programma che genera il layout e l’aspetto grafico del sito e permette di aggiungere funzionalità a WordPress. 

Una volta installato, WordPress avrà un suo tema di default.
Si tratta di un template piuttosto basico che difficilmente soddisferà le esigenze legate alla creazione di un sito professionale. La buona notizia è che si può cambiare.

Per WordPress sono disponibili sia temi gratuiti che a pagamento (anche detti Premium).
I primi li puoi trovare direttamente sul sito di WordPress, mentre alcuni tra i siti di temi Premium più popolari sono Theme ForestMy Theme Shop  ed Elegant Themes.
La scelta è davvero sconfinata ed è facile sentirsi sopraffatti dalle migliaia di opzioni disponibili.
Per aiutarti a prendere una decisione eccoti quelle che io chiamo le 10 regole d’oro per la scelta di un tema WordPress.

#1 Opta per la semplicità

Focalizzati su un tema il cui design sia esteticamente accattivante, ma non eccessivamente complicato (un milione di colori, fonts stravaganti, grafica labirintica, ecc). Il fine ultimo di un sito è aiutare i visitatori a trovare le informazioni che cercano e i proprietari a raggiungere i loro obiettivi.
Quindi l’usabilità e la facilità di navigazione non devono mai essere compromesse.
Opta anche per un tema che abbia un website builder al suo interno: potrai creare le pagine del blog spostando i singoli elementi al loro interno con un semplicissimo Drag and Drop. 

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#2 Cerca un tema responsivo

I temi responsivi adattano il loro layout a seconda del dispositivo da cui si visita il sito. Dato che la maggior parte del traffico web ormai proviene da mobile, un tema mobile-friendly è diventato una scelta obbligata.

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#3 È compatibile con i principali browser?

I futuri visitatori del tuo blog utilizzeranno browsers differenti, oltre che dispositivi differenti.
Alcuni temi potrebbero apparire perfetti su alcuni browser, ma presentare problemi su altri.
Assicurati quindi che il tema sia compatibile con tutti i maggiori browser: Google Chrome, Firefox, Internet Explorer, Safari, ecc.

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#4 E con WordPress?

O meglio: è compatibile con l’ultima versione di WordPress?
Per un corretto funzionamento del sito è importante che il tema sia aggiornato tempestivamente dagli sviluppatori quando vengono rilasciate nuove versioni di WP.

#5 Controlla le valutazioni degli utenti e il numero di download

È probabile che ad un punteggio elevato e ad un alto numero di download da parte degli utenti corrisponda un’altrettanto alta qualità del tema.

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#6 È ottimizzato in chiave SEO?

WordPress è già un’ottima piattaforma dal punto di vista SEO, ma anche il tema gioca un ruolo cruciale.
Un template può essere esteticamente molto piacevole, ma presentare lo stesso un codice HTML piuttosto scarso.
Verifica dalla descrizione del template se sia stato pensato anche per la SEO.

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#7 Controlla i widget e i plugin supportati

I widget e i plugin sono il vero punto di forza di WordPress perché ti permettono di espandere al massimo le funzionalità e il potenziale del tuo sito.
Ma molte funzioni del sito varieranno a seconda del template per cui opterai.
Assicurati, allora, che il tema che utilizzerai supporti tutti quei plugin essenziali per il corretto funzionamento del tuo blog e per il raggiungimento degli obiettivi di comunicazione prefissati.

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#8 Scegli un tema translation-ready

Se dovessi aver bisogno di costruire un sito in più lingue (come nel mio caso) o volessi tradurre in italiano un template (sono quasi tutti in inglese) scegli un tema che supporti i plugin per sviluppare un sito multilingue e che ti permetta di tradurre anche i singoli elementi al suo interno. Come WPML.

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#9 Il tema supporta un e-commerce?

Se stai usando WordPress per creare un sito e-commerce o un sito vetrina con una pagina shop, il template deve (ovviamente) supportare questa funzione.

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#10 Last but not least: accertati che il tema offra un servizio di supporto valido

Come per il servizio di hosting, se dovessi avere un problema tecnico vorresti avere la possibilità di rivolgerti a degli sviluppatori che lo risolvano in fretta.
Quindi assicurati che il template offra delle guide e dei tutorial sull’installazione e l’utilizzo e un servizio di assistenza da contattare in caso di necessità.guadagnare online

[Se vuoi sapere a quale tema appartengono le immagini qui sopra, si tratta di Enfold].

Una volta individuato il tuo tema, per installarlo vai su Aspetto -> Temi -> Aggiungi Nuovo ed inizia a personalizzarlo aggiungendo il tuo logo, i colori del tuo brand e tutto ciò che ti serve.

6. SEO: non è finita qui

come usare wordpressSEO on-site e on-page

Con WordPress come CMS e il tema giusto siamo già a buon punto.

Mancano gli ultimi accorgimenti da utilizzare per ottimizzare al massimo il tuo sito per Google.

E fare in modo che si innamori di te 🙂

  • Scarica il plugin SEO by Yoast.
  • È il miglior plugin WordPress per aiutarti di volta in volta ad ottimizzare i tuoi contenuti, siano essi pagine (Pagine -> Aggiungi Nuovo) o articoli del blog (Articoli -> Aggiungi Nuovo). Così da posizionarti sempre meglio sui motori di ricerca.
  • Collega il sito a Google Analytics. Solitamente è possibile farlo attraverso il tema, inserendo il codice di monitoraggio direttamente nelle impostazioni.
    In alternativa si può utilizzare un plugin come Google Analytics by Yoast.
  • Inizia ad usare le parole chiave e ad inserirle nel titolo, nello URL, nel testo dell’articolo, nel testo alternativo delle immagini ecc.
    Se hai dei dubbi su come trovare le keywords, leggi il mio post sui tool gratuiti per individuare le parole chiave più adatte al tuo progetto.
  • Registra il sito su Google Search Console: un servizio gratuito di Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati di ricerca.

SEO off-page

come aprire blog di successo

Ovviamente si tratta di tecniche da utilizzare in un secondo momento, quando avrai già aperto il tuo blog e il sito sarà pronto, finito ed ottimizzato.

Ma non sottovalutare la SEO off-page: è importante almeno quanto la SEO on-site perché fornisce a Google un’indicazione su quanto sia popolare e come viene percepito il tuo blog. 

I principali fattori di SEO off-page sono:

  • Link building. Ovvero la creazione di link di qualità su siti autorevoli  del tuo stesso settore che puntino verso il tuo.
  • Guest post. Un’ottima tecnica di link building e di crescita del traffico verso il tuo blog.
  • Condivisione sui social media. 
  • Incluso Google +. Perché qualunque contenuto postato su Google + viene indicizzato da Google (stai rivalutando Google+ vero? 🙂 )
  • Aggregatori di blog. Piattaforme che raccolgono tutti i blog ordinandoli per categoria.
    Puoi chiedere di iscrivere il tuo in qualunque momento.

Una volta che avrai messo in pratica una o più di queste tecniche puoi utilizzare i SEO tool di cui ti parlo qui per controllare il posizionamento del tuo sito e “aggiustare il tiro” nel tempo.

7. Evita il “blocco dello scrittore” con un calendario editoriale

Torniamo all’interno del nostro blog.
Finalmente è pronto e ottimizzato: puoi passare alla stesura e alla pubblicazione dei post.

Il calendario editoriale è uno strumento importantissimo per assicurarsi una pubblicazione regolare degli articoli e facilitare il posizionamento sui motori di ricerca.

WordPress ha già una propria funzione nativa per programmare i singoli post, ma i plugin per il calendario editoriale ti permettono di avere una visione complessiva di tutti i post da pubblicare, giorno per giorno.
Tra tutti, il più popolare è senz’altro Editorial Calendar.

8. Pubblica immagini e video di qualità

come usare wordpress

Utilizzare dei contenuti visivi di alta qualità è un altro aspetto cruciale quando si tratta di creare contenuti piacevoli, leggibili ed accattivanti.

Fortunatamente il Web ci mette a disposizione moltissimi siti da cui è possibile scaricare, in maniera gratuita e legale, immagini e video professionali ad alta risoluzione (qui te ne elenco più di 20).

PRO TIP. Le immagini ad alta definizione sono spesso tanto belle quanto pesanti.
Se pubblicate sul sito nelle loro dimensioni originali, potrebbero comprometterne la velocità di caricamento.
Prima di caricarle sul blog utilizza dei tool come JPeg Mini, ImageOptim Image Optimizer: alleggeriscono il peso delle foto senza intaccarne la qualità.

9. Abbraccia le “buone pratiche” del blogging

Per rendere i tuoi contenuti quanto più fruibili possibile e per mantenere vivo il tuo blog, il mio consiglio è di seguire sempre questi passaggi. Sia nella fase di stesura sia dopo aver pubblicato gli articoli.

  • Inserisci dei link sia interni che esterni che reindirizzino ad altri contenuti d’interesse per i tuoi lettori.
  • Suddividi il testo in brevi paragrafi per renderlo quanto più leggibile possibile.
  • Crea elenchi puntati (come questo) e numerati (come quest’articolo).
  • Evidenzia in grassetto i concetti più importanti.
  • Alterna sempre testo e contenuti visivi per non appesantire la lettura.
  • Rispondi ai commenti dei lettori.

Soprattutto, prediligi chiarezza e semplicità.
Scrivi per le persone, non per i motori di ricerca.
Se il lavoro di SEO è stato buono e la redazione di contenuti costante, i risultati arriveranno.

Se vuoi saperne di più su come scrivere sul web in maniera professionale, dai un’ occhiata al mio post sulle 5 cose da fare e le 5 da non fare con i contenuti online.

10. Rendi il tuo blog super sicuro

come usare wordpress

Avere servizi di web hosting come SiteGround o Bluehost è già un ottimo punto di partenza.

Ci sono poi alcune buone abitudini da seguire e plugin da utilizzare per poter gestire il tuo sito in totale tranquillità, consapevoli che per qualunque imprevisto ci sarà sempre un rimedio (e non andare nel panico):

  1. Scarica sempre gli aggiornamenti di WordPress: sono fondamentali per la sicurezza e la stabilità del sito.
  2. Installa un plugin specifico per la sicurezza.
    Personalmente utilizzo iThemes Security (considerato uno dei più potenti): ha più di 30 funzionalità.
    Ad esempio: permette di fare un backup del sito in qualunque momento, invia una email di notifica all’amministratore in caso di tentativi di accesso indesiderati e individua e banna gli indirizzi IP sospetti inserendoli in una “black list” ad hoc.
  3. Installa Akismet: il miglior plugin contro i commenti spam.

11. Fa’ in modo che il tuo sito sia “a norma di legge”

come usare wordpress

Privacy Policy e Cookie Law

In base al codice della privacy – D. Lgs 196/2003, su ogni sito web si deve poter accedere alla privacy policy.
Significa che è necessario pubblicare due link (uno per un’informativa breve e uno per un’informativa estesa) che illustrino come vengono trattati i dati sensibili dell’utente.
Nel caso in cui l’informativa sulla privacy non compaia sul proprio sito, le sanzioni previste vanno dai 6.000 euro in su.

Il 2 giugno 2015, inoltre, è entrato in vigore il Provvedimento numero 229/2014 del Garante della Privacy che prevede che l’utente venga informato e debba dare il suo consenso all’utilizzo dei cookie.

Le sanzioni per la mancata applicazione del provvedimento sono piuttosto pesanti anche in questo caso:  da un minimo di 6.000 euro ad un massimo di 36.000 per omessa informativa e da 10.000 a 120.000 euro nel caso in cui venga dimostrata l’installazione di cookie di profilazione senza l’autorizzazione degli utenti.

Insomma, meglio attrezzarsi.

La più classica delle soluzioni per l’adeguamento del proprio sito alla normativa vigente è offerta da Iubenda. Sottoscrivendo un abbonamento annuale a Iubenda, infatti, è possibile acquistare un vero e proprio pacchetto completo di cookie policy e privacy policy creato ad hoc per il proprio sito.
Si potrà poi installare il tutto grazie ad un apposito plugin.

Aggiornamento: il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).
Dopo aver testato varie alternative, posso confermare che Iubenda risulta essere la soluzione migliore per adattare il proprio sito internet anche a questa normativa.  

Indicazione della Partita Iva nella Home Page

Per i siti professionali c’è un ulteriore regolamento a cui attenersi: l’art. 34 del D.P.R. 633/72 ribadito dalla Risoluzione n. 60 del 2006 dell’Agenzia delle Entrate.
Se possiedi un sito web con evidenti fini “economici” (in cui, cioè, vendi prodotti o servizi) è obbligatorio indicare la Partita Iva nella home page del sito.
Le sanzioni per la mancata aggiunta della Partita Iva vanno dai 258 ai 2.065 euro.

Pronti ad andare online?

Spero che questa mini guida su come aprire un blog professionale sicuro, legale e seo-friendly ti sia stata utile.
Se hai delle domande o vuoi aggiungere dei suggerimenti, lasciami pure un commento.

Vorresti saperne di più su come aprire un blog o vuoi discutere con me su come creare un sito professionale? Contattami. Mi farebbe piacere poterci confrontare sulle tue necessità.

Come utilizzare Instagram per la tua attività

Ed eccoci al secondo social network più popolare al mondo dopo Facebook: Instagram con più di 600 milioni di iscritti a dicembre 2016.

Cosa rende unico Instagram?

Il social network visivo

Cosa lo caratterizza? Principalmente due aspetti:
Instagram è un social network su cui si possono pubblicare solo contenuti visivi: immagini e video.
Le poche parti di testo che è possibile inserire “accompagnano” solo le foto, sotto forma di didascalie (captions) o di hashtags (di cui ho già parlato nel mio post su Twitter e che riprenderò più avanti).

come funziona instagramInstagram è un’applicazione mobile

Pertanto è possibile caricare nuovi contenuti solo da dispositivi mobili (da PC lo si può solo consultare).
Gli sviluppatori volevano una piattaforma che riflettesse l’atto di registrare qualcosa all’istante (right here, right now). Ed è da questa stessa “filosofia” che prende il nome:

Instant Camera + Telegram = Instagram

La potenza dei contenuti visual

Per spiegare il potenziale di Instagram, sarebbe utile analizzare l’importanza che hanno i contenuti visivi.
All’inizio di quest’anno HubSpot ha aggiornato alcune statistiche sul visual content marketing molto interessanti (le puoi vedere qui e qui).
Solo per citare alcuni dati:
  • Nel 2017 i contenuti video formeranno il 74% di tutto il traffico internet (punto 6 del primo link).
  • Al punto 2 HubSpot ci dice che il 74% dei professionisti del marketing sfrutta i social media come canale principale di comunicazione e vi pubblica soprattutto contenuti visuali (immagini e infografiche, ndr).
  • Nel 2016 su Instagram sono stati pubblicati più di 95 milioni di foto e video ogni giorno. 
  • Negli ultimi anni il consumo di contenuti video da mobile ha avuto un’impennata. Letteralmente:
instagram

Global index video 2016 di Ooyala

La spiegazione dell’enorme popolarità che hanno questi contenuti risiede nella modalità di funzionamento del cervello umano e di come elabora le informazioni: non si limita a leggerle, le scansiona. Un contenuto visuale, quindi, risulta molto più immediato e coinvolgente.

Le Buone pratiche di Instagram

Ciò detto, come si può utilizzare Instagram per il proprio business?
Cominciamo dai fondamentali.

1.Passa ad un account professionale

Questo ti permetterà di accedere in ogni momento agli Insights: i dati statistici del tuo pubblico.
Si tratta di informazioni preziosissime per sapere chi sono i tuoi follower. Dalla fascia di età, al genere, alla localizzazione geografica, al tasso di interazione con i tuoi post: da un profilo Instagram aziendale puoi accedere a tutte queste metriche per conoscere e profilare al meglio il tuo pubblico di riferimento.

Per convertire un profilo personale in un profilo aziendale:

  1. Accedi al tuo profilo e tocca .
  2. Seleziona Passa a un profilo aziendale”.
  3. Nella schermataConnettiti alla tua Pagina Facebook”, vedrai tutte le Pagine Facebook di cui sei amministratore. Seleziona la Pagina che desideri associare al tuo profilo aziendale su Instagram.
  4. Vai nella pagina Imposta il tuo profilo aziendale”, controlla le informazioni di contatto dell’azienda, fai le eventuali modifiche e tocca Fine”. 

Per conoscere tutte le altre funzionalità disponibili con un account professionale guarda il video (o clicca su questo link):

 

2.Bio

La sezione “Bio” è la prima sezione che compare ai visitatori del tuo profilo.
La prima riga in grassetto all’interno della Bio si chiama headline ed è, assieme al nostro username, l’unica sezione di tutto il profilo visibile nei risultati di ricerca di Instagram.
Questa parte viene riempita in automatico col nostro nome e cognome quando creiamo il nostro account. Ma può essere modificata.
I primi passi che ti consiglio di fare sono:
  • inserisci nella tua headline parole chiave rilevanti e che facciano capire immediatamente quali siano il tuo business e i servizi (o prodotti) che offri.
  • Nella Bio vera e propria (la sezione di testo dopo l’headline) hai solo 150 caratteri per spiegare cosa fai, quali siano le tue competenze o le soluzioni che offri. Rendila chiara, concisa e descrittiva.
  • Essendo l’unica sezione di Instagram dove è possibile aggiungere link, inserisci una Call-To-Action (cioè un invito a compiere un’azione) che reindirizzi verso il tuo sito, blog, landing page o altro profilo social.
Ti mostro come ho fatto col mio profilo Instagram:
come funziona instagram
L’headline è la mia posizione lavorativa (in inglese perché su Instagram mi rivolgo anche ad un pubblico anglofono).
Nella Bio ho inserito una descrizione dei miei servizi, della nicchia di riferimento e una Call-To-Action (CTA) verso il mio sito internet. Il link è abbreviato per poter ottimizzare il numero di caratteri e misurare il numero di click ricevuti.

Per quanto curioso possa sembrare

Avere un profilo Instagram senza una headline, una Bio e una CTA ottimizzate, potrebbe portare i tuoi visitatori ad andarsene prima ancora di aver visto i tuoi contenuti.

3.Contenuti

Come già accennato, sono solo di tipo visivo: foto e video.
Partiamo dalle foto.
Che siano create da te, scaricate da un sito apposito o fatte da un professionista, è quasi scontato sottolineare che debbano essere sempre immagini di alta qualità. 

E cosa dovrebbero mostrare?
Questo dipende dal tipo di business che vuoi promuovere.
Se ciò che vendi sono prodotti fisici (come nel caso del settore dell’abbigliamento o del food & beverage, ad esempio) la cosa  è più semplice: puoi mostrare le tue ultime creazioni di moda o i piatti delle ultime ricette da te ideate.

come funziona Instagram

Ma se invece di prodotti tangibili vendi dei servizi come li puoi comunicare a livello visivo?
In questo caso lascia che sia la tua stessa brand identity a farti da guida.
Da quali valori è ispirata la tua azienda o attività? Qual è la mission che intendi portare avanti?
Questo è il messaggio (o la storia) che le immagini che pubblicherai dovranno raccontare.

Le qualità uniche del tuo brand sono ancora un valore su Instagram.

4.Didascalie

Anche se su una piattaforma come Instagram i contenuti di testo tendono a passare in secondo piano rispetto alle immagini, le captions (cioè le didascalie) sono comunque un fattore da tenere in considerazione.

Gli aggiornamenti più recenti dell’algoritmo di Instagram fanno sì che vengano mostrati per primi i post verso cui è più probabile che ti mostrerai interessato/a (“the order of photos and videos in your feed will be based on the likelihood you’ll be interested in the content”. Qui il post completo sul blog di Instagram).

In altre parole, un’immagine o un video con un numero alto di Likes e commenti ha molte più probabilità di apparire all’inizio dell’home stream dei tuoi (potenziali) followers.

In altre parole, bisogna massimizzare l’interazione degli utenti verso i post e in questo anche le didascalie giocano un ruolo chiave. Che riportino citazioni, descrizioni o altro, delle captions efficaci devono invitare all’interazione. Possibilmente attraverso almeno uno di questi punti:

  • Fornire un contesto
  • Mostrare la personalità del tuo brand
  • Intrattenere i tuoi followers
  • Invogliarli a compiere un’azione

Ad esempio, l’account di Buffer ha scelto il lavoro da remoto, i viaggi e la libertà come caratteristiche/valori fondanti del brand e li racconta costantemente anche attraverso le didascalie.

come funziona instagram

Come per le immagini, una buona caption deve fare leva sull’aspetto emozionale ed essere coinvolgente ed evocativa.

5.Hashtags

Gli hashtags sono una parte vitale di qualunque strategia di comunicazione su Instagram e saperli (o non saperli) usare può fare la differenza tra ottenere o meno dei risultati.

La regola d’oro da ricordare è che devono essere sempre specifici e descrittivi del tuo business.

come funziona instagram
Per trovare quelli più specifici per la tua azienda, clicca sul simbolo della lente d’ingrandimento in fondo all’app e comincia a digitare alcune parole chiave o aggettivi relativi al tuo business: ti verranno suggeriti una serie di hashtags correlati.

Puoi inserire fino a 30 hashtags: un numero veramente alto. Come sceglierli in maniera efficace?
Controllando il numero di volte che sono stati utilizzati.

come funziona instagram

 

Associare alle nostre foto hashtags utilizzati milioni di volte (come #love, #happy, #coffee) porterà le immagini ad essere fagocitate da decine di migliaia di altre foto che vengono condivise nello stesso momento col medesimo hashtag.
Risultato: scompariranno dal feed pochi secondi dopo la loro pubblicazione.

Utilizzare hashtags “sovraesposti”, abbassa moltissimo le probabilità di essere notati.

Allo stesso modo, è sconsigliato utilizzare hashtags che siano stati inseriti troppe poche volte perché in quel caso non attirano traffico sufficiente a darti la giusta visibilità.

Scegli sempre hashtags che siano stati utilizzati dalle 1.000 alle 300.000 volte.

CONSIGLIO DA PROFESSIONISTI: a livello estetico gli hashtags non sono bellissimi da vedere.
Prova a separarli dalla didascalia inserendo una serie di punti

 

come funziona instagram

o ad aggiungerli direttamente nei commenti

come funziona instagram

6.Frequenza di Pubblicazione

Perché qualunque piattaforma social funzioni e dia risultati, è necessario pubblicare contenuti in maniera costante e regolare.
A differenza, però, di altri social media (come Twitter, dove si può cinguettare anche 20 volte al giorno) è consigliabile limitare il numero di immagini da condividere quotidianamente.
Per evitare di “intasare” il feed dei tuoi followers, scegli la costanza rispetto alla frequenza:

pubblica minimo una, massimo tre foto al giorno. Distanziandole di diverse ore una dall’altra.

Bonus Finale. L’ora migliore per pubblicare su Instagram

Come per Facebook, Twitter, e Linkedin, Coschedule ha utilizzato i 15 studi sugli orari migliori per postare sui social media anche per Instagram:

 
 Pubblica le tue foto su Instagram dal lunedì al giovedì ad ogni ora tranne che dalle 3 alle 4 del pomeriggio
Nello specifico:
  • Dalle 8 alle 9 di mattina
  • Le 2 del pomeriggio
  • Le 5 del pomeriggio
  • I video ogni giorno dalle 9 di sera alle 8 di mattina

Come per gli altri social media, queste sono indicazioni di massima per ottimizzare i risultati di Instagram quando si inizia ad utilizzarlo.
Una volta che l’app avrà raccolto abbastanza dati sul tuo account,

Studia gli Insights con attenzione e aggiusta la tua strategia di pubblicazione di conseguenza

Conclusioni

Spero che questa mini introduzione ad Instagram ti sia stata utile. Se vuoi dirmi la tua su come Instagram possa essere utilizzato per promuovere la tua azienda, lasciami un commento o contattami.

 

Parole chiave. 6 tools gratis per utilizzarle al meglio e vivere felici

seoHai creato un sito internet super veloce, con testi da premio letterario, ma il traffico è ancora molto scarso?

Ti sei assicurato che le parole che utilizzi coincidano con quelle utilizzate dalle persone quando effettuano ricerche online (incluse tutte le persone potenzialmente interessate ai tuoi contenuti, sevizi o prodotti)?

Come già accennato nel mio post sulla SEO, più del 70% degli utenti si affida a Google per trovare risposte alle proprie domande o soluzioni ai propri problemi.

Prima ancora di iniziare a creare contenuti, perciò, è essenziale fare una ricerca su quali siano le più importanti query di ricerca riguardo all’argomento di cui vogliamo trattare.
In altre parole, dobbiamo trovare una serie di parole chiave.

Tools

Ma come si cercano le parole chiave?
Il Web ci mette a disposizione diverse risorse e tools, molti dei quali gratuiti e, a mio parere, altrettanto validi rispetto a quelli a pagamento. Ecco i più popolari:

Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords

Necessita di un account Google per essere utilizzato (quindi se hai Gmail sei già un passo avanti).
Può essere uno strumento utilissimo perché permette di impostare la ricerca in base alla lingua e al paese d’interesse.

parole chiave
Una volta cliccato su Trova idee, il tool restituisce un elenco di parole chiave e il relativo volume medio mensile di ricerca per ciascuna di esse.


Purtroppo, a seguito di un aggiornamento introdotto nel 2016, Google non rende più visibili i volumi di ricerca a meno che non si investa almeno una volta in una campagna pubblicitaria su AdWords.
Diversamente, lo strumento sarà comunque disponibile, ma mostrerà un range di valori (ad es. 1.000-10.000).
Niente paura: più avanti ti mostro come si può “saltare” questo ostacolo.

Moz KeyWord Explorer

Anche se nella versione gratuita permette un massimo di due ricerche al giorno, può essere una valida alternativa al tool di Google.
Oltre all’elenco di parole chiave, offre una serie di dati aggiuntivi: i volumi di ricerca, la Difficoltà di ciascuna parola chiave (di comparire nei risultati di ricerca) e l’Opportunity Score, cioè quanto quella parola posizionerebbe il contenuto una volta online.

Übersuggest

Personalmente uno dei miei tool preferiti perché consente di trovare molte più query rispetto al tool di Google.

In base alla frequenza di ricerca di una determinata parola chiave, Übersuggest elenca tutte le keywords correlate a quella principale, e le restituisce ordinate in ordine alfabetico.
Ad esempio, se inseriamo “Hotel a Roma” vediamo che tra i primi risultati compaiono “Hotel a Roma con SPA” e “Hotel a Roma economici”.
Significa che quando si cerca un albergo a Roma, le ricerche che vengono effettuate con maggior frequenza sono quelle per un albergo con un centro benessere o un albergo a prezzi convenienti.
In questo senso Übersuggest è uno strumento molto utile per creare dei veri e propri calendari editoriali. Una volta ottenuto un elenco di parole, infatti, si può dedicare un articolo -o una pagina del sito internet- a ciascuna di esse (iniziando da quelle più frequenti).

Piccolo Bonus. 
Per “superare l’ostacolo” di Google AdWords relativo alle informazioni limitate sul volume delle ricerche che offre il tool sulle parole chiave, ti consiglio di integrare l’utilizzo di Übersuggest con l’estensione KeyWords Everywhere.
In questo modo compariranno i volumi di ricerca accanto a ciascuna keywords e disporrai di dati completi per la tua analisi.

seo

Le parole chiave hanno la coda lunga

Quello delle keywords articolate è un aspetto importante: “parola chiave” NON significa necessariamente una sola parola.
Di più: quando sono composte da un singolo termine, di solito si tratta di query molto generiche e dalla competitività elevata.
Ciò che, per l’appunto, si dovrebbe ricercare sono quelle che in inglese si chiamano Long Tail Keywords: parole chiave con la coda lunga. 
Cioè parole chiave composte da più termini. Essendo molto più specifiche, infatti, rendono più semplice la “scalata” verso i primi risultati di Google.

I tool migliori per trovarle? Oltre allo stesso Übersuggest, un altro strumento estremamente valido è Answer The Public.

Analizzare la competitività delle parole chiave

Perché è importante? Perché ciò che fa la differenza tra contenuti strategici e contenuti inefficaci è uno studio sulle loro potenzialità di sviluppo.

Ecco di quali tools ci possiamo avvalere:

Google Trends

Se non è possibile visualizzare il volume di ricerca nel tool di AdWords, Trends può essere un buon sostituto.
Una volta impostata l’area geografica e l’intervallo temporale che ci interessa, Google Trends mostra l’interesse nel tempo di una determinata keyword. Ecco cosa compare inserendo la query “come aprire un blog”

google

Anche se con un’evidente presenza di picchi e ricadute, è chiaro come nel corso degli anni -dal 2004 ad oggi, per l’esattezza- l’interesse verso questo tipo di ricerca sia andato notevolmente aumentando.

Perché è utile Google Trends? Perché permette di fare previsioni sul potenziale successo o meno delle parole chiave.

Investire in keywords che mostrano un interesse in crescita è un ottimo punto di partenza, così come puntare su keywords in calo non risulterà una strategia vincente.

Sem Rush

Anche questo è un tool di cui ho già parlato in un post precedente.
Una volta entrati nella versione italiana, Sem Rush ci dà una panoramica del trend della parola chiave inserita (oltre al costo PPC delle keyword che si stanno analizzando).

Anche questo tool, nella sua versione grauita, consente un massimo di due ricerche al giorno, ma rimane comunque uno strumento di analisi molto efficace.

Conclusioni

Spero di esserti stata d’aiuto nel capire l’importanza che rivestono le parole chiave e quali tools utilizzare per estrapolarle.
E soprattutto nell’illustrarti quante informazioni utili si possano ancora reperire in modo gratuito.

Se hai domande o dei suggerimenti per me, lasciali pure nei commenti.

Come utilizzare LinkedIn per la tua attività

 

Dopo Facebook e Twitter, eccoci a LinkedIn.
Il social network professionale più famoso al mondo ha all’attivo più di 467 milioni di utenti iscritti, di cui 8 milioni solo in Italia.

Prima di illustrare cos’è LinkedIn e quali strumenti mette a disposizione, precisiamo cosa NON è.

LinkedIn non è un curriculum online.

Cos’è davvero LinkedIn?

linkedin for businessA differenza di quanto molti siano portati a pensare, LinkedIn non è solo un marketplace dove si incontrano selezionatori e persone in cerca di lavoro, ma può essere utilizzato anche dai professionisti per raggiungere diversi obiettivi di business.

Questo perché –come riportato da LinkedIn stesso– la sua missione non è (solo) quella di fungere da “ufficio per l’impiego”, bensì

Mettere in collegamento i professionisti di tutto il mondo per aumentare la loro produttività e il loro successo.

Intanto un piccolo aggiornamento

All’inizio di quest’anno LinkedIn ha rinnovato la sua interfaccia per uniformare la versione desktop a quella mobile e, in generale, per rendere la piattaforma ancora più intuitiva e facile da utilizzare.

Puoi dare uno sguardo alle principali novità in questo video:

Quindi come può essere utile alla tua attività?

LinkedIn è senza dubbio un ottimo strumento per presentarsi e promuovere la propria azienda in maniera altamente professionale.

Una volta creata una presenza ottimale di noi stessi (come professionisti) e del nostro lavoro, possiamo utilizzare la piattaforma per attrarre e costruire relazioni non solo con dei potenziali clienti, ma anche con dei partner in affari, dei fornitori o dei collaboratori.

Le buone pratiche per un utilizzo efficace di LinkedIn

Ottimizzate il vostro profilo. Non dimenticate le parole chiave relative alla vostra professione, un’immagine professionale di voi e un’altra immagine personalizzata nell’ header (potete visitare il mio profilo per farvi un’idea). Siate meticolosi nella creazione del vostro account e tentate di riempire tutti i campi: più il profilo avrà un’efficacia elevata, più sarà favorito da LinkedIn nei risultati di ricerca.

linkedin come funziona

Una volta raggiunta una buona efficacia, cercate di connettervi con almeno 3-5 persone o società del vostro settore di riferimento ogni settimana.
Un piccolo accorgimento che può fare la differenza è personalizzare sempre il messaggio che il destinatario riceve quando si invia la richiesta di contatto.

Oltre al fatto che ci permette di presentarci al meglio, bisogna tenere presente che più l’invito è pensato e mirato alla persona a cui volete collegarvi, più aumentano le probabilità che lo accetti: tutti abbiamo l’interesse ad allargare la nostra cerchia professionale, in fondo.

linkedin come funziona

Create il vostro profilo LinkedIn anche in un’altra lingua

Potrebbe rendersi necessario se una parte importante del vostro network o del vostro mercato di riferimento si trova al di fuori dell’Italia.

La buona notizia è che non serve creare un novo profilo da zero perché LinkedIn offre già la funzione per la traduzione in un’altra lingua:

Entrate nel vostro profilo e cliccate sulla freccetta nera a destra della scritta Italiano:

linkedin come funziona

Quindi cliccate su Aggiungi un’altra lingua nel menu a tendina che si aprirà

linkedin come funziona

Scegliete la lingua desiderata e riempite i campi col vostro nome, cognome e titolo lavorativo aggiungendo anche le nuove parole chiave relative nella lingua in cui state traducendo (potrebbero essere diverse dall’italiano).

Ultimato questo passaggio non rimane che cliccare su Crea profilo e inserire i testi tradotti nelle sezioni del profilo

linkedin come funziona

Per concludere il tutto in pochi minuti consiglio di tradurre in anticipo i testi nella lingua scelta: potranno essere inseriti con un semplice copia-incolla.

La ricerca avanzata di LinkedIn

È uno strumento molto utile per la ricecra di nuove connessioni, ma -ahimè- sconosciuto ai più.

Con l’aggiornamento di LinkedIn di inizio anno, questa funzionalità non è più disponibile nella versione gratuita (inclusa la possibilità di salvare le ricerche), mentre continua ad essere presente nella versione premium.

Fortunatamente si può ancora utilizzare gratuitamente  la maschera che permette di filtrare i risultati di ricerca. E con una buona varietà di parametri: grado di connessione, parole chiave come nome, cognome, titolo, azienda, scuola o università frequentata, località e altro ancora:

come funziona linkedin

Un piccolo grande consiglio

Chi vuole continuare ad usare LinkedIn in maniera gratuita può “superare l’ostacolo” utilizzando le ricerche booleane.

Si tratta, come per Google, della possibilità di utilizzare alcuni comandi per rendere i risultati di ricerca ancora più pertinenti, precisi e mirati. Come ci spiega LinkedIn stesso possiamo utilizzare

  1. Virgolette – Per trovare una frase esatta. Per esempio “product manager”.
  2. NOT – Per escludere un termine specifico. Per esempio, “programmatore NOT manager”.
  3. OR – Per vedere i risultati che includono solo uno di due o più termini in un elenco. Per esempio, “vendita OR marketing”.
  4. AND – Per ottenere i risultati che includono due o più termini in un elenco. Per esempio, “amministratore AND delegato”.
  5. Parentesi – Per eseguire ricerche più complesse, potete combinare i comandi booleani tra loro utilizzando le parentesi. Per esempio, se ho bisogno di cercare persone che siano vicepresidenti oppure direttori di divisione, dovrò filtrare solo chi corrisponde esattamente a queste qualifiche quindi digiterò “VP OR (direttore AND divisione)”.
    Ricordate che questi operatori funzionano solo se digitati in maiuscolo e in inglese.

Pubblicate e rispostate contenuti ed articoli interessanti. Con regolarità.

Innanzitutto per rispettare quella regola fondamentale della comunicazione e del marketing per cui è essenziale creare valore per la vostra audience o la rete di contatti già esistente.

E poi perché su LinkedIn ogni volta che un vostro collegamento mette un like ad un vostro contenuto (cioè clicca su ‘consiglia’), quell’azione ha l’effetto di aumentare esponenzialmente la vostra visibilità.

In ultimo, non dimenticate di aggiungere una Call-To-Action ogni volta che pubblicate un nuovo post.

Interagite all’interno dei gruppi di discussione

linkedin for businessCercate, possibilmente, quei gruppi in cui si dialoga proprio della soluzione che offrono i vostri prodotti o servizi e partecipate attivamente alla discussione.

I gruppi di LinkedIn danno, inoltre, la possibilità di inviare messaggi privati ai loro membri anche se questi non sono dei vostri collegamenti.

Attenzione però: sto parlando di dare un vostro contributo di valore ad una discussione, non di utilizzare i gruppi come un canale per farsi pubblicità.

Se si vuole passare ad una vera e propria promozione di un prodotto o servizio, è sempre molto importante chiedere prima l’autorizzazione all’amministratore del gruppo. Come per i gruppi di Facebook.

Qual è l’orario migliore per pubblicare su LinkedIn?

Riallacciandoci ancora una volta agli studi pubblicati da grandi corporations internazionali e raccolti da CoSchedule:

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbe’s
  3. Ricerca di Buffer
  4. Aggiornamento della ricerca di Buffer
  5. Ricerca dell’Huffington Post
  6. Studio di Sure Payroll’s
  7. Studio di Fast Company
  8. Post di Neil Patel su Quicksprout
  9. Ricerca di Marketing Profs
  10. Articolo di Elle & Co.
  11. Studio di TrackMaven
  12. Ricerca di Chron
  13. Analisi di Kissmetrics
  14. Analisi di Fannit
  15. Studio di CoSchedule

possiamo concludere che, sebbene si tratti di un network professionale, gli utenti consultano LinkedIn all’inizio o alla fine della loro giornata lavorativa, utilizzandolo come una sorta di quotidiano.

migliore orario per pubblicare su linkedin

Photo credit: CoSchedule

I giorni feriali sono i migliori, soprattutto quelli centrali: martedì, mercoledì e giovedì.

Nello specifico:

  • Mercoledì dalle 10 alle 11
  • Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 7,30 alle 8,30
  • Giorni feriali alle 12 e dalle 17 alle 18

Anche in questo caso si tratta di analisi estrapolate fa basi di dati piuttosto ampie e variegate. Se su LinkedIn avete creato anche una pagina aziendale, potete consultare i LinkedIn Analytics e regolare la vostra strategia di conseguenza.

Spero di aver fornito qualche spunto interessante per poter sfruttare LinkedIn per il proprio business.

Se c’è qualche aspetto poco chiaro che vorreste approfondire scrivetemelo pure nei commenti.

 

Come trovare nuovi clienti con il web marketing.

Quali sono oggi le risorse e le nuove forme di comunicazione che la tecnologia ci mette a disposizione per promuovere la nostra attività, i nostri prodotti o  i nostri servizi?

In altre parole, attraverso quali canali si possono trovare nuovi clienti e ingrandire il proprio business?

Proverò ad illustrarti i potenti strumenti che la Rete ci offre e che, con le dovute competenze, possono essere utilizzati a nostro vantaggio permettendo a qualunque attività di crescere ed ampliarsi.

Cosa vuol dire fare Marketing?

 

“Raggiungere le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto”

 

È questa la definizione di HubSpot su cosa voglia dire fare attività di marketing (in inglese: “reach the right people, in the right place and at the right time”).

Arrivare al proprio pubblico, quindi, e comunicare con i propri potenziali clienti facendosi trovare, in maniera tempestiva, nei luoghi che le persone già frequentano abitualmente.

La rivoluzione del Web

Con la diffusione di Internet, il comportamento degli utenti/consumatori ha subito un cambiamento così rapido e radicale che si può parlare di una vera e propria rivoluzione.
Oggi, solo in Italia, sono più di 30 milioni le persone che trascorrono il loro tempo sul Web (dati Audiweb, novembre 2016).

Fare Marketing oggi, quindi, vuol dire cercare di incontrare le persone nel posto che più di tutti frequentano abitualmente: il Web.

Il Marketing è diventato Digital

Ed è da questa nuova dimensione virtuale che originano i termini Web Marketing e Digital Marketingindicando qualunque attività di marketing che si possa svolgere online.

Si tratta di un argomento vastissimo, ma possiamo tentare di semplificarlo con una suddivsione in alcune (macro) sotto-categorie:

  • La SEO
    Cioè raggiungere il proprio pubblico target sfruttando le potenzialità dei motori di ricerca. Attraverso, quindi, il posizionamento del proprio sito internet tra i primi risultati delle ricerche online.
  • L’ Email Marketing
    Strumento ancora largamente utilizzato dalle aziende perché permette di comunicare direttamente col proprio pubblico a prezzi contenuti e con risultati facilmente misurabili.
  • Il Social Media Marketing 
    L’utilizzo dei canali offerti dai social media per promuovere il proprio brand e business.
  • L’ Affiliate Marketing
     Ovvero la promozione di prodotti o servizi di qualcun’altro sul proprio sito o blog in cambio della quale si riceve una commissione per ogni vendita andata a buon fine.
  • La Pubblicità Online
    attraverso la quale attrarre traffico targettizzato tramite la pubblicazione di annunci che puntano verso il proprio sito, blog (o landing page). Ogni volta che un annuncio viene cliccato si corrisponde un pagamento al proprio publisher. Si tratta della cosiddetta pubblicità pay-per-click (o PPC) il cui esempio più conosciuto è Google AdWords.
  • Il Content Marketing
    Che si focalizza sulla creazione, pubblicazione e distribuzione di contenuti di qaulità indirizzati al proprio pubblico target.
  • L’ Inbound Marketing
    Si tratta di un approccio di marketing che nasce nel 2006 da 2 studenti del MIT di Boston e si riferisce all’intero processo di attirare, convertire, chiudere e deliziare i clienti utilizzando contenuti online.

Questo processo si chiama funnel e può essere riassunto come segue:

inbound marketing funnel

L’ Inbound Marketing: il web marketing, da spintaneo a spontaneo.

L’idea di fondo del modello di inbound marketing è di attrarre il navigatore del web attraverso contenuti rilevanti e di qualità scegliendo i più adatti tra tutti gli strumenti, i canali e i media che la Rete ci mette a disposizione. Un marketing mix di prim’ordine, quindi, che permette non solo di trovare nuovi clienti ma anche di fidelizzare quelli già esistenti, facendoli diventare dei veri e propri fan.
Il metodo per trovare clienti online, detto inbound methodology, può essere riassunto così

web marketing

In altre parole, il cardine su cui ruota tutta la filosofia inbound è che siano i clienti a trovare te e non viceversa.
Facendoti trovare dove il tuo pubblico target è già presente e offrendo dei contenuti con un alto valore aggiunto, sarà quest’ultimo ad avvicinarsi al blog o al sito della tua azienda perché spinto a cercare altri contenuti che considera per lui significativi.


I nuovi visitatori attratti verso il tuo sito si convertiranno poi in contatti e in clienti attraverso ciasucno step della metodologia inbound.

Rovesciare il modello tradizionale: fare del (web) marketing che la gente ami.

Questa nuova attività di comunicazione stravolge completamente la logica del marketing e di fare business che sono state concepite finora.


Anziché una forma di promozione intrusiva, che “disturba” di continuo le vite dei consumatori (anche di chi non è un potenziale cliente), che non è richiesta e che è a senso unico (perché solo in uscita, solo outbound), si

Questo grafico di Moz riassume benissimo le differenze tra la “vecchia” comunicazione, l’ interruption marketing, e il nuovo modello inbound:

digital marketing

 

Quali sono gli immediati benefici?

Per chi decida di adottare il metodo inbound, i vantaggi iniziali sono tangibili:

  1. I costi sono contenuti. Guy Kawasaki stesso ha spiegato perfettamente il concetto:
    come trovare clienti
  2. Si attrae un pubblico di qualità in misura maggiore rispetto ai media tradizionali.
  3. L’interazione che i nuovi media consentono con il cliente rappresenta un alto valore aggiunto.
  4. Questo valore crea una relazione positiva e di fiducia col (potenziale) cliente rafforzando la credibilità del brand.

Conclusioni

L’inbound marketing si presenta come un nuovo modello di comunicazione (e di business) che mette le persone al centro. 

Il processo di conversione si sviluppa tutto attorno al cliente. Il marketing diventa parte della conversazione, si mette in ascolto dei problemi e delle necessità del consumatore e gli offre delle soluzioni condividendo dei contenuti di qualità.

Nei prossimi post ti illustrerò quali sono i singoli elementi  e i passaggi che compongono una strategia inbound e come sfruttarli al meglio per massimizzare i risultati e raggiungere gli obiettivi prefissati.

Cosa ne pensi dell’ Inbound Marketing come attività per acquisire nuovi clienti?
Pensi che la tua attività potrebbe beneficiarne?
Lasciami la tua risposta nei commenti o contattami se vuoi approfondire il discorso di persona.

Come utilizzare Twitter per la tua attività.

Secondo gli ultimi dati rilasciati dal social network stesso, a fine 2016 Twitter vantava 319 milioni di iscritti.
Ciò che caratterizza questa piattaforma sono essenzialmente due aspetti: gli hashtags e il limite dei 140 caratteri per i post (sebbene di recente questo limite sia stato rimosso).

Gli hashtags di Twitter…

Un hashtag è una sorta di etichetta o di categoria che si ottiene anteponendo il simbolo cancelletto (#) ad una parola (o ad un frase senza spazi) e che consente la ricerca di contenuti su un determinato argomento. Funziona, quindi, come un aggregatore di notizie.

…e i 140 caratteri

come usare twitterIl nome Twitter deriva dal verbo inglese to tweet, cioè cinguettare, e tweet è anche il nome che si dà ai post che vi si pubblicano, proprio per indicare un servizio di microblogging con numero massimo di 140 caratteri da poter utilizzare.

Questo aspetto lo rende una piattaforma molto funzionale per condividere link al proprio sito,  ad articoli o a promozioni che si è  deciso di lanciare.

Su Twitter tutti i profili sono pubblici, quindi si può -potenzialmente- comunicare con chiunque e, raggiungere un numero molto elevato di utenti se si utilizzano gli hashtag giusti.

Aggiornamento. Da Novembre 2017 Twitter ha ufficialmente raddoppiato il numero di caratteri a disposizione passando da 140 a 280.

Le buone pratiche per un’efficace strategia di promozione aziendale

come usare twitterIntanto una piccola premessa.
A differenza di Facebook, su Twitter i profili sono tutti uguali: non c’è differenza tra profili personali e pagine aziendali.

Dopo aver personalizzato il background e l’header, passa alla programmazione di contenuti di qualità per il tuo pubblico di riferimento.

Pubblica almeno 3 tweet al giorno

Includendo almeno un hashtag relativo all’argomento del tuo post.
Cerca di capire quali siano gli hashtag di tendenza (sono sempre elencati nella colonna di sinistra della home page) e se sia possibile includerli nei tuoi contenuti, così da ottimizzare la portata potenziale dei tuoi post.
In altre parole, usa i trend topic, ma solo se si adattano al tuo brand: anche se è un modo facile di ampliare il proprio bacino di followers, la coerenza è molto più importante per la brand reputation.
Ricorda poi che i contenuti visivi convertono moltissimo e non vengono conteggiati nei 140 caratteri, quindi aggiungi sempre un’immagine (di qualità) ai tuoi post o, ove possibile, un video o un’infografica.

Condividi i contenuti dei followers o di persone che segui a tua volta

O, come si dice nell’ecosistema-Twitter, fa’ almeno 2 re-tweet al giorno di post di altri utenti che ritieni interessanti per la tua audience. Ricorda di aggiungere sempre dei commenti e menzionare l’autore: questo ti permetterà di farti notare, crearti una reputazione e aumentare il numero di followers.

come usare twitter

Segui almeno 10 persone al giorno del tuo settore

In altre parole, fai un costante networking, ma cerca solo marchi o aziende che siano in linea con la tua brand identity: studia attentamente i profili e leggi qualche tweet prima di dare il follow. Di nuovo, la coerenza viene prima di tutto.

Linking

Quando utilizzi i link, inseriscili all’inizio del tweet (se ti è possibile), ma soprattutto utilizza un accorciatore di link (come Bit.ly  o Google URL Shortner) visto il numero limitato di caratteri a disposizione.

Ringrazia chi ti segue

È indubbiamente un’ottima pratica per aumentare l’engagement. Ma mi rendo conto che è impossibile rimanere costantemente su Twitter per mandare un ringraziamento ogni volta che qualcuno decide di seguirci.

Io, che sono una grande fan del binomio social-automazione, consiglio di impostare l’invio di un messaggio automatico di ringraziamento per ogni persona che clicca “Segui” sul nostro profilo (se vuoi vedere in diretta come funziona, puoi visitare il mio profilo Twitter). Online esistono dei tools che offrono questo servizio gratuitamente, come  ad esempio StatusBrew.

Bonus Finale. L’ora migliore per pubblicare contenuti.

strategie di marketingÈ fin troppo scontato dire che quando postiamo i nostri contenuti sui Social vorremmo raggiungere quanti più followers possibile.
Ma come facciamo a sapere qual è l’orario in cui il maggior numero di utenti è presente su una specifica piattaforma?

Bene, il team di CoSchedule ha analizzato 15 studi pubblicati da grandi aziende internazionali (che ogni giorno fanno migliaia di visualizzazioni sui loro account social):

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbe’s
  3. Ricerca di Buffer
  4. Aggiornamento della ricerca di Buffer
  5. Ricerca dell’Huffington Post
  6. Studio di Sure Payroll’s
  7. Studio di Fast Company
  8. Post di Neil Patel su Quicksprout
  9. Ricerca di Marketing Profs
  10. Articolo di Elle & Co.
  11. Studio di TrackMaven
  12. Ricerca di Chron
  13. Analisi di Kissmetrics
  14. Analisi di Fannit
  15. Studio di CoSchedule

E ha tratto le dovute conclusioni per ciascuno dei principali social media.

Quindi qual è l’orario migliore per cinguettare?

orario migliore per pubblicare s twitter

Photo credit: CoSchedule

Il momento migliore per pubblicare su Twitter va dalle 12 alle 15 nei giorni feriali, in particolare per attività B2B. I contenuti di tipo B2C, invece, funzionano bene anche tra le 17 e le 18 del fine settimana.

Ricorda, però, che si tratta di analisi effettuate su una mole di dati molto estesa e variegata. Possono fungere da ottime linee guida se si è su Twitter da poco e non si hanno molti dati a disposizione.
Una volta presa dimestichezza con la piattaforma, è bene iniziare ad utilizzare sempre Twitter Analytics per monitorare il proprio account e ottenere informazioni più dettagliate e specifiche sulla propria audience di riferimento.

Nei prossimi articoli ti parlerò di altri social media molto popolari come LinkedIn ed Instagram. E di quali siano le strategie di business più adatte per ciascuno di essi.

Nel frattempo fammi sapere cosa ne pensi dell’uso di Twitter per la tua attività.
Ci sono degli aspetti che vorresti approfondire? Dimmelo pure nei commenti o contattami.

Come utilizzare Facebook per la tua attività. Bonus a fine articolo.

Dopo aver illustrato alcuni fondamenti del social media marketing, vorrei volgere uno sguardo più approfondito ai principali social networks per capirne le singole caratteristiche e l’importanza che potrebbero rivestire per un’azienda. Cominciamo da Facebook.

Facebook è il social network più utilizzato al mondo. Con quasi due miliardi di utenti attivi, è un’ottima piattaforma per fare branding, interagire con i propri clienti o trovarne di nuovi.

Come impostare la propria strategia su Facebook

Ma quali sono le leve che possiamo utilizzare per promuovere i nostri prodotti o servizi?
Tra gli strumenti più utili che Facebook ci mette a disposizione dobbiamo sicuramente considerare le Pagine e i Gruppi.

Le prime possono essere utilizzate interamente per la comunicazione della propria azienda, mentre grazie ai secondi è possibile seguire delle communities attorno ad argomenti specifici del proprio settore di riferimento.

Vediamo in concreto come usufruirne.

Crea la tua pagina Facebook aziendalepagina facebook aziendale

Se ancora non ne hai una, eccoti sintetizzati i passaggi principali:

Scegli la Categoria

  1. Impresa locale o luogo
  2. Azienda, organizzazione o istituzione
  3. Marca o Prodotto
  4. Artista, gruppo musicale o personaggio pubblico
  5. Intrattenimento
  6. Causa o comunità

E la Sottocategoria.

Completa Tutta la Sezione “Informazioni”

Prestando particolare attenzione ai campi Descrizione Breve,  Descrizione Lunga Mission.
Per la Descrizione Breve è consigliabile inserire una descrizione della tua azienda di 2-3 frasi. Questo campo sarà sempre visibile sulla pagina, quindi è bene riuscire a renderla chiara, ma sintetica allo stesso tempo.
Assicurati di inserire anche un link al tuo sito internet (sebbene esista anche il campo apposito) e, più in generale, di fare in modo che queste informazioni rendano unico e originale il tuo brand così da risultare ancora più accattivanti agli occhi dei tuoi visitatori.

facebook per aziende

Carica la foto del profilo…

Servirà come icona visiva principale della pagina e apparirà nei risultati di ricerca, nei post e nei commenti che pubblicherai. Ogni immagine perfettamente quadrata va bene, ma la dimensione consigliata è di 180 x 180 pixel.

…e l’immagine di copertina

In genere, si tratta di un’immagine del brand finalizzata ad attrarre le persone sulla pagina aziendale. Le dimensioni consigliate sono 851 x 315 pixel.

Pubblica contenuti rilevanti con regolarità

Almeno un post al giorno. E invita sempre gli utenti a diventare parte della tua crescente comunità inserendo una Call-To-Action ovunque possibile.

Che si tratti di semplice testo, di foto o di video, il consiglio che mi sento di darti in questo caso è di creare alcuni post retrodatati (sì, su Facebook esiste anche questa funzione) così ogni nuovo visitatore troverà una timeline già attiva -piuttosto che uno spazio semivuoto- ogni volta che atterrerà sulla pagina.

Metti un Like ad almeno 5 pagine nel tuo settore

E, possibilmente, fallo ogni giorno: è importante acquisire informazioni e mostrarsi attivi nel proprio ambiente di riferimento, così come apparire interessati a connettersi con le altre aziende che ne fanno parte.facebook mi piace

I Gruppi di Facebook: pochi ma buoni

Scegline solo 2-3, ma sii molto, molto attivo nelle discussioni che ospitano.
I Gruppi di Facebook sono un’ottima opportunità per:

  • Fare networking tra professionisti 
  • Offrire la propria expertise
  • Ottenere feedback

Unica raccomandazione: assicurati di osservare sempre i regolamenti dei singoli gruppi. Soprattutto se vuoi promuovere un tuo prodotto o servizio al loro interno, chiedi prima (in privato) l’autorizzazione all’amministratore del gruppo e, come primo post, pubblica sempre una breve presentazione di te e della tua attività senza promuovere niente di specifico.

Bonus Finale. L’ora migliore per pubblicare sui Social Networks

pagina facebook aziendaleÈ fin troppo scontato dire che quando postiamo i nostri contenuti sui social vorremmo raggiungere il maggior numero di utenti possibile.
Ma come facciamo a sapere qual è l’orario migliore per pubblicare su una specifica piattaforma?

Il team di CoSchedule ci è venuto in aiuto analizzando più di 10 studi pubblicati da grandi aziende internazionali (quelle che vantano milioni di visualizzazioni giornaliere sui loro canali social, per intenderci):

  1. HubSpot‘s roundup
  2. Ricerca di Forbes
  3. Ricerca di Buffer (su Twitter)
  4. Aggiornamento della ricerca di Buffer
  5. Ricerca dell’Huffington Post
  6. Studio di Sure Payroll
  7. Studio di Fast Company
  8. Post di Neil Patel su Quicksprout
  9. Ricerca di Marketing Profs
  10. Articolo di Elle & Co.
  11. Studio di TrackMaven
  12. Ricerca di Chron (su LinkedIn)
  13. Analisi di Kissmetrics
  14. Analisi di Fannit
  15. Studio dello stesso CoSchedule

E ha tratto le dovute conclusioni per ciascuno dei principali social media.

Quindi qual è l’ora migliore per pubblicare su Facebook?

ora migliore per pubblicare su facebook

Photo credit: CoSchedule

Il momento migliore per pubblicare su Facebook va dalle 13 alle 16, sia durante la settimana sia nei weekend.

Ricorda, però, che si tratta di analisi effettuate su una mole di dati molto estesa e variegata. Possono fungere da ottime linee guida se si è su Facebook da poco e non si hanno molti dati di analisi a disposizione.
Una volta che si è familiarizzato con la piattaforma e si è creata una prima community, è necessario consultare regolarmente i Facebook Insights per monitorare le proprie pagine. Si tratta di uno strumento utilissimo. Una vera miniera d’oro che ci restituisce informazioni preziose sulla nostra audience di riferimento.

Nei prossimi articoli parlerò degli altri principali social network come Twitter, LinkedIn e Instagram e di quali siano le strategie di business più adatte per ciascuno di essi.

Nel frattempo fammi sapere cosa ne pensi dell’uso di Facebook per la propria attività. Ci sono degli aspetti che vorresti approfondire? Dimmelo nei commenti o contattami.

 

Social Media Marketing. Cos’è e perché il tuo business ne ha bisogno.

Come ho già illustrato nel post sull’Inbound Marketing, l’altro elemento fondamentale per accrescere la visibilità della tua azienda e rafforzarne la presenza online, sono i social media.

Perché utilizzare i Social Media per il business?

Le risposte sono molteplici:
  • Sono un ottimo mezzo per “mettere in vetrina” il proprio brand.
  • Offrono un canale di marketing in più per la Brand Awareness, cioè per la capacità della domanda di riconoscere un brand.
  • Sono perfetti per costruire relazioni col proprio bacino di clientela.
  • Ormai rappresentano a tutti gli effetti un canale di vendita.
  • In ultimo, ma non meno importante: ti permettono di avere tutto questo gratis.
Volendo sintetizzare in una risposta sola: le aziende devono essere presenti sui social media perché è lì che si trovano i loro potenziali clienti.

Secondo queste statistiche, nel 2017 gli utenti attivi ogni giorno sulle piattaforme social saranno più di 2 miliardi e mezzo. E il trend è destinato a crescere negli anni successivi.

Anche HubSpot  afferma che un terzo del mondo usa i social network regolarmente e che il solo Facebook viene utilizzato dal 73% delle persone per scopi professionali.

Altri numeri da non sottovalutare:

social media

La mappa di Vincos sul numero di utenti attivi sui social network nel mondo – Febbraio 2017

Seguendo il funnel della strategia inbound, i social sono tra i principali canali che consentono di attrarre visitatori, convertirli in iscritti, chiudere vendite e mantenerli come clienti fidelizzati. 
Se il blog funziona come un hub per veicolare i propri contenuti, i canali social si integrano perfettamente con esso, diventando un vero e proprio megafono capace di raggiungere un’audience vastissima.
inbound marketing funnel

Quali i vantaggi concreti?

assistente virtuale

1. Traffico

Proprio per la loro capacità di raggiungere un pubblico ampissimo,
pubblicare con regolarità contenuti di valore e di qualità per il
proprio pubblico target di riferimento, porterà un flusso costante di traffico qualificato verso il tuo blog o sito aziendale/professionale.

2. Posizionamento

Una maggiore quantità di traffico verso le proprie pagine (già ottimizzate per la SEO), porterà ad un più alto tasso di visite e di interazione degli utenti, facendole salire molto più velocemente nei risultati di ricerca.

3. Interazione diretta con i (potenziali) clienti

Se utilizzati nella maniera corretta, i social media sono un’ottima occasione per la costruzione di relazioni dirette con il proprio pubblico target. E non solo attraverso la propria pagina aziendale.
Leggendo i loro aggiornamenti di stato, ad esempio, si possono cogliere aspetti interessanti della loro vita quotidiana (e magari regolare la propria strategia di marketing di conseguenza).

Quali prodotti stanno comprando e perché? Cosa fanno nel fine settimana? Che tipo di messaggi amano condividere? E da quali siti web?

4. Assistenza e gestione complaints

Se ci dovesse essere un problema con i tuoi servizi (o prodotti) immagino che vorresti saperlo quanto prima e offrire al più presto una soluzione ai tuoi clienti insoddisfatti.
Ecco: i social sono un canale perfetto per avere un feedback diretto ed immediato dai tuoi clienti e fornire loro l’eventuale assistenza di cui necessitano.

5. Clienti più fidelizzati

Il motivo è chiaro: interagendo regolarmente con i tuoi followers, smetteranno di vedere la tua impresa come un soggetto distante e orientato solo ai profitti, ma piuttosto come ciò che veramente è: una persona (o un gruppo di persone) che lavorano con l’obiettivo comune di soddisfare i propri clienti portando sul mercato il miglior prodotto -o servizio- possibile.

Insomma, le potenzialità che offrono i social media sono enormi.

Chiarita la loro importanza, è bene tenere a mente alcuni aspetti basilari del marketing applicato ai social media:

  1. I social media non sono tutti uguali: ogni piattaforma è diversa dall’altra ed è necessario conoscere a fondo le caratteristiche e le singolarità di ciascuna per poterle sfruttare al meglio e ottimizzare i risultati.assistente virtuale
  2. È altrettanto fondamentale organizzare una strategia editoriale che consenta di sfruttare i social nel lungo periodo.
  3. Essere presenti su più piattaforme è praticamente impossibile (e inutile) se non ci si avvale di strumenti online che consentano di automatizzare il processo di pubblicazione e di misurare tutto il lavoro che si fa al loro interno.
assistente virtualePer nostra fortuna il Web ci mette a disposizione tutti questi strumenti, molti dei quali gratuitamente:
  • Buffer e Hootsuiteper pianificare post su Twitter, Facebook, Linkedin, Google+, Instagram ecc ecc. e pubblicarli ad una data ed ora specifiche.
    Entrambi generano dei report di analisi con dati statistici preziosissimi che consentono di ottimizzare la propria strategia di volta in volta.
  • Feedly , Scoop e BuzzSumoservizi molto utili per creare contenuti di qualità e capire quali sono gli argomenti più “popolari” del momento.
  • Social Mentionricerca e analisi dei social media in tempo reale per una determinata parola chiave.
  • Diggita: il servizio di Social Bookmarking più famoso d’Italia per farsi conoscere da una comunità virtuale ancora più ampia.

Cosa pubblicare?

  •  Quanti più contenuti creati da te possibile. Sopratutto gli articoli del blog, se ne hai uno (se non ce l’hai scopri qui come aprirne uno).
  • Il tuo pubblico target è la tua bussola: anche se non sono tue, pubblica sempre informazioni di interesse per lui.
  • Immagini, infografiche e video (di qualità): il contenuto visuale è molto potente sui social e crea un engagement (coinvolgimento) altissimo.

Conclusioni

Nei prossimi post ti parlerò delle caratteristiche di ciascun social network e di come impostare una strategia ottimizzata per ognuno di essi.

Aggiungerò anche un bonus: i link a diverse ricerche pubblicate da alcune grandi aziende (e con “grandi” intendo aziende che registrano migliaia di visualizzazioni sui loro social ogni giorno) su quale sia l’ora migliore in cui pubblicare contenuti.

Cosa ne pensi del social media marketing per promuovere il proprio business? Dimmi la tua nei commenti.

 

Posizionamento del sito web: 5 SEO tools GRATIS per un rapido check-up. Più un bonus finale.

Dopo averti parlato di come l’ Inbound Marketing possa aiutarti ad acquisire nuovi clienti, vorrei concentrarmi sulla SEO e sul perché sia tanto importante includerla in una strategia di comunicazione.

Ma voglio farlo in maniera pratica, indicandoti degli interessanti strumenti disponibili gratuitamente sul Web per migliorare il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca.

Che cos’è la SEO?

Partiamo dai fondamentali. Cos’è la SEO?

La SEO è quel processo di miglioramento di un sito internet affinché attragga visitatori dai motori di ricerca.

seoE l’ottimizzazione dei siti Web per i motori di ricerca è una delle materie più importanti e performanti del marketing mix digitale.

Se si pensa a come le persone cercano informazioni oggi, raggiungere un certo livello di visibilità nei risultati organici di ricerca -cioè quelli non a pagamento- di Google è un fattore cruciale per determinare il successo o meno di un sito internet.
Cito Google (e mi concentrerò su di esso) perché con i suoi 3.3 miliardi di ricerche giornaliere occupa ormai più del 70% del mercato delle ricerche online.

Lo so: pur capendone l’importanza, a molti la SEO può sembrare una materia ostica o un’attività che, a dedicarcisi, occuperebbe troppo tempo.

La buona notizia è che la Rete ci facilita molto il lavoro, offrendoci dei servizi che permettano di valutare in pochi minuti lo “stato di salute” della nostra piattaforma. E, a seconda del responso, decidere se sia o meno il caso di affidarsi ad un professionista.

Vediamoli nel dettaglio.

Gli indici di qualità di Google

Ma come funziona Google?

seo



Il suo obiettivo è di valutare la search intent. Cioè capire perché stiamo effettuando quella determinata ricerca.
Quando digitiamo qualcosa nella sua barra di ricerca, i robot di Google (detti botscrawlers o spiders) scansioneranno il Web per restituirci una lista dei contenuti da loro ritenuti in quel momento i più precisi e pertinenti per noi.

Proprio perché il suo lavoro è soddisfare al meglio i bisogni dell’utente, Google cercherà sempre di portare in cima i risultati qualitativamente migliori.

E come fa Google a valutare la qualità dei contenuti di un sito?
Si avvale dei cosiddetti indici di qualità, ovvero di alcuni indizi che analizzano l’interazione che i visitatori hanno con una determinata pagina web.
In pratica, quanto più alta sarà l’interazione degli utenti con quei contenuti, tanto più Google li considererà utili e rilevanti portandoli in alto nei risultati di ricerca.

Questi indici sono:

  • il Bounce Rate cioè la frequenza di rimbalzo (la percentuale in cui un visitatore entra ed esce dal nostro sito sulla stessa pagina, senza aver compiuto altre azioni)
  • il Tempo Medio di Permanenza 
  • il Tasso di Interazione degli utenti con la pagina

Queste metriche, così come le parole chiave, sono parte della cosiddetta On-Page SEO.

Alle keywords dedicherò un post a parte,  adesso

On-Page SEO con i Tools di Casa Google

seo

Sapevi che Big G offre degli strumenti per valutare l’esperienza che i visitatori hanno sulla tua piattaforma?

Oggi ci sono degli aspetti tecnici che possono determinare o meno il successo di un sito, ma che vengono ancora sottovalutati:

  • Un sito Responsive cioè visualizzabile anche da dispositivi mobili come smartphones e tablets.
  • La velocità di caricamento delle pagine

Responsiveness

Secondo i dati Audiweb del Febbraio 2017:

“Il 75,8% degli italiani – 36,4 milioni – dichiara di accedere a internet da telefono cellulare. +11,5% rispetto al 2015.”

Con questi numeri avere un sito responsive, cioè accessibile da tutti i dispositivi mobile (smartphones e tablets), è praticamente obbligatorio.

Grazie al Google Mobile Friendly Test puoi verificare in pochi secondi la compatibilità del tuo sito con i vari device.

Se il test avrà esito positivo, comparirà una schermata come quella che è comparsa a me quando ho testato www.tnvirtualassistant.com:

responsive, mobile friendly, google

Velocità

Per controllare la velocità di caricamento del tuo sito puoi utilizzare il Google Page Speed Test.

Nel caso di questo sito, Google lo ha “promosso” per la velocità di caricamento da PC:

seo, velocità sito, posizionamento

mentre ha suggerito delle migliorie per il caricamento dai dispostivi mobili:

seo, page speed

 

Un aspetto molto utile di questo strumento è proprio che, oltre ai problemi, suggerisce anche le soluzioni.

Prova a fare un check-up del tuo sito per testarne la compatibilità per mobile e la velocità.

(E a proposito di servizi gratis di Google, hai già collegato il tuo sito a Google Analytics?)

Strumenti SEO per Link-Building ed Autorevolezza

posizionamento sito

Oltre a questi indizi on-page, Google prende in considerazione anche tutta una serie di indici off-page che riguardano l’autorevolezza e l’affidabilità della fonte ovvero:

  • i link in entrata sul nostro sito
  • e le citazioni

Partiamo dal presupposto che le pagine del nostro sito siano già state tutte ottimizzate: Bounce Rate basso e Tempo Medio di Permanenza e Tasso d’ Interazione alti.
Adesso possiamo occuparci di una tra le varie buone pratiche di SEO off-page: il Link-Building. Ovvero riuscire a ricevere link in entrata da siti autorevoli.

In ambito SEO, l’autorevolezza è un concetto relativo al proprio settore di appartenenza. Ad esempio, se ho un sito di finanza e ricevo un link dal sito de Il Sole 24 Ore, agli occhi di Google risulterò estremamente autorevole e avrò più possibilità di comparire in cima ai risultati d ricerca.

Per capire quali siano i siti migliori per ricevere citazioni e link possiamo ricorrere a due utilissimi tools di Majestic e Moz.

Con Majestic possiamo valutare qualità e quantità dei link del nostro sito grazie a, rispettivamente, i valori di Trust Flow e Citation Flow

link building, posizionamento

Nell’immagine qui sopra ho inserito il sito internet del Sole 24 Ore e i risultati danno (ovviamente) un’elevata autorità: 66 su 100 di Trust Flow e 68 su 100 come Citation Flow.

Al di sotto di questi due parametri puoi anche controllare il numero totale di link e di domini che reindirizzano al sito del che si sta analizzando

seo, posizionamento

Se vuoi saperne di più su come funziona Majestic, puoi dare un’occhiata a questo video, altrimenti prosegui con lalettura del prossimo tool:

Grazie all’ Open Site Explorer di Moz, invece, i backlink sono valutati sia per l’intero dominio (Domain Authority) sia per le singole pagine (Page Authority).

seo, posizionamento, moz

Anche in questo caso il sito de Il Sole 24 Ore dà risultati importanti: 87 su 100 per la Domain Authority e 90 su 100 per la Page Authority.

Prova a fare lo stesso esperimento con il tuo sito. Quali sono i tuoi risultati?

Risorse SEO per “spiare” la concorrenza

No, non si tratta di spionaggio industriale o cose del genere…
Semplicemente dell’essere consapevoli che non siamo soli sul mercato (è un dato di fatto, che ci piaccia o no).
Che esistano strumenti (gratuiti) che ci permettano di analizzare i punti di forza e di debolezza nostri e dei nostri competitors non è altrettanto scontato.

SEMrush è una tra le piattaforme di servizi SEO più utilizzate e complete. Se vuoi approfondire la conoscenza di questo tool puoi guardare il video qui di seguito, altrimenti prosegui la lettura più in basso:

 

Inserendo il dominio del tuo sito internet nella home page potrai avere non solo  una panoramica del posizionamento del tuo sito, ma soprattutto un elenco dei tuoi competitors principali e un grafico che ne mostra il posizionamento.

Ecco di nuovo un esempio con Il Sole 24 Ore

sem, seo, posizionamento

 

Studiare i nostri concorrenti più forti è un’ottima maniera di capire quali siano i nostri punti di forza,  dove possiamo migliorarci e cosa ci rende unici sul mercato distinguendoci dal resto della concorrenza.
Hai già individuato i tuoi?

Bonus Finale

E a proposito di imparare dai migliori, ecco due guide molto utili per chiunque volesse approfondire l’argomento:

La guida SEO di MOZ per principianti

e la guida SEO avanzata di QuickSprout  curata da Neil Patel

Conclusioni

Quelli che ti ho indicato sono solo alcuni tools che possono aiutarti nell’ottimizzazione del tuo sito.

L’elenco non ha la pretesa di essere definitivo e la SEO non può considerarsi una materia che si esaurisce con dei test.

È piuttosto un esercizio continuo (anche di pazienza e perseveranza), un’attività dinamica, una ricetta ricca di tanti ingredienti tra cui il principale è (e dev’essere sempre) pubblicare con regolarità dei contenuti di qualità per il nostro target audience.
Se vuoi saperne di più leggi il mio post sulle parole chiave.

Grazie per aver letto fino a qui (e aver abbassato il mio bounce rate…!)

Se vuoi aggiungere qualcosa lasciami pure un commento.

 

 

 

Smart Working. La quarta Rivoluzione Industriale è arrivata.

Il dibattito sullo Smart Working si è fatto molto vivace nel 2016 dimostrandosi come un nuovo paradigma lavorativo che offre enormi potenzialità.

La cosa coinvolge molto anche me dal momento che, come Assistente Virtuale, sono una smart worker anch’io.
Ma di cosa parliamo esattamente quando parliamo di lavoro agile?

 Cos’è lo Smart Working?

Delle molte definizioni di Smart Working che ho letto, trovo che la più esaustiva sia quella riportata in un interessante ebook di Seedble:

“Lo smart working è l’applicazione delle discipline digitali, sociali e comportamentali per attivare un ‘nuovo modo di lavorare’, basato sulla condivisione della conoscenza, collaborazione e trasparenza e caratterizzato da un abbattimento delle strutture organizzative e un alto livello di fiducia (trust)”.

Considerare lo smart working solo come un sinonimo di telelavoro sarebbe  riduttivo. È senz’altro vero il contrario, però: qualunque professionista che abbia creato il suo business online fa senz’altro parte dell’ universo del lavoro agile.

I benefici che non ti aspetti

“L’adozione di modelli di lavoro Smart può aumentare la produttività delle aziende per un valore di 27 miliardi di euro e ridurre i costi fissi di 9 miliardi di euro”.

Sono le conclusioni a cui giunge l’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano dopo aver analizzato circa 600 aziende operanti in Italia e 1.000 professionisti.

Oltre a migliori risultati in termini di produttività e ad un abbattimento dei costi, il modello del lavoro agile può portare ad un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata e, in maniera più ampia, anche alla salvaguardia del nostro ambiente.

Ebbene sì: mettere le persone, i lavoratori al centro paga. Enormemente.

Quali sono i pilastri dello Smart Working?

segretariaPerché si possa definire smart working è necessario che siano presenti le cosiddette 3B:
1.Behaviours
2.Bytes
3.Bricks
cioè comportamenti, tecnologia e mattoni (intesi come spazio di lavoro fisico).

1. Behaviours. È necessario dire addio al cartellino da timbrare e  ai classici orari d’ufficio e spostare il focus sugli obiettivi da raggiungere. In questo modo l lavoratore (worker) è più responsabilizzato nella gestione del suo tempo e, soprattutto, è più coinvolto in un progetto: se ne è appassionato lo terminerà in molto meno tempo e i risultati avranno una qualità di gran lunga superiore.
Di nuovo: la parola chiave non è più controllo, ma fiducia.

2.Bytes. La tecnologia è nostra amica e oggi offre degli strumenti utilissimi (spesso anche gratuiti) per facilitare l’interazione tra le persone e per offrire supporto a coloro che lavorano in condizioni di mobilità. Si tratta delle cosiddette le tecnologie di Unified Communication & Collaboration.

3.Bricks. Accanto allo spazio di lavoro virtuale bisogna ridisegnare anche lo spazio fisico. Perché lo smart worker possa essere performante e produttivo è fondamentale riprogettare gli ambienti di lavoro con l’obiettivo di ricrearli aperti, flessibili e orientati alla collaborazione e al benessere tra le persone.

Quali sono i valori chiave?

Collaborazione, condivisione e trasparenza sono i presupposti su cui costruire la fiducia (trust) e con essa tutto il lavoro del futuro.
In effetti i nuovi modelli di business già si basano sulla fiducia: non prenoteremmo una camera online e non acquisteremmo un articolo su Amazon se non avessimo piena fiducia in queste piattaforme.
Come riportato nello Smart Working Book: il trust è il nuovo prodotto/servizio nell’era della social collaboration.

assistenza virtuale

Le 4 caratteristiche della collaborazione digitale secondo Seedble

Prima buona notizia: la proposta di legge sullo Smart Working

E’ stata approvata nel maggio 2017. Trovo che prometta bene già dall’incipit:

 “Lo smart working è una modalità di lavoro innovativa basata su un forte elemento di flessibilità, in modo particolare di orari e di sede. Il futuro dell’organizzazione del lavoro passa necessariamente da qui: lì dove il lavoro incontra le nuove tecnologie, infatti, nascono occasioni che non possiamo permetterci di ignorare e che ci portano a un importante cambiamento di mentalità”.

Leggi qui per vedere nel dettaglio cosa prevede la legge.

Seconda buona notizia: la promozione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione

Lo scorso febbraio il Comune di Milano ha indetto la Giornata del Lavoro Agile per il terzo anno consecutivo.

Rivolta a numerose aziende private che hanno sperimentato forme di Smart Working gestendo con flessibilità il proprio orario di lavoro (svolgendolo soprattutto da casa), ha apportato molteplici benefici: risparmio di tempo per i lavoratori, minore congestione stradale, minori emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Conclusioni: il lavoro agile segna l’arrivo della Quarta Rivoluzione Industriale

Per lo meno queste sono le conclusioni a cui giunge il Sole 24 Ore . Che si sia d’accordo o meno, è indubbio che il mondo (e il mercato) del lavoro tendono sempre più alla semplificazione e alla smaterializzazione dei modelli di business e di collaborazione. Per non rimanere ancorati ad un’idea tradizionale e superata di “fare impresa” è necessario avere piena consapevolezza dei cambiamenti in atto.

 E tu cosa ne pensi? Sei già uno smart worker o stai pensando di adottare un modello lavorativo di lavoro agile?  Se vuoi puoi lasciarmi nei commenti la tua testimonianza.